venerdì 29 settembre 2017

Ancora sul Russiaghèit

(Italianizzazione voluta)

Ho i miei forti dubbi che riusciranno a impicciottare mister gatto-in-testa proprio su questa faccenda – ma comunque è una possibilità superiore a zero, no?

Prima ci s’è messo il Tomo delle Facce di Merda, a denunciare un trugio di account farlocchi che facevano indirettamente pubblicità alle idee dell’alligatore, sfruttando i meccanismi dell’ingegneria sociale per spingere la gente a indirizzare il loro voto in maniera, hahaha, “utile”.

Adesso, pure il Cinguettatore Folle ha individuato il suo trugio di account farlocchi (spesso legati a quelli citati sul TFM) diretti a spammare quelle idee.

Ribadisco: non credo proprio che basti questo a incriminare l’alligatore; ma penso proprio che avrà parecchi punti da chiarire di fronte alla giustizia del suo paese.

(Ancora una volta mi ritrovo a parlare di mister gatto-in-testa, e ancora una volta soltanto per sbattere certi fatti in faccia ai nostri slurpaculo, ai quali, a rigor di logica, non dovrebbe fottere un cazzo di quel tipo.)

giovedì 28 settembre 2017

Una legislatura peggio che inutile

Tiriamo le somme a poca distanza dalla fine di questa legislatura.

  • Un parlamento dichiarato incostituzionale (assieme alla legge che l’ha piazzato lì) nel 2013 dalla corte costituzionale, che continuo a scrivere con le minuscole per i suoi tempi dinosaureschi e per il fatto che troppe volte lascia passare degli abomini; ma il parlamento non solo non ha schiodato, grazie a qualche escamotage, ma non ha nemmeno varato una nuova legge elettorale per poi sciogliersi e andare, giustappunto, a nuove elezioni.
  • E che dire di un presidente della rebubblica (minuscole e storpiatura d’obbligo) nominato dal precedente parlamento, pure illegittimo? Nemmeno lui ha schiodato, anzi, l’hanno poi pure riconfermato lì, primo caso nella storia della rebubblica (idem).
  • Riforma della Costituzione a cui la gente ha detto un sonoro NO;
  • Nuova legge elettorale incostituzionale ancora prima di nascere;
  • Riforma della pubblica amministrazione respinta non una, ma due volte dalla corte costituzionale;
  • Riforma del lavoro, su cui stranamente quella corte (ecco uno dei motivi delle minuscole) non ha detto un cazzo, legittimando quindi di fatto il precariato a vita a cui sono condannati i giovani;
  • Pastrocchi infami di vario genere, come la legge sullo ius soli (uno ius sòla, se posso esprimere la mia opinione) arenata in parlamento e rinviata a data da destinarsi – comunque, tutta da rivedere: i buonisti a stecca se ne facciano una ragione; così come la vogliono loro è una sòla vera e propria – e una cancellazione retroattiva dei vitalizi, del tutto inapplicabile, sia per la sua incostituzionalità sia per il fatto che proprio quelli che ne devono discutere ne subirebbero gli effetti;
  • Ancora una proposta di legge elettorale che cambia solo il nome, ma è tale quale quella che la corte costituzionale ha già cassato – se questa la passano vuol proprio dire che sono più scemi di un webete;
  • Istituzione di un gran numero di commissioni d’inchiesta su questo e su quello, coi loro bei compensi rubati alle tasche dei contribuenti e incapaci di risolvere anche il più banale dei problemi di cui si occupano.

E questo stato di cose, nel famoso paese da “La rivoluzione fattela tu, io tengo famiglia”, è destinato a protrarsi anche nella prossima legislatura. Quelli più furbi scappano all’estero, chissà come mai.

