lunedì 19 novembre 2018

Balubamenti vari

(Non esiste “balubamenti”? Certo che esiste: l’ho appena inventato!)

Tanto per darmi ragione da solo, sia sul fatto che continuerò imperterrito a tirar mazzate sull’attuale magnete che attira la mia mazza senza speranza, sia sul probabile seguito che avrà questa mazzata.

Balubamento n. 1: inceneritori (anche se li chiamate termovalorizzatori di quello si tratta). Godetevi il baluba verde sugli inceneritori nel 2016. Ora, invece, è disposto a rompere coi grUllini (che continuano a non volerli) per costruire inceneritori in Campania. Bipolarità? No, ricerca preventiva di consenso, e poi passata la festa gabbato lu santo; presi i voti, le promesse finiscono nel dimenticatoio.

Balubamento n. 2: alla presidenza della commissione parlamentare per la tutela e la promozione dei diritti umani (sì, lo so, sembra una supercazzora) prima c’era un laureato, docente universitario, scrittore, giornalista; ora il partito dei baluba ha piazzato lì una sua rappresentante, che se va giusto bene ha a malapena la terza media e fa la casalinga. Adesso, non ho nulla contro le casalinghe con la terza media – ma questo dà da pensare, no?

Fenomenologia di certi post

Lo sto notando non solo sul mio blog, che non ha un gran seguito, ma anche su altri blog che ammassano letteralmente migliaia di visite ogni mese. Quando tiriamo la dovuta mazzata su un certo personaggio, quei post rimangono desolatamente bassi di visite e privi di commenti; ribadisco, anche su blog dove i commenti a ogni singolo post a volte arrivano pure a fare la terza cifra.

Non so di cosa dobbiate aver paura, gente. Quel certo personaggio non vale nemmeno uno sputo in un occhio, perché con la mia saliva finirei per aumentare il suo valore! Ma tant’è.

Fosse come fosse, io continuerò a tirar mazzate anche su quel certo personaggio, senza la minima preoccupazione al mondo. Nessuno è in grado di farmi paura (Ulisse, stai buono…) in questo Universo.

mercoledì 14 novembre 2018

Legalità bipolare

Il baluba verde se ne va in giro tutto tronfio e compiaciuto a vantarsi di aver eliminato una di quelle che chiama “zone franche senza stato e legalità” – un centro dove si prestava assistenza a bisognosi di ogni tipo (tanti anche italiani, eh già), raso al suolo con le sue tanto amate ruspe.

Legalità, legalità.

Invece per l’abusivismo edilizio a Ischia via di condoni.

Già, ma a Ischia non sono mica dei poveracci che non sanno come mettere insieme il pranzo e la cena. A Ischia girano in giacca e cravatta, eh.

E per l’evasione fiscale? Un bel condono anche lì. Eh, già, gli evasori (soprattutto i grandi evasori, quelli che frodano lo stato per miliardate a pacchi da mille) garantiscono voti: non sia mai che vengano sfiorati col petalo di un fiore!

Va bene, “soldi e amicizia ingannano la giustizia” è un proverbio nato più o meno all’epoca dei Sumeri – però ancora una volta ci troviamo di fronte al classico codardo che fa il bullo coi poveracci e il leccaculo coi potenti. Un atto dovuto da parte sua, qualcuno dirà; ma io aggiungo che è l’ennesima inculata per il popolo, con enne che tende asintoticamente a infinito.

martedì 13 novembre 2018

Qualche volta agli stronzi va male

Sempre troppo di rado; comunque, ahò, so’ soddisfazioni! Come da questo articolo de L’Espresso – riassunto per i pelandroni: una donna somala, ma cittadina italiana da mo’, è stata cacciata fuori da un ufficio postale dal direttore, in malo modo, con la scusa che aveva un foulard sui capelli. Un foulard, vacca ladra! Non un passamontagna o un casco integrale da moto, che per ovvi motivi sono vietati in un ufficio postale. Un foulard che lasciava scoperto tutto meno i capelli. Ma quello era semplicemente un pretesto, perché ho i miei forti dubbi che quel direttore avrebbe cacciato via la classica vecchietta col foulard per ripararsi dal freddo o una suora.

E qui cominciano i guai per quel rincoglionito, perché non solo questa signora è cittadina italiana, come dicevo, da mo’, ma è pure badante di due anziani avvocati – che sono andati a verificare come sono andate le cose. Il pirlone, manco da dirlo, ha tentato di fare il bullo anche con loro. Così è scattata la denuncia.

Le scuse da parte delle poste sono dovute. Anche il fatto che quel direttore non può più dirigere nemmeno le proprie scarpe lo è: va degradato a postino nel più inculato paesino di montagna senza numeri civici e con cani diffidenti in ogni singola baita. Le poste faranno una o l’altra, o entrambe le cose? Temo proprio di no. Ma almeno la questione è divenuta di pubblico dominio, con nome e cognome di questo emerito stronzo.

giovedì 8 novembre 2018

Quando l’assassino è un italiano

… nessuna reazione, né dai media, né da parte dei membri di questo “governo” di razzisti.

Violeta Senchiu, 32 anni, 3 figli, arsa viva dal proprio compagno, un italiano di 48 anni. Va bene, la legge ha fatto il suo corso, l’assassino è stato giustamente arrestato e si farà i suoi begli annetti di galera. La legge funziona, almeno quella.

Come ho detto, però, silenzio assoluto da parte dei nostri politicanti da strapazzo. Soprattutto il baluba verde: per lui gli unici criminali sono quelli con la pelle scura – tutti, indistintamente – mentre quelli con la pelle chiara sono tutti dei santi, a prescindere dall’evidenza dei fatti, come in questo caso.

E gli organi di stUmpa? Idem. Incancreniti come sono sulle idee del baluba verde, passano sotto silenzio il fatto che continuo a ribadire: essendo gli stranieri il 6% della popolazione, ed essendo la percentuale di teste di cazzo sul totale sempre la stessa, si evince che il 94% di chi finisce in carcere è italiano!

Violeta è morta, nessuno l’ha uccisa – e così la uccidono due volte. Si può biasimare il fratello se ha giurato vendetta? Io però gli consiglierei di indirizzarla non al suo assassino, ma ai suoi mandanti morali – perché se dovrà finire in galera ci finisca per aver fatto un favore al mondo! Lo so che suona drastico, ma ormai la mia esasperazione con certa gente ha superato i limiti dell’umana decenza.

Un articolo di approfondimento di NextQuotidiano.

mercoledì 7 novembre 2018

Nel paese dove “Soli preti qui rregneno”

Tanto per citare (come sempre) il Belli; e vabbe’, il fatto è avvenuto in Veneto e non a Roma (N. B.: la fonte non è delle più affidabili, ma ho avuto anche conferme verbali da conoscenti che vivono in Veneto).

Quindi cosa faranno i bambini delle scuole quando scapperà loro da cagare? Andranno a ripulirsi con gli ornamenti del presepe?

Siamo un paese schiavo delle proprie tradizioni – ma “tradizione” è una parola che sta perdendo significato: non c’è tradizione senza innovazione, e un paese che si incancrenisce sulle “tradizioni” ormai virgolettate non ha più una tradizione propriamente detta, perché ha condannato a morte ogni innovazione. Questa si chiama stagnazione, cari miei.

lunedì 5 novembre 2018

Cucù, tutto quanto non c’è più

Le grandi promesse di questo “governo” finiscono in un nulla di fatto. Zero, nisba, nada, zilch. Rimane il condono edilizio per Ischia inziccato in un decreto per Genova (to’, l’isola s’è spostata, a quanto pare).

Niente tassa ad aliquota fissa (meno male). Niente reddito di minkiadinanza (e meno male anche lì). Niente famigerata “quota cento” (peccato; ma non era applicabile, quindi può anche andare), niente annullamento delle accise (anzi, le hanno pure aumentate!), niente abolizione dell’obbrobriosa legge fornero.

Hanno solo mantenuto quello che non avevano promesso: oltre al condono edilizio di cui sopra anche quello fiscale (“pace” di ’sta cippa), che avevano promesso non sarebbe mai avvenuto.

Io mi sento preso per il culo a prescindere, da questa gentaglia; ma se avessi votato il movimento 5 cancri al cervello o i baluba verdi mi sentirei preso per il culo due se non tre volte. Non sentite un certo bruciore anale, cari elettori di quest’accozzaglia verde acido?

venerdì 2 novembre 2018

Una cazzata sesquipedale

Chi s’è inventato quella stronzata astronomica di concedere un appezzamento di terra alle famiglie che hanno o stanno per avere il terzo figlio è da ricovero. Ma dove vive questo idiota? Anzi, quando vive? Ai tempi del feudalesimo, forse? Sì, che bello, diamo terra a tutti quelli che vorranno avere almeno tre figli! Cos’è, le famiglie numerose, sei o sette figli, avranno un latifondo?

Cioè, siamo al parossismo, ormai. Asili nido che costano un occhio, servizi sociali da terzo mondo e mezzo, disparità di stipendio tra uomini e donne (a sfavore di queste ultime, eh), tempi di lavoro (e stipendi) calcolati da un algoritmo e non più umani, possibilità di trovarlo, un lavoro, sempre più esigue, assegni familiari inadeguati, quasi impossibilità anche per un figlio di arrivare almeno al diploma a causa di rette e tasse inverosimili – e questi idioti si fanno venire in mente (mente? Parola grossa…) questa genialata senza pari. Non è mica così che incentiveranno nuove nascite; a parte il fatto, poi, che la depopolazione è un fatto ormai fisiologico e dovuto su questa Terra dove dieci o dodici miliardi di esseri umani sono già almeno sei miliardi di troppo. E poi, che terre darebbero via così come il pane? Paludi, pietraie, tutta questa roba improduttiva di cui nessuno sa cosa farsene? Perché tutte le altre terre sono già ipersfruttate da decenni!

Prendetevi voi un fazzoletto di terra, cari politicanti da strapazzo, e usatelo per scavarvi la fossa da soli e farvi seppellire come meritate!

mercoledì 31 ottobre 2018

Giornata intergalattica delle zucche vuote

Sarà più che altro la serata, come da una quindicina di anni a questa parte qui da noi. La festa del consumismo più sfrenato; la festa degli spottoni bubbligidari (storpiatura ormai dovuta) che ci martellano ormai da fine agosto, la festa della marea di pecoroni che non sono in grado di ragionare con la propria testa, proprio perché essa è costituita da una zucca vuota.

È da troppi anni ormai che la vedo, ma ancora non sono riuscito a dare un senso a questo allouìììn o aulin (come la chiamano gli anziani). Zero. Nisba. Nada. Zilch. Una carnevalata priva di ogni riferimento culturale qui, ma arrivata in pompa magna grazie a un martellamento mediatico inverosimile, e che ha attecchito come la gramigna grazie al fatto che la gente qui non è più minimamente in grado di pensare con la propria testa, dobbiamo a tutti i costi pensare con le teste (col vuoto intergalattico dentro) dei merrrregani.

Ma che stracazzo. Piantatela lì con queste buffonate senza senso e cominciate a metterci un po’ di sale, in quelle zucche vuote e marce che vi ritrovate!

lunedì 29 ottobre 2018

Accise eliminate? Muuuu, muuuu

Dopo la famosa manovra per eliminare le accise (quant’è bello lu murire acciso, hah!) a partire dalla famosa calenda greca 31 novembre, adesso ne viene fuori un’altra sul Tomo delle Facce di Merda – una trollata fatta e rifinita che invita dal 1° novembre a chiedere al proprio gestore (de che?) la tessera valida per tutto il 2019 per pagare la benzina “0,80 cent/l” e il diesel “0,69 cent/l”, quindi la bellezza di, rispettivamente, 8 millesimi e 6,9 millesimi al litro! Cioè, roba che praticamente ti danno i carburanti aggratisse!

Bastava vedere quelle cifre per capire che si tratta di una trollata; eppure quanti webeti affetti da sindrome dell’adorazione nei confronti del “capitano” (e de che?) ci sono cascati con tutte le scarpe? A parte un altro che ha raccolto la trollata trollandola ancora di più – no, non è uno scioglilingua – dicendo che il buono sarà spendibile solo in un’altra calenda greca, il 31 febbraio.

