martedì 14 giugno 2016

Brevi considerazioni sulla pazzia omicida

1) Quello di Orlando era un pazzo esattamente come Breivik, con l'unica differenza che Breivik è ancora vivo e prima o poi riuscirà a convincere la giustizia norvegese, troppo morbida, a lasciarlo uscire per "buona condotta" e a permettergli di compiere altre stragi. Ma si tratta di pazzi animati dalla stessa motivazione di fondo: la paura (paura paura paura) del diverso. La stessa paura che anima troppe persone magari più miti, ma che nel loro cuore approvano quello che hanno combinato questi e altri pazzi furiosi in nome di ideologie farlocche. La stessa paura che anima chi strumentalizza dei pazzi che hanno agito a proprio esclusivo nome per rivoltare le masse di ignoranti contro specifiche categorie di persone. Smettetela tutti quanti di cagarvi in mano e tenete a mente una considerazione di base: siamo tutti accomunati da due dettagli, cioè, a) siamo tutti umani, e b) non esistono due umani identici, nemmeno se sono gemelli omozigoti. Se non amate il diverso, suicidatevi o andate a vivere in qualche eremo solitario completamente isolato dal mondo.
2) Fintanto che per i merrrrregani sarà giusto poter comprare armi al supermercato, si tengano le stragi. Quella di Orlando ha colpito l'immaginario collettivo per il luogo dov'è avvenuta e per le presunte motivazioni dell'assassino - ma di stragi del genere ne avvengono praticamente ogni giorno. Il ragazzo che frega il fucile del padre e ammazza metà dei suoi compagni di classe? Peuh. Lo svitato di turno che si mette a mitragliare tutti quelli che capitano a tiro in una pubblica piazza? Squamfillacchere. Puri e semplici episodi di cronaca nera, nei "civilissimi" USA.
3) Tutti noi, ma soprattutto le istituzioni, dobbiamo piantarla di fare i cordoglioni, di esprimere condanne, di "je suis [blablabla]" e tutto il resto, appena avvenuto uno di questi brutti episodi e poi, dopo pochi giorni, passata la festa gabbato lu santo e tutto torna come prima. La condanna va espressa sempre, e va messa in atto con atti concreti - in primis cominciare a educare i giovani al concetto (già espresso sopra) che siamo tutti umani, tutti sulla stessa barca a navigare sullo stesso oceano di merda. Grandi paroloni non risolvono niente se non sono accompagnati dai fatti; i pazzi omicidi vanno isolati o del tutto eliminati - sono malati, sì, ma sono incurabili - e la gente deve imparare a rispettare anche chi ha origini, cultura, idee diverse dalle proprie. Solo così potremo lasciarci alle spalle la barbarie e cominciare davvero a considerarci civilizzati.

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