lunedì 25 settembre 2017

Scemocrazia

Sarò un po’ nostalgico – ma una volta in politica quello che contava era il partito. Il segretario veniva scelto dagli iscritti al partito, i candidati a posizioni di potere venivano scelti dal segretario e dal suo staff, la gente (nelle occasioni in cui poteva votare) votava i candidati proposti dal partito. Corrotti, magna-magna? Chi se ne frega. Il partito non era personalistico, e chi andava su sapeva bene che prima di farsi i propri interessi doveva fare quelli del partito, il quale a sua volta se voleva preservarsi i voti doveva fare (o almeno impegnarsi al massimo nel tentativo) gli interessi della nazione. Poi venne “mani pulite” che ammazzò i vecchi partiti e diede l’occasione al primo partito personalistico (che altrimenti nessuno si sarebbe cagato) di ottenere potere; e vabbe’, questo è un altro discorso. Da lì in poi, tutti i partiti sono diventati niente di più che il fan club del capetto carismatico di turno. Il grosso problema di questo discorso è che i primi tempi funzionava così; poi il Bombapartito, molto prima di essere il Bombapartito, si inventò quell’emerita presa per il culo che sono le primarie.

Democrazia dal basso? Ma quando mai.

Vabbe’, all’inizio era solo una brutta copia (ma tanto brutta) delle primarie merrrrregane, che già sono un bell’esempio di scemocrazia – se no l’alligatore col gatto in testa non sarebbe seduto lì a rischiare sempre di più ogni giorno che passa un impicciottamento pure dal suo stesso partito. Poi venne il Bomba, che ebbe la bella idea di aprirle a cani, porci, gatti e sorci, purché versino l’obolo di 2 euro. Cioè, non appartenenti a un partito che votano il segretario di un partito che nemmeno conoscono! Così il Bomba, con la sua parlantina da imbonitore, intorta un mucchio di gente e si cuce il posto di segretario a vita.

Ancora questo non è il peggio che abbiamo mai visto; il movimento 5 asteroidi sulla testa è riuscito a rendere ancora più scemocratico il procedimento. Bene, almeno loro sono rimasti a permettere le loro webetarie solo agli iscritti (al blog dell’insetto straparlante, non al partito…); però.

Però.

Però il sistema è totalmente fallimentare. Già con le loro votazioni online (su un sistema informatico che non solo può essere bucato dai veri hacker, ma perfino dai ragazzini fulminati che smanettano sui loro minkiofoni) hanno mandato in parlamento tutto il ciarpame possibile: sciachimisti, antivaccinisti, lunacomplottisti, finemondisti, adepti del fruttarianesimo, e tutto questo cialtronume assortito; in più, alle ultime minchionarie su 140.000 iscritti (meno di un quartiere di Roma…) hanno votato meno di 40.000. Candidato unico (sì, per salvare le apparenze l’hanno messo insieme a certi personaggi talmente impresentabili che non gli hanno scollato un pelo dal culo), che in caso di vittoria del movimento 5 montagne di merda finirà sulla poltrona del presdelcons con i voti di una piccola città di provincia, più o meno.

Scemocrazia alla googolesima potenza.

Ripeto, sarò un po’ nostalgico, ma rivoglio i vecchi partiti; rivoglio il periodo in cui si votava mettendo una X su un simbolo e non su un nome. Quei partiti erano tutti composti dalla solita cricca di ciarraffoni, però l’Italia marciava bene con quel sistema, e adesso sarebbe l’unico stato al mondo a uscire a testa alta dalla crisi economica. Coi partiti personalistici e le loro incularie invece stiamo già scavando a tutto spiano sotto il fondo del baratro. Ridateci il vecchio sistema!

venerdì 22 settembre 2017

State pronti!

Ricordatevi che domani avverrà la fine del mondo n. 4518 (e mezzo). Domani la Terra si metterà a fare pilates usando la Luna per gli esercizi, Marte s’ingropperà Venere, a Mercurio verrà la febbre, Saturno ballerà l’hula-hoop coi suoi anelli e Giove si ritroverà con tutte e 69 le sue lune di traverso.

E Nibiru?