Eh, sì, bisogna avere il cervel cranio vuoto di un webete per prendere per buono tutto quello che passa sulla cloaca del web, il TFM.

venerdì 26 ottobre 2018

La pistola ai pistola

La legge sulla legittima difesa alla merrrrregana è passata in senato (minuscola d’obbligo). E il pistola numero uno, il maschio alfa dei baluba verdi, ora può permettersi di gongolare. Alé oò, tutti pistoleri!

Adesso finalmente cominceremo a vedere anche da noi le stragi nelle scuole, come succede negli stati incollati con lo sputo di merrrrega.

Adesso, yuppiduuu, cominceremo a vedere tizi armati che si piazzano sui tetti degli edifici e mitragliano tutti quelli che passano di sotto.

Adesso, fantastico davvero, cominceremo a vedere il fetentone armato che tiene in ostaggio un treno.

In più, finalmente possiamo vedere tutti gli esaltati che abbiamo qui farsi giustizia da soli, mitragliando il vicino di casa antipatico, i parenti odiosi, i familiari traditori.

Chissà: magari vedremo qualcuno che tira fuori un’arma da fuoco di fronte al baluba verde e gli spara dritto sul muso. Adesso avrebbe tutti i diritti di farlo!

martedì 23 ottobre 2018

L’insetto sbroccomane è ancora vivo

… e come al solito non poteva evitare di perdere l’ennesima occasione per starsene zitto.

Accusa il bresidende della rebubbliga (che ancora non s’è meritato maiuscole e correzioni – ma per ben altri motivi) di avere troppi poteri, quando è ben noto che in realtà ne ha troppo pochi; comunque, anche quei pochi è bene che ci siano, per evitare derive autoritarie. Ma questo all’insetto non entra in quella zucca marcia che si ritrova.

In più se la prende pure con gli autistici (link sul blog di Cristiana, blogger che seguo spesso, che l’ha descritta con maggiori dettagli), deridendoli, facendoli passare per macchiette da cartone animato.

Comico fallito (guardate da quante televisioni s’è fatto cacciare a calci in culo…), politico ancora più fallito (alla fine anche il suo partituncolo di quaqquaraquà gli ha dato il ben servito), ma non demorde: continua a sparare minchiate a macchinetta. Il bello è che c’è ancora gente che si beve le sue stronzate come acqua di sorgente! Nessuno che vada ad assistere ai suoi “spettacoli” che si porti dietro un po’ di uova marce e pomodori guasti da tirargli dritto sulla barba?

venerdì 19 ottobre 2018

Che gelida manina

La citazione de La Bohème di Puccini è opportuna. Beccatevi quest’altra citazione dal signor Manina, il Ministro della Scajolite e degno compagno di merende del Ministro della Segregazione Razziale:

+++ È accaduto un fatto gravissimo! Il testo sulla pace fiscale che è arrivato al Quirinale è stato manipolato. Nel testo trasmesso alla presidenza della Repubblica, ma non accordato dal Consiglio dei Ministri, c’è sia lo scudo fiscale sia la non punibilità per chi evade. Noi del MoVimento 5 Stelle in Parlamento non lo votiamo questo testo se arriva così. Questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi. Non so se una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perchè non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato! +++”

Manina che ha infilato il condono (si chiama così, caro signor Manina) a sua insaputa nel decreto, manipolazioni, gombloddo, uno, undici, centoundicimiliardicentoundicimilionicentoundicimilacentoundici! Denunce in procura, ma quando mai – se non fosse una buffonata la denuncia sarebbe partita senza clamori sul Tomo delle Facce di Merda.

Ma chi vuoi far fessi, Manina? Beccati un bel +++vaffanculo+++, con quei bei più che ti piacciono tanto, tu e il tuo “governo” – perché tanto con questa emerita puttanata vi siete scavati definitivamente la fossa.

giovedì 18 ottobre 2018

Siamo davvero così stronzi?

Il sindaco di Riace viene letteralmente esiliato dal suo comune per aver rifiutato di adeguarsi a una legge infame che il Ministro della Segregazione Razziale, anziché far abolire, vuol fare rispettare costi quello che costi. D’accordo, questo sindaco ha infranto una legge, ed era consapevole di farlo; ma qui si esagera.

Il comune di Lodi ha deciso di applicare un’altra boiata ministeriale escludendo certi bambini (“certi” va letto come “figli di migranti”) dall’accesso alla mensa scolastica, allo scuolabus e ad altri servizi, perché i genitori fanno una fatica boia a ottenere tutta la documentazione che è stata loro richiesta quando ai cittadini italiani basta presentare un cazzo di ISEE di merda.

Poi, altre puttanate del ministronzo più fetente che ci sia: chiusura dei negozi etnici alle nove di sera, perché si sa, i negozi etnici sono la fonte di tutto il casino esistente. E lo squadrismo rampante, appoggiato dal ministronzo medesimo. E altre emerite minchiate di questo genere.

Ma siamo davvero così stronzi, noi italiani?

Le manifestazioni di solidarietà al sindaco di Riace e la raccolta fondi a Lodi per ammettere anche gli “inammissibili” ai servizi scolastici, e tante altre manifestazioni di solidarietà in giro per l’Italia, dimostrano che in fin dei conti la maggior parte della gente non è così biecamente cinica e razzista; ma allora perché lasciamo ancora che quel misero 16% detti tutte le regole a dispetto del rimanente 84%? È paura, ignavia o un misto delle due? Se davvero vogliamo tornare ad essere un paese civile, dobbiamo raccogliere il coraggio a piene mani e affrontare a testa alta i neofascisti in salsa verde, prendendoli a pesci in faccia finché non vengono bluastri.

lunedì 15 ottobre 2018

Contro le idee balzane del baluba verde

… ci vuole la solidarietà popolare. A Lodi hanno raccolto decine di migliaia di euro (60.000 al momento in cui è stato scritto l’articolo linkato; ma alcuni bonifici non erano ancora stati registrati) per garantire l’accesso alla mensa scolastica, allo scuolabus e ad altri servizi a tutti i bambini esclusi a causa di un regolamento discriminatorio adottato dal comune a seguito delle puttanate che s’inventa il Ministro della Segregazione Razziale e del Fascismo in Salsa Verde. Soldi sufficienti a garantire a quei bambini di poter usufruire di quei servizi almeno fino a dicembre – e poi sperabilmente il tribunale a cui è stato presentato ricorso annullerà quel provvedimento contrario alla nostra stessa Costituzione.

Caro baluba: quando vai a vantarti dicendo “Gli italiani sono con noi”, a quali italiani ti riferisci? Non certo a quei cittadini lodigiani che hanno effettuato bonifici o pagamenti su PayPal al fine di permettere che tutti i bambini possano mangiare e andare a scuola in scuolabus. Quei lodigiani sono pure italiani – e, già, fanno parte di quell’84% a cui tu, baluba verde, stai sulle palle, quindi magari non li consideri nemmeno italiani. Comunque la situazione è questa: non si può instaurare un regime fascista col 16%; la gente te lo sbatterà sempre sul muso, capito, baluba verde?

venerdì 12 ottobre 2018

Il Tomo delle Facce di Merda e il kalendario

Con la K, sì.

Qualche trollone ha pubblicato l’ennesima puttanata astronomica sul TFM, secondo cui a breve ci sarà il taglio delle accise sul carburante con prezzo al litro di 0,72 euro. Da quando partirà questa fantastica manovra? Dal 31 novembre.

Da quando?

Dal 31 novembre, ho detto.

Ma sei sicuro del giorno?

Sììì: è il 31 novembre. È un martercolovedì, se vi interessa.

Ah, mo’ si capisce.

“Trenta giorni ha novembre, con april, giugno e settembre”: qualcuno di quella marea di webeti che popolano il TFM e hanno creduto alla bufala astronomica che ho riportato se la ricorda ancora, la filastrocca che si imparava alle elementari? Ah, già, i webeti mica l’hanno fatta, la squola lemmentare…

giovedì 11 ottobre 2018

Una polemica che fa acqua da tutte le parti

Giustappunto si parla di acqua. L’acqua che sta tenendo banco negli ultimi giorni, quella che ha scatenato tutti i webeti che ci sono in giro, facendo salire l’Indinniazione a mille, perché tutti gli Indinniati speciali si sono messi a strepitare “Scandalo! L’acqua a 8 euro alla bottiglietta!”, uno, undici e centoundici! Anche dei parlamentari – è evidente che non hanno un cazzo di meglio di cui discutere. Perfino il codasbrodacons, l’associazione dei consumatori più inutile e dannosa che esista. Webetume arrembante a tutti i livelli.

Già: intanto quell’acqua (a cui io non voglio far pubblicità gratuita) non costa 8 euro alla bottiglietta, ma più o meno 3 – che già vuol dire pagarla a peso d’oro o poco meno, ma comunque quella marca di acqua, anche senza la firma di una persona famosa, costa carissima; in ogni caso è il venditore a stabilire il prezzo della propria merce, o mi sbaglio?

Seconda cosa, cari webeti: qualcuno vi obbliga a comprare una bottiglietta d’acqua a 8 o anche a 3 euro? C’è qualcuno con una pistola puntata alla vostra tempia che vi imponga “Adesso compra quest’acqua o muori”? La vostra polemica è inutile, vana e totalmente campata in aria! Quella marca di acqua costa troppo? Io non la compro! Compro le bottigliette d’acqua che costano un euro e cinquanta alla confezione da sei, piuttosto! Ma non vado a sbrodolare su tutte le socialmerde gridando allo skandalo! Cos’è, comprate Indinniazione un tot al chilo, forse?

Ancora una volta il mio appello che cadrà nel vuoto: chiudete tutte le socialmerde! Lasciate che i webeti vadano a fare gli Indinniati al bar e si piglino un cazzotto sul muso come risposta!

Maggiori approfondimenti in questo articolo su BUTAC.

mercoledì 10 ottobre 2018

Voglio davvero sperare che questa muggisca

Per adesso c’è una sola fonte, e non di quelle che io ritengo affidabili – mah. Spero davvero che abbiano preso una vacca per le palle.

Cioè: sembra che il direttore dell’INPS si sia inventato di dare incentivi economici ai medici in base a quante prestazioni per malattia riescano a negare e a quante pensioni di invalidità riescano a revocare.

Se è vero, vuol proprio dire che siamo nella situazione diritti=costi. Cioè, le persone valgono meno di una cacchina di mosca per questa gentaglia; basta poter risparmiare, risparmiare, risparmiare.

Poi non si lamentino se la gente ormai quando sente il nome di qualsivoglia istituzione sta già prendendo in mano il forcone!

Ribadisco: spero proprio che muggisca; di solito le notizie a fonte unica non trovano poi riscontro nella realtà. Ma questa notiziola potrebbe pure averla resa una profezia autoavverante!

martedì 9 ottobre 2018

Reddito di pippadinanza

Non sanno a chi darlo né come. Non sanno come gestirlo. Non sanno come andrà utilizzato. Con questa menata il “governo” si sta scavando la fossa quasi peggio che con la faccenda dei bruttinegrisporchibastardi che tiene banco sull’altro versante. Insomma: prima è per tutti, poi no, solo cittadini italiani, poi solo quelli che non hanno la casa di proprietà (e chi deve pagarsi un mutuo s’attacca al tram e tira), poi si rigira la frittata dicendo che è per i cittadini italiani da almeno dieci anni, ma sia chiaro, non agli zingari(1), ma siccome tanti zingari sono cittadini italiani da ben più di dieci anni rigiriamo ancora la frittata e diamolo anche agli zingari purché siano cittadini per bene (e come fare a distinguerli?). Poi, vincoli di spesa: bisogna spenderlo tutto – e ’sti cazzi – e solo per spese che non siano “immorali”. Ma che stracazzo vuol dire “immorale”? Spesa solo nei negozi italiani – vabbe’, uno può anche rinunciare a ordinare online su Amazon, ma anche lì: Amazon ha sedi anche in Italia, quindi sarebbe pure un negozio italiano! Uno di quei genialoidi ha affermato che “se per tre mesi con il reddito di minkiadinanza vai all’Unieuro un controllino la guardia di finanza lo fa” – follia pura! Le fiamme gialle non riescono a contrastare l’evasione fiscale, figurarsi se riusciranno a controllare quelle cinque o sei milionate di poveracci che “potrebbero” avere diritto al reddito di porcaputtananza.

