venerdì 28 luglio 2017

Chiuso per ferie


Me ne vo in vacanza e per un po' il blog va in pausa. Se mi inviate commenti, abbiate pazienza; probabilmente li vedrò al mio ritorno.
(N. B.: per oggi ci sono ancora.)

giovedì 27 luglio 2017

Siccità? Tsè

Privatizzate pure l'acqua.
Poi non ce n'è più per spegnere gli incendi.
Poi non ce n'è più per irrigare i campi.
Poi non ce n'è più per dare da bere a Roma.
Privatizzate, privatizzate, perché "ce lo chiede l'europa". Poco conta che l'Italia stia morendo di sete o al rogo; l'importante è che le aziende private che ora stanno gestendo l'acqua riescano a lucrarci sopra fino all'ultimo centesimo.
Questo vuole l'europa con la sua spinta alla privatizzazione estrema: che l'Italia muoia di sete o bruciata.
Soprattutto, mi raccomando, ignorate pure la volontà espressa dagli elettori nel referendum del 2011. Passata la festa gabbato lu santo, eh? Ignorate pure che la popolazione abbia detto in quel referendum un chiaro e forte NO alla privatizzazione dell'acqua.
E ancora una volta sto gridando nelle orecchie sorde del popolo secondo cui "La rivoluzione fattela tu, io tengo famiglia". Nemmeno questo scempio basta a scatenare la scintilla, quella degli incendi che stanno devastando l'Italia ma non scollano un pelo dal culo all'italiota medio, basta che il suo orticello abbia da bere e non pigli fuoco!

mercoledì 26 luglio 2017

La Forza sia con te

Sì, proprio quella Forza: quella che costituisce il fondamento di tutto l'universo Guerre Stellari (spiacente: continuo e continuerò a usare la denominazione in italiano). Una cosettina puramente fantascientifica, senza alcun riscontro nella realtà di tutti i giorni; eppure, una di quelle cosiddette riviste "predatorie" che pur di far soldi pubblicano (a pagamento da parte dell'autore) di tutto e di più, tale MedCrave - del cui comitato di redazione, guarda caso, fanno parte anche i maggiori "medici" antivaccinisti che abbiamo qui in Italia: si noti il livello di questa sbrubblicazione... - ha pubblicato un articolo firmato da tale dottor Lucas McGeorge. E già qui... Il testo, che è stato ripreso papale papale da Wikipedia (pron. -pedìa e non -pìddia, per favore) parla dei "midi-chlorian" citati in qualcuno dei film. Cioè: una trollata bella e buona! Poi, sommersi da una valangata di perculate, l'hanno cancellato per la vergogna - ma non è l'unica puttanata che hanno pubblicato, né si tratta dell'unica rivista che adotta questo sistema.
Insomma, se date retta a riviste come MedCrave siete messi bene! Per ritenerle pubblicazioni scientifiche serie bisogna aver mandato in vacanza alle Maldive il neurone solitario.
Qui un vecchio articolo di BUTAC sulle pubblicazioni predatorie.
Esisteva anche una lista di questi editori avvoltoi compilata da Jeffrey Beall, ma giustappunto questi squali dell'editoria (pieni di soldi da fare schifo) l'hanno fatta rimuovere.
Comunque, si tratta di riviste che accettano lavori firmati da (udite udite) Maggie Simpson, Edna Krabappel, il già citato Lucas McGeorge... quindi la loro credibilità scientifica è meno di zero - anzi, costituiscono un danno! Le pubblicazioni scientifiche al mondo sono migliaia, e se una buona percentuale di queste pubblica puttanate tanto per mungere i loro autori a chi cazzarola si può credere riguardo alla scienza? Agli antivaccinisti, agli sciocchimisti, ai terrapiattisti, a quelli che le sparano grosse su anunnaki+rettiliani+arconti+...?
Ma per favore. Torniamo alle pubblicazioni serie, quelle che sottopongono ogni articolo alla lettura analitica da parte di comitati di esperti (esperti veri, non laureati in minchiologia applicata all'università di YouTube) prima di pubblicare!
Aggiornamento: Copia d'archivio della lista Beall. MedCrave è lì nel mucchio... (Trovo problematico aprirla con Firefox. Usate Chrome: la apre tranquillamente.)

martedì 25 luglio 2017

Torino e i menu, ahem, "vegani"

