giovedì 29 settembre 2016

Il ponte araldo della disgrazia

Si ritorna a bomba, anzi, a Bomba, con la storiellina del ponte sullo stretto di Messina. Ai furbastri che ci magnano sopra basta semplicemente aspettare che il presdelcons di turno cada in disgrazia per tornare a fregarsi le mani, oh che bello, altri soldi che arrivano in cassa senza che dobbiamo smuovere un solo sassolino. Pensateci bene: krakksy cosa promise appena prima di venire bombardato di monetine? Il ponte. Il caimano cosa promise prima di beccarsi un calcio in culo ed essere forzato a sparire dalla scena? Il ponte. E ora è il turno del Bomba. Si sta prendendo brodo da tutte le parti; la sua schiforma anticostituzionale sta per fare la fine del sorcio; ha quelle tre o quattro ministresse totalmente incapaci (e qui ho usato appositamente a fine dispregiativo il suffisso -esse) che stanno facendo fare figure di merda mondiali all'Italia; a livello internazionale s'è appena reso conto che non conta una cippalippa bollita, altro che essere il "salvatore del mondo" che si vantava di essere; gli hanno cancellato le Olimpiadi sotto il naso (già, il movimento 5 peritoniti gravi a forza di sparare nel mucchio qualche volta centra il bersaglio giusto); cosa tira di nuovo fuori dal cilindro? Il ponte. Ponte del quale non fotte uno stracazzo cosmico a nessuno, va detto: alle regioni del nord, chiaro, ma nemmeno a calabresi e siciliani, che con mezz'ora di nave passano lo stretto senza farsi il minimo problema. Ponte sulla cui assoluta mancanza di fattibilità s'è già discusso a gogò: dovrebbe essere un ponte a campata unica, ma si tratta di più di tre chilometri. Ponte su cui a farci la pappa sono sempre solo mafia e 'ndrangheta, a cui i vari "governi" italioti che l'hanno sventagliato hanno già regalato qualche miliardata. Se fosse necessaria un'ulteriore conferma che il Bomba è alla fru al dess al caf all'ammazzacaffè, eccovela servita, e proprio da un personaggio che criticava aspramente la faccenda del ponte.

martedì 27 settembre 2016

No soldi, no pappa

Notizia passatami dai miei amici della Valle d'Aosta.
In una scuola della regione, sei bambini sono stati lasciati senza pranzo per presunte irregolarità nel pagamento del servizio mensa. Due sono riusciti a farsi venire a prendere dai genitori, gli altri quattro sono stati debitamente accompagnati in mensa dalle assistenti, e poi sbattuti in un angolino senza mangiare, e addirittura gli altri bambini, che volevano condividere con loro qualcosa, sono stati aspramente rimproverati.
Come l'hanno presa i bambini? Chiaramente ci sono rimasti di merda. Una bambina addirittura ora rifiuta di andare in mensa.
La mia domanda è: si può affidare un servizio mensa a una cooperativa il cui unico scopo nella vita è fare soldi, fare soldi, fare soldi? Si possono affidare dei bambini, che possono facilmente rimanere scioccati, a della gentaglia che di loro non si preoccupa minimamente? Ah, gli appalti al massimo ribasso...

mercoledì 21 settembre 2016

Ciarlatani di stato

No, non mi sto riferendo al ciarlatano numero uno, quello che siede nella poltrona del presdelcons senza averne la minima competenza. Stavolta è il senato ad aver toppato. Hanno organizzato una conferenza dal titolo a supercazzola (no, non lo riporto) alla quale parteciperanno una serie di ciarlatani, imbroglioni e truffatori della peggior specie: omeopati, ayurvedici, agopuntori, operatori di (udite udite) "medicina energetica", e via così - insomma, tutti questi personaggi di dubb del tutto assente moralità che si permettono di giocare con la salute della gente. Cioè: vogliono istituzionalizzare la "medicina alternativa", e magari il prossimo passo sarà caricarla sul sistema sanitario nazionale: in pratica ci faranno pagare le prestazioni di questi guru e santoni vari, in grado di produrre benefici solo ed esclusivamente al proprio portafoglio a spese della salute dei boccaloni che ci cascano! Spiacente: l'unica medicina che un ente istituzionale come il senato deve promuovere è quella ufficiale, con tanto di test, di risultati e di documentazione. Chiaro: come ogni prodotto umano anche la medicina ufficiale può sbagliare, ma incoraggiare la gente a rivolgersi ai ciarlatani (i cui sistemi non funzionano mai) è un comportamento del tutto inaccettabile da parte delle istituzioni.

