venerdì 30 giugno 2017

Scoperta dell'acqua calda

Questa mi è stata segnalata dai miei amici della Valle d'Aosta.
Dunque, l'antefatto: qualche giorno fa un bambino è morto annegato nella piscina comunale (è inutile che diate la caccia ai colpevoli: s'è trattato di una pura fatalità). Comunque, è partita la procedura di legge che prevede l'autopsia, niente di che. Risultati dell'autopsia: si evince chiaramente che il bambino abbia lottato fino all'ultimo contro la morte. Banale (ma vitale) istinto di sopravvivenza, no?
Eppure, l'esistenza dell'istinto di sopravvivenza, per i "giornalisti" locali, sembra un fatto totalmente stupefacente! Tutte le testate (nei coglioni) locali hanno pubblicato titoloni "Bimbo annegato in piscina ha provato fino all'ultimo a salvarsi" e altre su questa falsariga ipersensazionalistica - ma io a questo punto vorrei vedere loro se, trovandosi in pericolo di vita, non le proverebbero tutte per riportare la pelle a casa! Cioè, perfino un batterio quando si trova in pericolo di vita cerca di salvarsi!
Bah. Ormai l'informazzzzione (4 z d'obbligo) da noi è solo più una gara a chi tira più clic. Come cazzo si fa a fidarsi ancora di "giornalisti" che confondono un fatto assolutamente naturale con un evento incredibilissimevolmente (!) straordinarrrrrrio? Tra un po' vedremo il titolone "Scoperta incredibile! Trovato essere umano che respira!".

4 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Cronisti locali che devono ricavare sensazionalismo in un accadimento che pur essendo stato una triste fatalità, di sensazionale non ha nulla. Un po' è vero sono anche imbecilli ma un po', secondo me, esiste anche la corsa a vendere più copie e quindi trasformare l'ovvio in straordinario! Divertente quando la stessa "trovata" l'hanno in serie tutti quanti per cui leggi locandine e titoli di giornale praticamente fotocopia. Che tristezza.

Dumdumderum ha detto...

@Daniele
Sfogliando le testate locali della Valle d'Aosta (per citare l'esempio in questione; ma non sono solo quelle ad avere questo vizio), mi sono fatto l'opinione che si facciano copia & incolla le une con le altre: pubblicano tutti le stesse notizie con lo stesso testo, e magari modificano un po' il titolo per non far vedere che scopiazzano. Tutto buono per tirare clic, ma come mi dicono anche i miei amici valdostani, "letta una lette tutte".

iacoponivincenzo ha detto...

Alla base della straordinarietà di una cazzata sta l'imbecillità di chi dovrebbe leggerla ed accettarla per buona. Mi sono forse spiegato male. Siamo noi italiani così coglioni che ci beviamo tutto quello che ci propinano? Allora i giornalai da strapazzo ed i cazzoni dei loro editori AVREBBERO il diritto in un certo modo di sparare cazzate perché noi beoti vogliamo solo quelle.
Io credo che la cosa sia diversa. I cazzoni sono loro (i giornalai) ed i loro mandanti (gli editori) che si sono convinti che l'italo medio mangia merda e beve piscio di bufale gravide.
Adesso poi che tutte le trasmissioni anti casta sono state DEMOCRATICAMENTE ALLA BULGARA O ALLA TURCA eliminate -La gabbia via, l'Arena via, Dalla vostra parte via e avanti via chi ci prova di nuovo- ne sentiremo di bufale fiorite e infiocchettate, che già la segreteria del PAD partitino antidemocratico e quella del piano di sopra del PDDR partitino del deficiente Renzi stanno alacremente sobbarcandosi di straordinari per centrale la bufala del millennio: Notiziona straordinaria: scoperto che anche Matteo Renzi PENSA. Seconda notiziona: accertato che il vice segretario del PDDR nonché ministro dell'agricoltura Martina nitrisce prima di addormentarsi e appena si sveglia. Terza notiziona: il solerte attivissimo ministro dell'economia spicciola Padoan invece barrisce prima di addormentarsi e raglia al mattino.

Dumdumderum ha detto...

@Vincenzo
Bello il tuo bestiario :D
Riguardo all'imbecillità: c'è una certa percentuale di gente che tutte le puttanate più astronomiche le prende per buone - ma non si preoccupano nemmeno di leggere l'articolo; leggono tre o quattro parole del titolo e via di clic, di "mi piace" o di "condividi". Quella percentuale, va detto, è bassa nella vita di tutti i giorni, ma su web pare ci siano solo loro (per questo il buon Mentana li ha definiti senza mezzi termini webeti, termine sintetico ed efficace che mi è piaciuto subito). Gli editori ormai mirano dove si può fare profitto profitto profitto, e non gliene fotte più una beata minchia di fornire informazioni degne di questo nome; basta attirare vendite, ascolti e clic a più non posso. Quindi, sì, loro ritengono a ragione che il loro pubblico - quello dei webeti - siano una manica di boccaloni pronti a cascarci con tutte le scarpe. Sull'informazione della Valle d'Aosta, poi, come ho già detto a Daniele, c'è una e una sola testata locale da cui tutte le altre fanno copia & incula, non c'è la minima pluralità né la minima variazione di punti di vista: letta una, lette tutte. Chi vive lì viene mantenuto nell'ignoranza più crassa e non ha nemmeno il modo di farsi un'opinione sensata sul suo stesso piccolo mondo locale; chiaro che poi se qualche "giornalista" del posto si mettesse in testa di dire, non so, che un vitello s'è alzato sulle gambe appena dopo la nascita passandolo come un evento straordinario, la popolazione del posto rimarrebbe lì a bocca aperta a dire "uau, che evento incredibile!".