venerdì 13 luglio 2018

Capitano, lo posso torturare?

Una forza “politica” dall’inverosimile nome “fratelli d’Italia” (e con la minuscola di “fratelli” d’obbligo) ha avuto la faccia tosta di presentare una proposta di legge per abolire il reato di tortura, che “impedisce alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro”, secondo l’idea balzana di quella stordita di giorgiameloni.

Oh, sì, diamo modo di ripetere innumerevoli volte quello che è successo a Bolzaneto nel 2001. Lasciamo pure che agenti corrotti e con le pigne al posto del cervello continuino a pestare a sangue e torturare (psicologicamente, non solo fisicamente) gente colpevole soltanto di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lasciamo pure che certe teste bacate che allignano come erbacce nelle forze dell’ordine si sentano autorizzate a prendere gente innocente e ridurla a rottami umani (magari pure morti) senza che nessuno possa opporsi. Già queste teste bacate infliggono pesanti figure di merda a forze dell’ordine che senza quegli stronzi tra i loro ranghi sarebbero tra le migliori al mondo! Legittimare questi comportamenti è davvero da infami.

Si spera che la proposta di questi fratel cugin tizi che non sono assolutamente parenti dell’Italia riceva la considerazione che merita, cioè zero.

giovedì 12 luglio 2018

Morire per un contratto da sei giorni

Questa notizia mi ha lasciato allibito. Cioè, oltre all’annosa questione della sicurezza sul lavoro, mai risolta e che nessuno – nessuno – qui in Italia ha intenzione di risolvere: questo poveraccio era stato assunto con un contratto di lavoro di sei miseri giorni! Praticamente per riuscire a mantenere una famiglia – aveva una moglie e un bambino piccolo – viveva di espedienti!

Già, ma precarietà a stecca e mancanza di sicurezza sul lavoro non sono mica tra le priorità di questo “governo”, oh, no. Non erano nei loro “programmi” elettorali, non ci sono neanche in quel famigerato “contratto”. L’unica priorità assoluta e inderogabile di questo “governo” è: dagli al migrante brutto porco bastardo assassino che ci frega il lavoro e violenta le nostre donne! Se un poveraccio che viveva praticamente alla giornata muore travolto da qualche tonnellata di marmo (parlando del caso specifico) chi se ne strabatte!

Qualcuno spieghi al ducetto della domenica pomeriggio (sul tardi) che magari forse probabilmente, può darsi, in via del tutto ipotetica, eh già, sicurezza, stabilità e benessere della popolazione passano sopra tutte quelle considerazioni farlocche su quei disgraziati fuggiti da una situazione di merda e che costituiscono (repetita juvant? Ormai ho perso la speranza.) un misero 6% della gente presente sul suolo italiano, non il 99,999% come crede lui. Disgraziati, tra l’altro, che si troverebbero di fronte alla stessa probabilità di morire per un lavoro iper-precario degli italiani, o forse più alta visto che generalmente finiscono vittime del caporalato.

lunedì 9 luglio 2018

Qualche buona notizia in questo afoso lunedì

a) Si direbbe che qualcuno nel parlamento europeo (sì, anche quello con le minuscole d’obbligo) si sia messo una mano sulla coscienza – o su qualunque cosa abbiano al posto della coscienza. Hanno rigettato la legge sul copiràit (italianizzazione voluta), in particolare per quanto riguarda i deprecabili articoli 11 e 13. Cioè: rimandati al mittente la tassa per pubblicare link di articoli altrui e lo sceriffaggio della rete da parte dei provider. Insomma, per quanto la legge sul copiràit vada un po’ rivista, questo era in assoluto il modo sbagliato, e la maggioranza del parlamento europeo se n’è resa conto. (Quanto al fatto che io personalmente ritenga il copiràit, i brevetti, i marchi registrati e tutto questo ambaradan la morte della creatività umana, è solo una mia opinione personale.)

b) Tra tante puttanate il governo attuale una buona (forse) è riuscito a combinarla: la cosiddetta “legge dignità”. È un primo passo per ridurre precariato, delocalizzazioni e gioco d’azzardo. Intendiamoci: è un primo passo, non il ritorno – e qui ci va – al modo in cui le cose funzionavano in passato; ma va nella direzione giusta. Non ha reintrodotto il famoso articolo 18, però ha reso più difficili i licenziamenti senza giusta causa; ha tolto un po’ di benefici statali alle ditte che fan fare tutto agli schiavi cinesi (quelli che lavorano 18 ore al giorno festivi inclusi per una ciotola di riso bollito e una stuoia pidocchiosa su cui dormire quelle misere 6 ore che restano) e inserito il ricupero di benefici di cui i delocalizzatori a stecca hanno usufruito, magari accompagnato da qualche bella sanzioncina; ha istituito un divieto di pubblicità di giochi e scommesse in denaro. Briciole: ma briciole buone.

giovedì 28 giugno 2018

Numeri trollesi

Sono quelli che conoscono i webeti.

Sull’ormai ben noto Tomo delle Facce di Merda un gruppo di buontemponi ha trollato alla grande tutto il webetume che ancora perde le bave su quella fogna totale della società – e tutta questa massa di webeti alla googolesima potenza ci è cascata con tutte le scarpe, facendosi l’ennesima figura di merda (e già, se no non sarebbero webeti).

Questi trolloni hanno parlato di “introdurre i numeri arabi nelle scuole italiane”. E il webetume si è scatenato a manetta, senza minimamente rendersi conto che questa era una trollata fatta e rifinita!

Cioè: io dalla prima elementare (ripeto: prima elementare – riripeto: PRIMA ELEMENTARE – straripeto: PRIMA ELEMENTARE) sento definire “arabi” i numeri che utilizziamo. Definizione tecnicamente non corretta, perché non furono gli arabi a esportarli da noi, ma sono chiamati numeri arabi da secoli.

E con questa puttanata i webeti si sono definitivamente scavati la fossa ancora peggio che con la trollata uscita un po’ di anni fa sul famigerato monossido di diidrogeno, che almeno richiedeva qualche conoscenza di chimica di base per poter essere smontata.

martedì 26 giugno 2018

Torniamo agli anni ’70

Drastico da parte di uno che sulla tecnologia vive, ma sono sempre più convinto che un regresso tecnologico al momento attuale sia la soluzione migliore. Torniamo al livello tecnologico degli anni ’70! L’attuale abuso di tecnologia ci sta distruggendo un pezzo alla volta.

Ex partner che molestano la persona con cui vivevano (generalmente uomini che molestano donne, ma ho assistito personalmente a casi relativi a tutte le altre combinazioni) tramite la cosiddetta Internet delle Cose (Brutte, aggiungo io)? Ma va’ là, mica possibile! Tsè, come no: in questo articolo del Disinformatico si possono leggere numerosi esempi di come invece sia possibilissimo. Ma in vendita non trovi più un singolo elettrodomestico che non abbia la sua bella connessione a Internet e la sua bella possibilità di essere gestito da remoto con l’app demmerda sul minkiofono. Per quel che mi riguarda io mi rifiuto di attivare la connessione al web sulle apparecchiature che compro (tranne quelle che devono connettersi, cioè PC, tablet e minkiofoni), ma tanta gente si lascia intortare dalla propaganda di produttori e venditori senza scrupoli che vogliono la gente iperconnessa e ipercontrollata. Poi, falle di sicurezza a gogò (che i produttori si rifiutano di tappare), l’ex partner possessivo che ti tampina metro per metro, i tuoi dati che finiscono in mano a mezzo mondo? Quando il danno è fatto, è poi inutile lamentarsi! Ma fino a che punto tireranno la corda produttori e venditori con l’etica di uno squalo, senza offesa per gli squali? Quand’è che ci ritroveremo con apparati solo controllabili da remoto, con le già citate falle di sicurezza che nessun produttore accetterà di correggere? Quand’è che ci toccherà tornare a vivere in case senza nemmeno la corrente elettrica e farci tutto a mano solo per avere un minimo, ma davvero minimo, di sicurezza? Non pensiate che siano questioni puramente accademiche: è quello che sta succedendo.

Tutto ciò unito a vari altri aspetti di questo abuso di tecnologia di cui ho già parlato in altri post. Mi si accusi finché se ne ha voglia di essere il classico nostalgico dei “bei vecchi tempi” di una volta! In questo caso lo sono, e a ragion veduta: la tecnologia è bella, funzionale, ci aiuta tantissimo, ma quando viene data in mano a truffatori (da un lato) e a imbecilli (dall’altro) diventa la garrota che ci strozzerà a morte.

venerdì 22 giugno 2018

Propaganda, propaganda

Dagli al migrante porco bastardo, chiudete tutti i porti, cacciateli via, sbatteteli a mare.

Dagli al rom (per quanto se le meritino, ribadisco; ma questo è decisamente il modo sbagliato).

Cancellare tutte le cartelle esattoriali sotto i centomila euro, uah uah uah.

Via la scorta a Saviano perché è solo un quaqquaraquà.

Ecco, questo è il programma politico del maschio alfa dei baluba verdi. Propaganda, pura e semplice propaganda, di quella che va bene per intortare i webeti sul Tomo delle Facce di Merda – che poi sarebbero quelli che l’hanno votato, in definitiva.

Ma quell’emerito demente ancora non ha capito che il TFM è una cosa, la politica vera è tutto un altro paio di mu ma mutande. Essere ministro non significa affatto continuare a sparare le stesse puttanate che sparava in campagna elettorale per farsi votare (repetita juvant) da un’accozzaglia di webeti affetti da razzismo galoppante.

Ripeto quello che ho già detto nel post precedente: bisogna buttarlo giù, anche a forza bruta, prima che con la sua smania di atteggiarsi a nuovo duce unita alla sua incompetenza totale e irreversibile riesca a distruggere l’Italia più di quanto siano riusciti a fare il caimano prima e il Bomba dopo.

martedì 19 giugno 2018

Cosa si diceva sulle leggi razziali?

Non mi piace essere facile profeta in casi come questo. Col maschio alfa dei baluba verdi, che a quanto pare si è autonominato duce, si paventava il rischio della reintroduzione delle leggi razziali – e puntualmente, anche se al momento è solo una proposta da parte sua, questo si sta verificando.

Si comincia con la schedatura dei rom. E vabbe’, direte, i rom. Ma dalla schedatura dei rom si passerà molto ma molto facilmente alla schedatura di chiunque non si conformi ai ristretti schemi mentali del baluba verde. Il che vuol dire che chiunque è a rischio di vedersi schedato! Hai un lontanissimo antenato che non era di qui? Schedato. Hai un cognome non proprio italiano? Schedato.

Da qui alla reintroduzione di un pieno regime fascista il passo è breve. Qualcuno fermi, anche a forza bruta, quell’emerito demente!

giovedì 14 giugno 2018

“Inteligggenza” artificiale

Virgolette e storpiatura d’obbligo.

Auto a guida autonoma che non riescono a vedere pedoni (e li stirano), che interpretano la segnaletica orizzontale a modo loro (e si spiattellano sul divisore di uno svincolo autostradale), che non riescono a capire quando un veicolo è fermo o in movimento (e lo travolgono).

Algoritmi di “inteligggenza” che non riescono a distinguere due sciatori da un cane in una fotografia di una chiarezza lampante.

Algoritmi di “inteligggenza” (qui la mazzata va a Cisco, che li sta adottando su larga scala col suo servizio Umbrella) che non riescono a distinguere un sito porno da uno che non lo è e sul DNS aziendale mi stanno bloccando circa tre quarti dei siti a cui tento di accedere, costringendomi a lanciare una macchina virtuale con DNS diversi per riuscire a vedere addirittura siti istituzionali.

Algoritmi di “inteligggenza” inseriti in quei famosi assistenti vocali (OK-stopardiballe-Google, Alexa-la-fexa, Cortana-la-cortigiana) che prendono una banale conversazione in cui nessuno ha pronunciato la frase chiave come un ordine di attivazione, chiamano cani, porci, gatti e sorci e inviano a mezzo mondo conversazioni teoricamente riservate.

Questa “inteligggenza” artificiale sta toppando su tutta la linea. Vogliamo ancora andare avanti così? O vogliamo fermarci un attimo a riconsiderare tutta la faccenda? Ne abbiamo già a gogò di tecnologia schiavizzante, senza doverci aggiungere macchine che pretenderebbero (senza peraltro riuscirci) di pensare al posto nostro dando origine a situazioni imbarazzanti quando non sono letali.

mercoledì 13 giugno 2018

Come si dice “vaffanculo” in francese?