venerdì 16 settembre 2016

Non potevano mancare i soliti sciacalli

In morte di Carlo Azeglio Ciampi:

"96 anni, una vita da mantenuto e dovrei commuovermi per la sua dipartita?"
"Un massone in meno!"
"Ogni tanto crepano anche loro [8568 puntini, più o meno] Il problema è che campano fin 95 anni"
"Era ura, una pensione d'oro in meno" (sì, come nel commento sopra, l'itaGliano è una strana lingua...)
"Un Senatore a Vita in meno a rubare denaro pubblico. Non vedo l’ora tocchi a Napolitano!"
E altri su questa falsariga.

Be', insomma, poi non lamentatevi se qualcuno prende i vostri profili, li sbatte in lungo e in largo per il web e mette voi alla gogna. No, non è un metodo che approvo, e non sarò io a farlo - ma qualcuno l'ha fatto con un webete che si è permesso di postare commenti di merda su un caso appena balzato alla cronaca: l'ha trasformato in un capro espiatorio. Se succede anche a voi, ripeto, non lamentatevi!
(In questo post il chiarimento sul significato di quanto ho detto qui sopra.)

giovedì 15 settembre 2016

Restiamo italiani, suvvia!

C'è tanto da stupirsi di un ambasciatore merrrrregano che ficca il becco in faccende che non lo riguardano? C'è tanto da meravigliarsi se i merrrrregani continuano a ritenerci una loro colonia, se l'Italia stessa si ritiene tale? Cioè: continuiamo a scopiazzare tutto quello che fanno perché merrrregano è figo - ah, no, si dice cùl. Cul? Già: cul. Continuiamo a mandare in giro per bordelli la lingua più bella dell'Universo infarcendola di termini merrrregani (il più delle volte usati alla cazzo di cane) perché così è più cul. Continuiamo a ritenere che l'avvenimento più importante dell'Universo siano le elezioni presidenziali in un paese che, in un caso o nell'altro, tratterà con l'Italia sempre allo stesso modo (e che sta presentando due candidati del tutto improponibili, ma questa è semplicemente una mia opinione). Ma puttana di quella troia vacca porca mignotta bagascia sgualdrina battona di una meretrice! Siamo un popolo con millenni di storia alle spalle; vogliamo continuare a farci dominare culturalmente da un popolo che di storia ha pochi secoli? Cerchiamo di ricordarci che siamo italiani - e che, semmai, sono i merrrregani a dover essere culturalmente nostri sudditi, vista la gran quantità di nomi italiani e di nostri aspetti culturali che abbiamo esportato laggiù!

Un messaggio all'ambasciatore merrrrregano: egregio signor Phillips, cerchi di badare al suo lavoro, che è curare le relazioni tra l'Italia e il suo paese, anziché impicciarsi di questioni puramente locali che non la riguardano come il voto a un referendum sulla nostra (e ribadisco nostra) Costituzione.

mercoledì 14 settembre 2016

Distruzione della società in 10 mosse

È quello che stanno facendo le socialmerde. Perché continuo ad affermare di essere pienamente d'accordo con le parole di Eco riguardo al fatto che il web - e in particolare le socialmerde - ha dato parola a legioni di imbecilli? E perché queste legioni di imbecilli - webeti, per essere più precisi - sono destinate a crescere? Vediamo un po'.

1) Mostrarsi e acchiappare "mi piace" è più importante che comunicare
Riempirsi il proprio profilo di quelle merde di "selfie", cercare a tutti i costi di incrementare i "mi piace" ai medesimi obbrobri, tentare di imporsi al mondo con arroganza - per poi rendersi amaramente conto che agli altri dei propri "selfie" cacatissimi non può fregare meno e che si conta come una cacca di mosca. E la comunicazione? Ciao ciao.

2) Corollario del precedente: la comunicazione diventa impossibile
Quando cresce il numero degli "amici" sul proprio profilo, diventa davvero impossibile riuscire a mantenere relazioni anche coi pochi che meritano davvero l'appellativo. Ma a questo punto la caccia agli "amici" a tutti i costi è diventata più importante che stringere o mantenere relazioni con loro. C'è gente che si lamenta che il limite di 5000 amici sul Tomo delle Facce di Merda è troppo poco - ma bisogna rendersi conto che avere un centinaio di amici è la norma sulle socialmerde proprio come nella vita reale!