In parole povere, ne stanno facendo un casino ingestibile. Meglio che lascino perdere e sfruttino quegli otto-no-famo-dieci miliardi per spese più adeguate, tipo le infrastrutture che stanno cadendo (letteralmente) a pezzi, la sanità, l’istruzione o anche il superamento dell’obbrobriosa legge fornero (minuscola d’obbligo) a riguardo della quale sembra non abbiano nessuna intenzione di agire al momento.


(1) Ho scoperto che “rom” è una definizione impropria: la parola nella loro lingua vuol dire “uomo sposato” – e gli scapoli? E le donne? E i bambini? Li chiamerò zingari sperando di non offendere nessuno.

lunedì 8 ottobre 2018

Chiudiamo tutto!

Si comincia coi porti, poi si passa agli aeroporti. Le frontiere via terra saranno il passo successivo. E dopo quelle? Cos’altro resterà da sprangare? Le menti sono già chiuse, quindi cosa rimane?

Non si lamenti, poi, il baluba quando gli altri stati intorno a noi chiuderanno le loro frontiere per impedire il transito degli italiani. Non perché siamo tutti mafiosi e corrotti, ma solo perché siamo italiani. Non si lamenti, il baluba, quando nemmeno passaporti e lasciapassare diplomatici gli basteranno per andare all’estero – perché è lui quello che sta isolando l’Italia dal mondo.

martedì 2 ottobre 2018

Uì ar de cialtrons

Cialtronate in ordine sparso di questo “governo” che riesce a farsi mediamente una figura di merda al minuto.

a) Il reddito di ’sta cippadinanza (che andrà finanziato come ho spiegato nel post precedente), ma la figura di caccamerdastercoescremento sta nel fatto che vadano in giro a vantarsi di aver “sconfitto la povertà”, come se bastassero quei meno di 800 euro a renderci tutti ricchi e felici. E vai di propaganda! Anche quella finiremo per pagare.

b) Il “governo” che si affaccia su un balcone per farsi “acclamare” da una claque ben pagata (ma costituita da quattro gatti spelacchiati), come già fece l’unico vero dittatore sanguinario che l’Italia abbia avuto in tempi recenti – eh, già, come dico spesso: la storia insegna, ma la gente non studia un cazzo!

c) Un ministronzo ha pensato bene di fare la sparata propagandistica sul ponte di Genova, dicendo che sarà un punto d’incontro della vita cittadina, con negozi, ristoranti, aree gioco, bla bla bla, e poi dà degli ignoranti ai suoi detrattori citando a supporto della sua minchiata un ponte a Istanbul. Peccato che questo ponte turco sia pedonale, non un ponte autostradale percorso ogni giorno da migliaia di veicoli di cui una significativa percentuale costituita da tir da 40 tonnellate.

d) Dulcis in fundo, il presiInesistente del coniglio, la volta che si decide a esistere, va a confondere “sovranismo” con “sovranità popolare”, affermando che il sovranismo è previsto dalla Costituzione. Peccato che non abbia fatto ’sta sparata in una cena tra amici, ma nel suo discorso alle Nazioni Unite!

Tutto ciò viene bellamente ignorato, perfino dagli organi di informazzzzione con quattro Z (che novità…), ma, quello che è grave, dalla gente che ha perso ogni forma di memoria storica e di capacità di pensare con la propria testa. Poi, sono sempre troppo facile profeta quando affermo che da un’elezione all’altra la situazione peggiora sempre; non c’è limite al peggio, e anche se si riuscisse a buttar giù ’sta cricca di “politici” da socialmerde fatevene una ragione: i prossimi saranno ancora peggio.

venerdì 28 settembre 2018

Geni del male

Gggggggeniale, devo dire: aumentare il debito pubblico per finanziare il mancato introito dovuto alla tassa ad aliquota unica e la puttanata astronomica del reddito di cittadi cialtroneria, oltre al condono tombale chiamato “pace fiscale”.

E poi sperano che la commissione europea gli passi questa ggggggenialata? Pensano che quegli altri genialoidi seduti sulle loro belle poltrone a Bruxelles siano davvero così coglioni? Cioè, lo sono, ma non fino a questo punto!

Qualcuno voleva la ricetta per ridurre l’Italia peggio della Grecia? Ecco fatto. Quando subiremo le conseguenze di questa vaccata non avremo nemmeno più le lacrime per piangere.

giovedì 27 settembre 2018

Siete contenti ora?

Messaggio rivolto soprattutto al partito degli honesti (con la H) e a chi li ha votati (to’, ma guarda un po’: nessuno, ma proprio nessuno, ammette di averli votati – mah: sono andati su per magia, evidentemente).

Dopo il “giammai col partito dei baluba verdi” vi ci siete proprio alleati. Adesso vi ritrovate col Ministro del Neofascismo Estremo Spinto che ne combina peggio di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno tutti insieme: siete contenti?

Vi ritrovate con un bel “decreto sicurezza” che otterrà proprio lo scopo che si prefigge il citato ministronzo: incrementare la quantità di clandestini costretti a darsi al crimine, al fine di creare ad hoc una giustificazione per l’istituzione di leggi razziali e quant’altro. Siete contenti?

Vi ritrovate con un ministronzo che continua a incitare all’odio razziale sulle socialmerde (che, lo ribadisco, visto che farle sparire sarà molto difficile, dovrebbero essere vietate per legge a chiunque ricopra la benché minima carica istituzionale) col risultato che adesso chiunque abbia la pelle appena più scura del color mozzarella viene preso a sberle o a fucilate da bande di esaltati. Siete contenti?

Vi ritrovate con un ministronzo che si permette di impedire lo sbarco da una nave ITALIANA su territorio ITALIANO perché ha raccolto dei naufraghi (naufraghi, porca minchia!) ai sensi di una legge internazionale che, appunto, prevede il soccorso di naufraghi in mare; naufraghi che proprio per questo erano già in territorio ITALIANO. Siete contenti?

Vi ritrovate con la possibilità di chiunque di detenere armi in casa per poter sparare al brutto negro bastardo che verrà a rubare in casa vostra e violenterà tutte le vostre donne, mentre intanto attaccherà a voi l’ebola o la tubercolosi, bla bla bla – e intanto così i vostri figli andranno a fare stragi a scuola in perfetto stile merrrregano. Siete contenti?

Vi ritrovate con un partito che deve allo stato, vabbe’, una briciola rispetto al bilancio statale, ma comunque sono quarantanove milionate che devono cacciare sull’unghia – e hanno ottenuto un piano dilatorio che un poveraccio qualunque non otterrà mai, 76 anni di comode rate a tasso zero. Siete contenti?

Vi ritrovate con infrastrutture che crollano a pezzi per incuria (facendo vittime, ovviamente) ma a riguardo delle quali il “governo” non fa una beata fava di niente perché tanto la priorità è impedire a tutti i costi a quei bastardi negri brutti sporchi e cattivi di mettere piede sul Sacro Suolo italiano e rubarci il lavoro, violentarci le donne, portarci tutte le malattie che esistono e anche quelle che non esistono, venire qui per vivere in vacanza e avere il wi-fi gratis (sì, questa contraddizione continua a esistere), bla bla bla. Siete contenti?

Voi che predicavate l’honestà (con la H) su tutti i toni, voi che volevate scardinare il sistema, voi che vi ritenevate il nuovo che avanza (sì, siete talmente degli avanzi che ormai si sente la puzza di putrefazione lontano dieci galassie…): adesso avete davvero di che essere soddisfatti!

martedì 25 settembre 2018

L’eDITOria moderna

(Il DITO è il MEDIO, ovviamente)

Tanto per prendermi una pausa con le mazzate sempre al solito individuo (e per caricare bene la mazza per il colpo successivo…).

Antefatto: mi sono prestato come cavia per leggere un libro scritto da un amico – se fosse un software si direbbe che gli ho fatto il beta test. Libro che ha passato con ampio margine il mio solito vaglio per scremare i libri di merda: se arrivo a pagina 10 (di testo, non editoriale, e se è un testo in formato digitale calcolo l’equivalente) senza sbadigliare e senza provare la tentazione di buttarlo fuori dalla finestra allora potrebbe non essere un libro di merda e lo sottopongo ai vagli successivi (pagina 100 se ci arriva, poi tutto il libro, poi rilettura per vedere se è un libro che rileggerei e per fargli le pulci), vagli che il libro del mio amico ha passato, con solo qualche correzione di svarioni vari (e ho pelato le orecchie al mio amico perché scrive “mezzora” senza l’apostrofo: quando andavo a scuola quello era un erroraccio da beccarsi 4 in un tema) e di formattazione un po’ a cazzo di cane.

Ciò detto, ci siamo trovati a discutere con lui e altri riguardo alla modalità di pubblicazione. Salta su il Re dei Furbi che con estrema sicumera dice: “Guarda, conosco un editore che ti pubblica subito; mio cuGGino ha pubblicato con successo un libro con lui.” E cita un edito uno stampatore a pagamento che chiamerò Ciccio Panzetta Editore (spero che non esista nessun Ciccio Panzetta Editore!). Il mio amico, che non è pirla e che ha sentito parlare di CPE, scuote il capo e dice: “Da quello lì giammai: quello lì mi stampa 300 copie e mi obbliga a comprarmele tutte io.” E il Re dei Furbi con aria di sufficienza: “Eh, ma è così che funziona con gli autori emergenti: bisogna fare questo piccolo sacrificio iniziale e poi vedi che la fatica si ripaga; i libri poi li rivendi.” Io intervengo: “Ma aspetta, tuo cuGGino è per caso il Gennarino Coccolino Scrittore(1) che è riuscito a farsi cancellare dalle liste dei contatti di tutti quelli che lo conoscono per aver spammato il suo aborto letterario da tutte le parti possibili?” E poi mi rivolgo al mio amico: “Quel tipo è la dimostrazione che il sistema non funziona: non c’è uno che gli abbia comprato mezza copia del suo scartafaccio, anzi, ha perso pure tutti gli amici.” Il Re dei Furbi viene rosso come un peperone e rimane zitto. Con gli altri ci si è divisi tra “editoria tradizionale” e “autopubblicazione”. Salta su il Principe dei Geni a ululare: “L’autopubblicazione è il flagello dell’editoria! Miliardate di libri di merda sono uscite da quando esiste l’autopubblicazione!” Ancora una volta intervengo io: “A parte il fatto che i libri di merda sono sempre esistiti da quando esiste la scrittura: tu pensi davvero che l’editoria tradizionale ci salvi dai libri di merda?” Questo mi risponde: “È ovvio, perché c’è una redazione che verifica tutto.” Io l’ho guardato fisso e ho replicato: “Ma davvero. Quindi l’editoria tradizionale ci salva dall’ennesimo aborto letterario di fabiovolo? Ci salva dall’ennesimo supporto per tavoli zoppi vomitato da brunovespa? Ci salva dall’ennesimo polpettone sull’ennesima coppia in crisi tipo fizzzzzion della rai? Ci salva dall’ennesimo giallozzo all’italiana di trecento pagine di cui UNA di poliziesco vero e proprio e le altre 299 di disquisizioni sui problemi personali dell’ennesimo kommissario con la K? Ci salva dall’ennesima biografia dell’ennesimo kalciatore di serie A più ignorante dei suoi scarpini da gioco? Ci salva dall’ennesimo pseudoricettario del fantasupermegachef televisivo di turno che ci propina ricette incucinabili e, se per caso si riesce a cucinarle, immangiabili? Ci salva dall’ennesimo premiostrega iperesaltato nemmeno buono come carta da macero? Ci salva dall’ennesima fatica dell’autorucolo che scrive solo con scarpe inglesi ai piedi, che evidentemente usa per scrivere? Ci salva da quel ciarpame che costituisce ormai il 90% di quello che trovi sugli scaffali delle librerie? Quella è tutta roba di editoria tradizionale, mica di Gennarini Coccolini Scrittori o autori autopubblicati, che nelle librerie proprio non trovi.” Il Principe dei Geni a sua volta è rimasto muto. Zittiti i due genialoidi della compagnia, la discussione si articola un po’. Alla fine, però, abbiamo convenuto tra tutti col mio amico su un aspetto dell’editoria tradizionale che è giusto giusto un corollario di tutto quel che avevo detto per tacitare il PdG: a) lui non ha scritto un libro di merda, e b) è un esordiente; considerando che per pubblicare con qualsivoglia editore bisogna già essere scrittori (o sedicenti tali) affermati e che al 90% bisogna aver scritto ciarpame, la strada che è rimasta al mio amico è quella dell’autopubblicazione. Al PdF che ha insistito sulla questione della redazione ho risposto: “Ci ho pensato io, e pure gratis. Chiedigli quante volte gli ho corretto mezzora senza apostrofo.” Zittito una seconda volta.

