lunedì 19 dicembre 2016

Un bufalaro in meno

Non so se proprio a seguito delle denunce di Paolo Attivissimo e di David Puente o se la questione ha radici più lontane, ma il sito di cui parlavo nel post precedente ha chiuso. C'è da gongolare? Per il momento sì, anche se chissà cosa s'inventeranno gli allevatori di bufale per continuare a gabbare i webeti. Però comunque è un bel progresso, no?

3 commenti:

iacoponivincenzo ha detto...

CAZZO ha chiuso? Volevo leggerlo. Quale enorme buco nella mia cultura.

MikiMoz ha detto...

Ciao!
La questione è che la gente ci casca.
Alcuni, tipo Lercio, fanno bufale surreali (e comunque in molti ci cascano ugualmente), mentre altri, come Il Fatto Quotidaino fanno bufale strane, che non sempre sanno di scherzo palese.
Odio i siti che accrescono allarmismi e cazzate su situazioni spinose... però anche in questo caso è sempre la gente a essere poco intelligente.

Moz-

Dumdumderum ha detto...

@Vincenzo
Mi sa che non ti perdi niente.

@MikiMoz
Problema: Lercio già col nome si qualifica come un sito di troll professionisti, quindi chi ci casca è un pollo webete boccalone bietolone credulone cretidiota imbestupido all'ennesima potenza, con enne che tende asintoticamente a infinito. È più facile cascarci su siti il cui nome richiama testate ufficiali (Il fatto quotidAIno, Il CORRIERE della notte, LIBERO GIORNALE, ReBubblica, Il gioMale...) perché la gente, comunque affetta da analfabetismo funzionale, non sta a guardare queste minime differenze. Approfittarsene così, e solo per incrementare i clic e di conseguenza gli introiti pubblicitari, è da criminali. Nessuno farà mai chiudere Lercio (che tra l'altro dalla creduloneria dei webeti ha preso spesso le distanze), ma LiberoGiornale, Il fatto quotidAIno e altri di questa risma sono finiti giustamente in merda.