3) L'interazione umana è andata a mignotte
No, i "mi piace" e i commenti non sono un ritorno efficace. Non impediscono in alcun modo al troll o al webete di turno di pubblicare stronzate che non avrebbe il coraggio di dire in faccia a qualcuno, soprattutto offese, discriminazioni, incitamenti all'odio e alla violenza.

4) Le socialmerde hanno davvero dato il diritto di opinione a legioni di webeti
Questo perché si ha la sensazione che la propria opinione (che nella vita reale verrebbe derisa o aspramente criticata) su web conti davvero qualcosa.

5) Gli estremismi trovano terreno fertile
Davvero. Oltre al riuscire ad esprimere in pieno il proprio estremismo, i webeti riescono a trovare la marea montante di webeti come loro che dà loro ragione a colpi di "mi piace" e commenti altrettanto estremisti. Oltre tutto, l'ipersemplificazione che è una delle caratteristiche base delle socialmerde porta alla creazione di "meme" estremisti che raggiungono in fretta un vasto pubblico.

6) La padronanza della lingua italiana è andata pure lei a mignotte
E questo non ha bisogno di particolari spiegazioni. In prima elementare sapevo già esprimermi con maggior padronanza della lingua rispetto alla stragrande maggioranza (più del 90%) degli utOnti delle socialmerde. Ancora una volta, l'ipersemplificazione porta a questo.

7) Pure la soglia di attenzione sta andando a mignotte
Ancora una volta, sempre l'ipersemplificazione è la colpevole. Quanta gente incontrate che vi dice candidamente "Ah, quello non l'ho letto, è troppo lungo"? Sempre di più? Ormai la gente legge solo più il titolo, e neanche tutto: solo le parti che può usare per darsi da sola una conferma di idee preconcette, e poi ripubblica, condivide, mette il "mi piace" senza aver in realtà letto una sola parola del testo. E se ne vantano pure! Questo è il problema.

8) Dove va una pecora, vanno tutte le altre
E dove va il primo webete che mette un "mi piace" o una condivisione a cazzo di cane, mucchi di altri webeti lo seguono a ruota. Nessuno ha più un'opinione propria: conta quella del gregge, punto. Perché i post più di merda (estremisti, populisti, [...]) passano sopra, come popolarità, ai post davvero interessanti? Perché il gregge è andato dietro a quella prima pecora che ha "mipiaciuto" o condiviso quel tale post di merda!

9) Le socialmerde hanno aumentato esponenzialmente il ritmo di riproduzione delle bufale
E non sto parlando di quelle che muggiscono, mangiano erba e producono latte per eccellenti mozzarelle. Diciamocelo subito: i boccaloni sono sempre esistiti, così come gli spacciatori di notizie farlocche; ma se ogni singola bufala rischia di diventare un "meme" anche la sua diffusione cresce in maniera esponenziale, così come aumentano i boccaloni disposti a prenderla per vera (anche perché, come detto al punto 7, hanno letto solo quelle due o tre paroline del titolo che hanno calamitato la loro limitatissima attenzione).

10) Ci si convince che per cambiare il mondo basta un clic
Già. Un "mi piace" qui per cambiare il mondo. Cambia la foto del profilo e dimostrerai che hai attivamente contribuito a quella tale causa. Firma una petizione online e manderai a casa la ka$$$$ta. Tanti webeti ormai sono convinti che un clic qua e là basti a rovesciare una situazione merdosa, e quando chiedi loro se intendono fare davvero qualcosa ti dicono che l'hanno già fatto, tanto basta un clic.

Ecco perché insisto a dire che se qualche circostanza mi rendesse proprietario delle socialmerde le chiuderei all'istante. Lo scopo originario delle socialmerde, cioè tenere in contatto persone lontane, è stato abbondantemente stravolto dal modo in cui legioni di webeti le usano. Quando uno strumento ti facilita troppo certe cose, la tua mente va in ibernazione totale e tu spargerai per il web tonnellate (virtuali, ma pur sempre pesanti) di immondizia putrida e rivoltante.

lunedì 12 settembre 2016

Se l'è andata COSA?

