martedì 19 luglio 2016

Il ritorno della schiavitù

Lavoratori pagati con buoni pasto.
No: non con buoni pasto che integrano uno stipendio da fame: solo con buoni pasto.
Senza copertura assicurativa, senza versamenti all'INPS, senza diritti.
Già con gli stramaledetti vàucer (italianizzazione voluta) un lavoratore è sulla buona strada per essere definito schiavo, perché ha un'assicurazione e versamenti INPS ridicoli, niente ferie, niente malattia, niente diritti. Adesso ci sono dei datori di lavoro che non fanno nemmeno lo sforzo di pagare i lavoratori in vàucer: siamo al livello delle industrie cinesi, dove gli operai lavorano diciotto ore al giorno festivi inclusi e hanno diritto unicamente a una ciotola di riso bollito al giorno e magari una stuoia pulciosa su cui distendersi per quelle poche ore di sonno, lì vicino alla loro postazione di lavoro.
E questa sarebbe una repubblica "fondata sul lavoro"? Sostituire queste parole dell'articolo 1 della Costituzione con "fondata sulla schiavitù".
(Inchiesta del quotidiano Il Tirreno qui.)

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