Spiacente, se l’è già mangiato Nettuno, senza lasciarne nemmeno un pezzettino a Urano, tiè.

giovedì 21 settembre 2017

Porca Cola

Bufala zombi: Coca Cola e AIDS. ’Sta puttanata è tornata a circolare sul Tomo delle Facce di Merda e su altre piattaforme di cazzoni sul web:

C’è notizia dalla polizia. È un messaggio urgente per tutti. Per i prossimi giorni non bevi nessun prodotto della Coca Cola, come la coda nera, il fioravanti di succhi, lo sprite ecc. Un lavoratore aziendale ha aggiunto il suo sangue contaminato da AIDS. . Vedi MDTV. Si prega di inviare questo messaggio a tutti gli utenti della tua lista. REPETIR: Messaggio importante dalla polizia metropolitana a tutti i cittadini
Per le prossime settimane, non bevi alcun prodotto COCA COLA, in quanto un lavoratore della società ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV (AIDS). E ‘stato mostrato ieri in Sky News. Invia questo messaggio alle persone che ti interessano.

Muuuu, muuuu. Intanto notare il solito itaGliano webbaro, probabilmente frutto di una traduzione automatica, suppongo, dallo spagnolo (“repetir”). In più, nessuno si è mai soffermato a pensare che la Coca Cola Company non produce bevande dai nomi assurdi come “coda nera” e “fioravanti di succhi”. Poi: polizia metropolitana? Che minchia è? Inoltre, il virus HIV è uno dei più sfigati in assoluto, e non può sopravvivere fuori dal corpo umano, meno che mai in uno sgorgatubi come la Coca Cola, quindi è impossibile trasmetterlo tramite cibo e bevande.

Qui se n’è occupato Bufale.net.

In più, adesso è venuto fuori un documento del ministero che è stato forzatamente associato a questa faccenda (webeti, webeti) anche se non c’entra una beata fava, perché, sì, parla di Coca Cola, ma è relativo a un richiamo di un lotto in cui semplicemente hanno sbagliato i dosaggi degli ingredienti ottenendo una bibita spessa e dal sapore sgradevole.

Qui la faccenda è stata trattata da David Puente.

martedì 19 settembre 2017

Lo scupp del millennio

Ah, non si scrive “scupp”? Vabbuo’…

Comunque, uno dei nostri “giornalisti” ha vinto il campionato di arrampicata senza attrezzatura su vetri ben oliati – oltre ad aver vinto il primo premio per cialtroneria e minor verifica possibile dei fatti. Tutto solo per poter affermare di aver fatto lo scupp (vabbe’, pigliatelo per buono) del millennio e per tirare clic a gogò.

Insomma, andare a urlare ai quattro venti di possedere un dossier clamoroso che può cambiare il mondo, senza aver effettuato nemmeno quel minimo sindacale di verifica dei fatti, usando frasette a effetto come “documento choc”, poi cercando di prendere simbolicamente le distanze con un “Se è vero, apre squarci clamorosi” e bla bla bla, montando una storia ai limit ben oltre i limiti dell’inverosimile, citando fonti quanto mai vaghe con la scusa di un’inesistente riservatezza, ecco, questo non è giornalismo: è pura cialtroneria, come dicevo.

Al caro scribacchino da strapazzo pagato probabilmente un tot a cazzata: cambia mestiere. Datti all’ippica: forse farai più fortuna.

lunedì 18 settembre 2017

L’ennesima apocalisse

Uff. Notizia sicura sicura: il 23 settembre, cioè sabato, passerà di qui a farsi un giretto ’sto benedetto pianeta Nibiru, o X, o sì che so io. Sarà l’apocalisse! Arriverà, si piazzerà lì a guardarci col suo faccione giallo sorridente stile emoji, e poi comincerà a bombardare le socialmerde e tutti i webeti che ci credono. Udite udite: niente più Tomo delle Facce di Merda, Cinguettatore Folle, il Grammo da un Istante (!!!) e tutto il resto; niente più gombloddari, antivaccinisti, sciachimisti, terrapiattisti, finemondisti, sciacalli sulle disgrazie altrui e webeti in generale. Ah, già, anche i fanatici religioidi faranno una brutta fine. Poi Nibiru, o X, o chissà che altro, girerà di 180° sul suo asse perpendicolare all’eclittica e se ne tornerà nelle profondità dello spazio intergalattico.

Cosa?

Ah. Non è stato avvistato Nibiru, X o come si chiama.

