martedì 14 febbraio 2017

Legalità, questa sconosciuta

Capita sempre più spesso ormai di incazzarsi come un intero branco di iene perché si vedono criminali di ogni livello (dai criminalucci da mezza tacca ai criminaloni) farla franca qui da noi. Mi capita fin troppo spesso, oltre tutto, di parlare con amici e conoscenti che lavorano nelle forze dell'ordine, frustrati perché il loro lavoro, in definitiva, non serve a una beata fava ("Quello sarà la decima volta che lo arresto.", "Ma che senso ha? Domani sono già fuori.", cose così). In fin dei conti, ormai la gente onesta non può più vivere, perché da un lato è vessata dai criminali, e dall'altro lato sa già che la faranno sempre, invariabilmente franca. È proprio il sistema che andrebbe rivisto cancellato e rifatto dal principio.
1) Abbiamo troppe leggi, leggine e leggette in vigore, che spesso e volentieri vanno pure in contraddizione tra loro. Un buon azzeccagarbugli riesce invariabilmente a trovare la gabola per fare in modo che il suo cliente esca a testa alta dal tribunale, senza nemmeno una macchietta sulla fedina penale - e potrebbe aver fottuto miliardate o ammazzato decine di persone! Bisogna fare tabula rasa di tutto questo sistema normativo farraginoso e sempre più pesante e cominciare a meditare su un codice civile e uno penale semplici e facilmente comprensibili, chiari e netti, su cui uno con una buona parlantina non possa imbastire una marea di cavilli per scagionare qualcuno che bisognerebbe sbattere in galera per poi buttare via la chiave.
2) Oltre alla semplificazione delle leggi, bisogna reintrodurre la certezza della pena. Un poliziotto o un carabiniere che arrestano un delinquente non devono vederlo a piede libero il giorno dopo; soprattutto il delinquente stesso non deve nemmeno pensare che tanto il giorno dopo sarà libero di tornare a combinare le sue malefatte. La pena dev'essere proporzionata al reato, questo è chiaro; piccoli reati, piccole pene; grossi reati, grosse pene; ma va da sé che la pena deve essere inflitta. Ne hai combinata una? Paga le multe necessarie oppure fatti i giorni/mesi/anni di galera dovuti! Inoltre: sei recidivo? Pena aumentata!
3) Bisogna anche semplificare il lavoro della magistratura, che deve rigettare immediatamente tutte le cause inutili sollevate per questioni di poco conto dalla gente - secondo la quale, tra l'altro, le leggi vanno applicate solo agli altri, ma questo verrà approfondito nel punto successivo. La magistratura deve occuparsi delle vere infrazioni alla legge; al limite per le causette del cazzo si può pensare di istituire un arbitrato civile non appellabile. Inoltre, va anche semplificato l'apparato giudiziario stesso. La prescrizione, soprattutto su certi reati, va annullata; in più, tre gradi di giudizio ciascuno coi propri tempi da bradipo sotto morfina sono decisamente troppi, e sarebbe opportuno eliminarne almeno uno. Insomma, ci dev'essere una, e una sola, possibilità di appellarsi contro una sentenza sfavorevole. In aggiunta, quella puttanata secondo cui il grado successivo di giudizio non può aggravare la pena inflitta dal precedente va cancellata; se il secondo grado di giudizio stabilisce che il primo è stato troppo morbido deve poter calcare la mano.
4) E qui arriviamo ai dolori. Bisogna educare la gente a quel concetto fortemente alieno che è la legalità - ma non con la paura (tirare fuori il famoso "uomo nero" delle multe e della galera che ti piovono addosso se ne combini una non è sufficiente); va fatto notare alla gente che il rispetto delle leggi va a beneficio di tutti, mentre l'infrazione dà dei vantaggi a breve termine al colpevole a detrimento degli altri, e sul lungo termine si rivela deleteria per tutti. Bisogna anche inculcare in testa alla gente che il criminale non è un personaggio da ammirare, ma va condannato. Bisogna iniziare fin dalla scuola a insegnare questo concetto: non che il bulletto della classe non possa essere ripreso dagli insegnanti perché se no arrivano i genitori a piantar scenate in pubblico e a minacciare azioni legali perché non sono stati capaci di "capire" il loro angiolettstronzetto il quale ha un "carattere vivace" e bla bla bla. No: il bulletto deve beccarsi tutte le punizioni che merita e i genitori devono prenderne atto e stare zitti, almeno, visto che non sono in grado di impartire certi valori di educazione e di civiltà alla loro prole. Gli altri devono sentirsi protetti dal sistema, non avere la certezza matematica che sarà il bullo ad essere protetto! Chiaramente questo concetto va esteso anche agli adulti e a tutti gli aspetti della società e della convivenza civile. Dulcis in fundo, bisogna far capire alla gente che le regole esistono per tutti, e che eventuali deroghe previste per legge per casi eccezionali vanno comunque applicate ai sensi di legge a quei casi e non a chiunque ritenga di averne diritto. Non è che le leggi siano giuste e sacrosante soltanto fintanto che vengono applicate agli altri; non è che se uno si piglia anche solo una semplice multa per divieto di sosta deva piantare su un casino infernale per farsela togliere per poi essere il primo ad andare a smarronare i vigili per fare appioppare multe a qualcun altro: no, se la deve pagare e soprattutto deve farsi i cazzi suoi! Gli altri baderanno alle proprie infrazioni.
Ecco, se davvero si riuscisse ad applicare questi quattro punti (utopia, utopia) l'Italia smetterebbe di essere il paradiso dei criminali e tornerebbe a essere un posto dove la brava gente può vivere la propria vita senza pensieri. Ma la vedo davvero grigia in proposito...