Ecco il perché dell’eDITOria e perché a chiunque abbia scritto qualcosa di seguire la strada dell’autopubblicazione. E se questo qualcuno avrà poi scritto un libro di merda, be’, almeno non ci avrà rimesso niente per pubblicarlo.


(1) Definizione che ho pescato sul blog giramenti – anche se questa blogger mi sembra si sia un po’ persa ultimamente

lunedì 24 settembre 2018

Mettetevi il cuore in pace fiscale

Checché ne dica il Ministro del 42(1) promettere a chiunque abbia pendenze col fisco di sanarle pagando una miseria è un condono fatto e rifinito. “Pace fiscale”? Bel termine intorta-gonzi! Questo “governo” sta facendo esattamente quello che hanno fatto tutti i precedenti: come da buona tradizione un condono tombale. Il che unito alla loro tassa ad aliquota unica (no, mi rifiuto di dirlo in ost babi quella lingua là) su cui VOGLIONO andare avanti a tutti i costi è l’ennesimo regalo ai ricchi con inculata per tutti gli altri. Del resto è chiaro che il maschio alfa dei baluba verdi voglia a tutti i costi agevolare il suo patrocinatore: ci è obbligato, perché se il caimano chiude i cordoni della borsa il partito dei baluba va in bancarotta da un giorno all’altro.

E l’altro, quello del partito degli honesti (con la H) supporta ’sta minchiata dopo tutte le sbrodole sull’honestà (sempre con la H) vomitate in campagna elettorale? Se qualcuno dei loro elettori ha un grado d’intelligenza appena superiore a un’ameba (possibile anche se ben poco probabile) sentirà puzza di presa per il culo perfino da un’altra galassia!

E questo sarà l’ennesimo incoraggiamento agli evasori fiscali – specialmente quelli grossi, che evadono miliardate a pacchi da cento – a continuare così, tanto qualunque pendenza abbiano col fisco se la caveranno versando un miliardesimo (o meno) di quello che devono.


(1) Ovvero: il Ministro della Vita, l’Universo e Tutto Quanto

venerdì 21 settembre 2018

Sta tornando il caimano

To’, ma guarda caso. Ti pareva che si riuscisse a tenerlo fuori, eh? E invece la sua creatura, il maschio alfa dei baluba verdi, ha pensato bene di riunirsi (se mai s’erano separati) a quello che in definitiva li tiene tutti per le palle.

Ma che merda.

Torneremo nelle sgrinfie del distruttore numero uno dell’Italia, quello che in definitiva ha svolto tutto da solo il lavoro di mandarla a puttane.

E la Nera Signora ancora non arriva a portarselo via? Speriamo, a questo punto, che si decida in fretta!

mercoledì 19 settembre 2018

76 anni di comode rate a tasso zero

Chi non vorrebbe un mutuo così?

Ma se lo chiedo io, anche per un periodo inferiore, col cazzo che la banca me lo concede.

Invece, il partito dei baluba lo ha ottenuto senza sforzo, ma guarda un po’. Possono restituire quei 49 milioni in comode rate da 50.000 euro al mese, senza interessi.

Roba da matti. L’intero popolo italiano viene ancora una volta gabbato da questa gentaglia: anche quelli che li hanno votati.

Ricordo ai baluba e ai loro simpatizzanti che quello è il partito che fino a poco tempo fa strillava “Roma ladrona” su tutti i toni!

martedì 18 settembre 2018

Ebola? Muuuu, muuuu

E aspettiamo con ansia quando (non se: proprio quando) il Ministro della Segregazione Razziale ci si attaccherà come una sanguisuga, come ha fatto con la storiella della tubercolosi.

Ovviamente l’allarme strillato su tutti i toni “Ebola a Pisa” è circolato sulle socialmerde, con tanto di contorno razzista – ah, ’sti brutti negri bastardi che ci portano malattie, ma ammazzateli tutti, bla bla bla.

Altrettanto ovviamente, è una “notizia” che muggisce, ma di brutto. Proprio l’assessore al Sociale di Pisa ha chiarito che nessuno dei profughi arrivati a marzo e ospiti dell’ospedale per le dovute cure è affetto da ebola.

Tra l’altro, si sono fatti una “crociera” di due mesi, guarda un po’: l’ebola ti secca in 48 ore, non di più. Chi avesse avuto l’ebola alla partenza dall’Africa non sarebbe arrivato vivo in Italia. Piccolo dettaglio, eh: non è una roba a lunghissimo decorso come la sindrome del webete (che purtroppo è cronica).

Vediamo di piantarla, gente. Cominciate un po’ a ragionare con la vostra testa e non con quella del Ministro del Di Tutto E Di Più (al quale qualche giudice dovrebbe vietare ogni singola connessione al web – ma non lo faranno mai, e questo comunque è un altro paio di ma mutande).

venerdì 14 settembre 2018

Tubercolosi?

Già, ma non ai polmoni: al cervello (sì, lo so: “cervello” è una parola grossa riferita ai baluba verdi).

Il maschio alfa dei baluba verdi torna all’attacco lanciando – totalmente a sproposito, manco da dirlo – un allarme infondato su un’epidemia di tubercolosi diffusa dai migranti, che ormai lo ossessionano al punto di fargli vedere fantasmi come questo.

Le prefetture e vari medici invece smentiscono che ci sia un qualsivoglia allarme tubercolosi, lanciando un velato invito al pirlone ad andarci piano con questi allarmismi. Invito che non coglierà, chiaramente – penso che dovrà intervenire qualche magistrato a vietare l’uso delle socialmerde a chi ricopre una carica istituzionale.

Il grosso problema è che nel resto della popolazione (ricordo che i baluba sono un 16% del totale, non tutti gli italiani – e tra l’altro pure in quel 16% c’è gente che comincia a porsi seri dubbi) questi allarmismi a stecca suscireranno il famigerato effetto “al lupo al lupo”. La volta che poi il baluba numero uno lancerà un vero allarme su qualcosa, nessuno se lo cagherà più di striscio, salvo gli altri baluba che contano come il due di bastoni quando briscola è denari.

giovedì 13 settembre 2018

Uffa la truffa

Ho ricevuto un bel messaggio spammoso e truffoso (come al solito se non esistevano prima questi termini adesso li ho inventati io e quindi esistono), sul quale ho voluto farmi quattro risate prima di metterlo nell’archivio delle cose perdute – insomma, nel cestino. Lo riporto in corsivo, coi miei commenti in carattere normale.

Abbiamo installato un trojan di accesso remoto sul tuo dispositivo. Sì, ciao, eh. Col cazzo che passi le mie precauzioni. Per il momento il tuo account email è hackerato (vedi , ora ho accesso ai tuoi account). “Per il momento”? E poi, la prima cosa a cui dovresti aver accesso è un manuale sull’uso della punteggiatura. (Sì, lo sto riportando testuale, svarioni inclusi.) Ho scaricato tutte le informazioni riservate dal tuo sistema e ho anche altre prove. Caschi male, ciccio. Visto che non mi puoi “hackerare” nemmeno l’email, col cazzo che rilevi dati dal mio sistema. La cosa più interessante che ho scoperto sono i video dove tu masturbi. Dove tu masturbi CHI? Avevo incorporato un virus sul sito porno dopo di che tu l’hai installato sul tuo sistema operativo. A parte l’uso “creativo” dei tempi verbali, ricaschi male, ciccio. L’ultima volta che ho guardato un video porno era ancora su VHS. Quando hai cliccato su Play di un video porno, in quel momento il tuo dispositivo ha scaricato il mio trojan. Orco boia, devo verificare se c’è un trojan sulle testine del mio antico videoregistratore, che non funziona più da tempo immemorabile. Dopo l’installazione la tua camera frontale ti filma ogni volta che tu masturbi (chi?), in più il software è sincronizzato con video che tu scegli. Hahaha. Non ho la webcam, non masturbo altri di fronte al mio PC, e oltre tutto rilevare proprio QUEL tipo di movimenti con una webcam è roba che nemmeno CSI. E poi, che minchia fritta vuol dire “il software è sincronizzato con video che tu scegli”? Per il momento il software ha raccolto tutte le informazioni sui tuoi contatti dalle reti sociali e tutti gli indirizzi email. E stracaschi male, ciccio, perché non ho mezzo account sulle socialmerde. Se tu vuoi che io cancelli tutti i dati raccolti, devi trasferirmi $300 in BTC (criptovaluta). Segue un indirizzo di un portafoglio bitcoin. ’Sto par di balle che becchi anche solo un centesimo bucato da me. Una volta letta questa comunicazione hai 2 giorni a disposizione. Altrimenti? Che cazzo fai? L’ho letta una settimana fa e son qui che ti aspetto; dai, vieni! Appena hai provveduto alla transazione tutti i tuoi dati saranno cancellati. Ma se manco li hai, i miei dati. Altrimenti manderò i video con le tue birichinate a tutti i tuoi colleghi e amici!!! Tre punti esclamativi d’obbligo. E da ora in poi stai più attento! Per favore, visita solo siti sicuri! Ciao! E tanti saluti alla zia Genoveffa.

Per la cronaca, una verifica su blockchain.info su quel portafoglio bitcoin (che qui non trascrivo) riporta al momento attuale ancora solo due transazioni, che – mi suggerisce la vocina maligna – il truffatore s’è fatto da solo per darsi credibilità.

In ogni caso, quello che non dovete fare quando ricevete ’ste minchiate è rispondere e soprattutto pagare. Ripeto: non dovete farlo. Mai. Nemmeno rispondergli con un vaffanculo. Pagare meno che mai, perché, anche se poi fate denuncia, quei soldi non li rivedrete mai. Dovete semplicemente prendere messaggi di questo genere e cestinarli senza pietà.

mercoledì 12 settembre 2018

Bolle che scoppiano

Ormai è così che funziona: i vari governi dei “salvatori della patria” non sono altro che bolle di sapone che un momento ci sono e quello dopo puff, svanite.

L’Avvoltoio andò su dopo il caimano e venne considerato il salvatore della patria; tempo pochi mesi neanche più i suoi familiari potevano vederlo. Il Bomba andò su dopo l’Avvoltoio (e un brevissimo periodo con Nipote di Gianni Letta che venne silurato con un bellissimo “stai sereno”, scritto alla maniera del Cinguettatore Folle tutto attaccato e con quell’odioso cancelletto) anche lui come salvatore della patria, e anche la sua bolla è scoppiata dopo pochissimo tempo.

Adesso abbiamo l’ennesimo salvatore della patria, il maschio alfa dei baluba verdi che si è autonominato Ministro di Ogni Piano dell’Esistenza, con la mente totalmente incancrenita su quei negri bastardi brutti sporchi e cattivi che ci rubano il lavoro (tsè, a finire vittime del caporalato), ci violentano le donne (tsè: il grosso delle violenze le donne italiane le subiscono dai loro mariti, fidanzati, compagni, conviventi pure italiani), ci portano malattie (tsè: non mi risultano scoppi di epidemie e altri catastrofismi del genere) e ci rubano i soldi per fare la bella vita (doppio tsè, per la contraddizione con la questione del lavoro e per il fatto che non beccano un euro bucato per “venire qui in vacanza”). Il Ministro di Qualunque Cosa Vi Passi Per La Mente che un giorno si selfizza a fare una grigliata a torso nudo come un allegro compagnone e un altro giorno si fa fotografare insieme all’ultranazionalista capo di governo ungherese, che deve far parlare di sé i media ogni singolo momento, che promette e poi fa marcia indietro (tipo sulla tassa ad aliquota unica, e lì dico: meno male).

Però i suoi stessi alleati cominciano ad averne i coglioni pieni di lui. E la gente sta cominciando a capire che il baluba non è altro che un cacciaballe a macchinetta, un produttore di aria fritta e ben poco di più, e oltre tutto che ha preso gli stessi vizi del suo finanziatore numero uno (quando afferma che i giudici “non eletti dal popolo” non hanno il diritto di toccarlo, ma guarda un po’). Via le accise dai carburanti e ci ritroviamo a pagarli ogni giorno sempre di più? Altre grandiose, altisonanti promesse non mantenute (e non mantenibili, come la tassa di cui sopra che aveva promesso al suo finanziatore numero uno per agevolarlo)? La promessa di liberalizzare le armi come negli stati sputazzati di merrrrega, così anche da noi potremo introdurre la moda delle stragi nelle scuole?