Che peccato. Il 24 settembre il mondo continuerà ad essere invaso dai webeti e dai dementi. Grrrr!

venerdì 15 settembre 2017

Tutta da ridere

Sembrerebbe che l’AGCOM sia lì lì per sanzionare i giganti delle telecomunicazioni per le loro pratiche commerciali scorrette – insomma, quei giganti hanno adottato un sistema semplicissimo per inculare la gente: una volta aumentano le tariffe, la volta dopo le tariffe restano invariate ma si accorciano i tempi di fatturazione, che dal classico mese ormai sono passati a ventotto giorni.

Bene, sarebbe giusto appioppare una mazzata a quei bastardi, ma una mazzata di cui finiranno di scontare le conseguenze tra un miliardo e mezzo di anni! Ma so già che non andrà così.

E perché ne sei così sicuro, mi chiederà qualcuno.

Ovvio: so già come vanno queste cose in Italia. I giganti citati si beccheranno ciascuno una sanzioncina da poche centinaia di migliaia di euro, roba che manco se ne accorgono. Come un bambino colto con le mani nella marmellata prometteranno di non farlo più, e tanti saluti. Dopo, passata la festa gabbato lu santo: i giganti proseguiranno nel loro gioco di sparare le tariffe un anno e accorciare i tempi di pagamento quello dopo, l’AGCOM si riterrà soddisfatta, e noi continueremo a prendere enormi cazzi in culo.

giovedì 14 settembre 2017

Nella terra dei baluba verdi

Cioè, a Pontida, la capitale della Balubia.

Udite udite: i parcheggi “rosa” (quelli destinati alle donne incinte, per essere precisi) riservati a persone che dimostrino di essere donne al 100% – escluse, quindi, quelle coi baffi! – oltre ad appartenere a una famiglia naturale (roba che non esiste in natura: quindi tutte le donne del mondo sarebbero escluse, no?) ed essere di pura razza baluba... be’, insomma, qui è stata estesa la concessione a “cittadine italiane o dell’unione europea”. Quindi niente lesbiche (ma nemmeno etero: la “famiglia naturale” non esiste, appunto, in natura); niente cittadine svizzere, britanniche o canadesi.

Mo’ voglio proprio vedere i viggili (doppia G d’obbligo) della Balubia a far rispettare un’ordinanza del genere. Voglio proprio vederli a distinguere tra una donna incinta “naturale” e una “artificiale” (insomma, se le etero sono “naturali” le lesbiche saranno “artificiali”, no?), e tra l’altro voglio proprio vederli a chiedere a tutte le donne che vedono parcheggiare in quelle zone la carta d’identità, per poi magari beccarsi un sonoro “Vaffanculo” in perfetto italiano pure da una cinese o una senegalese. Soprattutto voglio vedere quella specie di coso che i baluba di Pontida chiamano “sindaco” come la mette con la Costituzione, che vieta nella maniera più assoluta questo genere di discriminazioni – e pure la Balubia, per quanto la smeni su “Roma ladrona”, deve aderire a quella Costituzione.

mercoledì 13 settembre 2017

Pirlamentari e nuovi minkiofoni

Premessa: come ogni settembre, è di nuovo uscito anche quest’anno l’ultimissimevolissimo minkiofono di nota marca, sempre più costoso, sempre più sovraccaricato di gadget inutili (e costosi), sempre meno aderente alla sua funzione originaria; ovviamente il tutto accompagnato dalla solita guerriglia urbana per accaparrarselo – ma mi sono stufato di lottare contro i mulini a vento – e le solite promozioni inverosimili, inclusa una “fuga” di notizie molto opportuna a poche ore dall’evento, ahem, “ufficiale”. Ma non è questo il punto di questo post.

Il punto è che un pirlamentare, tale carlo sibilia (e pure lui si autoqualifica con le minuscole d’obbligo: chissà…) ha pensato bene di lanciare un messaggio sul Cinguettatore Folle, che riporterò qui con alcune microscopiche modifiche per evitare di fare pubblicità a quella ditta.

Oggi la [nota marca] presenta l’#[ennesimo modello del minkiofono] noi in parlamento siamo costretti dal #[BombaPartito] a discutere di #fascismo vs #comunismo… #fatevoi #[nota marca]Event

Subito si era pensato a una trollata, a uno scherzo, a un falso costruito apposta. Poi è venuto fuori che quel parlamentare ha davvero pubblicato quella grandissima puttanata.