2 commenti:

iacoponivincenzo ha detto...

La nostra civiltà è arrivata al capolinea. Oltre c'è il vuoto, il baratro altro che storie. Roma fu caput mundi, poi pian piano si ridusse a fare quello che avviene oggi. E crollò miseramente. Al fulgore di secoli d'oro seguì l'oscurantismo di oltre mille anni di Medioevo, fino al Rinascimento. I barbari invasero l'Italia e tutti vennero qui a fare i comodacci loro. Ci risiamo. I barbari stanno già arrivando e sono tutti neri e brutti e musulmani e ci vogliono fare a pezzi e ci riusciranno.
Leggi, leggine, leggiucchie e leggi del cazzo fatte apposta per favorire qualcuno ai danni di qualcun altro; tre gradi di giudizio. Soli? Il processo dei due ragazzotti di Perugia per la morte della ragazza inglese sono stati quattro. Il ragazzo con gli occhiali della bicicletta nera -asolto in primo e secondo grado, rimandato all'appello dal terzo e due volte condannato- e parlano di revisione del processo. In culo! Due gradi e basta.
Processi che vanno in prescrizione perché oltre i limiti del tempo massimo -che è poi un bel sistema per lavarsene le mani- giudici che quando sbagliano non possono essere inquisiti, la maggior parte di questi gallinacci trova le porte della politica spalancate, perché certi fanfaroni solo in politica possono farsi valere, e tu mi parli di cambiare ste leggi? Impaccali e infilali in galera a vita.
Certezza della pena. Io mi chiedo perché qui in Germania NON ci siano sbarre alle finestre come in Italia, come in galera? Perché la polizia appena la chiami arriva? Certo, ma non solo. Perché quando la polizia arriva ti arresta, ti ammanetta e ti porta via e di te si saprà che sei stato condannato, perché non sei riuscito a delinquere il giorno dopo. Ti hanno dato cinque anni, sette, dieci? E te li fai, senza condoni, né permessi fino all'ultimo giorno. Punto e nente piagnistei.
Non si scappa: qui se delinqui la paghi. Porte corazzate, finestre blindate? E che è sta roba? Porte con ampi spazi a vetri, semplici serrature. Così si vive in un paese civile perché le bande di delinquenti, si sa noi e lo sanno loro, vanno tutte in Italia dove guai a toccare un ladro che ti sta rubando in casa e che ha dato un fracco di legnate a tua moglie, devi dargli tutti i tuoi sióldi e fargli un caffè, perché se ti azzardi a sparargli e lo ferisci vai in galera tu e dopo gli devi dare un pacco di soldi per risarcirlo. Roba che quando la racconto ridono come matti e mi dicono che come le racconto io le barzellette non le racconta nessuno.
L'ho detto all'inizio: siamo una civiltà obsoleta e di merda e un popolo di coglioni. Offriamo l'altra guancia, anzi tiriamoci giù i pantaloni e diamogli anche il culo, ma attenti a che non si faccia male con l'osso sacro altrimenti lo dovremo risarcire il nostro inculatore. Articolo 176 bis, comma 4 punto secondo del Codice di Procedura Penale.

Dumdumderum ha detto...

@Vincenzo
Proprio come dicevo: basta uscire dai confini per avere una maggiore (non dico totale) certezza della pena. Non che fuori dall'Italia siano dei santi, intendiamoci, e che non commettano anche clamorosi errori giudiziari; ma qui l'errore non è l'eccezione, è la regola.