venerdì 21 settembre 2018

Sta tornando il caimano

To’, ma guarda caso. Ti pareva che si riuscisse a tenerlo fuori, eh? E invece la sua creatura, il maschio alfa dei baluba verdi, ha pensato bene di riunirsi (se mai s’erano separati) a quello che in definitiva li tiene tutti per le palle.

Ma che merda.

Torneremo nelle sgrinfie del distruttore numero uno dell’Italia, quello che in definitiva ha svolto tutto da solo il lavoro di mandarla a puttane.

E la Nera Signora ancora non arriva a portarselo via? Speriamo, a questo punto, che si decida in fretta!

mercoledì 19 settembre 2018

76 anni di comode rate a tasso zero

Chi non vorrebbe un mutuo così?

Ma se lo chiedo io, anche per un periodo inferiore, col cazzo che la banca me lo concede.

Invece, il partito dei baluba lo ha ottenuto senza sforzo, ma guarda un po’. Possono restituire quei 49 milioni in comode rate da 50.000 euro al mese, senza interessi.

Roba da matti. L’intero popolo italiano viene ancora una volta gabbato da questa gentaglia: anche quelli che li hanno votati.

Ricordo ai baluba e ai loro simpatizzanti che quello è il partito che fino a poco tempo fa strillava “Roma ladrona” su tutti i toni!

martedì 18 settembre 2018

Ebola? Muuuu, muuuu

E aspettiamo con ansia quando (non se: proprio quando) il Ministro della Segregazione Razziale ci si attaccherà come una sanguisuga, come ha fatto con la storiella della tubercolosi.

Ovviamente l’allarme strillato su tutti i toni “Ebola a Pisa” è circolato sulle socialmerde, con tanto di contorno razzista – ah, ’sti brutti negri bastardi che ci portano malattie, ma ammazzateli tutti, bla bla bla.

Altrettanto ovviamente, è una “notizia” che muggisce, ma di brutto. Proprio l’assessore al Sociale di Pisa ha chiarito che nessuno dei profughi arrivati a marzo e ospiti dell’ospedale per le dovute cure è affetto da ebola.

Tra l’altro, si sono fatti una “crociera” di due mesi, guarda un po’: l’ebola ti secca in 48 ore, non di più. Chi avesse avuto l’ebola alla partenza dall’Africa non sarebbe arrivato vivo in Italia. Piccolo dettaglio, eh: non è una roba a lunghissimo decorso come la sindrome del webete (che purtroppo è cronica).

Vediamo di piantarla, gente. Cominciate un po’ a ragionare con la vostra testa e non con quella del Ministro del Di Tutto E Di Più (al quale qualche giudice dovrebbe vietare ogni singola connessione al web – ma non lo faranno mai, e questo comunque è un altro paio di ma mutande).

venerdì 14 settembre 2018

Tubercolosi?

Già, ma non ai polmoni: al cervello (sì, lo so: “cervello” è una parola grossa riferita ai baluba verdi).

Il maschio alfa dei baluba verdi torna all’attacco lanciando – totalmente a sproposito, manco da dirlo – un allarme infondato su un’epidemia di tubercolosi diffusa dai migranti, che ormai lo ossessionano al punto di fargli vedere fantasmi come questo.

Le prefetture e vari medici invece smentiscono che ci sia un qualsivoglia allarme tubercolosi, lanciando un velato invito al pirlone ad andarci piano con questi allarmismi. Invito che non coglierà, chiaramente – penso che dovrà intervenire qualche magistrato a vietare l’uso delle socialmerde a chi ricopre una carica istituzionale.