Un intero paese ha girato le spalle a una dei suoi abitanti nel momento di maggior bisogno. Un paese che sputtano senza problemi: Melito di Porto Salvo. Un paese dove una ragazza ha vissuto le pene dell'inferno dai 13 ai 16 anni, stuprata (con la probabilissima connivenza dei genitori) da nove giovinastri suoi compaesani. Ci s'aspetterebbe un minimo sindacale d'indignazione nei confronti di quei nove stronzi... e invece:
"Se l'è andata a cercare."
"Una ragazza un po' movimentata."
"Una che non sa stare al posto suo."
Il parroco che le dà senza mezzi termini della prostituta.
Una "signora" del paese che afferma roba di questo genere: "Sono vicina alle famiglie dei figli maschi. Per come si vestono, certe ragazze se la vanno a cercare."
Il sindaco che s'incazza con una giornalista che ha osato pubblicare la notizia.
Cioè, non chiedo la solita marea montante di webeti che ci vanno giù pesanti con minacce di morte o di castrazione - ma un minimo d'indignazione! Almeno rendersi conto che la vittima è lei e non i suoi aguzzini!
Ah, già: non sono stati degli sporchi negri bastardi di merda a violentare per tre anni questa ragazza, causandole problemi psicologici che si trascinerà dietro a vita. Sono tutti gente del paese.
Uno è figlio di un boss della 'ndrangheta locale, quindi intoccabile per definizione.
Uno è figlio di un maresciallo dei carabinieri.
Uno è fratello di un poliziotto.
Bla bla bla.
Quindi a quel punto questa ragazza è semplicemente "una puttana" e tanti saluti.
Ma per favore, va'! Cari melitesi, andate pure a buttarvi tutti quanti dalla rupe più alta che trovate! Questa vostra compaesana sarà costretta a trasferirsi lontano da lì per cercare di rifarsi una vita ripartendo da zero con la reputazione che le avete così bellamente distrutto: ne siete contenti?

venerdì 9 settembre 2016

I webeti continuano a non smentirsi

Titolo originariamente pensato: il Tomo delle Facce di Merda e la satira sui terremoti. No: forse non è abbastanza espressivo. Comunque, ecco l'ennesima bufala (muuuu, muuuu), nata dopo la brillante idea di Charlie Hebdo di sparare una vignetta senza spiegarla.

"+Ciao Charlie,
sono A…… ho 9 anni e in quella “lasagna” ho perso tutto.. Ho perso la mia bellissima mamma e il mio forte papà.. Quella notte ero solo, avevo paura. Era buio e sentivo urla e pianti. E non sentivo l’odore buono della lasagna come quella che preparava la mia nonna…
Sai? Mi dispiace aver visto quella vignetta.. Però ti racconto qualcosa di bello! Sono arrivate qui tante buone persone.. Tante mani hanno scavato e hanno estratto vivi più di 215 amici! Charlie! Sai tu quante sono 215 vite?!! Il mio popolo in pochi giorni ha raccolto più di 15 milioni di euro.. Hanno mandato qui tantissime cose.. Pensa che ad un certo punto non c’era più spazio per metterle!! Pensa sono venuti anche in moto ad aiutarci! Ci hanno costruito delle tende e ci cucinano sempre cose buone.. Mi hanno promesso che mi costruiranno una scuola e tante case nuove.. E non è come dici tu! Qui la mafia non c’è.. Il mio era un piccolo vecchio bellissimo paese nel centro della nostra vecchia e stanca Italia. Ma il cuore del mio popolo è grande grande!
Però di una cosa sono contento. Si, sono contento di non essere francese, di non essere nato in un paese che permette ad un giornale di prendere in giro le vite di 294 persone, delle loro famiglie, di una nazione intera. Non vivo in uno stato che ha dei poliziotti che fanno entrare un grande camion bianco a tutta velocità in un’area pedonale… E poi sai che ti dico?! Almeno io dopo aver fatto la cacca mi posso lavare il culettto! Voi no! Tiè!
Vas te faire encule #Charliehebdo ! Votre satire indigne mettre dans le cul !
Cit.
non condividete ma fate copia ed incolla sulle Vostre bacheche che arrivi da quei coglioni."


