mercoledì 14 settembre 2016

Distruzione della società in 10 mosse

È quello che stanno facendo le socialmerde. Perché continuo ad affermare di essere pienamente d'accordo con le parole di Eco riguardo al fatto che il web - e in particolare le socialmerde - ha dato parola a legioni di imbecilli? E perché queste legioni di imbecilli - webeti, per essere più precisi - sono destinate a crescere? Vediamo un po'.

1) Mostrarsi e acchiappare "mi piace" è più importante che comunicare
Riempirsi il proprio profilo di quelle merde di "selfie", cercare a tutti i costi di incrementare i "mi piace" ai medesimi obbrobri, tentare di imporsi al mondo con arroganza - per poi rendersi amaramente conto che agli altri dei propri "selfie" cacatissimi non può fregare meno e che si conta come una cacca di mosca. E la comunicazione? Ciao ciao.

2) Corollario del precedente: la comunicazione diventa impossibile
Quando cresce il numero degli "amici" sul proprio profilo, diventa davvero impossibile riuscire a mantenere relazioni anche coi pochi che meritano davvero l'appellativo. Ma a questo punto la caccia agli "amici" a tutti i costi è diventata più importante che stringere o mantenere relazioni con loro. C'è gente che si lamenta che il limite di 5000 amici sul Tomo delle Facce di Merda è troppo poco - ma bisogna rendersi conto che avere un centinaio di amici è la norma sulle socialmerde proprio come nella vita reale!

3) L'interazione umana è andata a mignotte
No, i "mi piace" e i commenti non sono un ritorno efficace. Non impediscono in alcun modo al troll o al webete di turno di pubblicare stronzate che non avrebbe il coraggio di dire in faccia a qualcuno, soprattutto offese, discriminazioni, incitamenti all'odio e alla violenza.

4) Le socialmerde hanno davvero dato il diritto di opinione a legioni di webeti
Questo perché si ha la sensazione che la propria opinione (che nella vita reale verrebbe derisa o aspramente criticata) su web conti davvero qualcosa.

5) Gli estremismi trovano terreno fertile
Davvero. Oltre al riuscire ad esprimere in pieno il proprio estremismo, i webeti riescono a trovare la marea montante di webeti come loro che dà loro ragione a colpi di "mi piace" e commenti altrettanto estremisti. Oltre tutto, l'ipersemplificazione che è una delle caratteristiche base delle socialmerde porta alla creazione di "meme" estremisti che raggiungono in fretta un vasto pubblico.

6) La padronanza della lingua italiana è andata pure lei a mignotte
E questo non ha bisogno di particolari spiegazioni. In prima elementare sapevo già esprimermi con maggior padronanza della lingua rispetto alla stragrande maggioranza (più del 90%) degli utOnti delle socialmerde. Ancora una volta, l'ipersemplificazione porta a questo.

7) Pure la soglia di attenzione sta andando a mignotte
Ancora una volta, sempre l'ipersemplificazione è la colpevole. Quanta gente incontrate che vi dice candidamente "Ah, quello non l'ho letto, è troppo lungo"? Sempre di più? Ormai la gente legge solo più il titolo, e neanche tutto: solo le parti che può usare per darsi da sola una conferma di idee preconcette, e poi ripubblica, condivide, mette il "mi piace" senza aver in realtà letto una sola parola del testo. E se ne vantano pure! Questo è il problema.

8) Dove va una pecora, vanno tutte le altre
E dove va il primo webete che mette un "mi piace" o una condivisione a cazzo di cane, mucchi di altri webeti lo seguono a ruota. Nessuno ha più un'opinione propria: conta quella del gregge, punto. Perché i post più di merda (estremisti, populisti, [...]) passano sopra, come popolarità, ai post davvero interessanti? Perché il gregge è andato dietro a quella prima pecora che ha "mipiaciuto" o condiviso quel tale post di merda!

9) Le socialmerde hanno aumentato esponenzialmente il ritmo di riproduzione delle bufale
E non sto parlando di quelle che muggiscono, mangiano erba e producono latte per eccellenti mozzarelle. Diciamocelo subito: i boccaloni sono sempre esistiti, così come gli spacciatori di notizie farlocche; ma se ogni singola bufala rischia di diventare un "meme" anche la sua diffusione cresce in maniera esponenziale, così come aumentano i boccaloni disposti a prenderla per vera (anche perché, come detto al punto 7, hanno letto solo quelle due o tre paroline del titolo che hanno calamitato la loro limitatissima attenzione).

10) Ci si convince che per cambiare il mondo basta un clic
Già. Un "mi piace" qui per cambiare il mondo. Cambia la foto del profilo e dimostrerai che hai attivamente contribuito a quella tale causa. Firma una petizione online e manderai a casa la ka$$$$ta. Tanti webeti ormai sono convinti che un clic qua e là basti a rovesciare una situazione merdosa, e quando chiedi loro se intendono fare davvero qualcosa ti dicono che l'hanno già fatto, tanto basta un clic.

Ecco perché insisto a dire che se qualche circostanza mi rendesse proprietario delle socialmerde le chiuderei all'istante. Lo scopo originario delle socialmerde, cioè tenere in contatto persone lontane, è stato abbondantemente stravolto dal modo in cui legioni di webeti le usano. Quando uno strumento ti facilita troppo certe cose, la tua mente va in ibernazione totale e tu spargerai per il web tonnellate (virtuali, ma pur sempre pesanti) di immondizia putrida e rivoltante.

2 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Se poi le socialmerde le usa pure il PdC, viene da chiedersi se non sia un webete anche lui, a meno che non lo si sia già capito.
Cristiana

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Cosa c'è di peggio di un webete? Un webete in posizione di potere.