Il grosso problema è che nel resto della popolazione (ricordo che i baluba sono un 16% del totale, non tutti gli italiani – e tra l’altro pure in quel 16% c’è gente che comincia a porsi seri dubbi) questi allarmismi a stecca suscireranno il famigerato effetto “al lupo al lupo”. La volta che poi il baluba numero uno lancerà un vero allarme su qualcosa, nessuno se lo cagherà più di striscio, salvo gli altri baluba che contano come il due di bastoni quando briscola è denari.

giovedì 13 settembre 2018

Uffa la truffa

Ho ricevuto un bel messaggio spammoso e truffoso (come al solito se non esistevano prima questi termini adesso li ho inventati io e quindi esistono), sul quale ho voluto farmi quattro risate prima di metterlo nell’archivio delle cose perdute – insomma, nel cestino. Lo riporto in corsivo, coi miei commenti in carattere normale.

Abbiamo installato un trojan di accesso remoto sul tuo dispositivo. Sì, ciao, eh. Col cazzo che passi le mie precauzioni. Per il momento il tuo account email è hackerato (vedi , ora ho accesso ai tuoi account). “Per il momento”? E poi, la prima cosa a cui dovresti aver accesso è un manuale sull’uso della punteggiatura. (Sì, lo sto riportando testuale, svarioni inclusi.) Ho scaricato tutte le informazioni riservate dal tuo sistema e ho anche altre prove. Caschi male, ciccio. Visto che non mi puoi “hackerare” nemmeno l’email, col cazzo che rilevi dati dal mio sistema. La cosa più interessante che ho scoperto sono i video dove tu masturbi. Dove tu masturbi CHI? Avevo incorporato un virus sul sito porno dopo di che tu l’hai installato sul tuo sistema operativo. A parte l’uso “creativo” dei tempi verbali, ricaschi male, ciccio. L’ultima volta che ho guardato un video porno era ancora su VHS. Quando hai cliccato su Play di un video porno, in quel momento il tuo dispositivo ha scaricato il mio trojan. Orco boia, devo verificare se c’è un trojan sulle testine del mio antico videoregistratore, che non funziona più da tempo immemorabile. Dopo l’installazione la tua camera frontale ti filma ogni volta che tu masturbi (chi?), in più il software è sincronizzato con video che tu scegli. Hahaha. Non ho la webcam, non masturbo altri di fronte al mio PC, e oltre tutto rilevare proprio QUEL tipo di movimenti con una webcam è roba che nemmeno CSI. E poi, che minchia fritta vuol dire “il software è sincronizzato con video che tu scegli”? Per il momento il software ha raccolto tutte le informazioni sui tuoi contatti dalle reti sociali e tutti gli indirizzi email. E stracaschi male, ciccio, perché non ho mezzo account sulle socialmerde. Se tu vuoi che io cancelli tutti i dati raccolti, devi trasferirmi $300 in BTC (criptovaluta). Segue un indirizzo di un portafoglio bitcoin. ’Sto par di balle che becchi anche solo un centesimo bucato da me. Una volta letta questa comunicazione hai 2 giorni a disposizione. Altrimenti? Che cazzo fai? L’ho letta una settimana fa e son qui che ti aspetto; dai, vieni! Appena hai provveduto alla transazione tutti i tuoi dati saranno cancellati. Ma se manco li hai, i miei dati. Altrimenti manderò i video con le tue birichinate a tutti i tuoi colleghi e amici!!! Tre punti esclamativi d’obbligo. E da ora in poi stai più attento! Per favore, visita solo siti sicuri! Ciao! E tanti saluti alla zia Genoveffa.

Per la cronaca, una verifica su blockchain.info su quel portafoglio bitcoin (che qui non trascrivo) riporta al momento attuale ancora solo due transazioni, che – mi suggerisce la vocina maligna – il truffatore s’è fatto da solo per darsi credibilità.

In ogni caso, quello che non dovete fare quando ricevete ’ste minchiate è rispondere e soprattutto pagare. Ripeto: non dovete farlo. Mai. Nemmeno rispondergli con un vaffanculo. Pagare meno che mai, perché, anche se poi fate denuncia, quei soldi non li rivedrete mai. Dovete semplicemente prendere messaggi di questo genere e cestinarli senza pietà.

mercoledì 12 settembre 2018

Bolle che scoppiano

Ormai è così che funziona: i vari governi dei “salvatori della patria” non sono altro che bolle di sapone che un momento ci sono e quello dopo puff, svanite.

