mercoledì 13 luglio 2016

Meno frecce, grazie

E un po' più di sicurezza sulle ferrovie. L'incidente ferroviario in Puglia purtroppo non sarà l'ultimo: ci sono fin troppe linee a binario unico in Italia. Linee gestite alla cazzo di cane, oltre tutto, grazie alla "brillante" idea che ebbe qualche governo passato di privatizzare le ferrovie: si sa che il privato bada solo esclusivamente al profitto immediato, senza alcuna pianificazione a lungo termine, senza il concetto di pubblico servizio, con tagli indiscriminati al personale e alle spese tanto per mantenere sempre alto il profitto di minuto in minuto - perché sì, i man(n)ag(g)er valutano l'andamento dell'azienda da un minuto all'altro! E allora, Trenimerda (e tutto il resto di ciò che apparteneva una volta alle ferrovie di stato) punta solo più su quello che permette di aumentare il profitto di minuto in minuto, cioè tutte le loro luridissime frecce rosse, argento, bianche, color merda; pompano campagne pubblicitarie miliardarie sulle frecce qui e le frecce là, cambiano l'intero parco treni (sempre delle frecce) tre volte all'anno, bli, blo, bla; tutto il resto della rete ferroviaria sono "rami secchi" e vengono lasciati al buon cuore di quei pochi sfigati che ancora ci lavorano. Le stazioni non sono più presidiate, tutto viene gestito da qualche punto centrale a decine, se non centinaia, di chilometri di distanza, e così due treni che non dovevano trovarsi a percorrere contemporaneamente lo stesso tratto di ferrovia a binario unico invece ci si sono trovati, con ovvie conseguenze. Ma, mentre ci sono le miliardate per pompare a manetta su quelle quasi inutili frecce, i pochi milioni necessari a mettere in sicurezza le linee secondarie non esistono - perché quelle linee secondarie non garantiscono abbastanza profitto, non promettono di raddoppiare gli introiti da un minuto all'altro. Ma la vita, nel caso specifico, di quelle decine di persone che non s'aspettavano proprio di morire per un viaggio in treno, vale qualcosina di più del semplice profitto raddoppiato ogni minuto. Qualche volta i dirigenti di Trenimerda e delle altre aziende coinvolte dovrebbero provare l'ebbrezza di prendere un treno su quelle linee che tanto disprezzano; chissà, forse il brivido del rischiare la pelle li spingerebbe a rivalutare la situazione. Forse.

4 commenti:

Vincenzo Iacoponi ha detto...

Mio malgrado devo contrariarti, però su un punto solamente: sembra che quella tratta fosse privata dal 1937, per via che allora -fascismo regnante ed operante- gli amici del padrone andavano rimunerati.
Per tutto il resto concordo, con l'aggravante che detta tratta -non degli schiavi ma degli stronzi- andava ancora avanti con i segnali a mucchi di legname dati alle fiamme e a fischio come le cicale. Mio genero, che dirige il centro riparazioni di Trieste e che ste cose le sa, mi informa che il quella tratta -aridaje- non c'è tecnologia, e te pareva, ma nemmeno tanta poca cosí, che infatti non ci sono segnali rossi o rossicci o rosatello che automaticamente (parolone in disuso) si accendono quando il convoglio lascia l'ultima stazione a segnalare all'altro "guarda che ti viene in faccia stronzo, fermo lì". No, niente di tutto questo. Solo il telefonino. Parte il treno e parte la telefonata al guidatore dell'altro treno.
Mo, metti che al telefonatore gli scappi una pisciata, che fa? Se la tiene in canna? La fa lì per terra? Lui corre al cesso e intanto il trenino parte. Il telefonatore fa l'ultimo schizzo e il treno acquista velocità. Il pisciatore se lo sgrulla e il treno va via velocissimo e quell'altro pure.
Morale: se beveva una birra di meno quei 28 ragazzi camperebbero ancora.
Ma guarda tu a che punto siamo nella nostra Bella Italia!

cristiana2011 ha detto...

"Tout passe tout casse tout lasse et tout se remplace"

Questo il cinico motto di coloro che arraffano finchè possono.
Cri

@enio ha detto...

di queste linee ferroviare se ne parla solo quando capitano i disastri, poveretti quelli che sono crepati, che di chiacchiere se ne faranno tante

Dumdumderum ha detto...

@Vincenzo
Immagino che comunque alla fine quella linea fosse finita sotto le sgrinfie di Trenimerda o di una delle sue varie consociate - perché alla fine della fiera è questo che hanno fatto altre linee che erano in concessione a privati perfino quando la ferrovia era ancora statale. Il che non scusa nessuno dei gestori per non aver messo in sicurezza quella linea: questo è chiaro.

@Cristiana
Tutto sempre in nome del Dio D€naro, ovviamente.

@@enio
Già, e fra due o tre giorni, come si suol dire, passata la festa gabbato lu santo: non ne parlerà più nessuno. Soprattutto meno che mai penseranno a mettere dei cazzo di semafori ferroviari su quella linea: altri treni vi si schianteranno in futuro.