Vabbe’, possiamo tranquillamente ammettere che il maschio alfa dei baluba verdi l’abbia fatta, e continui a farla, parecchio fuori dal vaso – non solo col caso dell’Aquarius, anche con tante altre faccende.

Ma come cazzo si permette quella merda di bresidende (sì, merita minuscola e storpiatura) francese di venire a dare lezioni a noi? Con che faccia osa accusare l’Italia di aver adottato una linea “vomitevole”?

Cioè, parla quello che manda la polizia francese a invadere la stazione di Bardonecchia (che è in Italia, porca puttana!) per dar la caccia ai migranti che sono in regola; quello che fa respingere a Ventimiglia una donna incinta e malata solo perché ha la pelle scura; quello che ha fatto sigillare tutti i porti per non accogliere migranti (e poi si lamenta che il nostro fascistone verde sigilli i nostri: giusto, ma da che pulpito!). Come ha detto Gramellini nell’articolo linkato, siamo noi a poter definire vomitevole il comportamento di uno dei nostri politicanti da strapazzo. Un pezzo di merda francese che ha combinato ben di peggio veda di stare zitto e di pensare al proprio paese!

martedì 12 giugno 2018

Programma viscerale

Hah, “programma” è una parola grossa. Quella sottospecie di “governo” (anche quello con le virgolette) che abbiamo adesso si crea i “programmi” sulla base del mal di pancia della gente. A parte la cosiddetta “flat tax” che hanno intenzione di varare per fare il solito regalo ai ricchi, perché in definitiva tanti bla bla bla ma coraggio zero nei confronti di certe persone – ma questo è un altro paio di (ormai lo sapete) mutande.

Mal di pancia numero uno di questi periodi: migranti brutti sporchi cattivi tutti criminali, chiudere i porti, mandare via, sciò, fuori dalle balle. Così si compiace la fetta di elettorato – esigua, a ben guardare – che ha votato i baluba verdi. Così si tirano anche consensi elettorali per le amministrative, eh già: mica si possono deludere tutti questi baluba o simpatizzanti col loro mal di pancia che li coglie tutte le volte che vedono una pelle che non sembra passata in candeggina!

Mal di pancia numero due (ma appena appena distaccato): vaccini assassini merda fanno prendere la patente per i pullman venire l’autismo umpa zumpa bli blo bla. Questo vorrà dire a breve revoca dell’obbligo di vaccinazione – unico provvedimento davvero furbo del governo del viceBomba, vista la tipica cazzoneria italiana “se non è obbligatorio non lo faccio” – oltre all’istituzionalizzazione della diffusione incontrastata di tutte le bufale antivacciniste. Eh già, mica si possono deludere tutti quei gombloddari antivax terraencefalogrammapiattisti sciacomicari che hanno votato grUllino. A quando l’istituzionalizzazione nei programmi scolastici della negazione totale che la Terra sia una palla come qualunque altro pianeta abbastanza grosso da esserlo?

Quale sarà il prossimo mal di pancia? La caccia ai rettiliani? Poveretti, in questo caso: i rettiliani sono estinti da mo’, dato che ho divorato l’ultimo circa quattrocento anni fa.

Comunque sia, “governare” improvvisando sul momento basandosi solo sui mal di pancia della gente ci condurrà inevitabilmente alla catastrofe. Quand’è che gli svizzeri si decideranno a invaderci e a trasformare tutte le province italiane più la Valle d’Aosta in altrettanti cantoni elvetici? A questo punto, sarebbe la soluzione meno peggiore!

(Tranquilli: ci lasceranno nella bagna, non lo faranno mai…)

venerdì 8 giugno 2018

Socialmerde e webeti

Proprio come l’accoppiata truffatore-pollo: due facce della stessa medaglia.

Prendo spunto dall’ultimo caso in cui il Tomo delle Facce di Merda l’ha fatta fuori dal vaso per distribuire un po’ di mazzate a tutte e due le parti in causa.

Sembrerebbe che un bacherozzo sul TFM abbia spinto 14 milioni di utOnti a rendere pubblici (cioè visibili a tutti senza sforzo – perché in ogni caso quel che finisce sul TFM è in un modo o nell’altro pubblico, ma questo è un altro paio di manmutande) i loro aggiornamenti teoricamente privati. Bene: giù la mazzata dovuta, obbligata, al TFM, che in tale modo – tra le altre cose – viola i principi stabiliti dalla GDPR facendo esattamente l’opposto di quello che dovrebbe.

Ma tuttavia però (E&CCFCC – humpf, non la tiravo fuori da mo’…): l’altra mazzata dovuta, obbligata, va al webetume arrembante. C’è una cazzo di iconina vicino al pulsante di pubblicazione che serve proprio a verificare se quello che si sta per sparare sul TFM dev’essere visibile a cani, porci, gatti e sorci o a categorie più ristrette. È vero che il bacherozzo del TFM ha impostato di default su “pubblico” tale opzione, ma è anche vero che basterebbe andare a cliccare su quell’iconina di merda e cambiare la modalità di pubblicazione! Basterebbe porsi la domanda “Ma questo post va bene per caniporcigattisorci o è meglio che lo vedano solo determinate persone?”.

Insomma, questo in legalese si chiama “concorso di colpa”. Sono sempre convinto, in ogni caso, che le socialmerde dovrebbero sparire senza se e senza ma; ma, appunto, questo spingerebbe anche molti webeti a mollare un calcione a quel criceto in coma farmacologico che hanno nel cranio e a tornare a pensare a quello che stanno facendo quando interagiscono col web. Soprattutto se si tornasse allo schema del “web 1.0”, dove per vederti pubblicato qualcosa se andava bene aspettavi un’ora, se non un giorno, e solo se passava le verifiche da parte del moderatore di turno.

giovedì 7 giugno 2018

Datemi dell’antisemita, se ne avete il coraggio

Cito José Saramago in una sua dichiarazione che, otto anni dopo la sua morte, è tremendamente attuale:

“Vivere nell’ombra dell’olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni… quello che sta accadendo in Palestina è un crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz.”

Non sono le parole di un pirla qualunque. E non passa giorno che non si ricevano notizie (giammai dai nostri media, eh, mi raccomando: solo dal web) di massacri nella striscia di Gaza. Però vai a toccare un israeliano! Ti volano tutti addosso con accuse di antisemitismo. Ma è evidente che si ricordano della Shoah, dell’olocausto e di tutto quello che hanno subito soltanto quando si tratta di farlo pesare al mondo intero; non se ne ricordano affatto quando si sentono in dovere di andare a macellare i palestinesi. Be’, accusate anche me di antisemitismo, se osate! Poi dovrete girare la stessa accusa anche a Saramago, che, proprio come me, non aveva nulla contro gli ebrei in sé, ma semplicemente contro la loro pretenziosità nell’infliggere agli altri quello che hanno subito loro, dimenticando uno dei precetti della loro stessa religione. Sarebbe comprensibile (non giustificabile, lo ribadirò sempre: solo comprensibile) se avessero dichiarato guerra alla Germania – ma i palestinesi non sono responsabili dell’olocausto, e vorrebbero solo vivere la loro vita in pace! Qui, oltre a non essere giustificabile, l’atteggiamento degli israeliani non è neppure comprensibile!

mercoledì 6 giugno 2018

I fascisti scoprono il loro gioco

Adesso che sono al potere – sì, proprio i fascisti con le camicie verdi: i grUllini sono ridotti al rango di zerbini – stanno mettendo le carte in tavola. Ormai ogni dubbio sulle intenzioni dei baluba verdi, nella persona del loro maschio alfa, è svanito come neve al sole di luglio. Dunque:

  • Un “ministro della famiglia” con valori ottocenteschi sulla “famiglia naturale” (che, ribadisco, non esiste in natura) e conseguente negazione di qualunque diritto, perfino all’esistenza, alle famiglie che esulano dai suoi ristretti schemi mentali – e le uniche condanne che ha ricevuto vengono dal web, che conta come il due di bastoni quando briscola è coppe a livello politico.
  • Sulla questione migranti il maschio alfa dei baluba verdi dovrebbe andare a battere i pugni a Bruxelles affinché questa cazzo di europa si decida a non lasciarci nella bagna ad affrontare il problema da soli; invece, parla di stringere alleanze col ministronzo ungherese, un tipo talmente di larghe vedute che intende dare un giro di vite all’immigrazione in qualunque forma. Questo ha innescato la classica spirale: qui si adottano provvedimenti restrittivi, l’europa ci dice “Ah, sì? Questo è un problema vostro, arrangiatevi.”, così qui si adottano provvedimenti più restrittivi, l’europa si irrigidisce ancora di più, e poi finiremo per schiantarci di brutto.
  • I migranti però vanno bene quando possono venire schiavizzati, a fare lavori di merda con orari impossibili per una paga miseranda che non basta nemmeno per sopravvivere. E poi uno di questi poveracci viene brutalmente ammazzato dagli sceriffi nostrani perché è stato beccato (oooooh!) a “rubare” lamiere in una discarica (ripeto: in una discarica) solo per rinforzare la propria invivibile baracca. Dal governo non è arrivata mezza parola di condanna per questa giustizia sommaria da far west.

Insomma, di bene in meglio, eh? E ripeto, gli elettori da mal di pancia hanno la loro buona parte di colpe – ma ormai questa è la classica lotta contro i mulini a vento: gli elettori non la capiranno mai.

Questa vignetta di Haldeyde (la linko solo: è troppo larga per il mio modello di blog) esprime in pieno la situazione in cui ci siamo cacciati.

venerdì 1 giugno 2018

Difendiamo la rete

Ennesimo attacco da parte di quei genialoidi dell’unione europea (sempre minuscole d’obbligo) alla libertà della rete. Cioè: tasse sui link delle notizie? Obbligo di filtrare contenuti? Vabbe’, quest’ultimo sarebbe quasi comprensibile, visto cosa sbatte sulla rete il webetume arrembante di questi periodi, roba che al confronto il film Idiocracy era addirittura troppo morbido; ma si arriva al punto di quel quasi, perché i fornitori di contenuti filtrerebbero troppo. No? Guardate cosa succede in Cina, per dirne una: la stessa cosa avverrebbe da noi. Quanto alla tassa sui link delle notizie: fine dei motori di ricerca, perché qualunque ricerca finirebbe per linkare delle notizie. Da lì alla censura di stato il passo è breve.

Non so quanto possa essere efficace questa iniziativa, ma un bombardamento di mail e di telefonate potrebbe spingere abbastanza di quei poltronai a cambiare idea su questa infame boiata.

Ne hanno parlato anche Cavaliere Oscuro del Web, qui, e il Rockpoeta®, qui.

giovedì 31 maggio 2018

Bufale svizzere

Chissà se sono tutte viola e fanno direttamente il cioccolato!

Open-mouthed smile

Adesso, seriamente: mi hanno passato questa bella puttanata dal Tomo delle Facce di Merda.

bufala-svizzera-post_cens

(Cliccateci sopra per ingrandirla.)

Smontiamola pezzo per pezzo:

  • La bandiera: in questo articolo di Wikipedia è spiegata l’origine, che, sì, ha a che fare col cristianesimo, ma molto indirettamente.
  • La Svizzera nell’unione europea non c’è mai entrata. Mai. Non poteva uscirne nel 2011 visto che proprio non c’è mai entrata. (Repetita juvant? Mah.)
  • Le banche private in Svizzera esistono, e comunque ben poche banche private sono sotto il controllo della famigerata famiglia Rothschild (e non Rotzchilds come ha scritto questo troll).
  • Derivati del maiale nel cioccolato? Ma quando mai. Anche ci fossero, farebbero semplicemente parte della preparazione di un prodotto per il quale la Svizzera è giustamente famosa: nessun imprenditore è così pirla da tagliarsi una fetta di mercato per motivi ideologici – uno così dichiarerebbe bancarotta dopo un mese.
  • Filo spinato sul confine con la Romania. La Romania? Già, la Romania! Uno dei due stati ha messo le gambette per spostarsi a confinare con l’altro? A me a geografia insegnavano a leggere una cartina geografica, dalla quale si evince che, almeno, la Svizzera (visto che è oggetto del post) confina con Francia, Germania, Austria e Italia, non certo con la Romania.
  • Obbligo di conoscere la lingua svizzera. Gli italiani sono a posto, allora, come i francesi, i tedeschi, gli austriaci e anche i friulani quando parlano in dialetto, visto che parliamo tutti quanti correntemente la lingua svizzera. Ricordo che le lingue svizzere ufficiali sono francese e tedesco, più l’italiano per il Canton Ticino e una lingua molto simile al friulano per il Cantone dei Grigioni.