L’Avvoltoio andò su dopo il caimano e venne considerato il salvatore della patria; tempo pochi mesi neanche più i suoi familiari potevano vederlo. Il Bomba andò su dopo l’Avvoltoio (e un brevissimo periodo con Nipote di Gianni Letta che venne silurato con un bellissimo “stai sereno”, scritto alla maniera del Cinguettatore Folle tutto attaccato e con quell’odioso cancelletto) anche lui come salvatore della patria, e anche la sua bolla è scoppiata dopo pochissimo tempo.

Adesso abbiamo l’ennesimo salvatore della patria, il maschio alfa dei baluba verdi che si è autonominato Ministro di Ogni Piano dell’Esistenza, con la mente totalmente incancrenita su quei negri bastardi brutti sporchi e cattivi che ci rubano il lavoro (tsè, a finire vittime del caporalato), ci violentano le donne (tsè: il grosso delle violenze le donne italiane le subiscono dai loro mariti, fidanzati, compagni, conviventi pure italiani), ci portano malattie (tsè: non mi risultano scoppi di epidemie e altri catastrofismi del genere) e ci rubano i soldi per fare la bella vita (doppio tsè, per la contraddizione con la questione del lavoro e per il fatto che non beccano un euro bucato per “venire qui in vacanza”). Il Ministro di Qualunque Cosa Vi Passi Per La Mente che un giorno si selfizza a fare una grigliata a torso nudo come un allegro compagnone e un altro giorno si fa fotografare insieme all’ultranazionalista capo di governo ungherese, che deve far parlare di sé i media ogni singolo momento, che promette e poi fa marcia indietro (tipo sulla tassa ad aliquota unica, e lì dico: meno male).

Però i suoi stessi alleati cominciano ad averne i coglioni pieni di lui. E la gente sta cominciando a capire che il baluba non è altro che un cacciaballe a macchinetta, un produttore di aria fritta e ben poco di più, e oltre tutto che ha preso gli stessi vizi del suo finanziatore numero uno (quando afferma che i giudici “non eletti dal popolo” non hanno il diritto di toccarlo, ma guarda un po’). Via le accise dai carburanti e ci ritroviamo a pagarli ogni giorno sempre di più? Altre grandiose, altisonanti promesse non mantenute (e non mantenibili, come la tassa di cui sopra che aveva promesso al suo finanziatore numero uno per agevolarlo)? La promessa di liberalizzare le armi come negli stati sputazzati di merrrrega, così anche da noi potremo introdurre la moda delle stragi nelle scuole?

Già. Non è più questione di chiedersi se scoppierà anche questa bolla di sapone, ma quanto durerà ancora prima di scoppiare.

lunedì 10 settembre 2018

“Tutti” chi?

“Tutti gli italiani sono con noi.”, disse il maschio alfa dei baluba verdi.

Ma “tutti” chi?

Uè, pirla, guarda che ti hanno votato sì e no il 16% degli italiani. Io non ho mai votato né mai voterò il “partito” dei baluba verdi.

Prima di banfare su un “tutti” a cui manca ben l’84% per essere vero, pensaci bene, testa di cazzo di un baluba. Il mio punto di vista è del tutto in un’altra galassia (molto lontana) rispetto al tuo.

mercoledì 5 settembre 2018

Bufalaro istituzionale

Non si arriverà mai a chiudere le socialmerde come continuo ad auspicare – ma almeno che venga fuori una legge che ne vieti totalmente l’uso a chiunque ricopra una carica istituzionale, dal più infimo consigliere di minoranza del più minuscolo comune fino al bresidende della rebubbliga (che, al di là di tutto ciò che gli è valso storpiature e minuscole, almeno da quel punto di vista è corretto: non le usa).