Da parte mia non ho mai sopportato l'umorismo dei francesi (e la redazione di Charlie Hebdo non è marziana: sono tutti francesi): è sempre troppo pesante e indigesto, e va bene quando se lo appioppano gli uni con gli altri, ma dovrebbero prestare molta attenzione nell'infliggerlo a chi francese non è. E va bene, quella merdosissima vignetta voleva rigirare il dito bello sporco nella piaga delle costruzioni messe in piedi da impresari senza scrupoli a base di "cemento zero" (sola sabbia, insomma) e della gestione molto alla "amici degli amici" delle emergenze, ma non era così facilmente comprensibile.
Sia come sia: la "letterina" strappalacrime del/la ragazzino/a di 9 anni che "in quella 'lasagna' ha perso tutto" è soltanto il solito modo per spacciare bufale senza controllo. Dopo l'ennesima volta che si vedono in giro puttanate del genere si pensa che la gente cominci a darsi una sveglia... tsè. Guarda, Dumdumderum, ho visto un vegano cominciare a mangiare bistecche di elefante al sangue! I webeti che hanno fatto copia & incula di questa gran troiata sulla propria bacheca del TFM sono centinaia di migliaia! E sono tutti webeti che osano insorgere contro questo termine, e che ne hanno dette di tutti i colori sulla sparata, brusca ma realistica, di Umberto Eco riguardo alle legioni di imbecilli a cui il web ha dato il diritto di parola. Adesso mi pesa dirlo, ma ci starebbe bene una vignetta massacrante di Charlie Hebdo sui webeti italioti che pubblicano bufale a stecca tanto per sentirsi dei grandi, quando invece sono più immaturi di un bam un neo un fe un ovulo appena fecondato.

giovedì 8 settembre 2016

Tutti buoni a contar balle

E ad attaccare gli altri quando contano balle.
Insomma: chiaramente dopo il gran casino che il movimento 5 ischemie ha combinato a Roma tutti i suoi avversari gli stanno volando addosso. Sì, se l'è cercata in pieno, era prevedibile: i grUllini hanno ampiamente dimostrato di essere uguali a tutti gli altri. E qui casca l'asino: su questo uguali a tutti gli altri.
Già: non hanno minimamente dimostrato di essere peggiori di tutti quelli al momento impegnati a montare una campagna mediatica contro di loro, Bombapartito in testa: hanno semplicemente dimostrato di essere esattamente allo stesso livello. Quindi, da che pulpito arriva questa levata di scudi contro il movimento 5 ustioni di terzo grado! No, non mi sono messo di botto a difenderli: non meritavano la mia fiducia prima e continuano a non meritarla; però allo stesso modo non la merita nessun'altra forza politica.
Il che ci riporta alla mia solita considerazione: sono forse alieni venuti dal pianeta Inculix nella galassia Pezzdimerd? Noooo: sono italiani esattamente come quelli che li hanno eletti, e la loro non è che l'applicazione di uno dei classici aspetti del sistema all'italiana che spreco tempo a deprecare: indignazione a fasi alterne, quando sono gli altri a contar balle, insomma, il solito vedere la pagliuzza nell'occhio altrui addirittura attraverso il trave nel proprio.

martedì 6 settembre 2016

Idioti d'alta quota

Le immagini che seguono sono state scattate da Luca Montanari, guida alpina e tecnico del soccorso, sul Monte Bianco.





Cioè: scarpette? Jeans? Pantaloncini corti? Magliettine? Gente che scavalca crepacci così, come se niente fosse, senza un minimo né di attrezzatura né di preparazione? E quando Montanari (che, ribadisco, è una guida alpina) è andato a rimproverarli per questo comportamento sconsiderato s'è pure beccato un vaffanculo. Va bene, la montagna è di tutti e bla bla bla, ma va affrontata nel dovuto modo! L'unica cosa che Montanari ha potuto fare è prendere atto con forte senso di impotenza della reazione di questi Turistos Fai Da Te e allontanarsi; ma a un certo punto se finiscono dentro il crepaccio se la saranno cercata - e vestiti come sono moriranno congelati molto prima dell'arrivo dei soccorsi.
Davvero, l'epoca dell'estinzione dell'umanità si avvicina di giorno in giorno.