Cioè, questo qui che cazzo ci va a fare in un parlamento nel quale è stato eletto per svolgere una determinata funzione? Chiaramente questo idiota va lì solo per cuccarsi la paga principesca da parlamentare; chiaramente del vero lavoro da parlamentare non gliene può fregare meno; ma ci pensa a quanto fa incazzare quelli che coi loro voti l’hanno piazzato lì? Ci pensa al fatto che l’hanno messo lì per svolgere un cazzo di lavoro di merda e lui invece pensa solo alla presentazione del nuovo minkiofono? Cioè, gente del genere si fa eleggere in parlamento e poi sbuffa perchè, appunto, il parlamento deve svolgere la sua funzione di base? Questo è davvero un grande esempio! Tra l’altro, sul Cinguettatore Folle gliene hanno dette di tutti i colori – ma a quanto pare se ne sbatte altamente.

Be’, caro pirla: se per te il minkiofono ultimo modello è più importante del tuo lavoro, molla e lascia entrare il prossimo in lista! E non ricandidarti per le prossime elezioni!

martedì 12 settembre 2017

Ancora sul degrado totale della civiltà

Ho già parlato nell’ultimo post dell’imbecillità totale che accompagna certi casi di cronaca nera. Riguardo al baratro in cui stiamo cadendo, vorrei citare brevemente altri esempi molto significativi:

- Un Bomba a caso che va a presentare il suo, hah, “libro” (pure con le virgolette è una parola troppo grossa per quel cumulo di carta da macero) in Sicilia e, ovviamente a corto di argomenti validi (non ne ha mai avuto uno!) ha sparato le sue solite puttanate sul suo Nemico Numero 1, i grUllini – lungi da me l’idea di difenderli, ma della serie: da che pulpito... Vabbe’, niente di nuovo sotto il sole, salvo il fatto che il Bomba si è dimostrato ancora più imbecille di così: a una povera bambina ha detto di non credere alla sirenetta perché chi crede alle favole poi diventa un grUllino. E più imbecilli ancora sono stati i presenti in sala: a una puttanata del genere avrebbero dovuto volare in faccia al Bomba uova marce, non applausi e risate.

- Un maschio alfa dei baluba verdi a caso che si mette a sparare le sue minchiate fascio-razziste sulla bambina morta di malaria, accusando i migranti di portare nuove malattie (la malaria? Una nuova malattia? Mah…). Anche qui il problema non è lui: la sua totale imbecillità è conclamata ormai da anni. Non è nemmeno il fatto che ancora al parlamento europeo non si siano decisi ad appioppargli quel calcio in culo dovuto da troppo tempo. Il problema sono gli imbecilli totali che gli danno retta e amplificano la sua imbecillità, soprattutto quelli che gli danno il loro voto.

- Dei volgari acquazzoni estivi allagano città facendo vittime (mah, neanche al terzo mondo…) e cosa fanno i politicanti da strapazzo? Non è che pensano di sfruttare fondi europei o quant’altro per gestire l’emergenza e per eseguire finalmente quei lavori da lungo tempo dovuti per evitare che un semplice acquazzone affoghi una città; noooo. I politicanti da strapazzo continuano a rimpallarsi la responsabilità l’uno con l’altro e ad arrampicarsi senza ventose su vetri ben oliati per scansare le proprie. Ci deve sempre scappare il morto perché si rendano conto – senza peraltro agire, va detto: si rendono soltanto conto – che magari forse probabilmente può darsi, in via del tutto ipotetica, che potrebbero servire lavori di manutenzione e quant’altro.

Insomma, questa è la nostra società. Come homo sapiens ormai ci siamo autodistrutti; non resta che aspettare pazientemente quei pochi decenni che resteranno prima che riusciamo ad annientarci anche fisicamente.

lunedì 11 settembre 2017

Stupri e leonite da tastiera

Cioè, un segno del degrado totale in cui è caduta la specie una volta denominata homo sapiens. Ormai sapiens ’sto par di balle, e homo ancora meno: la gente è diventata un’accozzaglia di ameboidi senza più alcuna facoltà cerebrale. Le mie stime sull’estinzione dell’umanità sono totalmente errate: l’umanità è ormai estinta da mo’, con l’eccezione di poche persone, troppo poche per poter dare un nuovo futuro alla specie.