Comunque, il fatto accertato: uno spacciatore, a cui accade anche di essere contemporaneamente migrante e disoccupato (ma si tratta di semplici coincidenze), è stato arrestato, poi il giudice – applicando semplicemente la legge – lo ha rimesso in libertà, ma soltanto perché la legge non prevede carcerazione preventiva per pene inferiori a 4 anni. Giusta? Sbagliata? È una legge, e il giudice, qualunque cosa ne pensi a proposito, la deve applicare e basta; poi potrà magari proporre a eventuali sue conoscenze politiche di avviare l’iter parlamentare per modificarla, e spetterà a loro decidere cosa farsene – ma finché è in vigore va applicata, punto. Questo è il fatto nudo e crudo. Lo spacciatore, rimesso in libertà o meno, dovrà comunque subire un processo e una condanna.

Adesso, la fuffa: quel coso che vorrebbe farsi qualificare con la maiuscola e invece non merita nemmeno la parola con la minuscola ha rigirato a suo modo la notizia, dando a intendere che lo spacciatore sia stato “assolto” in quanto spacciava perché non aveva altre fonti di reddito, poverino, poveretto, to’, ma guarda un po’, adesso si può spacciare droga legalmente perché si è disoccupati e si viene da fuori. I “giornalisti” che scrivono su quel coso sono dei troll fatti e rifiniti, mentono sapendo di mentire e confezionano le notizie ad hoc per il quoziente intellettivo medio dei loro lettori, che è quello del tipico webete leone da tastiera con la sindrome del condivisore ossessivo-compulsivo. Già lì dovrebbero volare abbastanza denunce da far chiudere quel coso nel peggiore dei modi, mandandolo in bancarotta – ma vabbe’, di questa “libertà di stampa” in Italia ormai si sta abusando a stecca.

In più, ci si butta a pesce (marcio) anche il maschio alfa dei baluba verdi, quello che si ritiene il Ministro di Ogni Cosa e che si è rivelato assolutamente monomaniaco sulla questione migranti, tanto che non vede nient’altro al mondo, a cucirsi la sua campagna elettorale permanente sul Cinguettatore Folle:

kagata

Quelli che lo seguono sulle socialmerde sono webeti all’ennesima potenza e con sparate come questa il baluba verde non fa che alimentare il focolare del razzismo rampante di cui il webetume che vota il partito dei baluba verdi è affetto.  Se questo spacciatore fosse stato italiano, né il baluba verde, né i “giornalisti” di quel coso se lo sarebbero cagato di striscio – ma è un porco negro bastardo e bisogna corcarlo di mazzate da tutte le parti! (Spero che il sarcasmo sia percepibile: ormai sul web vale la legge di Poe notevolmente ampliata…) Questi fottuti bastardi di migranti che ci fregano il lavoro, che ci stuprano le donne, che ci portano malattie, vengono pure qui a spacciare droga impuniti, e che cazzo!

Sarcasmo a parte, davvero si cominci a pensare di imporre il totale silenzio sulle socialmerde (e sul resto del web) a chi ricopre cariche istituzionali. Poi, imporlo a tutti i webeti in generale – cioè, chiudendo le socialmerde, ribadisco – sarebbe il massimo, ma andiamo avanti un passo alla volta.

Aggiornamento: Non venitemi a dire che un ministro che si permette di sparare puttanate a raffica (quella sopra non è la prima e non sarà l’ultima) a sfondo razzista non istighi poi comportamenti come questo! Quel verme sta gettando benzina sul fuoco dall’alto della sua carica istituzionale!

martedì 4 settembre 2018

Tigre di carta

Dicevano i cinesi degli stati appiccicaticci di merrrrega.

