giovedì 21 aprile 2016

Per gli sbattiballe l'ambiente non esiste

D'accordo: i pedanti puntigliosi a manetta mi verranno a puntualizzare che col referendum sulle trivelle in mare il disastro avvenuto vicino a Genova non ha niente a che vedere. Vero; ma il fatto è che gli sbattiballe non sono andati a votare dimostrando che proprio dell'ambiente in cui vivono non gliene può fregare meno. E ora, però, quelli che stanno in quella zona dove c'è stato lo sversamento da un oleodotto la cui manutenzione lasciava alquanto a desiderare hanno la bella faccia di lamentarsene. Ma, cari sbattiballe sbolognatori di responsabilità, dov'eravate domenica scorsa? Al mare, eh? Lo stesso mare, magari, che a causa del vostro codardissimo astensionismo rischia di fare la fine che ha fatto un fiume assieme a un piccolo tratto di mare dalle vostre parti? Continuate pure a pensare solo al vostro orticello e non un millimetro più in là; finirete per trovare questo orticello sommerso da una marea di petrolio.

2 commenti:

Vincenzo Iacoponi ha detto...

Ho un piacere sadicamente pruriginoso nel pensare che tutti gli abitanti di quella riviera fiumarola a Genova NON SIANO andati a votare al referendum, e così l'hanno presa nel sederino. E adesso tenetevi la puzza e le malattie che ne verranno, razza di stronzi!
Dice: ma stanno a 19 chilometri dalla riva. Quanto ci mette un'onda marina ad arrivare a riva da 19 chilometri? Mezzora? Un'ora? Non di più col mare calmo.
Ma non è questo il punto. Perché si deve lasciare all'arroganza di un bastardo non legittimato da alcun voto popolare di regalare il nostro petrolio ai francesi, agli inglesi e agli americani e ai tedeschi? Lui ci guadagna di sicuro, ma il popolo italiano?
E poi avete pensato che quel petrolio (micoorganismi sedimentati nel tempo) sta lì sotto da centinaia di migliaia di anni? Che si tratta di una falda coperta innanzitutto da una falda acquifera e forse anche da terreno che ha sedimentato per centinaia di millenni. Voi adesso gli andate a rompere i coglioni, succhiate la falda di petrolio, quindi la falda acquifera si abbassa a coprire il vuoto e il terreno sedimentato si sfalda. Cosa succederà? Si può ipotizzare che anche il terreno della terra ferma ceda? Sì, si può. Vi ricordo che nell'alto Adriatico c'è una città, una certa Venezia, Venice, Venedig in pericolo mortale. Venezia è fatta di isole che poggiano su falde acquifere.
Me spiegai?

Dumdumderum ha detto...

@Vincenzo
Ovvio: se continuiamo a tartassare così l'ambiente, prima o poi esso si vendicherà. Ho i miei sacrosanti dubbi che l'umanità esisterà ancora alla fine di questo secolo.