Insomma, su tutti questi casi di stupro che balzano agli onori della cronaca ultimamente, i webeti si scatenano in tutte le maniere possibili e immaginabili, contagiando anche gli organi di stUmpa: becerume maschilista (“erano ubriache, avevano la minigonna, se la sono cercata, le donne sono tutte troie” e altre puttanate del genere), bufale astronomiche su “assicurazioni contro gli stupri”, incitamento all’odio razziale perché gli stupratori “sono stranieri” (e invece la nazionalità non conta: tutti gli stronzi puzzano uguale), e via dicendo.

Chi si trova a rimetterci non una volta, ma almeno due se non di più, sono sempre solo inevitabilmente le vittime, le quali vengono ristuprate e stuprate ancora dalla completa idiozia di “commentatori” che una volta si limitavano a sparar minchiate al bar per venire azzittiti subito, e ora invece raggiungono platee di milioni di webeti loro pari che amplificano ad infinitum la diffusione di bufale, odio e fanatismo.

Articoli qui, qui e qui su BUTAC, qui, qui e qui sul blog di David Puente e qui, qui e qui su Bufale.net (solo per citare i più recenti).

venerdì 8 settembre 2017

Il ciabattino con le scarpe rotte

Ultimamente “fughe” di dati sensibili si stanno verificando un po’ ovunque. Un miliardo e mezzo di account violati di Yahoo, in due tranche (comunque quel sito ha il record assoluto), più di quattrocento milioni su AdultFriendFinder (questo ha il record dell’imbarazzo…). Quindi che un furto di dati abbia coinvolto “solo” centoquarantatré milioni di utenti non dovrebbe fare notizia, eh?

Già. Se non fosse per chi se li è fatti sgraffignare. E soprattutto quali dati sono stati trafugati. Riguardo a questi ultimi, la risposta è di una semplicità disarmante: i dati personali di 143 milioni di merrrregani sono finiti in mano agli aca hacker, compresi numeri delle loro patenti di guida e della previdenza sociale. Abbastanza dati da permettere ai truffatori di impersonare gente innocente a sua insaputa e perpetrare crimini di cui questi innocenti faranno le spese. Quanto al chi: l’azienda vittima (più che altro della propria incompetenza: se mi apri il portone, non lamentarti se ti porto via pure le mutande…) è Equifax, una società che si occupa proprio di gestire violazioni dei dati personali! E quel che è peggio, il furto l’hanno subito a giugno e l’hanno denunciato a settembre! Davvero: se affidiamo i nostri dati a qualcuno che dovrebbe proteggerli, e questo qualcuno ha più buchi di un colabrodo, chi protegge noi dai protettori? Ora un terzo dei merrrregani, più o meno, non potrà più dormire sonni tranquilli per la paura che chissà chi combini chissà cosa coi loro dati personali!

Roba da chiodi.

Approfondimenti qui sul Disinformatico, e qui (in ostrolone babigo quella lingua là, già, ma non ho tempo di mettermi lì a tradurlo) su Snopes.

mercoledì 6 settembre 2017

Agenzia Dito & Luna

Tutti – informazzzzione con 4 Z e mondo webbaro – sono intenti a dire di tutto e di più su una dittatura da operetta che sta tentando (invano, aggiungerei) di ottenere un qualsivoglia spazio di negoziazione. La korea del nord non scolla un pelo dal culo al mondo, perché questo mondo ce l’ha tutto contro; perfino la Cina, che la proteggeva, si è resa conto che con capelli-da-tamarro sono caduti talmente in basso da rendere più opportuno lasciarli cuocere nel loro brodo.  Basta che facciano incazzare i loro cugini della Corea (quella vera) del sud, e puf, fine della questione.