D'accordo, probabilmente il nome l'ha sparato la sindachessa(*) di Torino tanto per farsi pubblicità (anche negativa, già) - ma chiaramente i "giornalisti" hanno fatto di una mosca un elefan una bale un organismo di dimensioni planetarie.
Mi risulta che la citata sindachessa abbia stabilito che una volta al mese, nelle mense scolastiche, ci sia un menu composto di vegetali - tutti tipici piatti della cucina italiana: pasta al pomodoro, minestrone di verdure, pietanze a base di legumi, e via così. Ribadisco: potrebbe averlo definito "vegano", usando il termine più sbagliato che poteva inventarsi, oppure la parola potrebbe essere frutto della fantasia di qualche scagnozzo, ma da lì al concetto di "trasformare Torino in una città vegana" ci passa un abisso. Insomma, l'intento è buono: troppi bambini mangiano male, l'obesità infantile sta quasi raggiungendo i livelli merrrrregani, allora una volta al mese (una volta al mese, ribadisco) avranno un pasto un po' più sano e, sì, vabbe', senza apporto proteico di cui comunque stragodono gli altri giorni in cui mangiano in mensa. Però la questione è finita in mano agli organi di stUmpa, e apriti cielo. Ma "Torino città vegana" è una puttanata astronomica, per vari motivi:
- Innanzi tutto: una volta al mese i bambini si trovano un menu "vegano". E un vegano D.O.C., gli altri giorni del mese, cosa fa? Muore di fame perché può mangiare solo una volta al mese?
- Va anche detto che i vegani D.O.C. i tipici piatti vegetali italiani li rifiutano, per chissà quale esercizio di contorsione mentale. Un piatto di pasta al pomodoro? Bleah. Un'insalatona di verdure miste? Giammai! Una fagiolata? Per carità. Patate arrosto? Urka! Carote alla julienne? Ma neanche morti! Per il vegano D.O.C., solo piatti a base di prodotti di scarto dei prodotti di scarto dei prodotti di scarto dei prodotti di scarto (ripetizione deliberata) della lavorazione della soia, come tofu (che pare polistirolo) e seitan (che non riesco nemmeno a capire se ha un sapore), bacche di goji e altre emerite schifezze del genere che quando te le fanno a prezzo scontato ti costano 70 euro al chilo. Quindi non mangerebbero nemmeno quell'unica volta al mese!
Insomma: sparare i titoloni tiraclic per lucrare sulla boccaloneria dei webeti non è fare informazione. Sì, lo so, sto frustando il solito cavallo morto - ma davvero l'Italia ha un disperato bisogno di riavere organi di informazione degni di questo nome, non i soliti ciarraffoni che pensano soltanto a fare gli interessi degli sponsor!

(*) Mi rifiuto di declinare sindaco in quella orrenda maniera al femminile, e per tanti altri versi questa signora ancora non ha dimostrato di meritare la dignità del titolo neutro.

giovedì 20 luglio 2017

Canadair acchiappa-sub? Muuuu, muuuu

Ed è una bufala-zombi, riciclata ad infinitum fin da quando esistono i Canadair. Stavolta l'hanno riciclata riguardo agli incendi in Sicilia, con la variante (rispetto alla vecchia storiella) che il sub è sopravvissuto per raccontare una storiella mirabolante.
Ma quando mai.
Se qualcuno conosce bene i Canadair, sa che le bocchette di aspirazione dell'acqua hanno un diametro sui dieci centimetri. L'aereo struscia a 300 all'ora sulla superficie dell'acqua e la velocità è sufficiente a far sì che la cisterna si riempia in breve tempo; la "pancia" si apre solo per scaricare l'acqua sull'incendio - se provasse a caricare acqua dal portellone a quella velocità lo sderenerebbe, e magari finirebbe per schiantarsi. Possono finire nella cisterna dei pesci, e spesso ne sono stati trovati sul luogo dove un Canadair ha spento un incendio - ma dei sub? Suvvia! Eppure per fare clic e lucrarci sopra a spese della boccaloneria degli italioti webeti e analfabeti funzionali tutti i sistemi sono buoni, a quanto pare.
Puah.
A questo punto, una legge contro la monetizzazione delle notizie su web permetterebbe di vedere tutte queste bufale diminuire di numero - perché pubblicare una bufala se non si può lucrarci sopra?
Dettagli qui sul blog di David Puente, e qui su bufale.net.
Correzione: Documentandomi meglio, ho rilevato che le bocchette di aspirazione dei Canadair sono quadrate con un lato di 15 cm, e che ultimamente sono pure dotate di griglia - adesso neanche più i pesciolini si possono trovare dove un Canadair ha spento un incendio.

