martedì 31 maggio 2016

Analfabetismo funzionale o scemenza totale?

Sia come sia, certi casi continuano a spingermi a chiedermi come cazzo ha fatto l'umanità a moltiplicarsi come insetti - visto che qualunque insetto è più furbo di una tipologia umana che ormai rappresenta la stragrande maggioranza.
- Viaggi su una strada statale già per sua stessa definizione dotata di diritto di precedenza assoluto su tutte le altre strade; in ogni caso, le strade che si immettono in una statale tramite un incrocio semplice (non rotonde o semafori, intendo) hanno sempre un bel cartello ottagonale rosso, bordato di bianco, con una scritta bianca a caratteri cubitali che dice STOP. Vabbe', è una parola in ostr babi quella lingua là, ma ormai è talmente internazionale che perfino arabi, cinesi e altri che non usano l'alfabeto latino lo sanno interpretare. Il brutto è che a ogni singolo incrocio devi inchiodare perché qualche fesso ha deciso che doveva uscire comunque; l'ancora più brutto è che tutte le sacrosante volte ti dicono che venivano da destra; fai loro notare il cartello di stop e ti dicono che non l'avevano visto e che comunque non conta. Regola della priorità della segnaletica sulla precedenza a destra: dimenticata. Priorità delle strade statali su qualunque strada di ordine inferiore: cancellata. Diritti altrui a non dover piantare un frenatone (col rischio tutt'altro che esiguo di farsi tamponare): chi se ne strabatte, tanto siamo in Italia, dove gli altri non esistono.
- Abbiamo cambiato i telefoni aziendali; niente di che, sono telefoni, ma un'utOnta all'ennesima potenza (con enne che tende asintoticamente a infinito) è andata in palla, oddio oddio i telefoni nuovi adesso come faccio. Le abbiamo passato il manuale del telefono, dieci pagine costituite quasi solo di illustrazioni, roba che un bambino di sei anni riuscirebbe a capire al volo - 'azz che sfiga, non abbiamo bambini di sei anni, qui: sono tutti troppo adulti! La risposta è stata "Ah, ma io non ho mica il tempo di star lì a leggere un manuale.". Ci siamo messi lì con santa pazienza a tagliare e incollare, fino a creare una pagina con le procedure normali per quei telefoni, e abbiamo mandato il PDF a questa utOnta. La risposta è stata "Ah, ma io non ho mica il tempo di star lì a leggere quel documento.". Cioè, una roba che si legge in cinque secondi, di cui tre utilizzati per fare doppio clic sul PDF e aprirlo. Alla fine abbiamo raccomandato all'utOnta in questione di farsi spiegare dai suoi colleghi d'ufficio come funziona un telefono - perché alla fin fine è sempre solo un telefono.
- Prendo spesso il treno per andare a lavorare. All'uscita dal lavoro, salgo con largo anticipo sul treno del ritorno, già pronto lì in stazione, e mi siedo con calma, scegliendo il posto che voglio io, tanto a quell'ora è vuoto. Parte più o meno sempre dallo stesso binario; in ogni caso leggo sul tabellone luminoso delle partenze dov'è, sia mai che me l'hanno spostato sotto il naso. Per arrivare al binario corretto prendo il sottopassaggio, risalgo alla banchina corretta, leggo ancora il pannello luminoso del binario che mi conferma che quello è il mio treno, poi mi vado a sedere sul treno. Ebbene, da lì in poi è un flusso continuo di rincombecitrulliti che: a) guardano il tabellone delle partenze; b) prendono il sottopassaggio; c) arrivano sul binario e guardano il pannello luminoso; d) salgono e chiedono al primo che beccano (solitamente io) "È questo il treno per [DESTINAZIONE FINALE]?" Cioè, già solo per arrivare al binario giusto hanno dovuto leggere il tabellone, hanno avuto la conferma dal pannello di binario, e ancora devono chiedere? Qui davvero non è più analfabetismo funzionale: è Alzheimer galoppante, con la memoria a breve termine totalmente inabilitata!
E ne avrei millemila milionardi di altri casi del genere. Ma l'umanità ci è o ci fa? Insomma, di babbei cosmici ce ne sono sempre stati, ma ultimamente la percentuale è aumentata a ritmo vertiginoso; il declino della specie è ormai talmente evidente che non le do più nemmeno un secolo di esistenza. Poi spero che il mio sia soltanto un attacco di pessimismo, ma ho i miei dubbi.