Ci troviamo di fronte a una trollata costruita ad arte, quindi. Sì, l’italiano (per una volta) corretto, a parte l’errore – forse voluto – sul nome Rothschild indica che è una trollata bella e buona, messa in piedi per attirare quanti più webeti possibile. Tanto il webete condivisore ossessivo-compulsivo non sa nemmeno dov’è la Svizzera – e chiaramente non leggerà mai questo post.

mercoledì 30 maggio 2018

Coerenza portami via

Il Bombapartito ha detto che istituirà presidi in difesa della Costituzione e delle istituzioni per venerdì 1° giugno.

Cioè: lo stesso partito che con quel famoso referendum voleva fare carta straccia della Costituzione e trasformare le istituzioni in un dominio personale adesso le difende.

Come se un assassino si mettesse a difendere il diritto alla vita.

Ci saranno elezioni a breve, in autunno o nel caso migliore all’inizio del 2019? Be’, spero proprio che questo grande sfoggio di coerenza salti all’occhio di tutti gli elettori che ancora si ostinano a dare i voti a certi elementi. (Tsè, ma quando mai.)

martedì 29 maggio 2018

Legislatura nata morta (2)

Siamo al parossismo, qui. Adesso l’Ammazzacongiuntivi vorrebbe chiedere la messa in stato d’accusa (che, visto che non sa nemmeno parlare in italiano, ha chiamato con un termine in ostrol babig quella lingua là) del bresidende della rebubbliga (solito discorso su storpiature e minuscole…).

Ma chi cazzo sei, Ammazzacongiuntivi?

Bene, siamo perfettamente d’accordo che il bresidende l’abbia fatta un po’ fuori dal vaso, stiracchiando le sue prerogative all’estremo limite nel non limitarsi a bocciare un nome, ma mettendosi addirittura a farne lui, di nomi. Solo che l’altra metà del disastro è da imputare ai due rincoglioniti, cioè l’Ammazzacongiuntivi e il suo compagno di merende, il maschio alfa dei baluba verdi. Altri ministri nominati da capi di governo in pectore sono stati rifiutati da altri presidenti (in questo caso resta solo la minuscola); allora, il futuro capo di governo ha scelto qualcun altro e basta, fine della storia. I due cretidioti, invece, si sono arroccati su quel nome, e alla fine il capo di governo designato ha chiaramente fatto capire che a quelle condizioni non poteva continuare. Così il bresidende ha nominato chi voleva lui (ancora una volta stiracchiando le sue prerogative all’estremo limite) e l’Italia tornerà a votare in autunno.

Ma non ci sono i presupposti per mettere in stato d’accusa il bresidende! Come cazzarola possa fare l’Ammazzacongiuntivi a montare una pretesa del genere è un grosso mistero – evidentemente bisogna essere grUllini per comprendere certi (s)ragionamenti.

Comunque, vari attori vanno ringraziati per questa situazione di cui tutti gli avvoltoi in questa europa putrefatta si approfitteranno alla grande (e già lo stanno facendo): il Bomba con la sua legge elettorale sminchiata, gli elettori che hanno votato quei due partiti sulla spinta di un gran mal di pancia e, appunto, i due gran capoccia di quei partiti, che di politica, di leggi e della Costituzione non capiscono un beato cazzo ma pensano di poter fare i gradassi quando e come vogliono.

lunedì 28 maggio 2018

Legislatura nata morta

Avevo pubblicato un post sull’impasse in cui era finito il bresidende della rebubbliga (ripeto: minuscole e storpiature volute); ma era un post nato sabato e malauguratamente non comparso sul blog (grazie Blogger) fino a quando non l’ho tolto e rimesso in pubblicazione stamattina. Era disastrosamente non aggiornato! La situazione di questa legislatura si è evoluta in maniera drammatica da sabato. In pratica il capo di governo designato ha fatto un passo indietro, il bresidende ha nominato chi voleva lui – trasformando l’Italia in una repubblica davvero presidenziale, e riuscendo perfino a rendersi peggiore del suo predecessore – e le alleanze stanno andando allo sfascio. Si tornerà a votare, quindi.

A questo punto, alle prossime elezioni, al bresidende e a quest’europa marcia fino al midollo che continua a volerci imporre i suoi odiosi diktat affinché la Crucchia continui ad arricchirsi a nostre spese starebbe davvero bene se andasse su qualche forza politica davvero antieuropeista che dichiari un’uscita immediata dal sistema euro. A noi toccherebbe stringere la cinghia per un tempo indeterminato, ma l’europa senza l’Italia andrebbe a gambe all’aria dall’oggi al domani e i crucchi si ritroverebbero in braghe di tela!

venerdì 25 maggio 2018

GDPR ed effetto “al lupo al lupo”

Oggi entra in vigore quella tanto decantata GDPR. Buono l’intento di base, che è quello di definire meglio cosa sia la pràivasi (italianizzazione, come sempre voluta) e dare maggiori strumenti agli utenti del web per poterla preservare. Al momento, però, la questione sembra presentare due problemi:

  1. Ancora una volta, quella che dovrebbe essere una regola semplice da capire, di buon senso, pratica ed efficace si ritrova afflitta da un pesante formalismo burocratico, da interpretazioni ad minchiam, da norme nate troppo di fretta e furia che rischiano di renderla incomprensibile dalla gente e non pienamente applicabile.
  2. In questi giorni le mie caselle di posta si stanno inzeppando di mail da tutte le parti, con tutti i siti e servizi con cui interagisco che si stanno premurando di spammarmi ben bene (alcuni a mitraglia, più volte al giorno) sul fatto che entrerà in vigore la GDPR. Un effetto “al lupo al lupo”, un allarmismo esagerato e incomprensibile – poi la gente quando si vede arrivare tutto questo spam piglia e cestina tutto, e alla fine della fiera se ne sbatterà altamente dell’intera faccenda. Non sarebbe meglio, cari webmaster che gestite siti e servizi su web, piazzare nella vostra bella home page un’informativa chiara, leggibile, che salti subito all’occhio, ben documentata, che spieghi per filo e per segno all’utente cosa deve fare per preservare il proprio diritto alla pràivasi? Non sarebbe meglio, tanto per cominciare, disabilitare per default tutte (ma proprio tutte) le opzioni che comportano violazione alla pràivasi e chiedere esplicitamente il consenso all’utente “Vuoi attivare questa condivisione dati?”, “Vuoi che usiamo i tuoi dati per questa finalità?”, e via così? Di sicuro meglio che cagarsi in mano e bombardare gli utenti di spam riguardante la GDPR!

In definitiva, la GDPR, nata sotto i migliori propositi, rischia di divenire l’ennesimo pastrocchio creato da burocrati ignoranti come le loro mutande, e il terror panico che ha colto tutti coloro che gestiscono qualunque cosa su web rischia di renderla un atto completamente inutile e inefficace.

martedì 22 maggio 2018

Governo verde acido e ventordicesima repubblica

Abbiamo (forse) il governo con un po’ di giallo dei grUllini e un po’ di verde dei baluba – il risultato del miscuglio tra i due è verde acido, no? Tutto basato su un “contratto” con un “programma” (le virgolette sono d’obbligo per tutt’e due) destinato come al solito a rimanere lettera morta. Ma (ribadisco: forse) la montagna è riuscita dopo tanto sforzo a partorire il topolino. Sia chiaro: sono due forze in cui non ripongo la minima fiducia, e che forse messe insieme riusciranno a far esplodere definitivamente l’Italia, ma vabbe’, questo passa il convento. Possiamo solo sperare che non combinino più danni dei predecessori.

L’unica cosa che fa veramente girare i gingilletti è il fatto che continuino a insistere su questa storia della “terza” repubblica. Terza de che? Mi sono perso l’assemblea costituente, la nuova Costituzione, cerimonie, tutto quanto? Mi è sfuggito il cambio di tipo di repubblica? Mi ero già perso tutto questo ambaradan per la “seconda” repubblica? Non credo proprio. Abbiamo la solita repubblica parlamentare, con la solita Costituzione abusata, violentata e vituperata, la solita politica di sempre, mutatis mutandis (cioè: cambiandosi le mutande…). È ora di piantarla con questa piazzata mediatica della seconda, terza o ventordicesima repubblica e dire le cose come stanno.

Aggiunta: Mi sa che stanno già partendo col piede sbagliato. Hanno designato come bresidende del coniglio un tizio che era un fermo sostenitore del famigerato metodo Stamin(chi)a e che ha falsificato il curriculum. A posto semo!

lunedì 21 maggio 2018

Ancora sul caimano

Quella che affligge il caimano si può definire in vari modi: narcisismo estremo, delirio di onnipotenza, sindrome di Hýbris (o com’è spesso riportato Hubris, che è leggermente errato). Comunque, se ha almeno 3 o 4 sintomi di una lista di 14, un personaggio può dirsi affetto da questa particolare sindrome.

  1. Considerare il mondo un palcoscenico nel quale ci si ritiene sempre al centro della scena – e qui ci siamo.
  2. Ossessione oltre il semplice narcisismo per il proprio aspetto fisico – hai voglia che ci siamo.
  3. Puntare tutto sulla propria immagine pubblica – e qui vinciamo facile, eh.
  4. Autoesaltarsi, ritenersi il Più Grande Eroe Mai Esistito – sì, sì, ci siamo.
  5. “La nazione sono io” – con questa o quell’altra espressione, l’ha detto, urka se l’ha detto.
  6. Parlare di sé stesso in terza persona – sì, sì, si autocita sempre per nome e cognome, in terza persona.
  7. Il proprio giudizio è l’unico che conta, e gli altri sono tutti dei rincoglioniti – vinciamo facile anche qui, no?
  8. Corcare i propri avversari (veri o presunti) d’insulti e di disprezzo – lo fa dall’esatto primo minuto in cui s’è buttato in politica.
  9. Sentirsi investito di un mandato divino, alla facciazza dell’opinione pubblica – sì, il faraonismo è una delle sue caratteristiche, non si scappa.
  10. Sentirsi uno che “fa la storia” e grazie a questo ritenersi immune all’applicazione della giustizia – suona familiare, eh?
  11. Perdita di contatto con la realtà, obnubilata dal delirio di onnipotenza, e successivo isolamento – ci azzecca di brutto.
  12. Prendere decisioni impulsive, non ragionate – ormai ho perso il conto di tutte le volte che lo fa nel giro di una stessa giornata!
  13. Arroganza, desiderio di accentrare tutto sulla propria persona, sbattimento di palle assoluto per i dettagli e la pianificazione – c’è tutto.
  14. Non avere una visione programmatica a lungo termine – infatti.

Altro che 3 o 4 di questi sintomi: il caimano li esibisce tutti. Non è il primo, non sarà neppure l’ultimo, ma è l’esempio lampante che abbiamo sotto il naso. Ha ancora avuto la bella faccia di mandare un messaggio autoesaltatorio al presidende della rebubblica (minuscole e storpiature, come sempre, volute) qualificandosi come il miglior candidato alla bresidenza del coniglio (idem), in terza persona. Non ha la minima possibilità, ma la presunzione con cui ha ancora osato montare pretese è indicativa, non so se mi spiego.

venerdì 18 maggio 2018

Puttanate in tandem

“Contratti” per predisporre un programma di governo? Un “Comitato di conciliazione” per dirimere le liti tra i due “contraenti”? Già, così niente che non sia previsto nel “contratto” potrà essere affrontato dal “governo” che ancora una volta si beccherà le virgolette. Vincolo di mandato? Così uno vota per tutto il partito, eh? E dopo innumerevoli tergiversamenti da parte dei due “contraenti” ancora non è nemmeno venuto fuori il nome di un presidente del coniglio (minuscole e storpiatura tutte volute, ovviamente) che in questo scenario sarebbe ridotto a un mero esecutore dei termini del “contratto”. Tutto contro i dettami della Costituzione, eh, mi raccomando: anche quei due rincoglioniti all’ennesima potenza fanno parte della vasta schiera che la vuole rottamare – non sia mai che l’Italia debba subirsi le pastoie di uno scartafaccio inutile del 1948, eh.

