giovedì 15 settembre 2016

Restiamo italiani, suvvia!

C'è tanto da stupirsi di un ambasciatore merrrrregano che ficca il becco in faccende che non lo riguardano? C'è tanto da meravigliarsi se i merrrrregani continuano a ritenerci una loro colonia, se l'Italia stessa si ritiene tale? Cioè: continuiamo a scopiazzare tutto quello che fanno perché merrrregano è figo - ah, no, si dice cùl. Cul? Già: cul. Continuiamo a mandare in giro per bordelli la lingua più bella dell'Universo infarcendola di termini merrrregani (il più delle volte usati alla cazzo di cane) perché così è più cul. Continuiamo a ritenere che l'avvenimento più importante dell'Universo siano le elezioni presidenziali in un paese che, in un caso o nell'altro, tratterà con l'Italia sempre allo stesso modo (e che sta presentando due candidati del tutto improponibili, ma questa è semplicemente una mia opinione). Ma puttana di quella troia vacca porca mignotta bagascia sgualdrina battona di una meretrice! Siamo un popolo con millenni di storia alle spalle; vogliamo continuare a farci dominare culturalmente da un popolo che di storia ha pochi secoli? Cerchiamo di ricordarci che siamo italiani - e che, semmai, sono i merrrregani a dover essere culturalmente nostri sudditi, vista la gran quantità di nomi italiani e di nostri aspetti culturali che abbiamo esportato laggiù!

Un messaggio all'ambasciatore merrrrregano: egregio signor Phillips, cerchi di badare al suo lavoro, che è curare le relazioni tra l'Italia e il suo paese, anziché impicciarsi di questioni puramente locali che non la riguardano come il voto a un referendum sulla nostra (e ribadisco nostra) Costituzione.

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