lunedì 26 giugno 2017

Niente terrorismo qui da noi: perché?

Accordi inverosimili tra il governo e i terroristi? Naaaa.
La mafia che ci protegge? Ma quando mai.
Non attaccheranno mai i loro fornitori d'armi? Divertente, ma non regge: il mondo intero fornisce armi a quei bastardi.
La realtà, come ho già avuto modo di dire, come hanno detto altri, è molto ma molto più semplice; la riporto di nuovo perché alla fin fine anche una testata straniera mi ha dato ragione. L'articolo è su The Guardian (se vi va di leggerlo in quella lingua là: mi mancano il tempo e la pazienza per tradurlo), una testata seria, non come quel daily mail che raccoglie bufale pressappoco come i "giornali" italiani. Possiamo sentirci rassicurati - non dal fatto che questa conferma sia stata pubblicata da The Guardian, ma dalla situazione in sé. Ripeto per l'ennesima volta: le nostre forze dell'ordine, allenate da fin troppi anni di brigate rosse e altri stronzi del genere, ha sempre le antenne molto dritte nei riguardi di possibili attentatori.
Aggiungerei un'altra cosa, riallacciandomi ai miei sospetti su tutto quello che non quadra riguardo a questa ondata di terrorismo: magari il "governo" si presterebbe a questa strategia del "manteniamo il popolo nella paura così possiamo eliminare i loro diritti", ma le forze dell'ordine non sembrano di quell'idea. Anche perché il nostro "governo" non ha nessun bisogno di un terrorismo montato ad arte per cancellare i nostri diritti: ci riesce benissimo con altri metodi.

2 commenti:

iacoponivincenzo ha detto...

Oso dire ciò che penso avendo anche una certa cognizione di causa.
Al tempo delle Brigate Rosse, da non confondere con la RFA (rote Fraktion Armee tedesca) che aveva altri metodi e trovava ricovero nell'allora DDR (Repubblica democratica tedesca), venendo nel territorio della Repubblica federale solo con un colpisci e scappa tipico, per cui le forze dell'ordine di qui se la prendevano in un certo senso comoda e soprattutto non dovevano scervellarsi per andarli a trovare, e quindi mai messe sotto pressione non sono riuscite a sviluppare quel sistema di difesa interna che SOLAMENTE noi abbiamo adesso.
Tra i miei compagni di classe al liceo c'era un gran figlio di buonadonna in senso positivo col quale ero in grande amicizia. Ci ritrovammo a Lecce al 23° Corso A.U.C. -allievi ufficiali di complemento- lui aveva fatto domanda per i carabinieri. Rimase dopo gli otto mesi di prima nomina e poi fece l'accademia a Roma, come investigatore. Erano gli anni 60, esattamente nel 1963 ucì dall'accademia come Sottotenente in Spe. Passò più tardi ai servizi investigativi antiterrorismo, appena formati. Io lo rincontrai nel 1969; era capitano e mi fece vedere alcune cose tremendamente segrete -ma di me poteva fidarsi- ed io fui in grado allora di capire quanto fosse capillare il sistema, e quali specialisti lavorassero lì dentro.
Non sfuggiva nemmeno il fatidico ago nel pagliaio, loro lo avrebbero trovato. Soprattutto la creazione di una minuziosa e fittissima rete di informatori. Insomma na cosa granne.
Oggi noi in Italia godiamo del lavoro -che non è stato mai soppresso, fantastico, ma non per volontà di un governo, ché quelli non capiscono un beato cazzo, ma di un gruppo dirigente di generali dell'Arma che non ha MAI allentato la presa- di tanti anni di lavoro, di informazioni, di segreti mantenuti, opera di specialisti raffinati. Qui occorre intuito e tanta fantasia ed in questo noi italiani siamo campioni dl mondo.
Questo è il motivo per cui in Italia sarà dificile che avvengano attentati come a Parigi o a Berlino oppure a Londra. Solo i servizi segreti russi, eredi del KGB che ha insegnato a tutti come si lavora nell'ombra, addestrati da quel che è successo in Cecenia, possono dirsi alla nostra altezza.
Me lo conferma anche una mia preziosa amica, vice commissario capo della Kriminal Polizei. Grandissimo rispetto per la DIA e per il servizio CC italiano.

Dumdumderum ha detto...

@Vincenzo
Appunto. Per quanto ci divertiamo a vituperarle, le nostre forze dell'ordine sono tra le migliori al mondo (a parte casi patologici che comunque NON sono né nella DIA né nei nuclei antiterrorismo dei Carabinieri). E, proprio come hai detto tu, non certo grazie ai governi che si sono succeduti dagli anni '60 in poi.