mercoledì 8 giugno 2016

Ricchezza e demagogia

Ormai è ovvio che la ricchezza vada ridistribuita. Ormai è chiaro e lampante che avere il 99% della ricchezza del pianeta nelle mani di un esiguo gruppuscolo di individui sta distruggendo quella gran maggioranza di individui che a volte non sa nemmeno come iniziarlo, il mese. Ma non è con la demagogia che si risolve il problema. "Reddito garantito per tutti", "reddito di cittadinanza"... ma dove vivete, gente? In Svizzera l'hanno bellamente cassato, e cassato, tra l'altro, con una tale stragrande maggioranza di contrari da spingere chi ha un po' di buon senso a chiedersi su che pianeta vivono i proponenti. Qui abbiamo varie correnti (grUllini in testa) che continuano a insistere su questo "reddito di cittadinanza". Per come lo intendono loro, però, sapete come andrebbe a finire? Finirebbe così: "Bene, mi danno mille euro al mese, che cazzo me ne fotte di cercarmi un lavoro?". Così, tutti felici, nessuno lavora più, e poi? Facciamo produrre cibo e tutto quello che utilizziamo ai cinesi che lavorano come schiavi diciotto ore al giorno festivi inclusi per una ciotola di riso? Alla fine, poi, si romperanno i coglioni pure loro di mantenere le grasse pance del ricco occidente che non muove un dito per guadagnarsi la giornata! Queste sono mosse puramente demagogiche che non porteranno niente di buono: causeranno solo un gran puttanaio e si finirà per averla a forza bruta, questa ridistribuzione della ricchezza. No, no, bisogna intervenire alla radice, cominciando a segare tutti quei privilegi e quei "bonus" (che a noi fanno tanto malus) di cui gode quella classe di politicanti incapaci che abbiamo.

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