mercoledì 19 ottobre 2016

Il Tomo dell Facce di Merda e la censura lavorativa di regime

Quando avevo sentito di questa notizia, inizialmente l'avevo presa per una bufala. Su bufale.net, tuttavia, è purtroppo arrivata la conferma che 'sta faccenda non muggisce, proprio per niente. Per chi non ha voglia di cliccare su quel link (ma fatelo, suvvia: è un sito che merita), in parole povere, una dipendente pubblica sul TFM una foto della visita del Bomba a una famosa azienda, assieme al direttore di quest'ultima; una collega ci mette un commento poco lusinghiero in itaGliano webbaro, e l'autrice della pubblicazione lo mipiacizza(*). Risultato: licenziate tutte e due per giusta causa.
Insomma, abbiamo due aspetti che messi insieme hanno contribuito a questo spiacevole episodio. Da un lato l'utOntaggine di tanti webeti che sul TFM pubblicano di tutto e di più senza minimamente prendere in considerazione il fatto che tutto ciò che viene pubblicato sulle socialmerde è pubblico che più pubblico non si può; dall'altro lato, il fatto che viviamo sotto regime - un regime ridicolo, da opera buffa, ma sempre un regime - e che con puttanate come il giosbàt il Bomba ha fatto sì che il manico di quel famoso coltello sia sempre più saldamente nelle mani dei padroni (no, non si chiamano più datori di lavoro: sono tornati a essere padroni, come nel 1800). Pubblicare puttanate sul TFM sotto regime vuol dire darsi la zappa sui piedi, no? O farsi crescere i coglioni solo per avere il piacere di martellarli, scegliete voi. Il mio sogno: eliminare sia le socialmerde che i regimi dittatoriali. Utopia? Mah. I secondi gira e rigira crollano da soli; quanto alle prime, lì sì che la vedo dura.

(*) Non esiste "mipiacizzare"? Ma sì che esiste: l'ho appena inventato io!

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