Un modo di dire una volta di più attuale. La politica scellerata che stanno attuando gli stati incollicchiati di merrrrega sul piano economico si sta ritorcendo contro di loro come un boomerang. Dazi sull’importazione di beni da paesi come la Cina? Quei dazi vanno a colpire proprio quello che ditte merrrregane si fan fare (in nome della delocalizzazione selvaggia) da ditte cinesi. In pratica, i produttori merrrregani – quelli che delocalizzano a stecca, ribadisco – sono cornuti e automazziati… Inoltre, a livello più generale: i merrrregani vorrebbero imporre l’egemonia del dollaro con un’economia che forse rappresenta il 10% del volume d’affari mondiale, o forse anche meno proprio a causa della delocalizzazione selvaggia? Minacce economiche di vario genere ormai non sortiscono più l’effetto desiderato, anzi, spingono il resto del mondo a voltare le spalle ai merrrregani – la Turchia ne è un esempio lampante.

Tigre di carta, già, come dicevano i cinesi. E attenzione, aggiungo io: la carta è molto, ma molto infiammabile.

venerdì 31 agosto 2018

Come si dice “vaffanculo” in francese? (2)

Quella brutta faccia di merda di un bresidende francese (sì, storpiatura e minuscola sempre d’obbligo), lo stronzo che fa tanto l’ipocrita predicando solidarietà e chiudendo le frontiere, se n’è inventata un’altra per far incazzare l’intera Italia. In risposta a una delle poche osservazioni serie del maschio alfa dei baluba verdi (secondo la legge dei grandi numeri, anche lui ogni tanto ne spara una giusta) che giustappunto rigirava il coltello nella piaga dell’ipocrisia del bresidende francese, questo emerito coglione – eufemisticamente parlando – ha sprezzantemente affermato: “Per i populisti e i demagoghi crolla un ponte ed è colpa dell’UE”.

Ma porca troia.

Abbiamo forse gongolato, noi italiani, per gli attentati di quell’organizzazione terrorista di cui non faccio il nome(1) a Parigi o a Nizza? No, abbiamo espresso solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime.

Come si permette quel verme della putrefazione di mettersi lui a fare demagogia sulla pelle di 43 vittime e sul dolore dei loro familiari?

Adesso tutti quanti i nostri “politici” dimostrino una buona volta di aver diritto a perdere queste virgolette pretendendo le scuse ufficiali da parte di quella merda fermentata!


(1) Solo perché non voglio regalarle ulteriore pubblicità: devono finire nell’anonimato più totale, nemmeno in una nota a fondo pagina nei libri di storia.

giovedì 30 agosto 2018

Santificare un guerrafondaio

Lo chiamerò per nome e cognome, senza censure: John McCain. Uno dei più gran guerrafondai partorito da quel popolo di cafoni violenti e incapaci che sono i merrrrregani: il fautore numero uno delle guerre e dei massacri in ex-Jugoslavia, in Iraq, in Afghanistan, in Ucraina, in Siria, in Libia, in […]. Eppure, sentite il nostro mucchio di “politici” come lo elogiano:

“Onore a JMC che ha sempre messo al primo posto i valori [della merrrrega – modifica mia] e della libertà.”

“Solo preghiere, rispetto e commozione.”

“Avercene in Italia di JMC. Schiena dritta, senso dell’onore, amore per le istituzioni prima che per propria parte.”

“Addio al leone [della merrrrega – sempre modifica mia] delle libertà.”

Il populismo, espressione comoda per indicare una politica che a questo disagio si rivolge, è, per tutto questo, una definizione sbagliata. È destra, la peggiore destra. Quella contro la quale un galantuomo come JMC ha combattuto fino all’ultimo.”

Non ho voluto sputtanare per nome e cognome gli autori degli slurpaggi di culo (a un MORTO!) di cui sopra, ma basta una breve ricerca su Google per localizzarli.