Già. Non è più questione di chiedersi se scoppierà anche questa bolla di sapone, ma quanto durerà ancora prima di scoppiare.

lunedì 10 settembre 2018

“Tutti” chi?

“Tutti gli italiani sono con noi.”, disse il maschio alfa dei baluba verdi.

Ma “tutti” chi?

Uè, pirla, guarda che ti hanno votato sì e no il 16% degli italiani. Io non ho mai votato né mai voterò il “partito” dei baluba verdi.

Prima di banfare su un “tutti” a cui manca ben l’84% per essere vero, pensaci bene, testa di cazzo di un baluba. Il mio punto di vista è del tutto in un’altra galassia (molto lontana) rispetto al tuo.

mercoledì 5 settembre 2018

Bufalaro istituzionale

Non si arriverà mai a chiudere le socialmerde come continuo ad auspicare – ma almeno che venga fuori una legge che ne vieti totalmente l’uso a chiunque ricopra una carica istituzionale, dal più infimo consigliere di minoranza del più minuscolo comune fino al bresidende della rebubbliga (che, al di là di tutto ciò che gli è valso storpiature e minuscole, almeno da quel punto di vista è corretto: non le usa).

Comunque, il fatto accertato: uno spacciatore, a cui accade anche di essere contemporaneamente migrante e disoccupato (ma si tratta di semplici coincidenze), è stato arrestato, poi il giudice – applicando semplicemente la legge – lo ha rimesso in libertà, ma soltanto perché la legge non prevede carcerazione preventiva per pene inferiori a 4 anni. Giusta? Sbagliata? È una legge, e il giudice, qualunque cosa ne pensi a proposito, la deve applicare e basta; poi potrà magari proporre a eventuali sue conoscenze politiche di avviare l’iter parlamentare per modificarla, e spetterà a loro decidere cosa farsene – ma finché è in vigore va applicata, punto. Questo è il fatto nudo e crudo. Lo spacciatore, rimesso in libertà o meno, dovrà comunque subire un processo e una condanna.

Adesso, la fuffa: quel coso che vorrebbe farsi qualificare con la maiuscola e invece non merita nemmeno la parola con la minuscola ha rigirato a suo modo la notizia, dando a intendere che lo spacciatore sia stato “assolto” in quanto spacciava perché non aveva altre fonti di reddito, poverino, poveretto, to’, ma guarda un po’, adesso si può spacciare droga legalmente perché si è disoccupati e si viene da fuori. I “giornalisti” che scrivono su quel coso sono dei troll fatti e rifiniti, mentono sapendo di mentire e confezionano le notizie ad hoc per il quoziente intellettivo medio dei loro lettori, che è quello del tipico webete leone da tastiera con la sindrome del condivisore ossessivo-compulsivo. Già lì dovrebbero volare abbastanza denunce da far chiudere quel coso nel peggiore dei modi, mandandolo in bancarotta – ma vabbe’, di questa “libertà di stampa” in Italia ormai si sta abusando a stecca.

In più, ci si butta a pesce (marcio) anche il maschio alfa dei baluba verdi, quello che si ritiene il Ministro di Ogni Cosa e che si è rivelato assolutamente monomaniaco sulla questione migranti, tanto che non vede nient’altro al mondo, a cucirsi la sua campagna elettorale permanente sul Cinguettatore Folle:

kagata

Quelli che lo seguono sulle socialmerde sono webeti all’ennesima potenza e con sparate come questa il baluba verde non fa che alimentare il focolare del razzismo rampante di cui il webetume che vota il partito dei baluba verdi è affetto.  Se questo spacciatore fosse stato italiano, né il baluba verde, né i “giornalisti” di quel coso se lo sarebbero cagato di striscio – ma è un porco negro bastardo e bisogna corcarlo di mazzate da tutte le parti! (Spero che il sarcasmo sia percepibile: ormai sul web vale la legge di Poe notevolmente ampliata…) Questi fottuti bastardi di migranti che ci fregano il lavoro, che ci stuprano le donne, che ci portano malattie, vengono pure qui a spacciare droga impuniti, e che cazzo!

Sarcasmo a parte, davvero si cominci a pensare di imporre il totale silenzio sulle socialmerde (e sul resto del web) a chi ricopre cariche istituzionali. Poi, imporlo a tutti i webeti in generale – cioè, chiudendo le socialmerde, ribadisco – sarebbe il massimo, ma andiamo avanti un passo alla volta.

Aggiornamento: Non venitemi a dire che un ministro che si permette di sparare puttanate a raffica (quella sopra non è la prima e non sarà l’ultima) a sfondo razzista non istighi poi comportamenti come questo! Quel verme sta gettando benzina sul fuoco dall’alto della sua carica istituzionale!

martedì 4 settembre 2018

Tigre di carta

Dicevano i cinesi degli stati appiccicaticci di merrrrega.

Un modo di dire una volta di più attuale. La politica scellerata che stanno attuando gli stati incollicchiati di merrrrega sul piano economico si sta ritorcendo contro di loro come un boomerang. Dazi sull’importazione di beni da paesi come la Cina? Quei dazi vanno a colpire proprio quello che ditte merrrregane si fan fare (in nome della delocalizzazione selvaggia) da ditte cinesi. In pratica, i produttori merrrregani – quelli che delocalizzano a stecca, ribadisco – sono cornuti e automazziati… Inoltre, a livello più generale: i merrrregani vorrebbero imporre l’egemonia del dollaro con un’economia che forse rappresenta il 10% del volume d’affari mondiale, o forse anche meno proprio a causa della delocalizzazione selvaggia? Minacce economiche di vario genere ormai non sortiscono più l’effetto desiderato, anzi, spingono il resto del mondo a voltare le spalle ai merrrregani – la Turchia ne è un esempio lampante.

Tigre di carta, già, come dicevano i cinesi. E attenzione, aggiungo io: la carta è molto, ma molto infiammabile.

venerdì 31 agosto 2018

Come si dice “vaffanculo” in francese? (2)

Quella brutta faccia di merda di un bresidende francese (sì, storpiatura e minuscola sempre d’obbligo), lo stronzo che fa tanto l’ipocrita predicando solidarietà e chiudendo le frontiere, se n’è inventata un’altra per far incazzare l’intera Italia. In risposta a una delle poche osservazioni serie del maschio alfa dei baluba verdi (secondo la legge dei grandi numeri, anche lui ogni tanto ne spara una giusta) che giustappunto rigirava il coltello nella piaga dell’ipocrisia del bresidende francese, questo emerito coglione – eufemisticamente parlando – ha sprezzantemente affermato: “Per i populisti e i demagoghi crolla un ponte ed è colpa dell’UE”.

Ma porca troia.

Abbiamo forse gongolato, noi italiani, per gli attentati di quell’organizzazione terrorista di cui non faccio il nome(1) a Parigi o a Nizza? No, abbiamo espresso solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime.

Come si permette quel verme della putrefazione di mettersi lui a fare demagogia sulla pelle di 43 vittime e sul dolore dei loro familiari?

Adesso tutti quanti i nostri “politici” dimostrino una buona volta di aver diritto a perdere queste virgolette pretendendo le scuse ufficiali da parte di quella merda fermentata!


(1) Solo perché non voglio regalarle ulteriore pubblicità: devono finire nell’anonimato più totale, nemmeno in una nota a fondo pagina nei libri di storia.

giovedì 30 agosto 2018

Santificare un guerrafondaio

Lo chiamerò per nome e cognome, senza censure: John McCain. Uno dei più gran guerrafondai partorito da quel popolo di cafoni violenti e incapaci che sono i merrrrregani: il fautore numero uno delle guerre e dei massacri in ex-Jugoslavia, in Iraq, in Afghanistan, in Ucraina, in Siria, in Libia, in […]. Eppure, sentite il nostro mucchio di “politici” come lo elogiano:

“Onore a JMC che ha sempre messo al primo posto i valori [della merrrrega – modifica mia] e della libertà.”

“Solo preghiere, rispetto e commozione.”

“Avercene in Italia di JMC. Schiena dritta, senso dell’onore, amore per le istituzioni prima che per propria parte.”

“Addio al leone [della merrrrega – sempre modifica mia] delle libertà.”

Il populismo, espressione comoda per indicare una politica che a questo disagio si rivolge, è, per tutto questo, una definizione sbagliata. È destra, la peggiore destra. Quella contro la quale un galantuomo come JMC ha combattuto fino all’ultimo.”

Non ho voluto sputtanare per nome e cognome gli autori degli slurpaggi di culo (a un MORTO!) di cui sopra, ma basta una breve ricerca su Google per localizzarli.

Eh già: uno dei più luridi bastardi che siano mai esistiti per questa cricca è un santo. Del resto fanno parte della stessa gentaglia che ha santificato uno come minkionne (minuscola e storpiatura volute, e non me ne frega un cazzo se “non si deve parlar male dei morti”) che ha distrutto la più grossa azienda italiana e l’ha svenduta per una balla di fumo ai merrregani. La nostra intera classe “politica” è per propria stessa dichiarazione serva dei grandi badroni merrrregani, è inutile girarci intorno – e finché rimarrà così non ne verremo fuori.

mercoledì 29 agosto 2018

Tutto il mondo è paese

Mal comune mezzo gaudio? In questo caso, ’sto par di balle. La deriva che sta prendendo anche il resto di quest’europa (minuscola d’obbligo) marcia e corrotta è un po’ troppo preoccupante perché possiamo permetterci di gongolare. Non solo noi abbiamo i baluba verdi che dettano legge (a che titolo non l’ho ancora capito) da noi e mandano al massacro povera gente che non ha altre colpe se non avere la pelle scura, trasformandoli in una miniera d’oro per la criminalità: in Cruccolandia si ritrovano con le bande di neonazisti che vanno a dare la caccia agli stranieri – e non bande così, estemporanee, ma supportate da due grossi partiti crucchi di derivazione ultranazionalista. Aggiungiamo al mucchio il dittatore sanguinario turco e il suo degno collega ungherese e si arriva a comprendere che le cose stanno davvero prendendo una brutta, ma davvero brutta, piega. E le socialmerde coi loro cumuli di webeti affetti da leonite da tastiera non migliorano di sicuro la situazione!

Cioè, o la gente comune si decide una buona volta a metterci un po’ di buon senso e a non dar retta alle socialmerde né ai venditori di fuffa che soffiano sulle braci del razzismo rampante, o non ci resta che aspettare quel singolo evento che verrà preso come pretesto per la dichiarazione ufficiale della Terza Guerra Mondiale – che per l’umanità sarà anche l’ultima.

lunedì 27 agosto 2018

Etica a seconda dell’umore

Interessante articolo (già, secondo la legge dei grandi numeri a volte anche questo genere di testate una volta ogni tanto c’imbrocca). Non che anche gli altri personaggi citati non siano esperti di “doppia morale”, insomma, però questo idiota ha passato l’intera campagna elettorale – tra le altre cose – ad accusare “gli altri” di doppia morale e adesso applica lo stesso identico sistema? Questa non è più solo doppia morale: è ipocrisia all’ennesima potenza.

Pffff. Giuro: non avrei mai pensato che questo “governo” mi avrebbe fatto rimpiangere i precedenti! Ma devo sempre tenere a mente il proverbio “Al peggio non c’è limite”. Ogni volta che si pensa che più in basso di così sia impossibile cadere, poi arrivano quelli dopo che invece ci riescono senza il minimo sforzo.

giovedì 23 agosto 2018

Ancora un motivo per levarceli dai coglioni

Una nave della marina italiana è bloccata in un porto, tenuta in ostaggio dal Ministro della Segregazione Razziale, da almeno una settimana. Non solo non possono sbarcare i naufraghi che la nave Diciotti ha raccolto – naufraghi che già erano stremati dal viaggio su uno di quei barconi prima e dalla permanenza in mare dopo – ma nemmeno il personale della nave può muoversi: gente che magari ha una famiglia e vorrebbe rivederla non può mettere piede a terra!