giovedì 26 maggio 2016

Prego, si oscurino le televisioni

È partita la campagna mediatica televisiva per far votare Sì a quella schifezza. E, si sa, i teledipendenti sono affetti da boccaloneria cronica aggravata e si bevono tutte le panzane servite dalla TV, perché, ah, sì, l'hanno detto in TV, la TV non sbaglia mai. In TV il Bomba e i suoi compagni di merende sono già riusciti ad attribuire un Sì farlocco a personaggi che purtroppo non riusciranno a risorgere dalla tomba in tempo per sbugiardarli. Quindi, a questo punto, sarebbe davvero opportuno se gruppi come Anonymous compissero un'azione di forza tale da oscurare tutte le emittenti televisive, anche quelle da uno spettatore e mezzo, da adesso fino a ottobre. Almeno così i teledipendenti arriverebbero al referendum con la loro idea e non con quella imposta dalla scatola delle menzogne.

lunedì 23 maggio 2016

Terremoto nei cimiteri d'Italia

... dovuto al fatto che tutti i partigiani, coloro che lottarono per la Resistenza, si sono rivoltati nelle rispettive tombe dopo le dichiarazioni di quella roba che, ma sì, chiamiamola pure "ministra". Dividere partigiani "veri" da quelli "falsi"? Usarli ignobilmente per far campagna in favore di quella riformamerda che vogliono farci mangiare a ottobre? Ma suvvia. Dite pure a questa "ministra" che entrambi i miei nonni maschi stanno per risorgere dalla tomba con un fucile in mano per spararle. Loro erano partigiani veri, e di fronte allo schifo totale rappresentato da questo "governo" riprenderebbero in mano le armi senza la minima esitazione per organizzare un'altra Resistenza.

mercoledì 11 maggio 2016

Fa schifo però va bene

L'ennesimo cacciapalle (il cui nome tra l'altro assomiglia proprio a "cacciapalle") ha detto chiaramente (e testualmente) che la bomborma costituzionale è "una puttanata", ma che voterà Sì.
Ma se è una puttanata, perché votarla?
E se la vota, perché la definisce una puttanata?
Ah, però è una puttanata. Ma allora perché la vota?
Ma perché bisogna votarla. E quindi non è vero che è una puttanata?
Ma sì che è una puttanata. E comunque bisogna votarla lo stesso?
E certo che bisogna votarla. Ma allora proprio una puttanata non è, giusto?
[ZAC]
Tagliato il serpente che si morde la coda, non rimane che una considerazione: il cacciapalle s'è davvero bevuto il cervello dai tempi in cui era un apprezzato sindaco. E con una pubblicità del genere, il No mi si incide ancora più a fondo nell'anima.

lunedì 9 maggio 2016

Corso accelerato di martirizzazione

Un corso davvero molto semplice, in 2 punti:
a) Aspettare che un demente scriva un libro;
b) Andare a devastare le librerie per strappare o bruciare (o effettuare qualunque altra azione distruttiva) il libro in questione.
Allora, cari antifa, avete capito? Il demente in questione vi ringrazierà, perché ne avete fatto un martire e avete decuplicato la sua visibilità quando invece meriterebbe di finire nel dimenticatoio e nell'ignominia più totale. Le librerie non vi ringrazieranno affatto, invece, perché a loro toccherà pagare i danni al negozio e ai libri stessi - i quali, forse v'è sfuggito, in caso di danneggiamento devono essere rimborsati dalle librerie stesse. E soprattutto non vi ringrazierà la società in generale, perché, oltre a martirizzare un demente che non aspettava altro, vi siete abbassati al suo stesso livello: cioè, no, non siete antifa, siete "fa", perché erano proprio i "fa" a bruciare i libri e, con essi, il diritto di opinione di cui anche i dementi devono poter usufruire.

mercoledì 4 maggio 2016

Il deserto prima e dopo (e durante)

Mi è capitato di leggere questo interessante articolo di Alessandro Robecchi. In soldoni: il Bomba che nelle sue dichiarazioni guarda al futuro casca nella trappola di rivangare il passato. Rivangarlo a modo suo, affermando che i precedenti 63 governi italiani non hanno fatto una mazza e che lui è l'unico che agisce - ci va poco a capire (o semplicemente a ricordare) che come al suo solito le sta sparando grosse. Guardiamo al futuro: dopo di lui? Ma il deserto, quello vero, se lo lasciamo agire. L'impostazione che sta tentando di dare al referendum sulle sue "riforme" che si terrà in autunno è: con me o contro di me. Be', io (io io, non io lui) sono definitivamente contro.