giovedì 31 marzo 2016

Idiota a caccia di idioti


L'idiota-preda (lo zombi sulla sinistra): il dirottatore che ha fatto atterrare un aereo a Cipro per che cazzo di motivi lo sa solo lui.
L'idiota-cacciatore (il panzone sulla destra): quello che si è fatto scattare una bella foto (no: non è un "selfie": l'apparecchio era evidentemente in mano a un terzo idiota non identificato) col dirottatore.
Notare la faccia da "anche questa ci mancava" dell'idiota-preda.
Ma che cazzo di mondo è questo? Voglio tornare su Marte!

giovedì 24 marzo 2016

Attentati e sciacalli

Binomio indissolubile, a quanto pare.
C'è chi pubblica subito dopo l'attentato un video di un vecchio attentato avvenuto a Mosca 3 anni fa - e i "giornalisti" che, anziché svolgere il loro lavoro che comprende anche la verifica dei fatti, ripubblicano tutto solo per attirare clic.
C'è chi pubblica notizie con TITOLONI!!!!!! studiati apposta per causare panico nella gente (2 testate in particolare: "libero di sparar puttanate" e quel coso che non è un "giornale" nemmeno con la minuscola); questo è alto tradimento, gente, non è più libertà di opinione.
Ci sono i complottardi che montano casi di "false bandiere" - come un certo strakPUPPA straPUPPA (uff, mi scappa) strakerPUUUUUPPA che accusa Wikipedia di aver pubblicato la notizia in anticipo sull'attentato, quando è evidente che essa si basa sul fuso orario GMT e noi (e Bruxelles) siamo in un altro fuso orario, un'ora avanti.
C'è la marea di boccaloni nonché analfabeti funzionali che leggono le prime due o tre parole di un post acchiappaclic e condividono e ripubblicano a stecca mucchi di stronzate sulle socialmerde, sciacallando a loro volta pur con la convinzione di far qualcosa di buono & giusto, ma sì, condividiamo, non costa niente e la gggggente deve sapere.
Ci sono i politicanti da strapazzo che, oltre a proferire discorsoni altisonanti "Reagiremo con fermezza" e bla bla bla ben riparati dietro a barriere e forze di sicurezza, stanno pensando di utilizzare questi attentati da vigliacchi per i loro biechi fini - il che vuol dire limitare tutte le libertà individuali e instaurare un clima di terrore e di sospetto a loro esclusivo beneficio.
E poi c'è la gente, che non sa più a cosa credere e quindi si lascia spaventare da quattro codardi che non avranno MAI il coraggio di affrontare il loro "nemico" (che tra l'altro li finanzia e fornisce loro le armi, anche qui sciacallando sulle vittime innocenti) faccia a faccia, ma che ricorrono a mezzucci come questi per farsi sentire.
E alla fine ci sono io, che continuo a chiedermi come cazzo ha fatto l'umanità, con la sua intrinseca imbecillità totale, a dominare un intero pianeta e a sovrappopolarlo con 10 o più miliardi di creature senza speranza. (Qualcuno mi dirà "No, ma non siamo 10 miliardi, solo 7". Tsè. Ci sono tre o più miliardi di persone che non sono mai finite in alcun censimento.)

Aggiornamento: ecco che risbuca la famosa "ragazza coi capelli lunghi" che secondo i complottardi di cui ho parlato sopra sarebbe presente a ogni attentato.


Cioè: o son pirla io che continuo a vederci cinque ragazze completamente diverse (salvo forse il taglio di capelli) o i complottardi continuano a fumarsi chissà quale sostanza e a sparare le puttanate più atroci soltanto per riuscire a darsi ragione da soli e continuare a sciacallare sulla pelle delle vittime.

mercoledì 23 marzo 2016

Un minuto sono sessanta secondi

No, non è Capitan Ovvio che parla.
Noto un fenomeno che succede sempre, e ieri ne ho avuto l'ennesima dimostrazione: il famoso "minuto di silenzio". Già questa stronzata è di un'ipocrisia abissale; tutte queste istituzioni che impongono questo minuto di silenzio - consigli comunali, provinciali, regionali, ministeri, istituzioni varie - non esprimono proprio per nulla vicinanza alle vittime e bla bla bla, fanno solo scena mediatica. Se proprio non riescono a evitare 'sta menata inutile, almeno la facciano bene! E invece chi ha resistito di più ha fatto 25 secondi di silenzio. Cioè, qui si somma ipocrisia ad ipocrisia, trasformando questo "minuto di silenzio" nella più grossa presa per il culo, soprattutto ai danni di chi ha perso amici o familiari in tragedie del genere.