Vabbe’, saranno pure due pivelli alla loro prima esperienza di governo; ma inanellare tutta questa serie di puttanate astronomiche dimostra che non hanno capito un cazzo né della Costituzione che invece (data la carica che ricoprono) dovrebbero conoscere a menadito, né di come può e deve funzionare uno stato.

martedì 15 maggio 2018

Bufale zombi

Dai, questa è proprio in putrefazione. Si sente la puzza lontano un anno luce!

Finalmente il disegno di legge proposto l’anno scorso diventa operativo, il Ministro della difesa Scalà ha dichiarato oggi durante una conferenza stampa straordinaria che il servizio militare di leva sarà nuovamente obbligatorio a partire da novembre 2018.

Abbiamo chiesto al Ministro il motivo di questa scelta che sta facendo ribellare tutti i giovani italiani, la sua risposta è stata:
“Ad oggi non possiamo completamente paragonare in termini educativi i ragazzi italiani che frequentano le nostre scuole, a quelli che invece riuscivamo a formare ai tempi della leva obbligatoria, guardatevi attorno, il massimo della preoccupazione dei giovani di oggi è quello di prendere il maggior numero di Mi Piace sui social network, non pensano più ai veri valori alla quale eravamo legati noi da giovani, la disciplina, la famiglia e l’educazione. Con questo disegno di legge, grazie alla leva obbligatoria, vogliamo ricordare ai nostri giovani cosa significa vivere una vita esemplare, all’insegna dell’educazione e della disciplina:”

Il suo discorso non fa una piega, a partire dal 10/10/ 2018, i giovani di sesso maschile a partire dal 17esimo anno di età dovranno scegliere una destinazione a distanza minima dei 300km dalla residenza, dove dovranno effettuare ben 18 mesi di servizio militare obbligatorio, che sarà comunque retribuito per circa 900 euro mensili, che saranno versati dallo Stato stesso nelle tasche dei giovani al termine dei 18 mesi.

Potrebbe essere non solo un’occasione per migliorarsi, ma anche un’opportunità per i giovani di guadagnare qualcosa.
Ogni militare avrà inoltre 87 giorni di permesso da utilizzare a piacimento per tornare dalle proprie famiglie. Eventuali problematiche o esenzioni fanno segnalate nei primi mesi del 2019, entro fine Gennaio.

Praticamente ogni pochi mesi questa viene tirata fuori, spolverata, vengono modificate le date e viene di nuovo condivisa da migliaia di webeti analfabeti funzionali nonché Indinniati. Ma basterebbe già solo il nome del ministro citato, l’inesistente Scalà (che per i webeti in realtà si chiama Inculà), a far suonare un campanellino d’allarme! Questo cazzo di ministro non è mai esistito. Poi, un servizio militare così schiavistico che nemmeno sotto il regime fascista era mai stato applicato non costituirebbe un secondo campanellino?

Macché: i webeti continuano a cascarci con tutte le scarpe – e poi sempre gli stessi che di anno in anno condividono questa bufala zombi facendo montare l’Indinniazione a manetta, e che con la loro memoria da pesciolino rosso non si ricordano delle innumerevoli volte che hanno già condiviso questa puttanata con lo stesso esatto testo, date a parte.

Davvero, a tutto ’sto webetume arrembante un periodo di 18 mesi di schiavitù, con accluso divieto di utilizzare qualunque apparecchio più tecnologico di un orologio da polso a lancette, farebbe bene; ma perfino loro se la scampano.

Approfondimento su Bufale.net.

lunedì 14 maggio 2018

Popcorn?

Stiamo per assistere allo splat totale della politica italiana. Ancora una volta pensavamo di aver raggiunto il fondo con quello precedente, il Bomba-bis con scagnozzo prestanome – ma ancora una volta c’è sempre qualcuno che ci dà un badile e ci ordina “Scavate”.

Un governo grUllini + baluba verdi? Col caimano molto inopportunamente riabilitato che potrebbe addirittura avere una posizione importante? Un distruttore dell’Italia è in grado di combinar danni fino a un certo punto; tre distruttori insieme ci manderanno a picco nel giro di pochi mesi.

Questo è lo scenario a cui ci hanno portato l’astensionismo e il voto col mal di pancia di chi a votare è andato. Questo è quanto ci aspetta per i prossimi mesi prima dello splat finale: la caccia alle streghe nei confronti di chiunque abbia la pelle scura, la fine della ricerca scientifica seria in favore di tutti i ciarlatani che ci sono in circolazione (antivaccinisti in testa), la fine di quel poco che rimane di sanità e istruzione, la fine di ogni garanzia per i lavoratori (ci penserà il caimano, a questo), il ritorno di un fascismo camuffato e inefficiente, ma pur sempre fascismo. E poi fatalmente l’Italia prima della fine del 2018 farà un tonfo pauroso, e gli avvoltoi dell’unione europea (minuscole d’obbligo) le voleranno addosso per spartirsi le spoglie.

Mettersi in poltrona sgranocchiando popcorn per godersi lo spettacolo? Ma anche no: è proprio da pazzi irresponsabili, chiunque abbia proferito questa boiata (per quanto mi piacerebbe attribuirla al Bomba, in questo caso è apocrifa). È davvero ora che chiunque abbia un minimo di potere faccia qualcosa, prima di superare il punto di non ritorno!

(Stai di nuovo lavando la testa all’asino, Dumdumderum?)

giovedì 10 maggio 2018

La spirale

La sanità che funziona sempre peggio, con mancanza di personale, attrezzature e strutture, tempi d’attesa che non hanno nemmeno nei paesi del terzo mondo? L’istruzione che sta andando a scatafascio, con mancanza di personale, attrezzature e strutture (sì, anche loro), scuole pubbliche ridotte al lumicino? Benessere sociale (pensioni incluse) quasi totalmente annullato? Aziende che piuttosto di assumere chiudono o si trasferiscono all’estero, e quindi lavoro che non esiste più? Trasporti che stanno pure loro andando a scatafascio, con infrastrutture obsolete, lavori di manutenzione non più svolti, rischi in aumento? Lavoratori dipendenti (ribadisco: dipendenti) con stipendi da fame bloccati da tempo immemorabile, e senza speranza di ottenere i dovuti aumenti, e ritenute alle stelle, obbligati ad andare a mangiare alle mense dei poveri pur avendo ancora un lavoro?

Tutto ciò è figlio di tanti padri, ma su uno di essi mi appresto a rigirare il coltello nella piaga, perché basterebbe eliminare questo specifico problema per riuscire a rimediare almeno all’ultimo punto che ho citato, e dare una buona boccata d’ossigeno agli altri. Perché a pagare le tasse in Italia sono i lavoratori dipendenti, esclusivamente i lavoratori dipendenti!

Si torna al mio vecchio discorso: l’avvocato che ti chiede parcelle astronomiche per ogni minima cosa, gira con automobili che quando costano poco costano 200.000 euro (ma questa è l’utilitaria per andare a lavorare!), ha il villone astronomico più almeno un altro al mare, lo yacht da 25 metri parcheggiato a Montecarlo, e al fisco dichiara meno della più sfigata delle sue segretarie. Il commercialista che ti pippa paccate da mille per gestire la contabilità e le tasse del tuo misero esercizio commerciale, e pure lui gira col macchinone, ha ville da tutte le parti, la barca, bla bla bla, e al fisco dichiara cifre perfino sotto il limite di povertà. Il dentista che per cavarti un dente ti cava anche l’intera bocca dal conto in banca, e pure lui ha villoni, macchinoni, barche, cimp limp rav fav, e per il fisco risulta più nullatenente del più sfigato dei suoi assistenti di poltrona. Perfino l’idraulico che ti salassa per cambiarti una semplice guarnizione, che ha vilmacbarceccetera e che magari al fisco ha pure dichiarato di essere andato in negativo. Ecco, i lavoratori dipendenti pagano le tasse anche per questi soggetti. E qui stiamo cadendo nella spirale citata nel titolo; ormai siamo vicini al centro. I liberi professionisti trovano sempre più modi per evadere il fisco; i lavoratori dipendenti si trovano a pagare anche le tasse dovute dai liberi professionisti – ma allo stato queste entrate non bastano, quindi aumenta le tasse sempre solo ai lavoratori dipendenti.  Così, costoro (parlo in terza persona, ma ci sono anch’io nel mucchio) dopo aver pagato affitti o mutui, tasse, bollette, assicurazioni e tutto il resto, rimangono con a malapena il minimo indispensabile per la sussistenza, nei casi migliori. I liberi professionisti incassano effettivamente meno, perché sono rimasti in pochi a poterseli permettere – ma questo li spinge a trovare maniere ancora più efficaci per frodare il fisco; e il governo, che perde ancora più introiti dovuti dai liberi professionisti, aggiunge tartassamenti ai lavoratori dipendenti.

Badate bene che ci restano pochi mesi – mesi, ripeto – prima di spiaccicarci miseramente nel centro della spirale! Peccato che nessuna forza politica di quelle che si sono presentate alle elezioni, e nessuna di quelle che si ripresenteranno in caso anche gli ultimi colloqui al Quirinale vadano a mignotte, abbia mai inserito nei punti dei propri (inesistenti) programmi la voce “Far pagare una buona volta le tasse a chi non le ha mai pagate in vita sua”. Avevano tutti quanti paura di perdere il voto proprio di quei liberi professionisti ai quali la parola “tasse” provoca uno shock anafilattico. Ma ci restano pochi mesi; cerchiamo di goderceli come meglio riusciamo.

mercoledì 9 maggio 2018

Doppie cariche

Ma non sarebbero vietate per legge? Un tizio che è presidente di regione e viene eletto senatore non dovrebbe magari forse scegliere quale delle due cariche occupare e – in caso optasse per andare a Roma – dimettersi dalla presidenza della regione?

A quanto pare no.

Tale Luciano D’Alfonso (e mi sa che se lo citerò ancora perderà il diritto alle maiuscole), presidente dell’Abruzzo, è stato eletto senatore. Il consiglio regionale abruzzese ha stabilito che non esistono cause di incompatibilità e che questo tizio può posare il culo su due poltrone contemporaneamente!

Cioè, fatemi capire: cosa succederà in caso di sedute della giunta o del consiglio regionale contemporanee a sedute del senato? Dov’è che questo tizio risulterà assenteista a manetta?

Inutile stare a chiedersi perché agli appartenenti a un certo “partito” tutto è permesso. Inutile anche sperare che la gente ci metta un po’ di buon senso e non dia più il voto a certi “partiti”. In ogni caso, visto che andremo presumibilmente a elezioni in autunno, magari il problema si risolverà da sé: magari questo tizio tornerà a fare il presidente di regione a tempo pieno, chissà; si goda pure il doppio stipendio principesco finché ne ha l’occasione, ma non conti di durare più di pochi mesi con la doppia poltrona.

martedì 8 maggio 2018

Per la gioia degli italiani

Tutte le consultazioni per formare un nuovo governo sono andate a mignotte. Tutti gli pseudo-quasi-forse-accordi sono saltati; l’unica cosa su cui l’Ammazzacongiuntivi e il maschio alfa dei baluba verdi sono d’accordo è il fatto che occorre tornare a votare (qualcuno dice a luglio, ma non ci sono i tempi tecnici, quindi probabilmente sarà in autunno).

Ringraziamo ancora una volta il Bomba con la sua legge elettorale del cazzo che è la causa primaria di questo sfacelo. Ma al di là di quello: avevo tirato un sospiro di sollievo dopo il 2 marzo (data di termine ultimo irrevocabile di tutte le campagne elettorali); ma sono stato troppo frettoloso. Di nuovo toccherà all’Italia sorbirsi due mesi di martellamento “no euro”(1), “reddito di fannulloneria”, “dagli ai migranti che rappresentano tutti i mali del mondo”, di promesse altisonanti quanto vuote, di bufale muggenti a mille decibel, di antivaccinismo galoppante, di animalismo opportunista, di balle alla googolesima potenza, di cento e più liste per la maggior parte invotabili, di tutto questo ambaradan di cui speravamo di esserci liberati per i prossimi 5 anni.

E ancora una volta all’Italia toccherà subire l’astensionismo, che purtroppo, visto quello che sta succedendo, crescerà ulteriormente, e che ancora una volta consegnerà l’Italia nelle mani di questi personaggi di dubbia mora assoluta immoralità che non sono nemmeno capaci di mettersi d’accordo per spartirsi la torta. Ma anche questo mio sfogo contro gli ignavi comincia davvero a sembrare la battaglia di Don Chisciotte contro i mulini a vento.

