martedì 31 ottobre 2017

La festa delle zucche vuote

Allouììn (italianizzazione voluta): che festa del cazzo.

Le zucche vuote in questione son quelle del popolo italiano, che è davvero bravo a correre dietro a tutte le immense tamarrate commerciali, purché siano merrrregane. Il nostro carnevale sta perdendo colpi; meglio così, dico io, perché è un’altra festa del cazzo – ma di un cazzo italiano, almeno. ’Sta minchiata di allouììn da dove ci arriva? Dagli stati incollicchiati di merrrrega, ecco da dove. E a differenza del carnevale, ogni anno ha più successo del precedente! Proprio perché è una merrrreganata bell’e buona.

Quand’è che la pianteremo di considerarci il cinquantatreesimo stato degli stati appiccicati di merrrrega e torneremo a pensare con le nostre teste? Cioè, tradotto: quand’è che le nostre teste cesseranno di essere delle zucche vuote da allouììn?

venerdì 27 ottobre 2017

Un altro #staisereno all’orizzonte

Si direbbe che il vice-Bomba abbia avuto un moto di ribellione nei confronti del Bomba riguardo alla nomina del governatore della Banca d’Italia. Per il vice-Bomba deve rimanere Visco, mentre il Bomba vuole imporre a forza bruta il suo candidato di fiducia.

Quanto durerà il vice-Bomba? Mi sa che a fine legislatura proprio non ci arriva.

mercoledì 25 ottobre 2017

Lavoreremo anche dopo morti

L’istat (minuscole d’obbligo) e i politicanti da strapazzo che abbiamo qui ne hanno sparata un’altra delle loro. Secondo quell’ente inutil dannoso, l’aspettativa di vita aumenta. Secondo i politicanti da strapazzo, se l’aspettativa di vita aumenta, bisogna aumentare l’età pensionabile, e soprattutto, bisogna anche diminuire le pensioni già sotto il livello di sopravvivenza che abbiamo; già, perché le emerite farloccate sparate dall’istat sono oro colato per i politicanti da strapazzo.

Un bel meccanismo perverso che ovviamente i politicanti da strapazzo non applicheranno mai a sé stessi: quando si tratta di inculare la popolazione italiana sono davvero dei geni!

Ribadisco: anche questo è possibile nel paese del “La rivoluzione fattela tu, io tengo famiglia”.

martedì 24 ottobre 2017

Il Porcellum al vino rosé – atto II

Sta per passare anche al senato, a colpi di fiducia, quella porcomaialata di legge elettorale.

Novità? Nessuna. Passerà, e la corte incostituzionale ci metterà i suoi vent’anni a stabilire che quella legge cozza contro la Costituzione, vent’anni in cui vedremo andare su di tutto di più in pirlamento.

Ne parlo solo perché mi viene da ridere: un certo Speranza (ma farebbe meglio a cambiare il cognome in Illusione) ha provato a esortare il vice-Bomba a non porre la fiducia in senato, a lasciare che questa legge venga votata; ha posto l’accento sul fatto (scoperta dell’acqua calda) che così si andrà alle larghe intese col caimano e coi baluba verdi.

Il vice-Bomba gli darà retta? Tsè. Guarda, Dumdumderum, è scoppiata la rivoluzione! È proprio quello che vuole il Bomba: andare alle larghe intese col caimano e i baluba verdi; quindi, possiamo star certi che il vice-Bomba casserà con sdegno questa richiesta e la leggemerda elettorale passerà ancora una volta a colpi di fiducia. Per questo motivo questo tizio deve chiamarsi Illusione, e non Speranza.

mercoledì 18 ottobre 2017

Milionate buttate al vento

Bubligida

Trovate l’incongruenza mostruosa nell’immagine qui sopra. (No: non si vince niente: solo la gloria di averla trovata…) È un estratto da una pagina pubblicitaria di un noto provider, di cui ho riportato solo questo pezzettino.

La questione, al di là dell’aspetto ridicolo, è piuttosto seria. Questo provider spende milionate a pacchi da cento in campagne pubblicitarie (che poi, coi prezzi che questo provider pratica, finiscono per pagare i suoi utenti finali con interessi da usuraio) e le loro agenzie di riferimento si permettono di pubblicare una pagina con un errore così marchiano? Cioè, a chi le danno da fare le campagne pubblicitarie, agli istituti di ricupero tossicodipendenti? Questo è (ribadisco per l’ennesima volta) uno dei millemila milionardi di motivi per cui alla fine sarebbe meglio (ma tanto meglio) rinunciare alla pubblicità.

venerdì 13 ottobre 2017

L’Uomo Col Cane si evolve

Avevo già parlato della bufala dell’acarhacker che ti infetta il computer se uno dei tuoi contatti accetta la sua richiesta di amicizia (e di quanto sia del tutto inverosimile una puttanata del genere). Chiaramente l’Uomo Col Cane è passato di moda in fretta; adesso è una donna, si chiama Marcella Labelle Carradori e non ha il cane – però i muuuu, muuuu che produce questa storiella hanno sempre lo stesso volume. Un’altra poveraccia che, se esiste, adesso si becca vagonate di merda gratuita perché i webeti non sanno distinguere una palese puttanata da una notizia più seria, e soprattutto non hanno nemmeno capito che lo scopo delle catene di Sant’Antonio è proprio quello di scatenare la condividite a stecca – del resto non sarebbero webeti se il loro neurone solitario arrivasse a capire questi concetti alla portata di un’ameba.

