venerdì 29 aprile 2016

La logica non è più di questo mondo

Una notiziola passatami da amici: sembrerebbe che un'organizzazione sindacale (di quelle che hanno 3 iscritti: il presidente, il segretario e il tesoriere...) abbia indetto uno sciopero per, udite udite, il 1° maggio!
Cioè, fatemi capire. Sciopero vuol dire astensione dal lavoro, no? E chi cazzo lavora il 1° maggio (senza contare che il bastardissimo calendario quest'anno ce lo fa finire pure di domenica)? A parte quelli che lavorano in servizi essenziali, come sanità e trasporti, che devono lavorare anche i festivi, e che comunque non si asterrebbero (pena la precettazione) proprio per la delicatezza di questi servizi essenziali.
Ma sì, dai, asteniamoci dal lavoro in un giorno festivo! Come se me ne fregasse qualcosa tutti gli altri festivi dell'anno di alzarmi presto al mattino e recarmi sul posto di lavoro!
Davvero, come dice il titolo, la logica non è più di questo mondo. E questo sindacato penso proprio che rimarrà coi suoi 3 iscritti e basta.

mercoledì 27 aprile 2016

Il baluba verde e l'alligatore

Una coppia di ferro (arrugginito).
Il maschio alfa dei baluba verdi è andato a trovare l'alligatore di oltreoceano per fornirgli tutto il suo sostegno.
Grasse risate.
Sarebbe da chiedersi che cazzo se ne fa l'alligatore del supporto di un baluba verde che non ha la possibilità di portargli nemmeno mezzo voto, perché tutti i suoi voti il baluba verde ce li ha qui, in Italia, che al momento non è (e non è in previsione che lo diventi) il cinquantatreesimo stato degli USA. È andato a batter cassa? Ma anche se l'alligatore vincesse le elezioni laggiù - tranquilli: prima di tutto a noi non può fregare meno di chi vince laggiù, e, seconda cosa, non sarebbe comunque peggiore di tanti altri presidenti con la minuscola che hanno avuto da quelle parti, come per esempio i due famosi texani padre e figlio - vale pure il discorso inverso: l'alligatore merrrrrregano non ha il potere di spostare mezzo voto qui da noi. Quindi, opportunità di questa visita del capobranco dei baluba verdi all'alligatore che più s'è strafogato nelle paludi merrrrregane? Mah, doppio e triplo mah. Chiamiamola una rimpatriata tra compagni di merende, magari.

giovedì 21 aprile 2016

Per gli sbattiballe l'ambiente non esiste

D'accordo: i pedanti puntigliosi a manetta mi verranno a puntualizzare che col referendum sulle trivelle in mare il disastro avvenuto vicino a Genova non ha niente a che vedere. Vero; ma il fatto è che gli sbattiballe non sono andati a votare dimostrando che proprio dell'ambiente in cui vivono non gliene può fregare meno. E ora, però, quelli che stanno in quella zona dove c'è stato lo sversamento da un oleodotto la cui manutenzione lasciava alquanto a desiderare hanno la bella faccia di lamentarsene. Ma, cari sbattiballe sbolognatori di responsabilità, dov'eravate domenica scorsa? Al mare, eh? Lo stesso mare, magari, che a causa del vostro codardissimo astensionismo rischia di fare la fine che ha fatto un fiume assieme a un piccolo tratto di mare dalle vostre parti? Continuate pure a pensare solo al vostro orticello e non un millimetro più in là; finirete per trovare questo orticello sommerso da una marea di petrolio.

martedì 19 aprile 2016

Non avete detto Sì il 17 aprile, almeno dite No il 4 dicembre

Dovete dire No a un gran guazzabuglio, un pastrocchio infame, una "riforma" istituzionale che tale non è. Dovete dire No all'ennesimo colpo d'accetta sulle gambe di quella già smunta democrazia che abbiamo. Soprattutto dovete dire No allo stronzo che per il 17 aprile ha detto alla gente che poteva sbattersene le balle (come se ci fosse stato bisogno di lui, tra l'altro). Monterà una campagna mediatica senza precedenti per buttare in ridicolo le ragioni del No, accuserà chi vota in tal senso di essere un gufo e un rosicone, farà in modo che i media - tutti protesi a leccargli il culo - non parlino affatto dei contenuti (contenuti?) di questa "riforma"; informatevi sulle puttanate che ci hanno infilato, tappatevi le orecchie di fronte alle tirate dello stronzetto e votate No. Anzi, da qui a ottobre dimenticatevi dell'esistenza di televisioni e carta stampata, e soprattutto del Cinguettarore Folle, che pare il regno dello stronzetto, evitando così di farvi rincoglionire dalla sua propaganda.