A questo punto, torno ad auspicare un’invasione da parte di qualche altro stato del quale l’Italia finisca per diventare una semplice provincia. Non i merrrregani, e nemmeno i crucchi; i francesi – mah, prima devono liberarsi del Bomba di casa loro, però. Svizzeri? Sloveni? Quelli possono andare.

(1) Al momento, uscire dall’euro per noi sarebbe una catastrofe. Dovremmo avere un governo con le palle, in grado di sbattere i pugni sul tavolo a Bruxelles e rinegoziare un bel po’ di questioni, come l’abolizione di quel famigerato “fiscal compact” con cui i crucchi ci hanno messo una garrota al collo: l’Italia avrebbe tutto il potere contrattuale per farlo. Ma visto che nessuno è in grado di stringere un misero accordo con gli altri, qui da noi, su quel versante non c’è alcuna speranza.

giovedì 3 maggio 2018

Un nome che è tutto un programma

La famigerata Cambridge Analytica ha chiuso, yuppiyé yuppiyé.

Tsè.

In realtà si è riciclata in un’altra società, così, tanto per gettare fumo negli occhi alla gente e continuare a farsi i suoi porci comodi – ma vabbe’: è una pratica consueta nell’ambiente commerciale, deprecabile che sia; in ogni caso a lottare contro queste pratiche si rischia la fine di Don Chisciotte contro i mulini a vento. Ma non è questo l’oggetto del post, quanto il fatto che in Italia e in altri paesi di lingua romanza il nome che si sono scelti risulterebbe un fiasco mostruoso, e che se speravano di trovare clienti qui da noi se lo possono tranquillamente scordare.

Ditemi voi: affidereste analisi di dati, anche solo su quante cacche di cane trovate sui marciapiedi, a una ditta che si qualifica col nome “Emerdata”?

(Statistica sulle cacche di cane, magari anche sì…)

mercoledì 2 maggio 2018

Il referendum è il demonio!!!

Questo a sentire il Bomba (tra l’altro: non s’era dimesso? Perché è ancora lì a scassare i coglioni? Perché nel suo partito di tafazzisti non c’è qualcuno che abbia un briciolo di amor proprio sufficiente a cacciare il Bomba a scarpate in cu nella faccia inferiore?): secondo lui il gran casotto che è successo con queste elezioni è tutta colpa del No al suo fantastico referendum costituzionale.

Ma quella porcata di legge costituzionale che il Bomba tentava di far passare non riguardava in nessun caso la legge elettorale. Proprio per niente. In nessun modo, forma, odore, colore.

Cioè, va detto fuori dai denti: il gran casotto dell’attuale legislatura è dovuto proprio a una legge elettorale zoppa e monca prodotta dagli scagnozzi del Bomba. Il referendum non c’entra una cippa, proprio come non c’entrava una cippa la modifica costituzionale che lo richiedeva. Ma siccome il Bomba ce l’ha ancora amara per il fatto che il popolo gli abbia sbattuto la porta in faccia, nel suo ennesimo tentativo di fare il gradasso adesso accusa il popolo stesso col suo No di tutti i mali del mondo, e non ammetterà mai di essere lui la causa di tutto ’sto ambaradan, perché lui non sbaglia mai. (Peuh.)

Probabilmente l’unico modo per togliersi il Bomba dai coglioni, a questo punto, sarebbe mandargli un sicario.

venerdì 27 aprile 2018

Una speranza per il mondo

Ovverossia: quando perfino il dittatore da opera buffa del nord korea (stato che ancora non ha meritato le maiuscole e il nome scritto correttamente secondo la nomenclatura italiana) si rivela più intelligente dell’alligatore col gatto in testa.

Lui e il presidente della Corea del Sud si sono incontrati per stabilire un accordo sul nucleare e siglare un trattato di pace.

Se qualcuno come quel dittatore alla fine della fiera cerca la pace, perché qualcun altro insiste a tutti i costi a voler cercare la guerra? Davvero, certi comportamenti umani proprio non hanno senso – se non il senso dei bulli, chiaro. Prima o poi, però, quel qualcun altro a fare il bullo col mondo finirà per prendersi una scarica di botte.

martedì 24 aprile 2018

La gatta frettolosa fece i gattini ciechi

E se la gente non la pianta di smenarla con questa frettafrettafretta di avere a tutti i costi un governo nuovo, avremo un governo ciofeca (be’, va detto, ai governi ciofeca ci siamo abituati, ma, insomma...). Già le premesse sono tutto meno che buone, con gli individui del tutto inqualificabili che sono andati su; ma ragionandoci sopra si potrebbe ottenere un qualche genere di governo che, almeno, non peggiori la situazione. Meglio valutare bene tutte le opzioni e cercare di ottenere il meno peggio da una situazione tutto meno che rosea. Intanto, il vecchio governo è ancora in carica e (essendo in regime di prorogatio) non può nemmeno tirar fuori puttanate: deve occuparsi dell’ordinaria amministazione, e lo deve fare bene. Poi, in Germania hanno avuto un governo sei mesi dopo le elezioni, e in Belgio addirittura un anno e mezzo dopo: quei due stati sono forse andati a gambe all’aria? (Magari, qualcuno potrebbe dire riguardo all’impero crucco…) No. Tutto è andato avanti come sempre. Anche in Italia tutto andrà avanti come sempre.

Quindi: al presidente della rebubblica (che deve ancora riguadagnarsi le maiuscole e il nome corretto) l’invito a ragionarci sopra e fare le cose per bene; alla gente l’ordine definitivo e irrevocabile – a cui nessuno obbedirà mai, ovviamente – di piantarla di scassare i coglioni.

venerdì 20 aprile 2018

Gombloddo magnetico

Circolano dei video relativi alla pioggia dei giorni scorsi in alcune città, che ha lasciato dei residui che sembrano polvere o sabbia magnetica – e lo è, ma sono già tutti lì a gridare al GOMBLODDO, alle “cose che ci nascondono”, a tutte ’ste megastronzate tipiche del mondo dei gombloddari.

Ma ci siete o ci fate (o VI fate)?

È vero che quella roba che la pioggia ha abbattuto contiene anche particelle di ferro, metallo magnetico per definizione. Ma non c’è nessun gombloddo in atto; la questione è preoccupante, ma molto più generica: la pioggia ha semplicemente tirato giù l’inquinamento che noi stessi produciamo, polveri sottili e tutto il resto.

Allora, cari gombloddari che magari girate per le città col vostro SUV demmerda da ottantamila euro, che consuma e inquina come una superpetroliera: dimenticate tutte le vostre belle teorie, i vostri “Non ce lo dicono”, le vostre fantasie da bambini deficienti e magari date dentro il SUV demmerda e compratevi macchine che inquinano meno – anche elettriche, volendo, in città che sapete essere alimentate da fonti rinnovabili come l’idroelettrico. Se tanti di voi (e anche tanti altri che non sono gombloddari, ma semplicemente se ne sbattono le palle dell’ambiente) cominceranno a pensare di riversare meno porcherie nell’atmosfera, vedrete che la “sabbia magnetica” comincerà di pari passo a calare fino (magari, in un futuro alquanto utopico) a sparire del tutto.

Sbufalato qui da BUTAC, qui da bufale.net e qui da David Puente.

martedì 17 aprile 2018

Ci deve sempre scappare il morto

... affinché la gente capisca che dar retta a quei pazzi assassini degli antivaccinisti – che mentono sapendo di mentire e giocano con assoluta mancanza di scrupoli sulla pelle della gente – è deleterio. Quattro morti per morbillo e poi si scatena la corsa a vaccinarsi! Ma tu guarda un po’. Non che l’abbiano fatto perché si sono informati, sia chiaro: l’hanno fatto perché si sono cagati sotto. Però la gente comincia a capire che se non ci si vaccina (per le malattie per cui esiste il vaccino, ovvio) si rischia di lasciarci la pelle; quindi magari forse probabilmente, può darsi, ipoteticamente, qualcuno in più comincerà a raccogliere queste benemerite informazioni e a dare meno retta ai fuffari-sulla-pelle-altrui.

(Tsè. Ma chi vuoi prendere in giro, Dumdumderum? Finita la buriana del momento, torneranno tutti a farsi intortare da questi assassini.)

lunedì 16 aprile 2018

Organi di stUmpa e toppe peggiori del buco

Nel misero tentativo di mettere una toppa alla tampa mostruosa che s’è fatto con quell’articolo su quelle due emerite rincoglionite di cui ho parlato nel post precedente, il corriere della sera (sempre con le sue belle minuscole d’obbligo) ha pubblicato questo articolo, con l’intervista a un nutrizionista (uno vero, non un fuffaro) dove si sottolinea la pericolosità di certi comportamenti aberranti.

Bravi. Chiudete pure la porta della stalla quando tutto il bestiame è già scappato da mo’.

La stUmpa italiana è ormai alla fru al des al caf al dige alla visita al cesso il giorno successivo.

venerdì 13 aprile 2018

Organi di stUmpa e incitamento all’anoressia

È quello che ha fatto (udite udite: mica pispole, eh) il corriere della sera, con le sue minuscole d’obbligo, pubblicando e poi dopo poche ore cancellando un simpatico articolo – ma il web non dimentica, e l’articolo è consultabile qui su archive.is.

Cioè, in pratica, due svalvolate complete si sono messe ad esaltare le virtù di quella “alimentazione pranica” che va di moda adesso, vantandosi di vivere di “energia positiva” e basta, tutto il mumble mumble bla bla bla degli adepti del cosiddetto “respirianesimo”, che è come dire mangiare pane e fuffa, ma senza il pane.

E vabbuo’, direte voi: di questi pirla in giro ce n’è qualcuno, e se vogliono morire di fame facciano pure, così faranno un favore al mondo liberandolo dalla loro ingombrante presenza (e senza nemmeno candidarsi per il prestigioso premio Darwin: non sono abbastanza creativi nell’autosopprimersi).

Già: ma la “giornalista” che le ha intervistate non si è nemmeno posta il minimo dubbio su quelle due rincoglionite! Non una battuta sarcastica, non un’osservazione scettica, non un sorrisetto di compatimento, nulla di nulla: se l’è bevuta tutta, parola per parola, e ha pubblicato un articolo che è un vero e proprio incitamento all’anoressia! Cioè, hai voglia a mettere in piedi campagne di sensibilizzazione, conferenze, pubblicità-progresso e tutto il minkiafrittix contro la diffusione di bufale dannose per la salute, quando poi qualche “giornalista” con la capacità critica di un sasso scagliato da un cavalcavia ti pubblica un artiCULO del genere dove certi comportamenti vengono addirittura esaltati! Quanti l’hanno letto prima che il corriere della sera, in base al classico principio “tira il sasso e nascondi la mano”, decidesse di cancellarlo (così, come al solito senza una parola di scusa, senza una rettifica, puf, svanito, non c’è più)?

Siamo in un bel mare di merda con l’informazzzzione (quella con quattro Z, sì): se perfino le testate (nei coglioni) ufficiali si permettono di pubblicare fuffa di questo genere, la distinzione tra esse e i fuffari viene completamente a cadere – e quindi i fuffari hanno vinto su tutta la linea!

giovedì 12 aprile 2018

Il Tomo delle Facce di Merda e le sue promesse da marinaio

Cinquanta milioni di account i cui dati sono stati venduti a soggetti privi di scrupoli? No, sono ottantacinque milioni. Che volete che siano, ottantacinque milioni. No, sono tutti i miliardi di utenti del TFM che sono a rischio – perché, imposta le opzioni di privacy più restrittive che vuoi, se hai qualcuno nella lista degli amici e il suo account è stato compromesso, il tuo lo è automaticamente per via del fatto che dal suo si possono estrapolare i tuoi dati. E promesse, ripromesse e strapromesse da parte del TFM di rendere più restrittiva la questione sicurezza – ma a questo punto quanto ci si può ancora fidare delle promesse del TFM?

E dopo il TFM toccherà magari al Cinguettatore Folle farsi pinzare a vendere dati a cani, porci, gatti e sorci; e dopo il CF, sarà il turno del Grammo Istantaneo (pfffff!), e poi toccherà a CollegatoDentro (traducetelo in quella lingua là per sapere a cosa mi riferisco), e poi ancora a tutti gli altri socialpettegoli. Anche loro finiranno in mezzo a qualche scandalo di proporzioni planetarie, anche loro si sperticheranno in promesse da marinai, anche loro chiuderanno la stalla dopo la fuga di tutto il bestiame – e noi saremo sempre una volta di più cornuti e mazziati.