martedì 22 marzo 2016

Guerra? No: azioni da codardi

Un attacco terroristico non è un atto di guerra. I terroristi sono troppo vigliacchi per dichiarare apertamente guerra a una grossa potenza (sgangherata, ma sempre grossa) come l'Europa: si limitano a far scoppiare bombe all'aeroporto e nella metropolitana di Bruxelles. Sì, hanno causato vittime innocenti: da bravi codardi, se la prendono coi civili inermi, non con obiettivi militari, a cui non si avvicineranno mai.
Ma, brutti figli di puttane storpie che non siete altro, voi terroristi di merda: che cazzo c'entra la popolazione con le vostre beghe? Vi auguro che le prossime bombe che cercherete di piazzare siano difettose e vi scoppino dritto su quei musi da cagasotto che vi ritrovate.

venerdì 18 marzo 2016

Tutto il mondo è paese

In Brasile come qui da noi: un personaggio inquisito ottiene un'alta carica politica per essere sottratto alla giustizia.
Da noi tutto buono, tutto giusto, chi se ne strabatte, basta che nessuno tocchi il nostro orticello. I brasiliani come la prenderanno? Di solito sono molto più permalosi di noi nei confronti di questi episodi. Noi ne abbiamo a bizzeffe, di gente piazzata ad arte su qualche bella poltrona per evitare loro guai con la giustizia; sul Brasile ho poche notizie. Quanti ne hanno? Quanto li sopportano? Spero per loro che siano meno codardi sbattiballe ed egoisti di noi.
(N. B.: prima che qualcuno citi gli eterni merrrrregani come "esempio di democrazia", rifletteteci. Da loro corruzione ed evasione fiscale sono delitti quasi da pena capitale, sì; però sono estremamente indulgenti con un padre che dà un'arma da fuoco in mano al figlio e questo entra a scuola e ammazza metà dei suoi compagni. Tutto il mondo è paese, anche se ogni paese fa a modo suo; alla fin fine, sempre lì si arriva.)

lunedì 14 marzo 2016

Fare di una mosca un elefante

Questa faccenda dell'olio tunisino ormai sta bellamente scassando il cazzo. Ma trentacinquemila tonnellate di olio davvero cubano così tanto? In Europa ogni anno si consumano milioni di tonnellate di olio d'oliva. MILIONI. Trentacinquemila cosa sono? Un granello di polvere, una cacchina di mosca. Eppure adesso sono tutti quanti scaldati su questa faccenda, ma vai a capire perché.
Ma andate a farvi friggere in olio pugliese taroccato, va'! Questa è la questione su cui dovreste scaldarvi tanto.

mercoledì 9 marzo 2016

In guerra ci finiremo, sì: con gli USA

E di questo dovremo ringraziare il gran bugiardo seduto abusivamente sulla poltrona del presdelcons.
Ha fatto su un gran cancan mediatico sul fatto che la boiata dell'intervento in Libia sia nata da "una raccomandazione degli Stati Uniti". Peccato che poi l'ambasciatore dei medesimi - cioè: non un pischello qualunque: l'ambasciatore - abbia clamorosamente smentito questa versione. No, non è un'idea dei merrrrrregani: è un'idea solo ed esclusivamente del bugiardo fiorentino, che così vorrebbe stabilire una volta per tutte di essere il nuovo duce instaurando un nuovo periodo coloniale dell'Italia. E quindi, visto che abbiamo a che fare coi merrrrregani - ovvero: una scimmia gigante col fucile; ma questo è un altro discorso - la guerra non la combatteranno cinquemila sfigati contro i libici: la combatteranno sessanta milioni di sfigati contro la scimmia gigante testé citata. E spero che il primo colpo dei merrrrregani abbia già inciso sopra il nome e cognome del bugiardo fiorentino.

martedì 8 marzo 2016

Dove sta andando la società moderna?