lunedì 18 aprile 2016

Vittoria dello sbattiballismo totale

No, non ha vinto il No. No, non ha vinto il bischero fiorentino: una vittoria per abbandono del campo da parte degli avversari non è in alcun modo una vera vittoria. Ha vinto ancora una volta lo sbattiballismo totale dell'elettorato italiota - e no, ancora una volta il bischero non ha nessun diritto di vantare come propria questa vittoria; la gente se ne sarebbe sbattuta le balle qualunque cosa lui avesse detto.
E poi l'elettorato italiota ha il coraggio di lamentarsi che certe cose non cambiano, bli, blo, bla? La prossima volta, cari lamentoni, recatevi alle urne e cercate di modificare la situazione anziché scrollare le spalle e sbolognare tutta la responsabilità a qualcun altro!

mercoledì 13 aprile 2016

Il voto è un dovere civico

E non sono solo io a ribadirlo: è l'unico Presidente rimasto a meritarsi ancora la maiuscola, quello della corte costituzionale (che, ma per altri motivi, ancora non se l'è riguadagnate). E l'ha fatto citando l'articolo 48, comma 2, della Carta IgiCostituzione, testualmente: "Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico."
Ergo, con un (sedicente) presidente del coniglio dei ministri che invita espressamente a contravvenire alla legge più importante dello stato incitando al non voto, e con un presidente della repubblica che probabilmente è stato seppellito in un sarcofago (naaa: ho visto mummie più vive di lui), deve essere il Presidente dell'ente preposto a vegliare sulla citata legge a ricordare ai cittadini che devono andare a votare. Qualche pedante sostiene che "dovere civico" non è sinonimo di "obbligo"; e invece io sostengo che lo è. Votare è un obbligo morale, come tenere pulito il luogo dove si vive evitando di buttare cartacce per terra o vecchi elettrodomestici giù per i fossi, come rispettare il prossimo, come tanti altri obblighi morali che abbiamo (e che spesso disattendiamo). Non esiste una punizione legale per l'infrazione di un obbligo morale, d'accordo, ma questo non vuol dire che esso non vada rispettato al pari di una legge. Anzi, sarebbe opportuno togliere il diritto di voto a chi se lo dimentica un po' troppo spesso e in maniera un po' troppo opportuna per qualcuno.
Insomma, in soldoni: domenica andate a votare! Non lasciatevi prendere dalla pigrizia, non permettete che qualcuno strappi dalle vostre mani questo unico strumento di espressione della democrazia di cui disponiamo; votate - ribadisco - quel che volete, ma votate. Il non voto non è un diritto: è una vigliaccata, punto e basta.

martedì 12 aprile 2016

Facile profezia

Penso proprio che il movimento 5 spranghe sui denti sia destinato a far la fine del topo in meno di un anno. Venendo a mancare la mente che organizzava tutto, gli altri sono solo dei gran pagliacci (senza offesa per i veri pagliacci, che si fanno un culo tarallo per garantire un po' di allegria alla gente) nemmeno buoni a fare una O col bicchiere. Qualcuno ha citato l'insetto sbroccomane? No, non ce la fa proprio. È buono soltanto a sollevare polemiconi inutili e a buttare tutto in caciara; sì, certo, è un trascinatore di folle (o di folli, che forse è più appropriato), ma ha la capacità organizzativa di un pollo sotto anfetamine. Quindi, non è nemmeno sicuro che il movimento 5 calci da mulo nei coglioni arrivi a festeggiare il capodanno del 2017.
Poi, vabbe', se contro i miei pronostici riescono a venirne fuori buon per loro. Avrebbero bisogno di una figura carismatica che sia anche in grado di prendere in mano l'organizzazione di un partito politico; ma al momento non intravedo all'orizzonte nessuno che abbia i requisiti.
Come? Devo avere un po' di fiducia? Tsè. Non ho avuto fiducia nel movimento 5 cancri al pancreas già dalla fondazione; figurarsi se ne ho adesso.