Del resto, però, è inutile lamentarsi quando ai socialcosi si racconta ogni singolo istante della propria vita con tutti i dettagli più scabrosi. Regali la tua vita a un socialcoso, pur sapendo che la venderà a caniporcigattisorci? Sono poi tutti cazzi tuoi.

martedì 10 aprile 2018

Una buona notizia

BUTAC è tornato online.

Forse sono riusciti a far capire a quel pirla di un magistrato (l’essere magistrato non lo rende meno pirla!) che sequestrare un intero sito per via di un articolo, e sequestrarlo prima che ci sia stata una qualsivoglia condanna giudiziaria, così, preventivamente, è una stronzata abissale.

Forse; chi lo sa. Fatto sta che il sito è di nuovo accessibile. Non so quantificare il danno subito da Michelangelo Coltelli, che immagino sia ingente, però forse ’sta buriana è giunta a conclusione.

Speriamo in bene.

lunedì 9 aprile 2018

Censura di stato

Il sito di BUTAC, uno degli smascheratori di bufale a cui spesso faccio riferimento, è sotto sequestro da venerdì. Su ordine del tribunale di Brindisi. Per un articolo del 2015.

Sarebbe bastata una semplice richiesta di oscurare l’articolo in questione, e invece no: sito totalmente sottoposto a censura di stato. E senza nemmeno attendere il giudizio; ma del resto siamo in Italia, paese dove basta un’accusa a essere definiti colpevoli a prescindere dalle prove contrarie.

È chiaro che BUTAC è un sito scomodo; è chiaro che dà fastidio a qualcuno che è divenuto importante solo negli ultimi tempi (almeno, secondo le mie impressioni; questo è uno dei casi in cui spero di non essere facile profeta); comunque sia, è chiaro che bisognava trovare la maniera per farlo tacere.

In ogni caso, tutta la mia solidarietà a Michelangelo Coltelli, amministratore del sito.

Ne parla anche Paolo Attivissimo in questo post.

giovedì 5 aprile 2018

Riviralizzare una vaccata vecchia

Com’era già successo col caso della “Balena azzurra” (ne avevo parlato qui) adesso accade con un’altra astronomica puttanata inventata da dementi per attirare altri dementi. Roba da pazzi totali: sniffare un preservativo, aspirandolo dal naso, per poi sputarlo dalla bocca. Cioè, roba da rischiare il soffocamento e la morte!

Ecco, se si va ad analizzare l’origine di questa gran vaccata (riferimento questo articolo di BUTAC) si viene a sapere che era uscita nel 2013, con la speranza da parte del bastardo che se l’era inventata che divenisse rapidamente una cosa virale imitata da mezzo mondo – ma a questo emerito faccione di merda era andata storta, perché la faccenda s’era rapidamente sgonfiata e non si sono mai registrate ondate di emuli potenzialmente suicidi.

S’era sgonfiata, capito?

Ma gli organi di stUmpa hanno pensato bene di ritirarla fuori dal cilindro, proprio come accaduto con la questione “Balena azzurra”. Hanno pensato bene di riviralizzarla definendola un fenomeno virale, una nuova moda che si allarga a macchia d’olio, bla bla bla. Tutto sempre solo per aumentare vendite/ascolti/clic approfittando bastardamente (perché mentono sapendo di mentire) dell’analfabetismo funzionale che affligge, purtroppo, ormai la stragrande maggioranza della gente.

Dateci un taglio, va’. Tutte queste buriane (su questa e su altre vaccate da dementi) potrebbero tranquillamente valervi una denuncia per circonvenzione di incapace e incitamento al suicidio. Se non sapete di che cazzo parlare e siete alla disperata ricerca di articolesse per tappare i buchi, ricorrete al limite al vecchio ma sempre verde spettegulesss sui VIP – almeno è un cumulo di puttanate inutili, sì, ma non rischia di istigare migliaia di rintronati a sfide destinate a finire male! (E io che ho sempre detto peste e corna dello spettegulesss ufficializzato sugli organi di stUmpa… ma a questo punto è davvero il male minore.)

martedì 3 aprile 2018

Rumenta spaziale e organi di stUmpa

Ecco, davvero, se i rottami della stazione spaziale cinese avessero cancellato dall’esistenza tutti quegli organi di stUmpa che ormai devono fare terrorismo psicologico su qualsiasi cosa avrebbero fatto un favore al mondo!

Era talmente poco probabile essere colpiti da qualcuno di quei rottami che si faceva prima a sperare di sbancare un casinò senza nemmeno giocare! Eppure la manica di giornalari che abbiamo qui ha continuato a smenarla su questo cumulo di ferraglia spaziale che secondo loro avrebbe cancellato l’Italia dall’esistenza, anche se non l’hanno detto in termini così espliciti. E quel coso s’è schiantato nell’oceano, uccidendo tutt’al più qualche sfigato d’un pesce (d’aprile? Open-mouthed smile).

Evidentemente, dato che non riusciamo a far niente riguardo a una “informazione” che non riesce più a dare una notizia corretta che sia una e che va avanti a colpi di becero sensazionalismo solo per incrementare vendite/ascolti/clic (a seconda del mezzo utilizzato), ce la meritiamo in pieno!

venerdì 30 marzo 2018

Recrudescenza del bullismo

Intendiamoci: i bulli (a scuola e in tutto il resto della società) sono sempre esistiti: c’è sempre qualcuno che pensa di essere chissà chi e infierisce sui più deboli per puro sadismo. Il fenomeno, però, negli ultimi tempi, sta raggiungendo dimensioni davvero preoccupanti – per un semplice motivo: nella società moderna i bulli sanno di poterla fare sempre franca. Il sistema educativo ha fallito, e di brutto. Fior di psicologi (il fallimento totale dell’umanità) dovrebbero cominciare a farsi un bell’esame di coscienza e capire se il sistema educativo che è stato applicato a loro dai loro genitori è davvero così sbagliato!

Cioè: il vecchio sistema col giusto grado di severità è stato bellamente accantonato da questa manica di falliti. Nooooo, ora non si possono più rimproverare i figli o metterli in punizione: bisogna essere gentili e comprensivi, dialogare, far capire loro con dolcezza, eh, mi raccomando, dolcezza che stanno sbagliando; anche coi bambini piccoli bisogna dilungarsi con lo spiegone del perché e del percome certe azioni non vanno compiute. Puah. Il vecchio sistema prevedeva un bel “no” secco di fronte ai capricci e alle pretese più assurde, e alla domanda “Perché?” la risposta “Perché lo dico io.”. Un bambino non ha di sicuro l’esperienza che serve a capire gli spiegoni destinati agli adulti! E coi figli adolescenti – in piena età della ribellione – a volte occorreva andare a muso duro: se la tua condotta e i tuoi voti a scuola rientrano in un intervallo accettabile avrai il motorino/il minchiofono/quell’altra cosa che desideri tanto, altrimenti te li sogni! (Sui minchiofoni agli adolescenti ho già scritto, e magari ribadirò il concetto con altri post.) Fai il bullo a scuola? Se continui così ti spedisco nel più retrogrado e reazionario collegio di preti stile Inquisizione che ci sia in giro! Pigli votacci? To’, che bello, non devo nemmeno preoccuparmi di cosa farai in gita, perché non ci vai! Adesso, agli adolescenti viene concesso di tutto di più, i rimproveri sono blandi e tutti improntati su questo “dialogo” tanto decantato, che i ragazzi sono già abbastanza grandi da capire ma del quale non gliene frega una beata fava, e soprattutto quando qualche insegnante si azzarda ad appioppare loro un votaccio poi sull’intero corpo docenti della scuola piovono tuoni e fulmini, insulti e querele. Così adesso i bulli hanno una certezza matematica: non saranno mai puniti.

E poi succedono episodi come questo.

Cioè: una manica di bulletti legano un’insegnante alla sedia, la bombardano di scherzi bastardi – e poi se la cavano con un mese di sospensione semplicemente chiedendo scusa! E non è dato sapere come hanno reagito i loro genitori, ma sono disposto a scommetterci un cappuccino e una brioche che nessuno di loro abbia anche solo pensato di infliggere punizioni esemplari a quei dieci criminali fatti e rifiniti! E quella prof è stata decisamente troppo buona nei loro confronti; sempre per lo stesso motivo, avrebbe dovuto mostrarsi molto più dura e intransigente. Ma stiamo scherzando? Ai miei tempi, e anche a quelli di questi psicologi che hanno mandato a puttane il vecchio sistema educativo, quel collegio di preti citato sopra sarebbe stato il minimo che sarebbe piombato in testa a un ragazzo se si fosse comportato in maniera così ignobile.

giovedì 29 marzo 2018

Lutti e sciacalli

Siamo alle solite. Un personaggio famoso non fa in tempo a morire che subito arrivano i bufalari a sciacallare sulle sue spoglie, mettendogli in bocca parole che non ha mai pronunciato: tanto è morto, non può certo risorgere dalla tomba per contraddirli!

Sul Tomo delle Facce di Merda (e quando mai non c’è di mezzo il TFM? Chiudetelo!) è apparsa una di quelle belle fotografie con frase appiccicata che per i webeti sono il Verbo Divino, col povero Fabrizio Frizzi a cui è stata attribuita una frase di merda:  “Ho sempre sognato un governo a 5 stelle, spero che un giorno ce la facciano, se lo meritano”. Ma Frizzi non s’è mai nemmeno sognato di pronunciare una frase del genere.

Ah, ma per il webete analfabeta funzionale quello che compare su Internet è per forza vero, proprio perché è comparso su Internet! Così le sciacallate infami sulle spalle di un morto vengono prese per vere anche quando è talmente esplicita la loro natura di trollate che perfino un’ameba anestetizzata se ne renderebbe conto.

Cari webeti, rendetevene conto: muore un VIP e non l’hanno neppure ancora messo nella bara che compare una sua frasetta a supporto di questo o quell’altro partito “politico”? Non ci va una laurea a capire che qualche burlone vi sta trollando ben bene, prendendovi per i dementi totali che siete!

(Ah, sto di nuovo lavando la testa all’asino? E che cazzo…)

Sbufalata in questo articolo di bufale.net.

mercoledì 28 marzo 2018

Forse non sono senza speranze

Chi? I merrrregani. Qualcuno di loro, forse, magari, probabilmente, può darsi, comincia a svegliarsi. Qualche giorno fa c’è stata una manifestazione contro le armi a Washington, una manifestazione veramente molto sentita e partecipata, a quanto pare.

Stanno tutti quanti cominciando ad aver paura a mandare i loro figli a scuola? Stanno cominciando a considerare quel loro “diritto inalienabile” a possedere armi non più così inalienabile, soprattutto quando quelle armi finiscono in mano a terroristi e a maniaci omicidi ogni tre per due? Stanno cominciando a pentirsi di aver piazzato sul loro trono il maggior rappresentante (forse mondiale) della lobby delle armi? Possiamo sperarlo, per il loro bene e anche perché magari stanno cominciando a emergere merrrregani che non desidereranno più essere “esportatori di democrazia” e poliziotti del mondo, ma che vorranno vivere la loro vita in pace senza scassare il cazzo al resto del mondo, oltre che a loro stessi, con le loro fottutissime armi.

martedì 27 marzo 2018

È sempre lo stesso film

Prima, seconda, terza, ventordicesima repubblica... bah, non è cambiato niente se non i nomi. Un “remake” dello stesso film con attori diversi, ma senza variazioni di copione. Giochi di poltrone (oh, sì, i grUllini hanno potuto piazzare uno dei loro alla presidenza della camera però hanno dovuto concedere al caimano la scelta per la presidenza del senato, dove ci è finita una delle sue più ferventi sostenitrici, tra l’altro una che vorrebbe reintrodurre la schiavitù), tutte le promesse elettorali dimenticate esattamente il 5 marzo – scontato, ma non per questo meno ipocrita – e altre ripetizioni del solito collaudato sistema. Torno a ribadire per chi continua a ritenere che ah, sì, coi grUllini cambia tutto: è sempre la stessa minestra riscaldata. A questo punto, che questa legislatura duri il tempo minimo indispensabile per riscrivere una legge elettorale, o con un ballottaggio o con un maggioritario puro e intransigente – chi vince, anche per un solo voto, avrà due terzi dei seggi – e si levi dalle palle! Così, almeno, chi andrà su la prossima volta non avrà bisogno di scendere a compromessi ignobili con gli avversari per poter piazzare chiunque desiderino alle presidenze delle camere.

venerdì 23 marzo 2018

Il Tomo delle Facce di Merda e la privacy

(Aridajje!!!)