In un buco di culo, ecco dove.
A Roma due storditi hanno ammazzato un loro amico "solo per vedere l'effetto che fa".
Cioè: una volta (pazzia a parte, beninteso) almeno si uccideva per qualche motivo, hah, "valido" (virgolettato, perché motivi davvero validi per ammazzarsi tra esseri raziocinanti non ce ne sono). Una rapina andata a male, un omicidio su commissione, gelosie coniugali, una vendetta, un atto di terrorismo, una lite degenerata con una morte non desiderata, un semplice incidente dovuto a negligenza (non parlo degli incidenti dovuti a pura e semplice fatalità: non rientrano nella categoria "omicidi"), ecc. Alcune di queste motivazioni sono da ergastolo, altre no - ma almeno hanno una loro ratio. Uccidere qualcuno solo perché ti stai annoiando, non ti passa più il tempo, vuoi fare qualcosa di diverso per vedere l'effetto che fa? Il mondo sta impazzendo, forse? Auguro a queste due emerite teste di cazzo bollito di beccarsi la pena massima con tutte le aggravanti del caso, e francamente arriverei perfino a giustificare il loro omicidio da parte dei parenti della vittima, anche se non lascerebbe loro abbastanza tempo per riflettere sulla stronzata che hanno combinato sulla pelle di un loro amico.

lunedì 7 marzo 2016

Questa guerra non s'ha da fare

Il professor Cipolla ha stilato un diagramma di stupidità in cui, in parole povere:
- se arrechi vantaggi a te e agli altri sei intelligente;
- se arrechi vantaggi a te e danni agli altri sei un bastardo stronzo figlio di quella mignotta che t'ha cagato anziché partorirti;
- se nell'arrecare vantaggi agli altri ti fai male da solo sei un pollo o un masochista;
- se le tue azioni vanno a detrimento sia tuo che altrui sei uno stupido.
Le guerre possono occupare soltando due di queste categorie: possono essere foriere di bastardaggine (se vengono combattute per conquistare risorse, e se vengono vinte dagli aggressori) o di stupidità abissale (se vengono dichiarate per nessun motivo valido, e, a prescindere dalla motivazione, se gli aggressori le perdono). Indovinate un po' dove va a finire questa fantastica dichiarazione di guerra dell'Italia alla Libia.
Cioè:
- Quale stracazzo moscio di motivo abbiamo per andarci a infognare in Libia? Già lì ci stiamo facendo la figura dei rincogliontrulliti totali, perché ci andiamo per conto terzi: insomma, "andate avanti voi così la figura di merda ve la fate voi".
- In Libia non ricordano con molto affetto gli italiani; qualcuno pensa che la popolazione locale ci vedrebbe come dei salvatori? Poveri illusi. Ci vedrebbero come ci hanno già visti durante il nostro periodo coloniale: dei bastardi invasori.
- C'è un qualche piano su come gestire il dopo in caso, peraltro improbabile, di vittoria? Mi sa tanto di no; si va alla "prima li massacriamo, poi son cazzi (amari) loro".
- Qualcuno ce l'ha chiesto? Non mi pare proprio. Questa è un'iniziativa autonoma del "governo" italiano per leccare il culo sempre ai soliti noti; nessun'organizzazione internazionale (tranne l'odiosissima NATO, che andrebbe cancellata all'istante) e nessun organo di governo autorizzato della Libia (qui è semplice: non esistono) ha mai posto questo genere di richieste.
- Dulcis in fundo: a parte la sicumera del "governo", di solito si va in guerra quando si ha già di partenza una buona probabilità di vincerla; e vabbe', in guerra tutto può succedere, i pronostici si possono ribaltare con una facilità sconcertante - ma qui l'Italia si sta infognando di brutto su una probabilità quasi inesistente di portare a casa la pelle; per vincere questa guerra di stupidità ci vorrebbe davvero un miracolo.
Insomma: davvero vogliamo incrementare la zimbellaggine (ma esiste "zimbellaggine"? Se non c'è, la invento io!) dell'Italia a livello mondiale con una cappella mostruosa del genere?

giovedì 3 marzo 2016

Il cosiddetto "omicidio stradale"