Eh già: uno dei più luridi bastardi che siano mai esistiti per questa cricca è un santo. Del resto fanno parte della stessa gentaglia che ha santificato uno come minkionne (minuscola e storpiatura volute, e non me ne frega un cazzo se “non si deve parlar male dei morti”) che ha distrutto la più grossa azienda italiana e l’ha svenduta per una balla di fumo ai merrregani. La nostra intera classe “politica” è per propria stessa dichiarazione serva dei grandi badroni merrrregani, è inutile girarci intorno – e finché rimarrà così non ne verremo fuori.

mercoledì 29 agosto 2018

Tutto il mondo è paese

Mal comune mezzo gaudio? In questo caso, ’sto par di balle. La deriva che sta prendendo anche il resto di quest’europa (minuscola d’obbligo) marcia e corrotta è un po’ troppo preoccupante perché possiamo permetterci di gongolare. Non solo noi abbiamo i baluba verdi che dettano legge (a che titolo non l’ho ancora capito) da noi e mandano al massacro povera gente che non ha altre colpe se non avere la pelle scura, trasformandoli in una miniera d’oro per la criminalità: in Cruccolandia si ritrovano con le bande di neonazisti che vanno a dare la caccia agli stranieri – e non bande così, estemporanee, ma supportate da due grossi partiti crucchi di derivazione ultranazionalista. Aggiungiamo al mucchio il dittatore sanguinario turco e il suo degno collega ungherese e si arriva a comprendere che le cose stanno davvero prendendo una brutta, ma davvero brutta, piega. E le socialmerde coi loro cumuli di webeti affetti da leonite da tastiera non migliorano di sicuro la situazione!

Cioè, o la gente comune si decide una buona volta a metterci un po’ di buon senso e a non dar retta alle socialmerde né ai venditori di fuffa che soffiano sulle braci del razzismo rampante, o non ci resta che aspettare quel singolo evento che verrà preso come pretesto per la dichiarazione ufficiale della Terza Guerra Mondiale – che per l’umanità sarà anche l’ultima.

lunedì 27 agosto 2018

Etica a seconda dell’umore

Interessante articolo (già, secondo la legge dei grandi numeri a volte anche questo genere di testate una volta ogni tanto c’imbrocca). Non che anche gli altri personaggi citati non siano esperti di “doppia morale”, insomma, però questo idiota ha passato l’intera campagna elettorale – tra le altre cose – ad accusare “gli altri” di doppia morale e adesso applica lo stesso identico sistema? Questa non è più solo doppia morale: è ipocrisia all’ennesima potenza.

Pffff. Giuro: non avrei mai pensato che questo “governo” mi avrebbe fatto rimpiangere i precedenti! Ma devo sempre tenere a mente il proverbio “Al peggio non c’è limite”. Ogni volta che si pensa che più in basso di così sia impossibile cadere, poi arrivano quelli dopo che invece ci riescono senza il minimo sforzo.

giovedì 23 agosto 2018

Ancora un motivo per levarceli dai coglioni

Una nave della marina italiana è bloccata in un porto, tenuta in ostaggio dal Ministro della Segregazione Razziale, da almeno una settimana. Non solo non possono sbarcare i naufraghi che la nave Diciotti ha raccolto – naufraghi che già erano stremati dal viaggio su uno di quei barconi prima e dalla permanenza in mare dopo – ma nemmeno il personale della nave può muoversi: gente che magari ha una famiglia e vorrebbe rivederla non può mettere piede a terra!

Questo secondo la legge italiana si chiama “sequestro di persona”, plurimo e aggravato, oserei aggiungere. Il Ministro dell’Estrema Violenza non può permettersi di agire al di fuori delle stesse leggi di cui invece dovrebbe essere il garante assoluto. Dovrebbe essere arrestato, e con lui tutto il webetume arrembante che inneggia alla sua politica sul Tomo delle Facce di Merda e sul Cinguettatore Folle (ma ancora non li hanno chiusi?). Ma questo ci porta a una serie di domande:

a) Quando qualche magistrato con le palle (magari ad alto regime di rotazione, chissà) ordinerà senza se e senza ma al Ministro del Neofascismo Iperesaltato di lasciare che la gente a bordo della nave Diciotti sbarchi?

