mercoledì 25 gennaio 2017

Istituita tassa sulle bufale

Tsè, magari.
Insomma, colpire sul portafoglio tutti i produttori di notizie false e tutti i webeti boccaloni che ci cascano con tutte le scarpe porterebbe a una diminuzione drastica del fenomeno. Ma questa è utopia.
Quella che torna sempre a bomba è una bufala riciclata: la tassa sul wifi (articolo da bufale.net). Cambiano i nomi (prima il Bomba, adesso il suo leccaculo) ma la sostanza è sempre la stessa. È come la famigerata "tassa sui condizionatori". Chiaro che questi "governi" sarebbero capaci di tutto; però allo stato dei fatti queste specifiche tasse non esistono. A questo punto davvero ci vorrebbe una tassa sulle bufale!

4 commenti:

iacoponivincenzo ha detto...

E perché no la tassa sui deficienti?
Sai i soldi che farebbero.

Dumdumderum ha detto...

@Vincenzo
Infatti a me piacerebbe una tassa da far pagare sia a chi produce notizie false, sia a chi se le beve come acqua di sorgente.

cristiana2011 ha detto...

Hai pensato a quanti quotidiani e riviste sarebbero obbligati a chiudere i battenti, con conseguente aumento della disoccupazione?
Cri

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
No: aggiungerei l'obbligo per le testate giornalistiche registrate alla verifica dei fatti; dovrebbero addirittura assumere gente che funga da controllore su quello che scrivono i giornalisti.