Il caso Cambridge Analytica sta suscitando, giustamente, un bel polverone. Per quanto riguarda il TFM, questa non è altro che l’ennesima conferma che a Zuckamarciaberg della privacy dei suoi utenti (in realtà utOnti, nonché webeti all’ennesima potenza, ma questa è l’altra faccia della medaglia) nun je ne pò ffregà dde meno1. Adesso, io sono – ancora e per sempre – per la soluzione più drastica di tutte: tutte queste socialmerde, come il TFM, il Cinguettatore Folle, il Grammo Istantaneo (!!! e ancora !) e svariati altri, devono essere chiuse, bruscamente, dall’oggi al domani, senza preavviso, su ordine definitivo, perentorio e irrevocabile di qualche organo giudiziario internazionale, con sentenza inappellabile. Sì, bisogna tornare indietro all’epoca del cosiddetto “Web 1.0”, dove, quando volevi pubblicare qualcosa su web, dovevi inviare il tuo materiale ai gestori del sito e vederlo apparire online, in caso di approvazione da parte loro, non prima del giorno successivo. In tal modo non ci sarebbe più nessuna possibilità per società di bastardi approfittatori come la citata Cambridge Analytica di condizionare (forse: è ancora tutto sottoposto a inchiesta) un risultato elettorale agendo sull’idiozia totale e irreversibile dei webeti.

Ecco, questa soluzione drastica non l’applicheranno mai, e io me ne devo fare una ragione. Però, posso rivolgere un messaggio a chi usa le socialmerde ma non è un webete (ovvio: destinare questo messaggio ai webeti sarebbe come lavare la testa all’asino: sprechi acqua e shampoo e magari, se l’asino ha la luna di traverso, rischi pure di beccarti un calcio): ripensate (e ripensate bene) al modo in cui le usate. Potete essere drastici e cancellare i vostri profili – che sarebbe quello che vi consiglio io – ma se non volete farlo limitatene l’uso e bloccate, senza se e senza ma, condivisioni a stecca e manetta con app varie o perfino con gli amici, come in questa breve guida di Paolo Attivissimo. La sua raccomandazione finale è anche la mia: se proprio non potete fare a meno di usare le socialmerde, usatele per il loro scopo originario, cioè tenere in contatto amici lontani e condividere con loro barzellette, foto di gatti, ricette di cucina e altre frivolezze; eliminate dai vostri profili tutti i dati sensibili (foto che non siano totalmente innocue, opinioni politiche e sociali, roba di questo genere) e teneteveli per discuterne faccia a faccia coi veri amici, quelli che incontrate quando decidete una buona volta di uscire di casa e di godervi una serata senza nemmeno ficcare il naso sul vostro minchiofono/tavoletta-del-cesso ultimo modello.

1. Mi perdonino i romani se l’ho scritta male; ribadisco, non sono romano.

giovedì 22 marzo 2018

Tecnologia senza umanità

Un post general-generico su quanto la tecnologia stia diventando una palla al piede per noi – ed è un post che viene da uno che vive di tecnologia!

Negli anni ’60  siamo arrivati sulla Luna, a posarci fisicamente i piedi – e nel 2018, quando dovremmo aver posato i piedi su ogni corpo del sistema solare escluso ovviamente il Sole, abbiamo a malapena qualche robottino totalmente automatico su Marte; in compenso ogni webete può passare la giornata a pubblicare selfie orrendi e ogni sorta di puttanata e condividere la peggior fuffa senza nemmeno averla letta, usando il suo minchiofono che alla ricerca spaziale degli anni ’60 deve tutto. Abbiamo una tecnologia che sarebbe perfettamente in grado di eliminare totalmente l’inquinamento che stiamo producendo – e invece viene usata per alimentarlo ulteriormente! Abbiamo una tecnologia che dovrebbe veicolare cultura a livello globale con estrema facilità – e invece webeti e venditori di fuffa sono in crescita esponenziale! Abbiamo una tecnologia che dovrebbe facilitarci la vita, e invece ci sta schiavizzando fino a distruggerci!

Perché tutto questo? Perché abbiamo spersonalizzato la tecnologia, l’abbiamo depauperata del suo lato umano per renderla niente di più che una serva del Dio Denaro (e per l’ennesima volta maledico le anime marce dei sumeri, che ebbero la bella idea di esserne i primi adoratori).  Automatizzate le fabbriche, le automobili, le case, ogni singolo processo decisionale! Così l’uomo che crede erroneamente di essere il padrone in realtà è divenuto schiavo di questa tecnologia – e ma con l’automazione esasperata si risparmia: già, sulla pelle di gente che non trova più lavoro se non contrattini del cazzo pagati a vàucer. E l’ambiente? Chi se ne frega dell’ambiente: basta continuare a produrre tecnologia schiavizzante in nome del Dio Denaro!

Prima o poi, questa tecnologia così invasiva e soffocante collasserà sotto il suo stesso peso. E io mi auguro che ciò avvenga il più presto possibile, finché ci sono ancora in vita la mia generazione o quella precedente che siano in grado di riprendere in mano la situazione – perché se ciò avverrà tra una trentina d’anni o giù di lì il mondo sarà rimasto popolato unicamente dai webeti, le cui possibilità di sopravvivenza senza genitori e nonni abituati a un sistema di vita più... umano sarebbero un bello zero secco.

martedì 20 marzo 2018

Essere umani è un reato

Ovvero, quando le leggi vengono scritte e fatte applicare da burocrati ridotti a macchinette del tutto prive di umanità. Una guida alpina francese ha soccorso una donna all’ottavo mese di gravidanza, che stava cercando (ci si immagini con quanta fatica) di attraversare le montagne con la famiglia. Questa guida non ha visto altro che una persona in notevole difficoltà e, mosso da umana pietà, l’ha aiutata.

Problema: secondo la legge francese, quella persona non è “una donna incinta” ma “una nigeriana”, ergo un’immigrata illegale; così adesso la guida alpina che l’ha soccorsa rischia 5 anni di carcere per traffico di esseri umani.

Che mondo di merda.

Spero solo che il magistrato che si occuperà di questa causa si metta una mano sulla coscienza e lasci perdere i burocratismi inutili. Se la legge vorrà processare quei migranti per immigrazione illegale e rispedirli a casa loro, facciano pure – dopo essersi accertati che stiano tutti bene.

L’articolo è qui.

lunedì 19 marzo 2018

Crisi finita? No, siamo appena all’inizio

Come dicono gli organi di stUmpa e i politicanti da strapazzo: “Siamo usciti dalla crisi”, “Creati nuovi posti di lavoro”, (questa è succosissima) “Disoccupazione ai minimi storici”, porcomaialate di questo genere.

Ma quando mai.

Ah, enti come quella minchia di istat (tutte minuscole d’obbligo) fanno in fretta, giocando coi numeri come cazzo pare e piace loro, a dire che siamo tutti ricchi e felici intervistando miratamente quei pochi che lo sono, a parlare di aumento dell’occupazione andando a contare pure i contratti da un’ora pagati con uno schifosissimo lurido vàucer (italianizzazione voluta), a fare calcoli astrusi sul PIL per darsi ragione da soli! Poi si scopre che un lavoratore su otto è a rischio povertà, che le tasse sono alle stelle, che il costo della vita dal 2007 è più che raddoppiato mentre gli stipendi sono rimasti inchiodati lì, e che i genialoidi dei politicanti da strapazzo s’inventano la genialata: aumentare l’IVA. Così aumentano i prezzi, la gente compra meno, nelle casse dello stato entra di meno – e i genialoidi, ormai imprigionati in una spirale mentale, aumentano di nuovo l’IVA, la gente compra meno, entrano meno soldi nelle casse dello stato… siamo vicini al punto centrale, quello dove l’Italia si schianterà di brutto!

Ma a sentire chi ci “governa” e la stUmpa di regime yuppiii, siamo ricchi, tutti lavorano e sono felici!

Adesso voglio proprio vedere se il prossimo governo che verrà nominato dal bresidende della rebubbliga (minuscole e storpiatura, come sempre, volute) avrà la faccia da culo di bronzo da schiaffi di insistere su questa storia che stiamo vivendo in un mondo fantastico. Quanto alla possibilità che la gente, una buona volta, si ribelli, nel paese di “La rivoluzione fattela tu, io tengo famiglia” ho gettato la spugna ormai da tempo.

venerdì 16 marzo 2018

Spamma tua sorella

La moderazione dei commenti mi ha sempre salvato dal fare involontariamente pubblicità a certi infami. Chiaro che ho marcato il commento come spam e i successivi che arriveranno da quell’indirizzo finiranno per direttissima nella cartella antispam di Blogger – ma non è assolutamente infrequente che mi arrivino commenti così:

Ciao,
Ho messo a vostra disposizione un prestito da 3.000 € a 900.000 € a condizioni molto semplici a un tasso di interesse del 2%. Faccio anche investimenti e prestiti tra individui di ogni tipo, offro crediti a breve, medio e lungo termine. Non sappiamo dei tuoi usi e i nostri trasferimenti sono forniti da una banca per la sicurezza della transazione. Per tutte le tue richieste fai proposte in relazione a tariffe e rate di pagamenti e sarò con il tuo aiuto. Infine per maggiore comprensione, contattami
[CENSURATO]@gmail.com
Grazie

(ripetuto altre 2 volte)

Hahaha. Il nome che ho censurato (sempre per non fare involontariamente pubblicità a questa merda) è italiano, ma il testo è in googletraduttorese stretto, quindi probabilmente qualcuno è vittima di un dirottamento di indirizzo – oppure potrebbe essere tranquillamente un nome fasullo. Basterebbe già solo questo a far suonare il campanellino “TRUFFATRUFFATRUFFA”. Poi, le promesse mirabolanti in questo messagg questa puttanata dovrebbero farlo suonare a intensità decuplicata. Sia come sia, comunque lo spam qui in questo blog NON PASSA, capito, caro/a truffatore/trice? Come già scritto nel titolo del post, spamma tua sorella!

giovedì 15 marzo 2018

Inciucevolezza

(Ma non esiste inciucevolezza!)

(Come no: l’ho appena inventato io, certo che esiste!)

Ovvero: non si capisce più una mazza.

Il caimano vorrebbe inciuciare col partito tafazzista, ma il maschio alfa dei baluba verdi s’incazza perché non ci sta – e però vorrebbe tirare dentro i maldipancisti del partito tafazzista.

Il baluba verde vorrebbe inciuciare coi grUllini, e s’incazza il caimano – non sia mai, i grUllini sono il demonio, le cavallette, peggio dei kumunissssti.

I grUllini, da parte loro, cambiano il loro possibile partner di inciucio a seconda di come si svegliano al mattino: dai baluba verdi passano al partito tafazzista, poi lisciano il pelo a qualcun altro, poi stabiliscono che non inciuceranno mai con nessuno e che a questo punto si può pure tornare al voto.

In tutti questi giochi, giochini, giochetti, giochettini e giochinetti (!!! E questa fa rima con gabinetti) chi rimane cornuto e mazziato? Il popolo italiano, ovviamente.

lunedì 12 marzo 2018

Reddito di scemenza

Ero convinto che questa muggisse – e invece tanti CAF hanno confermato di essere stati subissati di domande per il reddito di cittadinanza.

Roba da chiodi.

Cioè, banda di rincogliombecitrulliti che non siete altro: vi rendete conto che i grUllini hanno ottenuto più voti promettendo l’irrealizzabile? Vi rendete conto che vi hanno presi per i cretidioti che siete mentendo sapendo di mentire? Vi rendete conto che questa vostra smania di vivere senza lavorare: a) non ha e non avrà mai la necessaria copertura; b) spingerà tante aziende (più di quelle che già lo fanno) a delocalizzare perché non troveranno più uno disposto a lavorare qui in Italia; c) è anche eticamente e moralmente una gran stronzata?

