mercoledì 26 ottobre 2016

Guerre tra poveri - e i ricchi gongolano

Divide et impera, dicevano.
Questo motto dell'impero romano non è mai stato più attuale. E quando il nemico è la stessa popolazione, cosa si fa? Si mettono poveri contro poveri. Quello che è successo a Goro, manifestanti messi su dai soliti ignoti che hanno costretto un pullman con una ventina di profughe fuggite da una guerra a fare un'inversione a U e andare da qualche altra parte, non è che la punta dell'iceberg. Tutto sta nel mettere i ceti bassi contro i ceti bassi, fomentare odio e violenza tra poveri, distogliendo così l'attenzione generale dal modo in cui i ceti alti ci stanno tutti quanti prendendo per il culo. A questo punto, ai manifestanti di Goro e a tutti gli altri che si bevono il bieco populismo di cosi subumani come i baluba verdi, un semplice messaggio: lasciate perdere i poveracci come voi e cominciate a scendere in piazza contro quei ceti alti che:
- per aumentare i propri stessi privilegi hanno corcato di tasse i ceti bassi;
- hanno tolto tutte le tutele sul lavoro, costringendo i vecchi a lavorare fino alla morte per mantenere i giovani destinati a un precariato sottopagato a vita;
- hanno reso sanità, trasporti, istruzione e benessere sociale roba strettamente per i ricchi.

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