lunedì 17 luglio 2017

Breaksit

Gioco di parole in babig ostrol quella lingua là (lo ammetto, fatto alla cazzo di cane) tra break e brexit (altro termine, quest'ultimo, coniato alla vacca vigliacca). I britannici pensavano di spaccare il culo ai passeri con la loro uscita dall'europa (sempre con la minuscola d'obbligo) - ma il giocattolo s'è rotto (break=rompere), e l'intera faccenda sta esplodendo loro sul muso. Già dal referendum in poi si sono trovati con un'inflazione alle stelle e gli stipendi che sono rimasti lì bloccati. Mi ricorda qualcosa... ma noi è da anni che viviamo in questa situazione, i britannici se la sono appena trovata tra capo e collo. La sterlina ha perso valore quasi di botto sia sull'euro che sul dollaro, il che vuol dire penalizzare le importazioni e costringere aziende a delocalizzare (guarda un po' dove: in Cina, dove se no?) per poter rimanere a galla; in più, i vari lavoratori esteri che fungevano quasi da schiavi lì, accollandosi tutti i lavori che il britannico medio con la sua puzza sotto il naso non svolgerebbe mai, stanno pensando bene di abbandonare il paese.
Bel casino già di suo; ora però rischiano di aggravarlo pesantemente con la loro fretta e la loro incapacità di gestire la loro uscita-sbattendo-la-porta. Il primo ministro, ovvero, la prima ministronza, che tra l'altro alle ultime elezioni s'è giocata la maggioranza in parlamento (e vabbe', cazzi suoi), vorrebbe un'uscita senza se e senza ma, senza compromessi con l'europa. Ma l'europa ha dieci volte o giù di lì la potenza economica che hanno i britannici! Così, puf, senza un piano, si ritroveranno anche una sostanziosa penale tra capo e collo, poi dovranno gestirsi da soli le dogane e le rotte commerciali aeree, si ritroveranno con la sterlina sempre più in caduta libera, l'inflazione raggiungerà livelli astronomici, la gente s'indebiterà fin dentro al buco del culo e dovrà stringere la cinghia... davvero ben fatto, cari britannici.
Già. I britannici (coadiuvati dagli slurpaculo di casa nostra, che vanno berciando sugli effetti positivi della brexit da mo' e farebbero tanto meglio a occuparsi dei propri affaracci da italioti medi che sono) ritenevano che puf, via dall'europa da un giorno all'altro sarebbero diventati la maggior potenza economica del mondo, più di merrrregani, russi, cinesi e indiani messi insieme. Poveretti: adesso si stanno rendendo conto che sono su un carretto senza freni diretto verso il baratro, in una corsa in cui sono perfino riusciti a sorpassare l'Italia.

venerdì 7 luglio 2017

Hanno ucciso i festival

Il ministero fascista (e uso la parola a ragion veduta) ha deciso di dare un giro di vite riguardo all'organizzazione di festival e altri eventi del genere. Noooo, non è che li abbia vietati tout court: ma, a seguito di quello che è avvenuto in piazza San Carlo a Torino per la coglioneria di quattro ragazzotti idioti che si sono divertiti a seminare panico, adesso per organizzare un festival bisogna adeguarsi a una serie di normative assurde e castranti che nemmeno in korea del nord. Siamo praticamente alla definizione di assembramento=2 persone che vigeva all'epoca di quell'altro fascismo.
Cioè: apro rassegne stampa locali e nazionali di tutta Italia e leggo che il tale evento è stato annullato per mancanza di requisiti secondo le nuove normative, che nel talaltro posto hanno dovuto spostare una manifestazione da un paese a un altro sempre per via di tutti quei casini burocratici, che gli organizzatori di quel tale festival hanno gettato la spugna e non lo organizzeranno mai più. Insomma, se chi organizza eventi deve partire con due anni d'anticipo e smenarci milionate a pacchi da cento per riuscire a mettersi in regola con quello che s'è inventato il regime fascista proprio con lo scopo di castrarli in partenza, nessuno organizzerà più eventi culturali in Italia - il che è proprio quello che desidera il regime fascista.
Ho la vaga sensazione che nemmeno questo basterà, ormai, a trasformare questo popolo di pecoroni belanti in un branco di lupi...

lunedì 3 luglio 2017

Asteroidi e organi di stUmpa

Riporto papale papale un titolo apparso su una di quelle testate (nei coglioni) che vogliono definirsi serie e che invece, come ormai da innumerevoli esempi riportati qui e altrove, si rivelano degli sparaballe a nastro solo per attirare clic - solo che in questo caso hanno fatto mostruosamente fiasco anche in questo.
«La Terra riischia di essere distrutta da unsteroide», la rivelazione choc
(Testuale, parola per parola, compreso il "riischia" con due i)
Yuppiiiiiii, abbiamo appena scoperto una nuova categoria di corpi celesti: gli "unsteroidi"!
Ma che cazzarola fritto è un "unsteroide"? Una raccolta di bufale gonfiate a steroidi?
Qualcuno mi dirà: sì, vabbe', è un volgare Orrore di stUmpa.
Col cazzo. L'articolo è pure stato aggiornato mantenendo la parola "unsteroide" così com'è, e in più hanno ripubblicato (sì, successivamente) lo stesso titolo perfino con lo stesso "riischia" sul Cinguettatore Folle.
Questo è il "giornalismo" moderno, gente. Poi si lamentano che perdono clienti? Chi è causa del suo mal pianga sé stesso!

Approfondimento (più che altro con immagini e il nome di quella testata-sempre-lì) in questo articolo del Disinformatico.