Probabilmente la Donna Senza Cane non esiste. Ricerche sul Tomo delle Facce di Merda hanno dato esito negativo; quindi, forse stavolta il nome sparato alla cazzo di cane non corrisponde a una persona reale. O magari, come mi suggerisce il diavoletto sulla mia spalla, questa tizia ha cambiato tempestivamente nome al profilo per evitare l’effetto Mascheroni. Comunque, se questa minchiata astronomica non smette di essere diffusa dai webeti, prima o poi tutti i cittadini italiani (e metà di quelli stranieri) saranno costretti a sporgere denuncia alla polizia postale per difendersi dall’accusa di essere l’achacker onnipotente che può infettare il mondo intero con un’occhiata.

giovedì 12 ottobre 2017

Il Porcellum al vino rosé

La legge elettorale, esatta replica di quella già cassata una volta dalla corte costituzionale, ha appena incassato la prima fiducia alla camera. Vabbe’, qui ormai tutto passa a colpi di fiducia, quindi questo non è stupefacente. È stupefacente, invece, che la corte costituzionale non si decida una buona volta a cassare queste vaccate prima che arrivino in pirlamento! Cioè, questa legge passerà, il prossimo anno farà i suoi danni, poi con tutto comodo la corte costituzionale fra qualche anno se ne uscirà con l’incostituzionalità della legge medesima – ma ormai il nuovo pirlamento sarà riuscito a far approvare puttanate al cui confronto il giosbàt è una legge equa e giusta! Ma questa corte costituzionale che ci sta a fare, allora?

martedì 10 ottobre 2017

L’ipergarantismo all’italiana

Ancora una volta sono qui a parlare di “giustizia”, che da noi merita in pieno le virgolette.

Al di là del fatto che tre gradi di giudizio sono troppi, che esiste quella roba obbrobriosa chiamata “prescrizione” da sfruttare giustappunto quando, dopo tanti anni, si arriva al terzo grado, che le pene inflitte in primo grado vengono (sembra obbligatoriamente, ma non ne sono sicuro) sempre ridotte se non annullate nei gradi successivi, che troppi criminali vengano assolti perché “il fatto non sussiste” e il giorno dopo sono di nuovo fuori a delinquere; ecco, al di là di tutto questo ci sono ancora altre storture che sono la manna per i criminali.

Riti abbreviati con sconto di pena, sconti di pena per altri motivi, indulti, amnistie, cosiddetta “buona condotta” – e (esempio recente, ma non unico) un tizio che ha assassinato la sua fidanzata con un gran numero di coltellate e si è beccato la condanna all’ergastolo (trent’anni, secondo la legge italiana, non il carcere a vita) l’ha fin da subito abbreviata a vent’anni facendosi giudicare con rito abbreviato. Ogni anno in meno è una coltellata inferta ai familiari della vittima! E poi tra una decina d’anni lo sbatteranno fuori dal carcere sommando un indulto a una “buona condotta”: altre dieci coltellate a ciascuno dei familiari della vittima! Oltre al danno anche la beffa, per loro, perché quel maniaco omicida fra una decina d’anni sarà fuori e riderà loro in faccia, per poi cominciare a vendicarsi di tutti quelli che l’hanno denunciato.

Ribadisco, questo è solo un esempio tra centinaia di migliaia. No, oltre a tutti i problemi citati nel secondo paragrafo, anche questa storia dei riti abbreviati, degli sconti di pena, degli indulti, della “buona condotta”, del “ma sì, sbattiamolo fuori dal carcere perché ci costa troppo” deve finire. Un criminale che si becca i trent’anni previsti come ergastolo qui da noi se li deve godere tutti, dal primo all’ultimo giorno, e quando esce oltre tutto dev’essere sottoposto a sorveglianza speciale! Solo con la certezza della pena, ma di tutta la pena, si potranno svuotare le prigioni, perché la gente ci penserà due volte prima di cacciarsi in una situazione del genere; fintanto che perfino i pochi che vengono condannati avranno la certezza assoluta di farsi pochi anni e poi via, non ci sarà mai una singola possibilità per la brava gente di vivere tranquilla.

venerdì 6 ottobre 2017

Ci risiamo: daje ar webbe

Prendo spunto da questo post del Rockpoeta® per aggiungere la mia voce al coro. Chiaro: magari come le altre volte tutto finirà in una bolla di sapone, ma sapere che continuano imperterriti a provarci non è assolutamente confortante. Il web è in assoluto la bestia nera dei nostri politicanti da strapazzo, che hanno ancora una volta proposto in un disegno di legge un paio di articoli volti a uccidere libertà e pràivasi (le mie italianizzazioni sono sempre volute) in rete.