giovedì 7 aprile 2016

80, ovvero l'Acchiappagonzi

Secondo la Nuova Smorfia dumdumderiana, 80 è il numero magggggico per accalappiare i gonzi, soprattutto alle campagne elettorali. Perché non promettere ai pensionati, che so, 84 euro in più, o 95, o 102? Perchè questi numeri non sono maggggggici, ecco. 80, e takkete, gonzo acchiappato, voto garantito. Però, siccome le campagne elettorali al momento sono lontane, ecco che questa esca per boccaloni viene immediatamente ritirata: adesso non avrebbe effetto.
Chissà se 80 euro basterebbero a un pensionato per procurarsi un AK-47 e un po' di munizioni sul mercato nero? Poi potrebbe utilizzarlo su Mister Ottantaeuro, il Superacchiappagonzi; tanto non avrebbe più niente da perdere.

mercoledì 6 aprile 2016

O sì o no: il chi se ne frega non esiste

Lo so: è l'ennesimo urlo nelle orecchie dei sordi.
Per una volta, spero (vanamente???) che la popolazione italiana si scrolli di dosso il suo sbattiballismo e il 17 aprile (aprile, porca zoccola, non luglio o agosto - non siete in vacanza il 17 aprile!) vada a votare per questo benedetto referendum. Votate sì o no, ma, cazzarola, votate! Fategli passare 'sto cazzo di quorum e fate in modo che i Sì e i No abbiano un minimo di possibilità di giocarsela ad armi pari! Quello che voterò io è già ben chiaro a chi guarda anche sui lati di questo cumulo di bit che chiamo blog - ma non è che voglia condizionare la gente; semplicemente, andate a votare! Sappiate che il mancato raggiungimento del quorum non è una vittoria dei No: è un referendum nullo, punto. Cioè, come se non fosse mai stato istituito, spreco di soldi pubblici a parte. E, soprattutto, il voto sarà uno schiaffo in faccia a quel tizio che pensa di essere un capo di governo e che sta incitando la gente a non servirsi dell'unico strumento che ha per potersi esprimere democraticamente. Andate e ficcategli 'sto schiaffo sul muso!

martedì 5 aprile 2016

Il paradiso non è a Panama

Almeno: visto quanto si preoccupano della loro sicurezza informatica le agenzie che si occupano di smistare quei fondi sospetti. La "talpa" è entrata nei loro server come se ci fosse stato un cartello "Siamo aperti, venite pure".
A me non restano che alcune piccole considerazioni:
a) Non mi sembra quella gran notizia il fatto che i potenti della Terra cerchino di nascondere la dubbia provenienza dei loro capitali schiaffandoli su conti in qualche paradiso fiscale;
b) I veri furbastri della finanza internazionale in quei conti di Panama non hanno messo un centesimo bucato. I grandi magnati americani, sulla cui onestà avrei parecchi dubbi, e i grandi magnasoldi italiani, sulla cui disonestà non ho il minimo dubbio, sono i grandi assenti da quelle liste in cui è finito mezzo mondo (a parte forse qualche pesce piccolo). Si direbbe quasi che Panama sia un paradiso fiscale di seconda scelta, o mi sbaglio?
c) Se ci fosse davvero qualche interesse in una vera lotta ai paradisi fiscali, a quest'ora sarebbero stati chiusi, definitivamente, senza opzione. Ogni tanto qualche scandaluzzo viene a galla, i politici piantano su il solito cancan mediatico sulla lotta ai paradisi fiscali, e poi buonanotte al secchio. Chiaramente la politica gode della sua fetta di torta, e allora i paradisi fiscali hanno il permesso di continuare a esistere.
Mah. Devo davvero decidermi a costruire quella benedetta macchina del tempo e tornare indietro a tirare una serie di calci nei coglioni a quel sumero idiota che pensò bene di inventare il denaro - prima che metta in pratica la sua idea.