mercoledì 17 febbraio 2016

I romani so' ladroni... e i milanès pussé

(Chiedo scusa se ho storpiato due dialetti in una botta sola: non sono né romano né milanese.)
Già, perché i milanesi hanno sempre tutto in quantità e qualità superiori al resto del mondo.
Come una stordita milanese che ho sentito in una trattoria-pescheria siciliana, in riva al mare, il cui proprietario è lo stesso pescatore che fa le nottate per rifornirsi di pesce da vendere o servire il giorno successivo: "A Milano si trova il pesce più fresco che ci sia".
Come un altro stordito che è andato in Valle d'Aosta a dire "A Milano abbiamo le montagne più alte che esistano".
Ma se queste due riportate sopra sono balle, se sentite un milanese dire "A Milano abbiamo i politici più ladri che ci siano", credetegli pure. Gira e rigira, tutti questi baluba verdi riuniti sotto lo slogan "Roma ladrona" hanno sgraffignato tutto lo sgraffignabile, secondo il famigerato "principio di acquisizione dei Ferengi" e anche oltre. Ultimo (ma solo in ordine di tempo: ce ne saranno altri) lo scandalo della sanità lombarda. Del resto il primo grosso ladrone da quelle parti è stato lo stesso fondatore dei baluba verdi; vogliono forse i suoi degni emuli essere da meno?

Errata corrige: si parla di "regole di acquisizione dei Ferengi", ma non di un singolo principio.

4 commenti:

Vincenzo Iacoponi ha detto...

Parecchi anni fa assistemmo mia moglie ed io ad un comizio del "professur". La mia signora, che aveva accanto me da una trentina d'anni -allora, oggi sono più di cinquanta- e quindi aveva digerito tutta la serie di parolacce e di espressioni romanesche le più sboccacciate possibili che io quotidianamente uso, la mia signora dicevo rimase di pietra all'ascolto delle parolacce spiattellate dal grande tribuno della plebe.
Nessuno di noi due aveva dimenticato i primi cinque anni di vita coniugale trascorsi in quel di Milan, piazza Napoli, dove io lavoravo in piazza Diaz, tra piazza Duomo e piazza Missuri. Non mi pareva di aver sentito tante espressioni volgari per dire che Roma era ladrona e i lumbard e tutti quelli del Nord Est lavuraven e pagavano i debiti ai romani.
Poi è arrivato lui al potere in quel di Roma insieme ad un altro milanes del cazz e del controcazz, e si è visto quello che si è pappato, lui e quel trotone di suo figlio, laureato in Albania. Maddai!
Lo stesso faranno i pentastellati, vedrai, appena arrivano a deporre i loro flaccidi culi sulle poltrone che contano. Canteranno una canzonaccia trasteverina che diceva più o meno "o Franza o Spagna qua so tutti magna magna, allora panza mia fatte capanna".
Ci divertiremo, soprattutto perché il citrullo maggiore, Re Cazzaro I°, sarà stato defenestrato da questi manigoldi.

Dumdumderum ha detto...

@Vincenzo
Ormai per la "politica" italiana è valido il detto "Peggio che andar di notte".

cristiana2011 ha detto...

TE GHET RASUN!
Non è la prima volta che notiamo le stesse incongruenze che animano i nostri politici.
Cristiana

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
E non sarà neppure l'ultima, temo.