Tuttavia, una vera dittatura sanguinaria, pericolosissima, da riportare alla memoria l’epoca del Cile di pinochet (minuscola d’obbligo) viene completamente ignorata, sia dagli organi di stUmpa sia dalle milionate di webeti tutti lì istupiditi a contare i capelli del tirannello nordkoreano. Quello che successe in Cile nell’epoca citata sta succedendo ora in Venezuela, sotto un dittatore sanguinario, spietato e intransigente, di nome maduro (minuscola, anche qui, d’obbligo). Torture, stupri, imprigionamento a qualunque oppositore? E nessuno, a livello internazionale (Italia inclusa) a cui sembri importare qualcosa di tutto ciò? Almeno pinochet suscitava la riprovazione dell’intero mondo! Ma erano altri tempi…

Tamara Suju, avvocato(1) in esilio dal Venezuela, in questo articolo ha raccolto numerose testimonianze delle atrocità subite da chiunque si opponga al regime di maduro, per sporgere denuncia presso la Corte penale internazionale.

Già, però non fa figo parlare di un dittatore sanguinario qualunque, anche se sta mettendo in ginocchio (sui sassi) il proprio paese. Fa più figo parlare di un tamarro neanche buono ad allacciarsi le scarpe da solo che fa il gradasso solo perché sa di avere i riflettori di tutto il mondo puntati addosso. Un certo maduro? Peuh, e chi lo conosce; e chi se ne strabatte di maduro e del Venezuela. Crepino tutti; l’importante è contare le scoregge di capelli-da-tamarro.

(1) Insisto: “avvocata” non esiste.

lunedì 4 settembre 2017

Un asteroide ha seppellito il web

Di cosa?

Dell’idiozia dei webeti, ecco di cosa.

Doverosa premessa: ho già detto in più di un’occasione quanto mi piacerebbe veder sparire la pubblicità stupida, noiosa e insistente con cui ci bombardano da tutti i lati – tutta la pubblicità, intendo, non questo o quell’altro singolo spot, banner, inserto, manifesto o altro veicolo di informazioni false come una banconota da 80 euro. Ma oggi il mio discorso è rivolto a un effetto collaterale di un singolo spot: un effetto collaterale che è l’emblema di quanto il mondo webbaro sia caduto in basso, tanto in basso che praticamente è finito nell’esatto centro di un buco nero (e forse perfino lì c’è ancora la possibilità di scendere...)

Un dibattito (se così si può definire) del tutto assurdo e surreale si è sviluppato sulle socialmerde per poi contagiare gli organi di stUmpa, che ormai usano le socialmerde come unica fonte d’informazione, e riguarda un cazzo di spot pubblicitario di merda. Descrizione dello spot (senza citare il prodotto): una bambina in perfetto stile minus habens spara a mitraglietta una frase idiota chiaramente imparata a memoria sulla colazione; la madre (!) altrettanto minus habens dà una risposta e un asteroide a forma di brioche la spiaccica. Avete capito di che spot parlo, spero: ripeto che io per primo non voglio fare pubblicità a nessuno. Adesso, si potrebbe discutere in toni pacati e civili sull’intrinseca stupidità abissale di uno spot del genere, oltre che sul fatto che l’azienda produttrice di quella brioche avrebbe potuto evitare di spendere milionate a pacchi da cento (che poi paga il cliente finale) per una campagna promozionale che sembra prodotta dal reparto psichiatrico – i pazienti, non i medici – di un ospedale, ma il punto non è questo.

Il punto è che milionate di webeti totali stanno discutendo sul nulla assoluto! La discussione webbara, e anche sugli organi di stUmpa, si è ingavonata di brutto su un cazzo di spot pubblicitario di merda! Giorni e giorni a incancrenirsi su un argomento che sembra diventato il centro dell’Universo, quando in realtà è niente di più che l’ennesima puttanata senza la minima importanza, esattamente come stare a discutere sull’odore di una merda di cane trovata sul marciapiede!