Insomma, cosa dicevo dell’andare a votare con la pancia invece che farsi due conti e votare col cervello? Non è che avessimo grandi alternative, però qualche lista disallineata da tutti i pesci grossi e che non si è lanciata in promesse mirabolanti quanto impossibili da mantenere c’era. Ormai però il danno è fatto, e posso solo sperare nella soluzione a probabilità quasi zero – cioè, governo di scopo, rifare la legge elettorale e tornare a votare in autunno. (Più facile farsi colpire in testa da un meteorite dopo aver vinto otto volte di seguito al superenalotto…)

venerdì 9 marzo 2018

Orologi tutti indietro? Muuuu, muuuu

Gli organi di stUmpa si sono sbizzarriti con titoloni scioccanti – no, sciocchi – tipo “I vostri orologi sono indietro di sei minuti (e la ragione è politica)”.

Davvero, questa muggisce di brutto. I miei orologi sono tutti quanti a posto; solo alcuni (molto pochi) orologi che si basano sulla frequenza della rete elettrica (i classici 50 Hz) hanno subito un temporaneo ritardo dovuto a disguidi sulla rete elettrica causata, sì, da una disputa politica tra Serbia e Kosovo – il che mi spinge a chiedermi che cazzo c’entrino gli altri gestori europei e perché stracazzo non riescano a essere indipendenti: quel blackout che paralizzò mezza Europa (geografica) un po’ di anni fa a seguito del guasto in una singola centrale non ha insegnato niente a nessuno, a quanto pare – ma tutti gli orologi indipendenti, basati su un quarzo per esempio, non hanno avuto il benché minimo problema.

Già, ma tanto agli organi di stUmpa di fare vera informazione non frega più un cazzo: l’importante è sparare titoloni a effetto per aumentare vendite/ascolti/clic (a seconda del mezzo utilizzato). Tanto ormai sono tutti webeti e non sanno leggere più di tre parole di seguito. Così la gente casca con tutte le scarpe in “notizie” del genere, che non sono altro che bufale muggenti.

giovedì 8 marzo 2018

Manifesto contro il razzismo

L’esito delle elezioni, con un becero razzista estremo che ha dato una zampata mica da ridere, mi offre lo spunto per pubblicare questo manifesto firmato da scienziati e intellettuali (VERI, non venditori di fuffa) che riduce in briciole qualunque teoria razzista. Meditate, italiani che avete votato il partito dei baluba verdi: sappiate che fate tutti parte dell’unica razza che l’umanità possiede, cioè l’umanità stessa.

(Il manifesto è stato copiato e incollato da questo post di Web sul blog)


Manifesto degli scienziati antirazzisti 2008 contro ogni razzismo

I. Le razze umane non esistono. L’esistenza delle razze umane è un’astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze “psicologiche” e interpretate sulla base di pregiudizi secolari. Queste astratte suddivisioni, basate sull'idea che gli umani formino gruppi biologicamente ed ereditariamente ben distinti, sono pure invenzioni da sempre utilizzate per classificare arbitrariamente uomini e donne in “migliori” e “peggiori” e quindi discriminare questi ultimi (sempre i più deboli), dopo averli additati come la chiave di tutti i mali nei momenti di crisi.

II. L’umanità, non è fatta di grandi e piccole razze. È invece, prima di tutto, una rete di persone collegate. È vero che gli esseri umani si aggregano in gruppi d’individui, comunità locali, etnie, nazioni, civiltà; ma questo non avviene in quanto hanno gli stessi geni ma perché condividono storie di vita, ideali e religioni, costumi e comportamenti, arti e stili di vita, ovvero culture. Le aggregazioni non sono mai rese stabili da DNA identici; al contrario, sono soggette a profondi mutamenti storici: si formano, si trasformano, si mescolano, si frammentano e dissolvono con una rapidità incompatibile con i tempi richiesti da processi di selezione genetica.

III. Nella specie umana il concetto di razza non ha significato biologico. L’analisi dei DNA umani ha dimostrato che la variabilità genetica nelle nostra specie, oltre che minore di quella dei nostri “cugini” scimpanzé, gorilla e orangutan, è rappresentata soprattutto da differenze fra persone della stessa popolazione, mentre le differenze fra popolazioni e fra continenti diversi sono piccole. I geni di due individui della stessa popolazione sono in media solo leggermente più simili fra loro di quelli di persone che vivono in continenti diversi. Proprio a causa di queste differenze ridotte fra popolazioni, neanche gli scienziati razzisti sono mai riusciti a definire di quante razze sia costituita la nostra specie, e hanno prodotto stime oscillanti fra le due e le duecento razze.

IV. È ormai più che assodato il carattere falso, costruito e pernicioso del mito nazista della identificazione con la “razza ariana”, coincidente con l’immagine di un popolo bellicoso, vincitore, “puro” e “nobile”, con buona parte dell’Europa, dell’India e dell’Asia centrale come patria, e una lingua in teoria alla base delle lingue indo-europee. Sotto il profilo storico risulta estremamente difficile identificare gli Arii o Ariani come un popolo, e la nozione di famiglia linguistica indo-europea deriva da una classificazione convenzionale. I dati archeologici moderni indicano, al contrario, che l’Europa è stata popolata nel Paleolitico da una popolazione di origine africana da cui tutti discendiamo, a cui nel Neolitico si sono sovrapposti altri immigranti provenienti dal Vicino Oriente. L’origine degli Italiani attuali risale agli stessi immigrati africani e mediorientali che costituiscono tuttora il tessuto perennemente vivo dell’Europa. Nonostante la drammatica originalità del razzismo fascista, si deve all’alleato nazista l’identificazione anche degli italiani con gli “ariani”.

V. È una leggenda che i sessanta milioni di italiani di oggi discendano da famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio. Gli stessi Romani hanno costruito il loro impero inglobando persone di diverse provenienze e dando loro lo status di cives romani. I fenomeni di meticciamento culturale e sociale, che hanno caratterizzato l’intera storia della penisola, e a cui hanno partecipato non solo le popolazioni locali, ma anche greci, fenici, ebrei, africani, ispanici, oltre ai cosiddetti ”barbari”, hanno prodotto l’ibrido che chiamiamo cultura italiana. Per secoli gli italiani, anche se dispersi nel mondo e divisi in Italia in piccoli Stati, hanno continuato a identificarsi e ad essere identificati con questa cultura complessa e variegata, umanistica e scientifica.

VI. Non esiste una razza italiana ma esiste un popolo italiano. L’Italia come Nazione si è unificata solo nel 1860 e ancora adesso diversi milioni di italiani, in passato emigrati e spesso concentrati in città e quartieri stranieri, si dicono e sono tali. Una delle nostre maggiori ricchezze, è quella di avere mescolato tanti popoli e avere scambiato con loro culture proprio “incrociandoci” fisicamente e culturalmente. Attribuire ad una inesistente “purezza del sangue” la “nobiltà” della “Nazione” significa ridurre alla omogeneità di una supposta componente biologica e agli abitanti dell’attuale territorio italiano, un patrimonio millenario ed esteso di culture.

VII. Il razzismo è contemporaneamente omicida e suicida. Gli Imperi sono diventati tali grazie alla convivenza di popoli e culture diverse, ma sono improvvisamente collassati quando si sono frammentati. Così é avvenuto e avviene nelle Nazioni con le guerre civili e quando, per arginare crisi le minoranze sono state prese come capri espiatori. Il razzismo è suicida perché non colpisce solo gli appartenenti a popoli diversi ma gli stessi che lo praticano. La tendenza all’odio indiscriminato che lo alimenta, si estende per contagio ideale ad ogni alterità esterna o estranea rispetto ad una definizione sempre più ristretta della “normalità”. Colpisce quelli che stanno “fuori dalle righe”, i “folli”, i “poveri di spirito”, i gay e le lesbiche, i poeti, gli artisti, gli scrittori alternativi, tutti coloro che non sono omologabili a tipologie umane standard e che in realtà permettono all’umanità di cambiare continuamente e quindi di vivere. Qualsiasi sistema vivente resta tale, infatti, solo se é capace di cambiarsi e noi esseri umani cambiamo sempre meno con i geni e sempre più con le invenzioni dei nostri “benevolmente disordinati” cervelli.

VIII. Il razzismo discrimina, nega i collegamenti, intravede minacce nei pensieri e nei comportamenti diversi. Per i difensori della razza italiana l’Africa appare come una paurosa minaccia e il Mediterraneo è il mare che nello stesso tempo separa e unisce. Per questo i razzisti sostengono che non esiste una “comune razza mediterranea”. Per spingere più indietro l’Africa gli scienziati razzisti erigono una barriera contro “semiti” e “camiti”, con cui più facilmente si può entrare in contatto. La scienza ha chiarito che non esiste una chiara distinzione genetica fra i Mediterranei d’Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall’altra. Sono state assolutamente dimostrate, dal punto di vista paleontologico e da quello genetico, le teorie che sostengono l’origine africana dei popoli della terra e li comprendono tutti in un’unica razza.

IX. Gli ebrei italiani sono contemporaneamente ebrei ed italiani. Gli ebrei, come tutti i popoli migranti ( nessuno é migrante per libera scelta ma molti lo sono per necessità) sono sparsi per il Mondo ed hanno fatto parte di diverse culture pur mantenendo contemporaneamente una loro identità di popolo e di religione. Così é successo ad esempio con gli armeni, con gli stessi italiani emigranti e così sta succedendo con i migranti di ora: africani, filippini, cinesi, arabi dei diversi Paesi , popoli appartenenti all’Est europeo o al Sud America ecc. Tutti questi popoli hanno avuto la dolorosa necessità di dover migrare ma anche la fortuna, nei casi migliori, di arricchirsi unendo la loro cultura a quella degli ospitanti, arricchendo anche loro, senza annullare, quando é stato possibile, né l’una né l’altra.

X. L’ideologia razzista è basata sul timore della “alterazione” della propria razza eppure essere “bastardi” fa bene. È quindi del tutto cieca rispetto al fatto che molte società riconoscono che sposarsi fuori, perfino con i propri nemici, è bene, perché sanno che le alleanze sono molto più preziose delle barriere. Del resto negli umani i caratteri fisici alterano più per effetto delle condizioni di vita che per selezione e i caratteri psicologici degli individui e dei popoli non stanno scritti nei loro geni. Il “meticciamento” culturale è la base fondante della speranza di progresso che deriva dalla costituzione della Unione Europea. Un’Italia razzista che si frammentasse in “etnie” separate come la ex-Jugoslavia sarebbe devastata e devastante ora e per il futuro. Le conseguenze del razzismo sono infatti epocali: significano perdita di cultura e di plasticità, omicidio e suicidio, frammentazione e implosione non controllabili perché originate dalla ripulsa indiscriminata per chiunque consideriamo “altro da noi”.

Tenuta di San Rossore - Pisa, 10 e 11 Luglio 2008

Primi firmatari:

  • Enrico Alleva, Docente di Etologia, Istituto Superiore di Sanità, Roma
  • Guido Barbujani, Docente di Genetica di popolazioni, Università Ferrara
  • Marcello Buiatti, Docente di Genetica, Università di Firenze
  • Laura dalla Ragione, Psichiatra e psicoterapeuta, Perugia
  • Elena Gagliasso, Docente di Filosofia e Scienze del vivente, Università La Sapienza, Roma
  • Rita Levi Montalcini, Neurobiologa, Premio Nobel per la Medicina
  • Massimo Livi Bacci, Docente di demografia, Università di Firenze
  • Alberto Piazza, Docente di Genetica Umana, Università di Torino
  • Agostino Pirella, Psichiatra, co-fondatore di Psichiatria democratica, Torino
  • Francesco Remotti, Docente di Antropologia culturale, Università di Torino
  • Filippo Tempia, Docente di Fisiologia, Università di Torino

mercoledì 7 marzo 2018

Preferite morire bruciati o squartati?

Ovviamente la mia è solo un’allegoria. Comunque, al momento ci si presentano due alternative ad elevata probabilità: un governo grUllino con i necessari appoggi esterni, o il governo di una coalizione guidata dal maschio alfa dei baluba verdi.

Dunque: preferite l’ammazzacongiuntivi, che pruomuoverà l’antiscientismo più virulento, l’antivaccinismo totale, il ritorno alle censure del medioevo, il terrapiattismo e quant’altro? Oppure volete il baluba verde numero uno, che distruggerà quel poco di progressi sociali degli ultimi tempi, eliminerà le unioni civili, tornerà a istituire le leggi razziali e manderà al rogo tutti quelli che non corrispondono agli standard della cosiddetta (e farlocca) Famiglia Naturale?

Cioè, siamo messi bene. A questo punto sarebbe opportuna la terza alternativa, quella a probabilità assai vicina allo zero: governo di scopo, nuova legge elettorale e tornare alle urne prima della fine dell’anno.