martedì 6 dicembre 2016

Il vero cambiamento

... non può avvenire sul piano normativo. Certo non con una "riforma" abborracciata alla bella meglio per favorire gli interessi delle corporazioni economiche che stanno governando quest'europa tutta da rifare. Gli italiani hanno appioppato a questa bella "riforma" e ai suoi promotori un bel calcio in culo, il che è già un microscopico progresso, ma non sufficiente. Comunque, prima di pensare a cambiare le leggi, dobbiamo cambiare noi stessi, perché altrimenti un cazzaro se n'è andato ma verrà sostituito con altri cazzari. E vabbe', della cazzoneria tipica degli italiani parlava già Dante, ma questa non è una scusa valida per dire "tanto siamo così, è inutile pensare di essere diversi": bisogna davvero sforzarsi di operare un cambiamento alla nostra stessa natura, agendo su vari aspetti.
  • Legalità. Questa è davvero la "bestia nera" degli italiani. Non solo sembra che le leggi esistano unicamente per essere infrante, ma addirittura le persone che riscuotono più consenso e più ammirazione sono quelle che più infrangono le leggi, e li riscuotono dalle stesse persone che hanno inculato a sangue, che formalmente le criticano ma sotto sotto le approvano. E si ritorna alla solita solfa: parcheggi alla cazzo di cane e ti fanno la multa? Te la paghi e impari a parcheggiare nei posti e nei modi corretti! Tuo figlio prende un votaccio a scuola? Se lo tiene, imparerà a studiare un po' di più e da te si prende due schiaffoni! Devi fare delle pratiche presso la pubblica amministrazione? Ti metti in coda, senza chiamare l'amico che lavora nel tale ufficio per "accelerare" la tua pratica! C'è una tassa da pagare? La paghi, senza costringere gli altri a pagare anche la tua parte! Qualche personaggio in posizione di potere le combina grosse, magari pure vantandosene? Agisci contro questo personaggio, in tutte le maniere legali che hai a disposizione, senza limitarti alle chiacchiere da bar o ai "morite tutti bastardi" sulle socialmerde per poi dargli il tuo sostegno!
  • Informarsi e darci un taglio alla boccaloneria. Anche qui la popolazione soffre di gravi mancanze; anche qui si è molto analfabeti funzionali (insomma, siamo gente che sa leggere e scrivere, ma trova troppo faticoso perfino leggere il segnale "STOP" sulla strada: meglio rischiare di ammazzare qualcun altro magari assieme a noi stessi. E questo è solo uno degli esempi.); gli organi di stUmpa che pubblicano titoloni attiravendite/clic, magari appioppati a un articolo che non c'entra un cazzo col titolo stesso, ma tanto sanno già che ben pochi leggeranno l'articolo; i bufalari (che comprendono anche testate ufficiali) che vomitano su web notizie farlocche a macchinetta, perché hanno piena coscienza che milioni di webeti ci cascheranno con tutte le scarpe; non parliamo poi della televisione, che la gira sempre a favore dei potenti di turno e che ha ancora il potere di incantare milioni di teledipendenti rincoglionendoli più di quello che già sono di loro. Date una scrollata al neurone solitario, fatevi venire dubbi e incertezze, andate a verificare tutte le fonti! Soprattutto, disiscrivetevi da tutte le socialmerde coi loro "mi piace" e i loro "condividi", e tenete presente che ogni bufala condivisa è un numero di pugnalate alla vera informazione pari a tutti i webeti che l'hanno condivisa.
  • Convincersi che non siamo sessanta milioni di nazioncelle individuali, ma facciamo tutti parte di una società. Curare il proprio orticello e chi se ne strafotte degli altri? Ma, per citare per l'ennesima volta Tozzi, "gli altri siamo noi". Dove noi guadagniamo illecitamente dei vantaggi, qualcun altro ci rimette; dove noi espandiamo a forza bruta la nostra libertà qualcuno sta perdendo la propria. E se fosse qualcun altro a guadagnare dei vantaggi a spese nostre, ad attentare alla nostra libertà? Ah, lì sì che c'incazzeremmo! A questo punto dobbiamo osservare il vecchio principio "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te". La nostra libertà d'azione ha dei paletti che non vanno oltrepassati. Dobbiamo abbandonare il vecchio modo di pensare secondo cui i doveri spettano solo agli altri, mentre noi ne siamo immuni, e specularmente che solo noi possiamo godere di diritti e gli altri devono tacere.
  • Coraggio delle proprie azioni. Viviamo in una società dove nessuno si assume la minima responsabilità; qualunque cosa succeda è sempre colpa di qualcun altro, e la stessa burocrazia è stata creata proprio per poter giocare allo scaricabarile e a rimpallare all'infinito da una parte all'altra la colpa di un qualsivoglia errore. Dire "ho sbagliato" non è un delitto (o magari lo è, comunque l'ammissione potrebbe valere uno sconto di pena). In questa società, si è portati alla denuncia facile, in parte sulla base del punto precedente (ribadisco: diritti a noi, doveri agli altri), in parte per paura di assumersi un briciolo di responsabilità. L'esempio classico: c'è una bella buca ben visibile sul marciapiede; distrattamente, ci ficchi un piede dentro, t'inciampi e sbatti il muso per terra. Cosa fa l'italiano medio in questi casi? Raccoglie i suoi pezzi e pezzettini e si dà uno "sveglia bauchi" da solo? Tsè: partono denuncioni a stecca verso l'amministrazione comunale! E magari la stragrande maggioranza della gente passa, evita quella buca e manco ci pensa! E no: se la buca non ti si è aperta di colpo sotto i piedi, se era già lì prima e tu sei l'unico che non l'ha vista e ti sei fatto male, è tutta colpa tua, quindi ti rialzi (se ci riesci) ripromettendoti di guardare dove metti i piedi la prossima volta! Non mi dire che in casa tua non ci sono ostacoli sui quali potresti spaccarti le ossa!
In parole povere, se non vogliamo cambiare soltanto i nomi di chi c'incula e continuare ad avere male al culo, dobbiamo essere noi a cambiare il nostro modo di pensare, smettendola di essere dei codardi egoisti sbattiballe totalmente insofferenti alle regole che noi stessi ci siamo dati. Se n'è andato il Bomba? Cerchiamo di non sostituirlo con un altro Bomba!

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