Questo secondo la legge italiana si chiama “sequestro di persona”, plurimo e aggravato, oserei aggiungere. Il Ministro dell’Estrema Violenza non può permettersi di agire al di fuori delle stesse leggi di cui invece dovrebbe essere il garante assoluto. Dovrebbe essere arrestato, e con lui tutto il webetume arrembante che inneggia alla sua politica sul Tomo delle Facce di Merda e sul Cinguettatore Folle (ma ancora non li hanno chiusi?). Ma questo ci porta a una serie di domande:

a) Quando qualche magistrato con le palle (magari ad alto regime di rotazione, chissà) ordinerà senza se e senza ma al Ministro del Neofascismo Iperesaltato di lasciare che la gente a bordo della nave Diciotti sbarchi?

b) Quanto reggerà il comandante della nave Diciotti prima di dichiarare ammutinamento assieme a tutto il suo equipaggio, rimettere in moto la nave e andarsene a cercare asilo in qualche paese civile? Perché, va bene che gli italiani sono abituati a sopportare le peggiori nefandezze senza battere ciglio, ma qui si stanno oltrepassando i limiti del troppo. Io, al posto di quel comandante, avrei già salpato per lidi ignoti (disabilitando tutti i sistemi di tracciamento della nave) – ma, appunto, non sono al suo posto…

c) Quando il presiInesistente della rebubbliga si deciderà a prendere il brutale ma necessario provvedimento di sciogliere le camere e dichiarare il commissariamento dell’Italia? Perché, ormai, oltre alla questione infrastrutture, c’è da risolvere la questione dei sequestri di persona istituzionalizzati contro cui nessuno degli altri ministronzi sembra voler agire (eppure basterebbe poco, da parte loro, per mettere in minoranza il Ministro della Distruzione Sociale).

martedì 21 agosto 2018

Togliere la “politica” e mettere la politica

La tragedia del ponte di Genova non è che l’ennesimo caso, in Italia come anche altrove, che esemplifica come davvero dobbiamo liberarci della “politica” con le virgolette e cominciare ad applicare la politica, quella reale, senza virgolette.

Basta proclami, slogan, atteggiamenti da cordoglioni, campagna elettorale permanente; basta con questa lotta tra bambini dell’asilo “è stato lui”, “no, è stato lui”, “no, è tutta colpa di quegli altri”, e via così. Questa “politica” deve tacere una volta per tutte.

Adesso è davvero ora di lasciare spazio alla politica vera. La politica che deve prendere decisioni sulle infrastrutture, provvedimenti affinché questo genere di tragedie non avvenga più per errori e negligenze umani e in caso di catastrofi naturali faccia meno danni possibili. La politica che non lascia le vittime di eventuali disastri abbandonate a loro stesse. La politica che sa prendere decisioni.

Quindi, detta molto cinicamente, Mimì e Cocò che “governano” nascondendosi dietro un presiNiente del coniglio inesistente devono andarsene via dalle balle, e il presiAncoraMenoDiNiente della rebubbliga deve una buona volta nominare un commissario straordinario che metta mano – almeno – alle varie evidenti falle nelle infrastrutture al fine di garantire alla cittadinanza un certo grado di sicurezza. A rieleggere qualcuno penseremo quando tutti questi problemi saranno risolti una volta per tutte.

venerdì 17 agosto 2018

Creare dei martiri

E la storia insegna(1) quanto la gente abbia bisogno di tutto meno che di martiri. Piazzare bombe davanti a una sede del partito dei baluba verdi vuol dire, prima di tutto, scendere non al loro livello, ma ancora più in basso; seconda cosa, così adesso i baluba possono montare su una bella sceneggiata di vittimismo e farsi passare per i santi di cui non sono nemmeno gli stinchi.

No, cari anarcoidi col cervello di un’ameba, se non ancora meno: questo non è il modo giusto per combattere i baluba. Il fuoco non si combatte con un fuoco più grosso, ma con acqua. Per buttare giù i baluba occorrerebbe un po’ di intelligenza e di buon senso, che non avete, e col vostro atto inconsulto l’avete reso totalmente impossibile. Guardate quali danni sta facendo ancora adesso l’inopportuna martirizzazione di un certo personaggio avvenuta circa duemila anni fa addirittura in Medio Oriente, e traetene una lezione (che non trarrete mai).

(1) Ma la gente non studia…

giovedì 16 agosto 2018

Un pedaggio assai salato

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Una quarantina di vittime. Questo il pedaggio riscosso a causa del crollo del ponte Morandi a Genova, un ponte ormai da troppo tempo giudicato inadeguato all’aumento del traffico, e soprattutto allo spropositato aumento dei carichi trasportati dai mezzi pesanti. Quando venne costruito quel ponte, passavano pochi tir e il loro carico raramente arrivava alle dieci tonnellate; ultimamente ne passavano a decine ogni minuto e al momento un tir di quaranta tonnellate viene giudicato piccolo! Ma le voci di coloro che per anni (tanti anni) hanno denunciato questa situazione di pericolo sono rimaste inascoltate, e temo che lo rimarranno riguardo a tutti gli altri ponti italiani che versano in condizioni simili.

venerdì 27 luglio 2018

giovedì 26 luglio 2018

Fumo negli occhi

Lo era già prima; adesso che il maschio alfa dei baluba verdi si è autonominato Ministro di Tutti i Ministeri Possibili, Immaginabili e Impossibili la questione migranti è una spessa cortina fumogena gettata negli occhi alla gente per impedirle di rendersi conto che questo “governo” non sta mantenendo una sola delle sue belle promesse elettorali.

Legge fornero (minuscola d’obbligo) da abolire? Ma quando mai.

Togliere le accise ai carburanti? Tsè, tanti saluti.

Quella cagata pazzesca del reddito di cittadinanza con cui hanno intortato milioni di imbecilli? Ciccia. (E qui io dico: meno male. Le risorse per quella puttanata non le troveranno mai.)

La tassa ad aliquota unica? Ciao ciao. (E meno male anche lì.)

No: il Ministro dell’Intero Universo non fa altro che fomentare odio verso i migranti, con campagne allucinanti sulle socialmerde che sono il suo unico mezzo di comunicazione. Scatena una guerra tra poveri e questi non si renderanno conto del nulla assoluto su tutti gli altri fronti!

E i due bresidendi, quello della rebubblica e quello del coniglio dei minestri (minuscole e storpiature d’obbligo) esistono ancora? Dovrebbero essere loro a porre un freno alla tracotanza del baluba verde; ma ormai sono dispersi senza speranza.

martedì 24 luglio 2018

Webeti, odio e smalto

Qui siamo ben oltre i limiti della vergogna: siamo in piena campagna d’odio nei confronti – nello specifico – di una profuga, Josefa (o Josepha: sono incerto sulla grafia, che è stata riportata in entrambi i modi). Campagna d’odio, va detto, che il nostro Ministro del Tutto e dell’Ogni Cosa, il maschio alfa dei baluba verdi, continua a fomentare coi suoi atteggiamenti di razzismo estremo che qualcuno dovrebbe pubblicamente censurare – i due bresidendi a cui spetterebbe sono scomparsi senza lasciar traccia, ma questo è un altro paio di ma mutande.

Uuuuuh, Josefa (lo scriverò con la F da qui in avanti) aveva lo smalto sulle unghie. Uuuuuh, la pelle delle mani non aveva l’aspetto spugnoso dovuto a una lunga permanenza in acqua. Uuuuuh! Giù quintalate di commenti grondanti odio come fosse sangue in macelleria su tutte le socialmerde!

Ma, cari webeti affetti dalla vostra solita leonite da tastiera: fate una brevissima ricerca su San Google e scoprirete che al momento del soccorso la povera Josefa non aveva lo smalto alle unghie e le sue mani non erano poi così in buono stato. Dopo un po’ di ore la pelle si riprende, e quanto alle unghie gliele hanno smaltate dopo, sulla nave Open Arms che l’ha salvata, per consolarla.

Già, troppa fatica dare un calcio a quel neurone solitario in coma farmacologico ed effettuare una breve ricerca (quanto ci ho messo io? Dieci secondi? Forse meno.) per raccogliere tutte le informazioni e farsi un quadro completo della situazione. Meglio continuare a diffondere bufale pazzesche e odio come se piovesse; meglio seguitare a dar retta alla propaganda di personaggi come il Ministro della Segregazione Razziale anziché al buon senso.

Approfondimenti in questo articolo di David Puente.

lunedì 23 luglio 2018

Morte di una casa automobilistica

E così siamo rimasti senza. Gli ultimi residui di italianità della Fiat sono svaniti con la presa di potere da parte di un merrrregano – non che ne fossero rimasti molti, va detto; ma Minkionne (citandolo come se non fosse malato in fase terminale) esitava a liberarsi definitivamente delle sue radici. Questo signor mikemanley (minuscole e incollaggio d’obbligo) non avrà più nessuna remora: gli stabilimenti italiani costano troppo e verranno chiusi, definitivamente, senza opzione. E con gli stabilimenti Fiat, chiuderà anche tutto l’indotto.

Continuo a ripeterlo: questo è un paese di merda, ma solo perché ha un popolo di merda. Non siamo in grado di mantenere la nostra produttività sul suolo nazionale. Fintanto che alla Fiat c’era Agnelli almeno si aveva la certezza, per quanto fosse un tiranno fatto e rifinito, che i suoi storici marchi sarebbero rimasti qui; ma suo “nipote” (da che parte? Questa parentela vantata da elkannbastard con Agnelli è quanto mai forzata) non ha le palle che aveva lui, e dopo aver iniziato l’opera di distruzione di uno storico marchio con Minkionne (ribadisco: sempre riferito alle sue condizioni passate) adesso ha dato la mazzata finale piazzando lì questo nuovo amministratore delegato che non saprebbe localizzare l’Italia su un mappamondo.

martedì 17 luglio 2018

Titolisti troppo sensazionalisti e webeti

Titolo di questo articolo di Repubblica: “Se la vittima si è ubriacata volontariamente la violenza sessuale resta ma non c’è aggravante”; sottotitolo: “Per la Cassazione l’aumento di pena è giustificato se ‘a somministrare l’alcol è stato l’autore dell’abuso’”.

Un titolo un po’ tanto sensazionalistico, su cui il webetume da socialmerde si è tuffato a capofitto per criticare quei porci bastardi della cassazione (che ancora non si è riguadagnata la maiuscola, ma per ben altri motivi) che hanno dato uno sconto di pena a dei brutali stupratori, bla bla bla e ancora bla.

Poi, però, leggendo l’articolo si viene a scoprire che le cose non stanno proprio così. Insomma, l’aggravante scatta se gli stupratori forzano la vittima a ubriacarsi; se si era già ubriacata per i cazzi suoi, questa aggravante non scatta. Quindi, ci mancherebbe, la violenza sessuale c’è stata, e la cassazione ha ribaltato la sentenza d’appello stabilendo che gli stupratori devono essere condannati – ma non sono stati loro a far bere la vittima, e quindi vengono condannati solo per lo stupro, che comunque vale loro i loro sacrosanti annetti di galera. Chiaramente se era ubriaca non poteva essere consenziente, no? Ma quei due bastardi fatti e rifiniti hanno semplicemente approfittato, da vigliacchi senza spina dorsale, di uno stato di fatto, non l’hanno causato loro.

Questo per amor di giustizia, e prima che qualcuno mi accusi di difendere gli stupratori; non ne ho la minima intenzione, ma è dallo stupro quotidiano all’intelligenza perpetrato dai webeti che intendo difendere la giustizia ufficiale, quando funziona.

Purtroppo ci hanno ficcato il becco, molto inopinatamente, anche quegli idioti patentati delle iene (minuscola d’obbligo, e mi perdoni la iena ridens) e quindi quella che farà presa sarà la versione dei webeti.

venerdì 13 luglio 2018

Capitano, lo posso torturare?

Una forza “politica” dall’inverosimile nome “fratelli d’Italia” (e con la minuscola di “fratelli” d’obbligo) ha avuto la faccia tosta di presentare una proposta di legge per abolire il reato di tortura, che “impedisce alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro”, secondo l’idea balzana di quella stordita di giorgiameloni.

Oh, sì, diamo modo di ripetere innumerevoli volte quello che è successo a Bolzaneto nel 2001. Lasciamo pure che agenti corrotti e con le pigne al posto del cervello continuino a pestare a sangue e torturare (psicologicamente, non solo fisicamente) gente colpevole soltanto di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lasciamo pure che certe teste bacate che allignano come erbacce nelle forze dell’ordine si sentano autorizzate a prendere gente innocente e ridurla a rottami umani (magari pure morti) senza che nessuno possa opporsi. Già queste teste bacate infliggono pesanti figure di merda a forze dell’ordine che senza quegli stronzi tra i loro ranghi sarebbero tra le migliori al mondo! Legittimare questi comportamenti è davvero da infami.

