mercoledì 1 giugno 2016

80: la beffa

(Questo secondo la Nuova Smorfia Dumdumderiana.)
Quella mossa propagandistica degli 80 euro non smette di costare cara agli italiani. Oltre al fatto che di quegli 80 euro chi ne aveva teoricamente diritto ne avrà goduti sì e no la metà, oltre al fatto che chi non ne aveva diritto si è trovato a pagare più tasse proprio per coprire questo malus (no, non è un "bonus", proprio per niente), adesso tanti che teoricamente ne avrebbero avuto diritto si trovano a doverlo restituire tutto in una botta unica. Perché? Ma semplicemente perché è stato davvero studiato solo come mossa propagandistica, e non per aiutare davvero la gente. Era stato fatto solo per una specifica fascia di reddito: dagli 8.000 ai 26.000 euro (lordi, sia chiaro). 7.999,99? 26.000,01? Non ne avevi diritto. Tanti con la dichiarazione dei redditi 2015 si sono trovati appena sopra i 26.000, e vabbe', sono straricchi, ora devono restituire il maltolto. (Primo vaffanculo.) Però tanti vivono con redditi da fame, sotto gli 8.000 euro, si sono trovati con la dichiarazione dei redditi appena sotto, e devono anche loro restituire una sbordellata di soldi. Cioè, sono già strapoveri, avrebbero dovuto già avere diritto a quel malus (ribadisco: continua a non essere un "bonus") da zero euro in poi, e il fatto che a loro non spettasse è già una grossa beffa; quelli che si erano illusi di aver guadagnato quel centesimo in più tale da permettere loro di goderne adesso sono doppiamente beffati e si ritrovano ancora molto più poveri di prima! Secondo e più grosso vaffanculo. Per combinarne una giusta il "governo" avrebbe semplicemente dovuto modificare gli scaglioni di reddito ai fini dell'IRPeF, ma quello non avrebbe colpito abbastanza la fantasia della gente da guadagnare quei voti per le elezioni EUROPEE, ribadisco per l'ennesima volta, EUROPEE, NON ITALIANE, e permettere al cretinotto toscano di instaurare il suo regime da ducetto della domenica pomeriggio (ormai sera inoltrata) sulla base di un risultato elettorale che con la politica italiana c'entra come i broccoli con il cioccolato.

2 commenti:

Vincenzo Iacoponi ha detto...

Mi auguro che l'italiano medio imbecille da allevamento coatto abbia finalmente capito quanto assai tantissimo buffone sia lo stronzo che quel vecchio coglione dell'andato (affanculo) presidente -dal cazzaro nominato galantuomo- arbitrariamente installò a Palazzo Chigi. Che se ne ricordino alla mattina di quella domenica di ottobre. Che si vestano e vadano a sbattere sulla scheda referendario una bella croce sul NO, in modo che faccia le valige il gran cazzaro e si tolga dalle palle, lui e la sua ministrona di patate marce.

Dumdumderum ha detto...

@Vincenzo
Qui sono ottimista. Se già solo a votare No vanno quelli che hanno votato Sì al referendum di aprile, il Bomba è panato. Però sono pessimista sul fatto che se ne vada: per schiodarlo da lì occorrerà che la magistratura gli trovi qualcosa di storto e lo condanni.