Riassunto. In uno dei due articoli si porta da 1 a 6 anni il periodo di conservazione dei dati delle telecomunicazioni, a prescindere dal fatto che sia stato commesso un reato. Bella merda: tutti dati a disposizione degli acahacker che hanno tutto il tempo del mondo per usarli al fine di rovinare personaggi scomodi (per esempio). Altro articolo: l’agcom (tutto minuscolo, d’obbligo) avrà il potere, tramite una tecnica di “deep packet inspection”, di bloccare il traffico da e verso siti ritenuti scomodi, cioè praticamente il 90% dei siti attualmente accessibili. Al di là del fatto che non avranno mai gli strumenti necessari per riuscirci, comunque qualcuno sta di nuovo tentando di trasformare l’agcom nello sceriffo della rete.

Fatevene una ragione, cari politicanti da strapazzo: potete inventarvi le norme più liberticide che volete, ma non riuscirete mai a sottomettere il web alla vostra volontà. Il web troverà sempre il modo di aggirare i vostri paletti.

mercoledì 4 ottobre 2017

Cinefascio

La bella pensata di questo “governo” di fascisti da film commedia all’italiana (definizione quanto mai appropriata): imporre a tutti i soggetti interessati – inclusi Amazon e Netflix, pensa un po’ – di trasmettere più film italiani in prima serata.

Doverosa premessa: per me l’arte è arte, e un bel film è un bel film (stesso discorso per le ciofeche…) a prescindere da chi l’ha girato. Ma imporre una quota di cinema nazionale non sa forse di fascismo lontano mille anni luce? Cioè, i vari broadcaster (televisivi o su web) sono obbligati anche a passare una gran quantità di ciofeche perché magari i film italiani di qualità sono pochini, solo perché un ministro ha deciso che il cinema estero fa schifo? Mettiamoci il cuore in pace: è quello italiano che sta sempre più scendendo di livello, e non è imponendolo che lo si migliorerà. E comunque il cineminchia non ha certo problemi di incassi, visto il livello medio della cultura qui da noi, in calata esattamente come il livello del cinema. Un’idea fascio-censoria di quel genere non può che esacerbare gli animi dei soggetti coinvolti, che alla fine della fiera si ritroveranno a dover prendere drastici provvedimenti sulla loro produzione. Non ci sarebbe da stupirsi se giganti esteri come Amazon e Netflix finissero prima o poi per abbandonare del tutto il mercato italiano.

martedì 3 ottobre 2017

Stragi a buon mercato

Dai merrrregani si possono comprare armi perfino dal pescivendolo – e si vedono i risultati. Ragazzini che piombano in classe e massacrano i loro compagni e gli insegnanti, pazzi scatenati che sparano in una folla, e via così fino alla fine del millennio.

Stavolta il fattaccio si è svolto a Las Vegas, durante un concerto di musica country. Un pazzo con un vero e proprio arsenale ha mitragliato la folla, causando almeno (bilancio provvisorio) una sessantina di morti e mezzo migliaio di feriti, tanti dei quali destinati ad andare ad aumentare il numero di morti. Persone innocenti, morte senza sapere perché. Questo demente totale ha avuto grandi difficoltà a procurarsi armi e aggeggi per renderle più letali? Noooo. Armi comprate così, in qualche negozio; aggeggi letalizzanti (tipo un grilletto a manovella, una roba in grado di trasformare a livello pratico un normale fucile in un mitra) acquistati semplicemente online. Al momento questa è la strage più grave provocata da un decerebrato armato fino ai denti in merrrrega, ma non sarà certo l’ultima, e non sarà la più grave in futuro, visto il ritmo forsennato a cui si evolve la tecnologia bellica.

Si suol dire “Ci deve scappare il morto perché la capiscano”. Tsè. Laggiù di morti ce ne scappano a decine ogni minuto perché qualche emerito deficiente (eufemisticamente parlando) può ottenere armi come comprarsi un pacchetto di biscotti. Nemmeno questa basterà a far sì che i merrrrregani si liberino delle imposizioni della lobby delle armi, visto che hanno piazzato sul trono del preside(me)nte proprio il massimo rappresentante di quella lobby.

lunedì 2 ottobre 2017

C’è chi sta peggio di noi

Che consolazione.

Comunque, noi ci lamentiamo di essere schiacciati sotto il tallone di un regime fascista ridicolo, senza palle. In Spagna invece è tornato il franchismo, e in piena efficienza. Le repressioni che stanno subendo i catalani ne sono una chiara indicazione. Purtroppo, a noi quattro blogger spelacchiati che non scolliamo un pelo del culo al mondo non resta che esprimere tutta la nostra solidarietà al popolo catalano – non abbiamo modo di agire per liberarci dei nostri tirannelli da film commedia all’italiana, figurarsi se possiamo intervenire nei confronti di un regime dittatoriale pienamente operativo.