Si spera che la proposta di questi fratel cugin tizi che non sono assolutamente parenti dell’Italia riceva la considerazione che merita, cioè zero.

giovedì 12 luglio 2018

Morire per un contratto da sei giorni

Questa notizia mi ha lasciato allibito. Cioè, oltre all’annosa questione della sicurezza sul lavoro, mai risolta e che nessuno – nessuno – qui in Italia ha intenzione di risolvere: questo poveraccio era stato assunto con un contratto di lavoro di sei miseri giorni! Praticamente per riuscire a mantenere una famiglia – aveva una moglie e un bambino piccolo – viveva di espedienti!

Già, ma precarietà a stecca e mancanza di sicurezza sul lavoro non sono mica tra le priorità di questo “governo”, oh, no. Non erano nei loro “programmi” elettorali, non ci sono neanche in quel famigerato “contratto”. L’unica priorità assoluta e inderogabile di questo “governo” è: dagli al migrante brutto porco bastardo assassino che ci frega il lavoro e violenta le nostre donne! Se un poveraccio che viveva praticamente alla giornata muore travolto da qualche tonnellata di marmo (parlando del caso specifico) chi se ne strabatte!

Qualcuno spieghi al ducetto della domenica pomeriggio (sul tardi) che magari forse probabilmente, può darsi, in via del tutto ipotetica, eh già, sicurezza, stabilità e benessere della popolazione passano sopra tutte quelle considerazioni farlocche su quei disgraziati fuggiti da una situazione di merda e che costituiscono (repetita juvant? Ormai ho perso la speranza.) un misero 6% della gente presente sul suolo italiano, non il 99,999% come crede lui. Disgraziati, tra l’altro, che si troverebbero di fronte alla stessa probabilità di morire per un lavoro iper-precario degli italiani, o forse più alta visto che generalmente finiscono vittime del caporalato.

lunedì 9 luglio 2018

Qualche buona notizia in questo afoso lunedì

a) Si direbbe che qualcuno nel parlamento europeo (sì, anche quello con le minuscole d’obbligo) si sia messo una mano sulla coscienza – o su qualunque cosa abbiano al posto della coscienza. Hanno rigettato la legge sul copiràit (italianizzazione voluta), in particolare per quanto riguarda i deprecabili articoli 11 e 13. Cioè: rimandati al mittente la tassa per pubblicare link di articoli altrui e lo sceriffaggio della rete da parte dei provider. Insomma, per quanto la legge sul copiràit vada un po’ rivista, questo era in assoluto il modo sbagliato, e la maggioranza del parlamento europeo se n’è resa conto. (Quanto al fatto che io personalmente ritenga il copiràit, i brevetti, i marchi registrati e tutto questo ambaradan la morte della creatività umana, è solo una mia opinione personale.)

b) Tra tante puttanate il governo attuale una buona (forse) è riuscito a combinarla: la cosiddetta “legge dignità”. È un primo passo per ridurre precariato, delocalizzazioni e gioco d’azzardo. Intendiamoci: è un primo passo, non il ritorno – e qui ci va – al modo in cui le cose funzionavano in passato; ma va nella direzione giusta. Non ha reintrodotto il famoso articolo 18, però ha reso più difficili i licenziamenti senza giusta causa; ha tolto un po’ di benefici statali alle ditte che fan fare tutto agli schiavi cinesi (quelli che lavorano 18 ore al giorno festivi inclusi per una ciotola di riso bollito e una stuoia pidocchiosa su cui dormire quelle misere 6 ore che restano) e inserito il ricupero di benefici di cui i delocalizzatori a stecca hanno usufruito, magari accompagnato da qualche bella sanzioncina; ha istituito un divieto di pubblicità di giochi e scommesse in denaro. Briciole: ma briciole buone.

giovedì 28 giugno 2018

Numeri trollesi

Sono quelli che conoscono i webeti.

Sull’ormai ben noto Tomo delle Facce di Merda un gruppo di buontemponi ha trollato alla grande tutto il webetume che ancora perde le bave su quella fogna totale della società – e tutta questa massa di webeti alla googolesima potenza ci è cascata con tutte le scarpe, facendosi l’ennesima figura di merda (e già, se no non sarebbero webeti).

Questi trolloni hanno parlato di “introdurre i numeri arabi nelle scuole italiane”. E il webetume si è scatenato a manetta, senza minimamente rendersi conto che questa era una trollata fatta e rifinita!

Cioè: io dalla prima elementare (ripeto: prima elementare – riripeto: PRIMA ELEMENTARE – straripeto: PRIMA ELEMENTARE) sento definire “arabi” i numeri che utilizziamo. Definizione tecnicamente non corretta, perché non furono gli arabi a esportarli da noi, ma sono chiamati numeri arabi da secoli.

E con questa puttanata i webeti si sono definitivamente scavati la fossa ancora peggio che con la trollata uscita un po’ di anni fa sul famigerato monossido di diidrogeno, che almeno richiedeva qualche conoscenza di chimica di base per poter essere smontata.

martedì 26 giugno 2018

Torniamo agli anni ’70

Drastico da parte di uno che sulla tecnologia vive, ma sono sempre più convinto che un regresso tecnologico al momento attuale sia la soluzione migliore. Torniamo al livello tecnologico degli anni ’70! L’attuale abuso di tecnologia ci sta distruggendo un pezzo alla volta.

Ex partner che molestano la persona con cui vivevano (generalmente uomini che molestano donne, ma ho assistito personalmente a casi relativi a tutte le altre combinazioni) tramite la cosiddetta Internet delle Cose (Brutte, aggiungo io)? Ma va’ là, mica possibile! Tsè, come no: in questo articolo del Disinformatico si possono leggere numerosi esempi di come invece sia possibilissimo. Ma in vendita non trovi più un singolo elettrodomestico che non abbia la sua bella connessione a Internet e la sua bella possibilità di essere gestito da remoto con l’app demmerda sul minkiofono. Per quel che mi riguarda io mi rifiuto di attivare la connessione al web sulle apparecchiature che compro (tranne quelle che devono connettersi, cioè PC, tablet e minkiofoni), ma tanta gente si lascia intortare dalla propaganda di produttori e venditori senza scrupoli che vogliono la gente iperconnessa e ipercontrollata. Poi, falle di sicurezza a gogò (che i produttori si rifiutano di tappare), l’ex partner possessivo che ti tampina metro per metro, i tuoi dati che finiscono in mano a mezzo mondo? Quando il danno è fatto, è poi inutile lamentarsi! Ma fino a che punto tireranno la corda produttori e venditori con l’etica di uno squalo, senza offesa per gli squali? Quand’è che ci ritroveremo con apparati solo controllabili da remoto, con le già citate falle di sicurezza che nessun produttore accetterà di correggere? Quand’è che ci toccherà tornare a vivere in case senza nemmeno la corrente elettrica e farci tutto a mano solo per avere un minimo, ma davvero minimo, di sicurezza? Non pensiate che siano questioni puramente accademiche: è quello che sta succedendo.

Tutto ciò unito a vari altri aspetti di questo abuso di tecnologia di cui ho già parlato in altri post. Mi si accusi finché se ne ha voglia di essere il classico nostalgico dei “bei vecchi tempi” di una volta! In questo caso lo sono, e a ragion veduta: la tecnologia è bella, funzionale, ci aiuta tantissimo, ma quando viene data in mano a truffatori (da un lato) e a imbecilli (dall’altro) diventa la garrota che ci strozzerà a morte.

venerdì 22 giugno 2018

Propaganda, propaganda

Dagli al migrante porco bastardo, chiudete tutti i porti, cacciateli via, sbatteteli a mare.

Dagli al rom (per quanto se le meritino, ribadisco; ma questo è decisamente il modo sbagliato).

Cancellare tutte le cartelle esattoriali sotto i centomila euro, uah uah uah.

Via la scorta a Saviano perché è solo un quaqquaraquà.

Ecco, questo è il programma politico del maschio alfa dei baluba verdi. Propaganda, pura e semplice propaganda, di quella che va bene per intortare i webeti sul Tomo delle Facce di Merda – che poi sarebbero quelli che l’hanno votato, in definitiva.

Ma quell’emerito demente ancora non ha capito che il TFM è una cosa, la politica vera è tutto un altro paio di mu ma mutande. Essere ministro non significa affatto continuare a sparare le stesse puttanate che sparava in campagna elettorale per farsi votare (repetita juvant) da un’accozzaglia di webeti affetti da razzismo galoppante.

Ripeto quello che ho già detto nel post precedente: bisogna buttarlo giù, anche a forza bruta, prima che con la sua smania di atteggiarsi a nuovo duce unita alla sua incompetenza totale e irreversibile riesca a distruggere l’Italia più di quanto siano riusciti a fare il caimano prima e il Bomba dopo.

martedì 19 giugno 2018

Cosa si diceva sulle leggi razziali?

Non mi piace essere facile profeta in casi come questo. Col maschio alfa dei baluba verdi, che a quanto pare si è autonominato duce, si paventava il rischio della reintroduzione delle leggi razziali – e puntualmente, anche se al momento è solo una proposta da parte sua, questo si sta verificando.

Si comincia con la schedatura dei rom. E vabbe’, direte, i rom. Ma dalla schedatura dei rom si passerà molto ma molto facilmente alla schedatura di chiunque non si conformi ai ristretti schemi mentali del baluba verde. Il che vuol dire che chiunque è a rischio di vedersi schedato! Hai un lontanissimo antenato che non era di qui? Schedato. Hai un cognome non proprio italiano? Schedato.

Da qui alla reintroduzione di un pieno regime fascista il passo è breve. Qualcuno fermi, anche a forza bruta, quell’emerito demente!

giovedì 14 giugno 2018

“Inteligggenza” artificiale

Virgolette e storpiatura d’obbligo.

Auto a guida autonoma che non riescono a vedere pedoni (e li stirano), che interpretano la segnaletica orizzontale a modo loro (e si spiattellano sul divisore di uno svincolo autostradale), che non riescono a capire quando un veicolo è fermo o in movimento (e lo travolgono).

Algoritmi di “inteligggenza” che non riescono a distinguere due sciatori da un cane in una fotografia di una chiarezza lampante.

Algoritmi di “inteligggenza” (qui la mazzata va a Cisco, che li sta adottando su larga scala col suo servizio Umbrella) che non riescono a distinguere un sito porno da uno che non lo è e sul DNS aziendale mi stanno bloccando circa tre quarti dei siti a cui tento di accedere, costringendomi a lanciare una macchina virtuale con DNS diversi per riuscire a vedere addirittura siti istituzionali.

Algoritmi di “inteligggenza” inseriti in quei famosi assistenti vocali (OK-stopardiballe-Google, Alexa-la-fexa, Cortana-la-cortigiana) che prendono una banale conversazione in cui nessuno ha pronunciato la frase chiave come un ordine di attivazione, chiamano cani, porci, gatti e sorci e inviano a mezzo mondo conversazioni teoricamente riservate.

Questa “inteligggenza” artificiale sta toppando su tutta la linea. Vogliamo ancora andare avanti così? O vogliamo fermarci un attimo a riconsiderare tutta la faccenda? Ne abbiamo già a gogò di tecnologia schiavizzante, senza doverci aggiungere macchine che pretenderebbero (senza peraltro riuscirci) di pensare al posto nostro dando origine a situazioni imbarazzanti quando non sono letali.

mercoledì 13 giugno 2018

Come si dice “vaffanculo” in francese?

Vabbe’, possiamo tranquillamente ammettere che il maschio alfa dei baluba verdi l’abbia fatta, e continui a farla, parecchio fuori dal vaso – non solo col caso dell’Aquarius, anche con tante altre faccende.

Ma come cazzo si permette quella merda di bresidende (sì, merita minuscola e storpiatura) francese di venire a dare lezioni a noi? Con che faccia osa accusare l’Italia di aver adottato una linea “vomitevole”?

