venerdì 25 novembre 2016

Solite "catastrofi" d'autunno

Bollettino di guerra autunnale: allagamento di qua, smottamento di là; lì sono caduti dei sassi, laggiù è sprofondato il terreno; il tale torrente è uscito dagli argini, bla bla bla.
Dove, mi chiederete.
Risposta netta e precisa: sempre negli stessi posti. Prendete le notizie di quest'autunno, incrociatele con quelle del 2015, del 2014 [...] e scoprirete che alla minima pioggia autunnale i nomi dei posti colpiti da, ahem, "catastrofi" con virgolette d'obbligo non cambiano mai.
Cioè: da una pioggia all'altra la gente non impara mai. Soprattutto non imparano mai la lezione fondamentale: se continuiamo a tirar mazzate all'ambiente, questo prima o poi finisce per reagire violentemente. Se continuiamo a costruire case sugli alvei dei fiumi non dobbiamo lamentarci se la prima ondata di piena ce le tira giù; se continuiamo a disboscare i declivi non dobbiamo lamentarci per le colate di fango; se continuiamo a farci i beati cazzi nostri senza minimamente pensare a dove viviamo, sarà l'ambiente stesso a estinguerci. In fin dei conti, un pianeta è molto più forte di tutte le creature che lo popolano.

4 commenti:

iacoponivincenzo ha detto...

Ma come fanno i giapponesi a fregarsene dei loro eterni terremoti e maremoti? Ma perché non sono italiani e non hanno i nostri governicchi. La settimana scorsa a Tokio una strada del centro è sprofontata per una trentina di metri, portandosi dentro la voragine macchine, asfalto e tutto quel ch c'era e per fortuna era prestissimo e nessuno è morto.
48 ore dopo -hai letto bene- la strada era di nuovo in ordine e nessuno che non avesse visto quello che era successo avrebbe mai potuto capire che quel pezzo di oltre 100 metri quadrati era nuovissimo. Mi sembra che abbiano buttato in poche ore più di cento tonnellate di sabbia e detriti in quella voragine e lavorato come giapponesi senza fare pause in turni di sei ore.
Da noi ogni anno negli stessi posti il diluvio, lo straipamento, lo smottamento, il terremoto. Scoreggia un somaro e crolla una casa, piscia un cane e si allaga una strada. E il coglione nazionale numero uno corre e corre dalle Alpi alle Piramidi...no quello era Napoleone...dalle Alpi alla Sicilia, Sardegna inclusa a promettere di ricostruire immeditamente quello che poi sarà di nuovo distrutto. Negli ultimi 10 anni sono stati massacrati in riparazioni fasulle 495 miliardi di Euro, quando ne sarebbero bastati 5 ogni anno per mettere il territorio in sicurezza.
Siamo i maestri scialacquatori dell'Universo e Renzi è il nostro DUCE:
DUCE DUCE DUCE DUCE eia eia alalà.

Dumdumderum ha detto...

@Vincenzo
48 ore è più o meno il tempo che qualunque impresa seria c'impiegherebbe a tappare un buco di quel genere; il problema è a monte - perché l'impresa seria non viene mai chiamata qui da noi: vengono chiamati gli amici degli amici, che ti fanno pagare 6 mesi di lavoro per tappare il buco alla cazzo di cane. E come dicevo, qui le "catastrofi" colpiscono sempre negli stessi posti. Affidare qualche lavoretto indispensabile a qualche impresa seria? Giammai! Meglio andare avanti a fare i piangina in eterno! So per certo che, per fare due volgari esempi, in Valle d'Aosta e in Piemonte non hanno imparato niente dalle alluvioni, rispettivamente, del 2000 e del 1994.

cristiana2011 ha detto...

L'Italia è un Paese disgraziato, DICIAMOCELO, sia come posizione geografica che come incuria del territorio.
Siamo masochisti o semplicemente incoscienti?
Ai posteri....
Cri

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Sbattiballe è il termine più appropriato.