venerdì 2 settembre 2016

Roma e gli incapaci

Io sono stato ben contento quando il movimento 5 bubboni purulenti ha vinto le elezioni amministrative a Roma: mi sono detto "Bene, così una buona volta si renderanno conto di non essere minimamente in grado di governare anche solo una città". Premesso che Roma è una città infernale da governare, e lo è pressappoco dall'epoca della sua fondazione, i grUllini pensavano di andare su a spaccare il culo ai passeri; e invece il culo rotto se lo sono trovato loro. Nel corso di una singola giornata hanno perso il capo di cesso, sì, insomma, di gabinetto e l'assessore al bilancio, più tre importanti dirigenti di aziende municipalizzate. Sono stato facile profeta, eh? Adesso è chiaro e lampante: i grUllini sono incapaci esattamente come tutti gli altri, quindi al popolo italiano non resta altra scelta che la strada che non percorrerà mai: mandare a stendere in toto l'intera classe "politica" italiana e ricostruire l'intero sistema dalle fondamenta. Cioè: siamo nella merda fino sopra i capelli e non abbiamo il boccaglio per respirare.
Rapido quiz: secondo voi il movimento 5 adenocarcinomi ha ammesso di aver preso una vacca per le palle?
Tsè.
Chi ha risposto "sì" per favore torni sulla Terra. Per i grUllini è tutta colpa "delle lobby", uno, undici, centoundicimilacentoundici!

giovedì 1 settembre 2016

Il giorno della fert... ahem, delle stronzate

Analisi su questo "giorno della fertilità" (no, mi rifiuto categoricamente di usare l'espressione governativa in ostr babi quella lingua là: questo "governo" dovrebbe ricordarsi una volta o l'altra che agli italiani bisogna parlare italiano) in questo post della blogger Galatea: io non avrei saputo dirlo meglio. Aggiungo le mie ulteriori considerazioni.
a) Un governo degno di questo nome dovrebbe rimanere laico; questo "governo" invece sta cadendo sempre più in basso nell'abisso del cattobigottismo secondo il quale una donna è niente di più che una macchina per sfornare figli. Una donna è una donna, cioè in ogni caso un essere umano in grado di prendere le proprie decisioni; sul fatto di avere figli o meno (quando ciò dipende dalla propria volontà e non da casi di infertilità, chiaro) si deve accordare con il proprio partner; non può essere lo stato a imporre loro la sua volontà.
b) Giovani che non hanno lavoro e vivono di espedienti sarebbero praticamente obbligati a mettere al mondo figli in una società dove essi non avrebbero diritto allo studio (a meno di non essere figli di riccastri), né troverebbero un lavoro e dovrebbero a loro volta vivere di espedienti, e poi dovrebbero procreare giovani pure loro! È questo il modello di società che lo stato aspira a creare? Sempre che questi giovani procreatori riescano poi ad allevarli, i figli, perché altrimenti sarebbero praticamente obbligati a sbatterli in mezzo a una strada trasformandoli nel vivaio per la criminalità organizzata.
c) Per questa assurda campagna sul "giorno della cagata pazzesca" il "governo" ha smenato qualche milionata di soldi dei contribuenti che avrebbero potuto essere deviati sul benessere sociale (no, non lo chiamerò uèlfer, mi spiace) facendo in modo che davvero i giovani possano tornare a godere del diritto allo studio e a potersi trovare un lavoro stabile, non precario, non pagato a vàucer o ancora peggio a buoni pasto. Così davvero i giovani potranno sentirsi incentivati a mettere al mondo dei figli. Cercare di obbligarli con una campagna del genere invece rischia proprio di ottenere l'effetto opposto.
d) Ma siamo davvero ancora così convinti che il "crescete e moltiplicatevi" sia la strategia giusta su questo pianeta per il quale il termine "sovrappopolazione" ormai è diventato un monumentale eufemismo? Dieci o più miliardi di abitanti (no, ribadisco: i sette miliardi ufficiali sono un lontano ricordo del passato, considerato che sulla faccia della Terra ci sono almeno tre miliardi, se non di più, di esseri umani mai entrati in alcun censimento) non sono troppi: sono troppissimi. Non esiste "troppissimi"? Certo che esiste: l'ho inventato io. Le risorse sono ormai agli sgoccioli, e prima o poi l'ambiente in cui viviamo si vendicherà a forza bruta; dobbiamo davvero cominciare a prestare attenzione ai segnali che già ci sta inviando. Sia chiaro: non sono assolutamente un fautore dell'estremo opposto, la cosiddetta "decrescita" che felice non sarebbe perché avverrebbe con violenze e massacri; ma cominciamo almeno a farci un esame di coscienza e chiederci se vale ancora la pena non preoccuparci delle dimensioni finite della Terra.