mercoledì 28 giugno 2017

Solita solfa sulle statistiche

Ribadisco cosa ne pensava Trilussa:

Sai ched'è la statistica? È 'na cosa
che serve pe' fa' un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.

Ma pe' me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pe' via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:

e, se nun entra ne le spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perché c'è un antro che ne magna due.


Aggiungo il link a quello che ne pensa il Rockpoeta®, qui, in termini più crudi ed espliciti. (La sua poesia è molto più lunga di quella di Trilussa, quindi non fate i pelandroni: cliccate su quel link...)

Quindi: vogliamo tornare a vivere una vita migliore? Passo numero uno: abolire quell'ente mangiasoldi inutil dannoso che è l'ISTAT. Ente secondo cui siamo tutti ricchi e felici, quando in realtà siamo alla disperazione e stiamo raschiando il fondo del barile. Ente secondo cui l'occupazione è in aumento (sì, dello "zero virgola" di cui parla Daniele) quando ormai trovare un lavoro che non sia precariato a vita pagato a vàucer è un'utopia irrealizzabile. Ente secondo cui l'inflazione annuale è sul 4% o giù di lì, quando i prezzi al consumo di qualunque cosa crescono dal 15% al 20% da un anno all'altro - mentre gli stipendi (dei pochi che ancora hanno un lavoro) restano al palo quando addirittura non calano. È evidente che le statistiche servono soltanto ai potenti di turno per rigirarsela a loro favore; è altrettanto evidente che, oltre a poter dire quello che si vuole coi numeri, i sondaggi sono già tarati a monte per fornire il risultato desiderato (tutte le voci contrarie vengono tagliate via, meno una piccola percentuale lasciata lì per dimostrare la "pluralità" delle voci; oppure, come avviene più spesso, il campione statistico viene già preselezionato).
Allora, smettiamola di pagare compensi milionari agli alti dirigenti dell'ISTAT, smettiamola anche di dar retta a statistiche false come una banconota da 80 euro, aboliamo questi enti benefici come un cactus in culo, e ricominciamo a valutare i dati reali. Solo così ci sarà una microscopica speranza di riuscire a venir fuori dal baratro in cui le stesse statistiche hanno dato un notevole contributo a farci finire.

5 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

In primis grazie sono onorato di essere stato citato e linkato nel tuo post. Conoscevo anch'io la poesia di Trilussa, già a quel tempo la povertà era un dato di fatto sociale incontrovertibili. Quanto al tuo post, impossibile non darti ragione su tutto. Anche io resto stupito e stupefatto sui dati sull'inflazione quando poi guardi prezzi e vedi che esiste una profonda discrepanza tra quei fasulli e irreali dati ISTAT e la realtà quotidiana che ciascuno di noi vive. L'ISTAT è solo uno dei tanto carrozzoni italici mangiasoldi che ci trasciniamo dietro da tempo immemorabile.

Dumdumderum ha detto...

@Daniele
Mi girano a mille nel constatare che mi avanza sempre più mese alla fine dei soldi, anno dopo anno - eppure siamo RICCHI E FELICI... puah.

cristiana2011 ha detto...

Sti cervelloni, mi sembrano quelli del patè di carne di allodole e cavallo, cioè fatto con un'allodola e un cavallo, e mi sembra di vederli i loro grafici pieni di cancellature e spostament vari. Son bravi a far quadrare i conti, per questo li strapagano.
Cri

iacoponivincenzo ha detto...

Bellissima la poesia di Daniele Verzetti Rockpoeta, bravo tu ad averla citata. La buona poesia va sempre propagandata.
Carissimo Dundumderum chiedi cosa impossibile assai: e come farebbero i nostri generali e duci infiniti a romperci i coglioni ad ogni trasmissione col vespone compiacente (gli stanno aumentando nuovi nei ed ingrandendo i vecchi per la gioia e la commozione di avere li maggior stronzi del paese sempre a concionare a casa sua), come farebbero a tentare di diventar credibili, soprattutto quel Padoan ministro delle fregnacce scodinzolanti che ogni volta ci enumera i suoi successi, per non parlare di quell'altro ministro dalla faccia equina -ministro dell'agricoltura infatti- quel Martina che quando parla di Renzi figlio si illumina di immenso e mette in mostra la più bella lingua di Slurpatore magnum della nazione?
Sono numeri quelli dell'ISTAT (Istituzione Stronzate Trattate A Tarocco)che nessun matematico saprebbe far saltar fuori, numeri per l'appunto arabi, e chi capisce l'arabo?
Come potrebbero TUTTI, ripeto "T U T T I" al termine di una mandata elettorale amministrativa parlare di vittoria? Tutti hanno vinto, nessuno ha perso. Mi fa pensare ad una breve poesia -un frammento- di Archiloco, poeta greco del IV secolo a.C. che dice "Un solo nemico è stato ucciso e mille siamo gli uccisori". Allora mancavano le statistiche, ma non mancava l'umorismo. Facciamoci quattro risate anche noi: i nostri politicanti da strapazzo non coglierebbero nemmeno le sfumature dell'ironia tanto sono scemi, scemi, scemi....scemiiiiiiiiii

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Sono quelli che quando vanno a caccia di anatre, il primo spara e manca il bersaglio per un metro al di sopra, il secondo spara e lo manca per un metro al di sotto e il terzo dice "Beccata!". :D Barzellette a parte, i conti in tasca loro se li fanno straquadrare, altroché.

@Vincenzo
Davvero: quei politicanti da strapazzo si vedrebbero smascherare le loro balle dall'oggi al domani se non ci fossero paraventi come l'ISTAT. Quanto ai greci, non è che i loro politici fossero tanto diversi dai nostri: la politica è sempre stata una gran presa per il culo nei confronti dei popoli, che si tratti di tirannie (come le intendevano i greci), democrazie, monarchie, oligarchie, e tutto il resto del bla bla bla. Eppure, l'anarchia sarebbe tre volte peggio, quindi ci tocca scegliere il male minore e sperare che ogni tanto sbuchino dei rappresentanti del popolo degni di questo nome.