Cioè, parla quello che manda la polizia francese a invadere la stazione di Bardonecchia (che è in Italia, porca puttana!) per dar la caccia ai migranti che sono in regola; quello che fa respingere a Ventimiglia una donna incinta e malata solo perché ha la pelle scura; quello che ha fatto sigillare tutti i porti per non accogliere migranti (e poi si lamenta che il nostro fascistone verde sigilli i nostri: giusto, ma da che pulpito!). Come ha detto Gramellini nell’articolo linkato, siamo noi a poter definire vomitevole il comportamento di uno dei nostri politicanti da strapazzo. Un pezzo di merda francese che ha combinato ben di peggio veda di stare zitto e di pensare al proprio paese!

martedì 12 giugno 2018

Programma viscerale

Hah, “programma” è una parola grossa. Quella sottospecie di “governo” (anche quello con le virgolette) che abbiamo adesso si crea i “programmi” sulla base del mal di pancia della gente. A parte la cosiddetta “flat tax” che hanno intenzione di varare per fare il solito regalo ai ricchi, perché in definitiva tanti bla bla bla ma coraggio zero nei confronti di certe persone – ma questo è un altro paio di (ormai lo sapete) mutande.

Mal di pancia numero uno di questi periodi: migranti brutti sporchi cattivi tutti criminali, chiudere i porti, mandare via, sciò, fuori dalle balle. Così si compiace la fetta di elettorato – esigua, a ben guardare – che ha votato i baluba verdi. Così si tirano anche consensi elettorali per le amministrative, eh già: mica si possono deludere tutti questi baluba o simpatizzanti col loro mal di pancia che li coglie tutte le volte che vedono una pelle che non sembra passata in candeggina!

Mal di pancia numero due (ma appena appena distaccato): vaccini assassini merda fanno prendere la patente per i pullman venire l’autismo umpa zumpa bli blo bla. Questo vorrà dire a breve revoca dell’obbligo di vaccinazione – unico provvedimento davvero furbo del governo del viceBomba, vista la tipica cazzoneria italiana “se non è obbligatorio non lo faccio” – oltre all’istituzionalizzazione della diffusione incontrastata di tutte le bufale antivacciniste. Eh già, mica si possono deludere tutti quei gombloddari antivax terraencefalogrammapiattisti sciacomicari che hanno votato grUllino. A quando l’istituzionalizzazione nei programmi scolastici della negazione totale che la Terra sia una palla come qualunque altro pianeta abbastanza grosso da esserlo?

Quale sarà il prossimo mal di pancia? La caccia ai rettiliani? Poveretti, in questo caso: i rettiliani sono estinti da mo’, dato che ho divorato l’ultimo circa quattrocento anni fa.

Comunque sia, “governare” improvvisando sul momento basandosi solo sui mal di pancia della gente ci condurrà inevitabilmente alla catastrofe. Quand’è che gli svizzeri si decideranno a invaderci e a trasformare tutte le province italiane più la Valle d’Aosta in altrettanti cantoni elvetici? A questo punto, sarebbe la soluzione meno peggiore!

(Tranquilli: ci lasceranno nella bagna, non lo faranno mai…)

venerdì 8 giugno 2018

Socialmerde e webeti

Proprio come l’accoppiata truffatore-pollo: due facce della stessa medaglia.

Prendo spunto dall’ultimo caso in cui il Tomo delle Facce di Merda l’ha fatta fuori dal vaso per distribuire un po’ di mazzate a tutte e due le parti in causa.

Sembrerebbe che un bacherozzo sul TFM abbia spinto 14 milioni di utOnti a rendere pubblici (cioè visibili a tutti senza sforzo – perché in ogni caso quel che finisce sul TFM è in un modo o nell’altro pubblico, ma questo è un altro paio di manmutande) i loro aggiornamenti teoricamente privati. Bene: giù la mazzata dovuta, obbligata, al TFM, che in tale modo – tra le altre cose – viola i principi stabiliti dalla GDPR facendo esattamente l’opposto di quello che dovrebbe.

Ma tuttavia però (E&CCFCC – humpf, non la tiravo fuori da mo’…): l’altra mazzata dovuta, obbligata, va al webetume arrembante. C’è una cazzo di iconina vicino al pulsante di pubblicazione che serve proprio a verificare se quello che si sta per sparare sul TFM dev’essere visibile a cani, porci, gatti e sorci o a categorie più ristrette. È vero che il bacherozzo del TFM ha impostato di default su “pubblico” tale opzione, ma è anche vero che basterebbe andare a cliccare su quell’iconina di merda e cambiare la modalità di pubblicazione! Basterebbe porsi la domanda “Ma questo post va bene per caniporcigattisorci o è meglio che lo vedano solo determinate persone?”.

Insomma, questo in legalese si chiama “concorso di colpa”. Sono sempre convinto, in ogni caso, che le socialmerde dovrebbero sparire senza se e senza ma; ma, appunto, questo spingerebbe anche molti webeti a mollare un calcione a quel criceto in coma farmacologico che hanno nel cranio e a tornare a pensare a quello che stanno facendo quando interagiscono col web. Soprattutto se si tornasse allo schema del “web 1.0”, dove per vederti pubblicato qualcosa se andava bene aspettavi un’ora, se non un giorno, e solo se passava le verifiche da parte del moderatore di turno.

giovedì 7 giugno 2018

Datemi dell’antisemita, se ne avete il coraggio

Cito José Saramago in una sua dichiarazione che, otto anni dopo la sua morte, è tremendamente attuale:

“Vivere nell’ombra dell’olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni… quello che sta accadendo in Palestina è un crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz.”

Non sono le parole di un pirla qualunque. E non passa giorno che non si ricevano notizie (giammai dai nostri media, eh, mi raccomando: solo dal web) di massacri nella striscia di Gaza. Però vai a toccare un israeliano! Ti volano tutti addosso con accuse di antisemitismo. Ma è evidente che si ricordano della Shoah, dell’olocausto e di tutto quello che hanno subito soltanto quando si tratta di farlo pesare al mondo intero; non se ne ricordano affatto quando si sentono in dovere di andare a macellare i palestinesi. Be’, accusate anche me di antisemitismo, se osate! Poi dovrete girare la stessa accusa anche a Saramago, che, proprio come me, non aveva nulla contro gli ebrei in sé, ma semplicemente contro la loro pretenziosità nell’infliggere agli altri quello che hanno subito loro, dimenticando uno dei precetti della loro stessa religione. Sarebbe comprensibile (non giustificabile, lo ribadirò sempre: solo comprensibile) se avessero dichiarato guerra alla Germania – ma i palestinesi non sono responsabili dell’olocausto, e vorrebbero solo vivere la loro vita in pace! Qui, oltre a non essere giustificabile, l’atteggiamento degli israeliani non è neppure comprensibile!

mercoledì 6 giugno 2018

I fascisti scoprono il loro gioco

Adesso che sono al potere – sì, proprio i fascisti con le camicie verdi: i grUllini sono ridotti al rango di zerbini – stanno mettendo le carte in tavola. Ormai ogni dubbio sulle intenzioni dei baluba verdi, nella persona del loro maschio alfa, è svanito come neve al sole di luglio. Dunque:

  • Un “ministro della famiglia” con valori ottocenteschi sulla “famiglia naturale” (che, ribadisco, non esiste in natura) e conseguente negazione di qualunque diritto, perfino all’esistenza, alle famiglie che esulano dai suoi ristretti schemi mentali – e le uniche condanne che ha ricevuto vengono dal web, che conta come il due di bastoni quando briscola è coppe a livello politico.
  • Sulla questione migranti il maschio alfa dei baluba verdi dovrebbe andare a battere i pugni a Bruxelles affinché questa cazzo di europa si decida a non lasciarci nella bagna ad affrontare il problema da soli; invece, parla di stringere alleanze col ministronzo ungherese, un tipo talmente di larghe vedute che intende dare un giro di vite all’immigrazione in qualunque forma. Questo ha innescato la classica spirale: qui si adottano provvedimenti restrittivi, l’europa ci dice “Ah, sì? Questo è un problema vostro, arrangiatevi.”, così qui si adottano provvedimenti più restrittivi, l’europa si irrigidisce ancora di più, e poi finiremo per schiantarci di brutto.
  • I migranti però vanno bene quando possono venire schiavizzati, a fare lavori di merda con orari impossibili per una paga miseranda che non basta nemmeno per sopravvivere. E poi uno di questi poveracci viene brutalmente ammazzato dagli sceriffi nostrani perché è stato beccato (oooooh!) a “rubare” lamiere in una discarica (ripeto: in una discarica) solo per rinforzare la propria invivibile baracca. Dal governo non è arrivata mezza parola di condanna per questa giustizia sommaria da far west.

Insomma, di bene in meglio, eh? E ripeto, gli elettori da mal di pancia hanno la loro buona parte di colpe – ma ormai questa è la classica lotta contro i mulini a vento: gli elettori non la capiranno mai.

Questa vignetta di Haldeyde (la linko solo: è troppo larga per il mio modello di blog) esprime in pieno la situazione in cui ci siamo cacciati.

venerdì 1 giugno 2018

Difendiamo la rete

Ennesimo attacco da parte di quei genialoidi dell’unione europea (sempre minuscole d’obbligo) alla libertà della rete. Cioè: tasse sui link delle notizie? Obbligo di filtrare contenuti? Vabbe’, quest’ultimo sarebbe quasi comprensibile, visto cosa sbatte sulla rete il webetume arrembante di questi periodi, roba che al confronto il film Idiocracy era addirittura troppo morbido; ma si arriva al punto di quel quasi, perché i fornitori di contenuti filtrerebbero troppo. No? Guardate cosa succede in Cina, per dirne una: la stessa cosa avverrebbe da noi. Quanto alla tassa sui link delle notizie: fine dei motori di ricerca, perché qualunque ricerca finirebbe per linkare delle notizie. Da lì alla censura di stato il passo è breve.

Non so quanto possa essere efficace questa iniziativa, ma un bombardamento di mail e di telefonate potrebbe spingere abbastanza di quei poltronai a cambiare idea su questa infame boiata.

Ne hanno parlato anche Cavaliere Oscuro del Web, qui, e il Rockpoeta®, qui.

giovedì 31 maggio 2018

Bufale svizzere

Chissà se sono tutte viola e fanno direttamente il cioccolato!

Open-mouthed smile

Adesso, seriamente: mi hanno passato questa bella puttanata dal Tomo delle Facce di Merda.

bufala-svizzera-post_cens

(Cliccateci sopra per ingrandirla.)

Smontiamola pezzo per pezzo:

  • La bandiera: in questo articolo di Wikipedia è spiegata l’origine, che, sì, ha a che fare col cristianesimo, ma molto indirettamente.
  • La Svizzera nell’unione europea non c’è mai entrata. Mai. Non poteva uscirne nel 2011 visto che proprio non c’è mai entrata. (Repetita juvant? Mah.)
  • Le banche private in Svizzera esistono, e comunque ben poche banche private sono sotto il controllo della famigerata famiglia Rothschild (e non Rotzchilds come ha scritto questo troll).
  • Derivati del maiale nel cioccolato? Ma quando mai. Anche ci fossero, farebbero semplicemente parte della preparazione di un prodotto per il quale la Svizzera è giustamente famosa: nessun imprenditore è così pirla da tagliarsi una fetta di mercato per motivi ideologici – uno così dichiarerebbe bancarotta dopo un mese.
  • Filo spinato sul confine con la Romania. La Romania? Già, la Romania! Uno dei due stati ha messo le gambette per spostarsi a confinare con l’altro? A me a geografia insegnavano a leggere una cartina geografica, dalla quale si evince che, almeno, la Svizzera (visto che è oggetto del post) confina con Francia, Germania, Austria e Italia, non certo con la Romania.
  • Obbligo di conoscere la lingua svizzera. Gli italiani sono a posto, allora, come i francesi, i tedeschi, gli austriaci e anche i friulani quando parlano in dialetto, visto che parliamo tutti quanti correntemente la lingua svizzera. Ricordo che le lingue svizzere ufficiali sono francese e tedesco, più l’italiano per il Canton Ticino e una lingua molto simile al friulano per il Cantone dei Grigioni.

Ci troviamo di fronte a una trollata costruita ad arte, quindi. Sì, l’italiano (per una volta) corretto, a parte l’errore – forse voluto – sul nome Rothschild indica che è una trollata bella e buona, messa in piedi per attirare quanti più webeti possibile. Tanto il webete condivisore ossessivo-compulsivo non sa nemmeno dov’è la Svizzera – e chiaramente non leggerà mai questo post.