Lo dico chiaro è tondo: è una stronzata abissale. È solo il classico pastrocchio all'italiana, per mettere dei distinguo dove non ce n'è il minimo bisogno. Un omicidio è un omicidio, a prescindere dall'arma utilizzata, che sia un coltello, un veleno, un veicolo, un'arma da fuoco, una bomba, o anche delle semplici parole studiate in modo da spingere qualcuno al suicidio. In tutto il mondo, tiri sotto qualcuno con la macchina (caso più diffuso di pirateria stradale)? Bene: cominciamo ad appiopparti l'accusa di omicidio. L'hai tirato sotto per sbaglio, perché hai cannato un calcolo, perché non l'hai visto, perché umpazumpa della cimpalimpa? Ok, omicidio colposo. L'hai ammazzato deliberatamente o perché ti sei messo alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, alcool compreso, o magari perché ti sei messo a scambiare messaggini mentre tenti invano di tenere il veicolo in strada? Bene: omicidio volontario. Basta, finita lì. (Stessa cosa ovviamente anche in caso di scontro tra veicoli.) Non è assolutamente necessario andare a cercare il pelo nell'uovo e spaccarlo in quattro con distinzioni capziose volte unicamente a trovare dei cavilli in sede processuale. O, almeno, non sarebbe necessario se non fosse per la passione del burocrate medio italiota di complicare le cose solo per il gusto di farlo. Faccio presente che abbiamo ben due tomi di codice penale (il c. p. propriamente detto che stabilisce le pene, e il codice di procedura penale che stabilisce come applicarle) che messi insieme fanno quattro volte la dimensione del codice penale (singolo, con pene e sanzioni tutte nello stesso tomo) più bizantino che abbia mai visto fuori di qui; troppa roba che spesso va in contraddizione con sé stessa e lascia troppi appigli all'azzeccagarbugli di turno; vogliamo ancora complicare ulteriormente questa faccenda?

mercoledì 2 marzo 2016

Sempre sul dito e sulla Luna

Segoni mentali della gente (in data astralonza [vedere data del post]):
- Di quel termine che viene cancellettato a stecca sul web con la vana speranza di vederlo apparire nei vocabolari ho parlato giusto nel post precedente; ormai è roba vecchia e stantia, e la marea è in fase calante; rispetto ad altri quotidiani stupri alla lingua italiana (morte del congiuntivo, punteggiatura che non esiste più, errori grammaticali e ortografici anche da parte di gente che è uscita dall'università con 110 e lode, merrrreganismi come se piovesse, e aggiungete tutto quello che non ho citato al minestrone) fa ridere i polli.
- Quel bambino figlio di un VIP omosessuale e il perché e il percome ha il nome del famoso zio di una canzoncina per i bambini ("Quante bestie ha zio [...]"). Il problema non è di chi sia figlio, cari cattonazistelli omofobi inutilmente pedanti, e nemmeno che nome gli abbiano appioppato; il problema vero di quel bambino, al di là dei clamorosi errori nelle scelte fatte dai suoi genitori (soprattutto una evidentissima mancanza di calcolo alla base della scelta fondamentale, e in secondo luogo la discutibile scelta della maternità surrogata, dovuta però al fatto che per le adozioni qui sarebbero nati grossi problemi) è che vive in una società malata in cui non potrà mai essere considerato una persona come tutte le altre: sarà sempre "figlio di due gay" e verrà perculato, bullizzato, emarginato per il resto della sua vita da questa società; non verrà mai visto come un essere umano qualunque.
- La candidatura alle elezioni merrrrrregane del caimano di quelle parti - ah, no, lì hanno gli alligatori, mica i caimani. Prima di tutto, che ne fotte a noi? Chiunque si sieda sulla cadrega del presidente là oltre oceano ha ben scarsa influenza su di noi, per non dire nessuna; l'Italia, in ogni caso, dovrà trattare col presidente di uno stato estero. E poi: non è tanto l'alligatore in sé, con le sue posizioni oltre l'estrema destra (giù dal dirupo???) il problema; quello che non funziona proprio per niente è l'opposizione dei suoi detrattori. Un ventennio di inutile opposizione al caimano qui da noi non ha insegnato niente a loro; più lo attaccano, più lo fortificano: chi lo vota lo vota in quanto tale, proprio perché esprime chiare e tonde le sue idee ultra-estremiste; gli indecisi vedranno i "radical chic" che gli danno contro e voteranno per lui proprio per non dare il voto a quei gran criticoni nullafacenti (sto solo interpretando il punto di vista comune, qui). Ma, be', ribadisco: problema dei merrrrrregani; noi abbiamo già i nostri rettili di cui occuparci. (Hahaha: e qui i pedanti a manetta mi lanceranno l'accusa: "Eppure tu hai tirato mazzate a mitraglietta al caimano nostrano col tuo blog". Vero: quand'era un VIP pure lui se le attirava, e in ogni caso io non sono l'oppositore politico di alcuno di questi personaggi.)
Tanti diti(1) che nascondono la Luna, eh? Però, come ho appena dimostrato, è tremendamente facile guardare oltre.

(1) Se si può dire "lenzuoli" quando non fanno parte dello stesso corredo, si potrà pure dire "diti" quando non fanno parte della stessa mano, no? L'Accademia del Pane Integrale dice che si può.