venerdì 22 luglio 2016

Girarsi dall'altra parte

Ovviamente fintanto che il "democraticamente eletto" dittatore turco tornerà comodo a quest'europa (che ha definitivamente perso il diritto alla maiuscola) per "risolvere" - in un bagno di sangue - questo grandissimo problema dei migranti.
Quando il flusso di desperados cesserà o si indirizzerà verso altre zone del mondo, il "democraticamente eletto" comincerà a venire scomodo, e l'europa comincerà a rendersi conto che democrazia fa rima con Turchia soltanto sulla carta. Cosa faranno allora? Piagnucoleranno coi merrrregani, e il prossimo presidente merrrregano (non illudetevi: proprio in quanto merrrregani i due candidati sono della stessa identica pasta, cioè guerrafondai fino al midollo) dichiarerà guerra alla Turchia come hanno fatto in Iraq, in Afghanistan, in Siria, in Libia e in tanti altri posti del mondo. E si prenderà brodo: nei casi migliori tra quelli citati al massimo hanno potuto contare su una vittoria di Pirro. Al massimo. Coi turchi prenderanno brodo e basta: chiunque abbia mai tentato di attaccare i turchi s'è sempre preso un manico di botte.
A quel punto, all'europa converrà continuare a girarsi dall'altra parte dissociandosi dall'intera faccenda. La Turchia non è una terra lontana come l'Iraq, o anche vicina come la Libia ma con un mare in mezzo: è alle porte. Solo mandare mezzo uomo in aiuto dei merrrregani equivarrà a spingere i turchi a dichiararci guerra - e ci massacreranno. Se i nostri politicanti da strapazzo ci tengono alle loro misere vite, lascino perdere, che è meglio.

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