Volevamo una conferma che eccesso e abuso di tecnologia stanno distruggend hanno ormai bell’e distrutto l’umanità? Prima dell’avvento del web se qualcuno cominciava a ingavonarsi in pubblico su argomenti così triviali gli altri lì intorno gli chiedevano “Ma non hai un cazzo di meglio da fare che pensare a ’ste stronzate?”; ora, come diceva Umberto Eco, il web ha dato a una legione di imbecilli lo stesso diritto di parola che avrebbe un premio Nobel, e quel che è peggio è che questa legione di imbecilli ha una legione per ognuno dei suoi membri di gente ancor più imbecille che condivide e ripubblica a stecca un mare di scemenze, aggiungendovi magari i suoi commenti più stupidi di una cacca di piccione. Zettabyte di stronzate vedono la luce ogni giorno su web per poi divenire virali! Tutti gli aspetti positivi del web (e di ogni altra invenzione tecnologica al giorno d’oggi abusata e mal utilizzata) finiscono seppelliti sotto un asteroide di cazzate.

venerdì 1 settembre 2017

Il Tomo delle Facce di Merda e l’uomo col cane

Sta circolando da mo’ sul TFM una bufala che invita la gente a non accettare richieste di amicizia da [Nome Cognome] (che ha una foto con un cane) il quale è un acaro… ahem, un hacker che ha “collegato il sistema al tuo account”. Udite udite: “Se uno dei tuoi contatti lo accetta verrai attaccato anche tu”, bla, bla, bla.

Eh? Che ci ha, i superpoteri, ’sto qui?

Intanto, l’acahacker che ha “collegato il sistema al tuo account”: qualcuno mi spieghi come si fa a collegare il sistema a un account sul TFM. Poi, la seconda parte: cioè, se ho un contatto che si chiama Pinco Pallo che ha accettato la richiesta di amicizia da [Nome Cognome] di botto il mio sistema, che non c’entra un cazzo con quello di Pinco Pallo, è sotto attacco? Come se qualcuno scassinasse la porta della casa di un mio collega di lavoro e magicamente portasse via l’argenteria a me. Al massimo (volendo proprio dare per buona la prima parte “collegato il sistema” bla bla bla) potrebbe attaccare Pinco Pallo! Oltre tutto, sul TFM tutti hanno tanti amici: da qualche centinaio (nel caso di utenti più o meno seri) fino a 5000 (nel caso dei webeti che vivono soltanto sul conto delle amicizie sul TFM). Ognuno di questi amici ha altri amici, e via così. Quindi a [Nome Cognome] basterebbe una richiesta di amicizia accettata per poter attaccare tutti i miliardi di utenti che hanno un profilo sul TFM!

Seconda cosa: ai burloni, ai troll, ai dementi che mettono in giro queste catene di Sant’Antonio, variando il nome tutte le volte che la bufala viene sputtanata, e ai millemila milionardi di webeti analfabeti funzionali e ignoranti come le loro mutande che condividono a stecca non viene in mente che così facendo espongono i poveracci che per pura sfiga sono omonimi di [Nome Cognome] (e magari, per giunta, hanno pure il cane) a gogne mediatiche? [Nome Cognome] è stato Fabrizio Brambilla, e giù vagonate di merda su tutti i Fabrizio Brambilla d’Italia! È stato Anwar Jitou, e se per pura sfiga esiste (chiaramente fuori dall’Italia) qualcuno con tale nome, giù vagonate di merda su di lui! È stato Francesco Bonomo, e giù vagonate di merda su tutti i Francesco Bonomo che esistono! Quale sarà il prossimo nome trasformato in capro espiatorio per la massa di webeti? (Io malignamente un paio di nomi potrei suggerirli… ma non sono così bastardo dentro e pure fuori.)

Insomma, già chi dà il via a una catena di Sant’Antonio mente sapendo di mentire e provoca volontariamente danni a gente che nemmeno conosce – ma chi casca con tutte le scarpe in una di queste catene e bombarda i suoi contatti con messaggi che più idioti non possono essere provoca assai più danni! Sono messaggi che vanno prontamente cestinati senza se e senza ma. “Che male fa condividere?” Tanto, ma tanto male, per esempio a tutti i Fabrizio Brambilla, Anwar Jitou e Francesco Bonomo che ci sono in circolazione! E tanto, ma tanto male alla società in generale: diffondere ignoranza, falsità e disinformazione è, secondo me, un delitto contro l’umanità.