b) Quanto reggerà il comandante della nave Diciotti prima di dichiarare ammutinamento assieme a tutto il suo equipaggio, rimettere in moto la nave e andarsene a cercare asilo in qualche paese civile? Perché, va bene che gli italiani sono abituati a sopportare le peggiori nefandezze senza battere ciglio, ma qui si stanno oltrepassando i limiti del troppo. Io, al posto di quel comandante, avrei già salpato per lidi ignoti (disabilitando tutti i sistemi di tracciamento della nave) – ma, appunto, non sono al suo posto…

c) Quando il presiInesistente della rebubbliga si deciderà a prendere il brutale ma necessario provvedimento di sciogliere le camere e dichiarare il commissariamento dell’Italia? Perché, ormai, oltre alla questione infrastrutture, c’è da risolvere la questione dei sequestri di persona istituzionalizzati contro cui nessuno degli altri ministronzi sembra voler agire (eppure basterebbe poco, da parte loro, per mettere in minoranza il Ministro della Distruzione Sociale).

martedì 21 agosto 2018

Togliere la “politica” e mettere la politica

La tragedia del ponte di Genova non è che l’ennesimo caso, in Italia come anche altrove, che esemplifica come davvero dobbiamo liberarci della “politica” con le virgolette e cominciare ad applicare la politica, quella reale, senza virgolette.

Basta proclami, slogan, atteggiamenti da cordoglioni, campagna elettorale permanente; basta con questa lotta tra bambini dell’asilo “è stato lui”, “no, è stato lui”, “no, è tutta colpa di quegli altri”, e via così. Questa “politica” deve tacere una volta per tutte.

Adesso è davvero ora di lasciare spazio alla politica vera. La politica che deve prendere decisioni sulle infrastrutture, provvedimenti affinché questo genere di tragedie non avvenga più per errori e negligenze umani e in caso di catastrofi naturali faccia meno danni possibili. La politica che non lascia le vittime di eventuali disastri abbandonate a loro stesse. La politica che sa prendere decisioni.

Quindi, detta molto cinicamente, Mimì e Cocò che “governano” nascondendosi dietro un presiNiente del coniglio inesistente devono andarsene via dalle balle, e il presiAncoraMenoDiNiente della rebubbliga deve una buona volta nominare un commissario straordinario che metta mano – almeno – alle varie evidenti falle nelle infrastrutture al fine di garantire alla cittadinanza un certo grado di sicurezza. A rieleggere qualcuno penseremo quando tutti questi problemi saranno risolti una volta per tutte.

venerdì 17 agosto 2018

Creare dei martiri

E la storia insegna(1) quanto la gente abbia bisogno di tutto meno che di martiri. Piazzare bombe davanti a una sede del partito dei baluba verdi vuol dire, prima di tutto, scendere non al loro livello, ma ancora più in basso; seconda cosa, così adesso i baluba possono montare su una bella sceneggiata di vittimismo e farsi passare per i santi di cui non sono nemmeno gli stinchi.

No, cari anarcoidi col cervello di un’ameba, se non ancora meno: questo non è il modo giusto per combattere i baluba. Il fuoco non si combatte con un fuoco più grosso, ma con acqua. Per buttare giù i baluba occorrerebbe un po’ di intelligenza e di buon senso, che non avete, e col vostro atto inconsulto l’avete reso totalmente impossibile. Guardate quali danni sta facendo ancora adesso l’inopportuna martirizzazione di un certo personaggio avvenuta circa duemila anni fa addirittura in Medio Oriente, e traetene una lezione (che non trarrete mai).

(1) Ma la gente non studia…

giovedì 16 agosto 2018

Un pedaggio assai salato

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Una quarantina di vittime. Questo il pedaggio riscosso a causa del crollo del ponte Morandi a Genova, un ponte ormai da troppo tempo giudicato inadeguato all’aumento del traffico, e soprattutto allo spropositato aumento dei carichi trasportati dai mezzi pesanti. Quando venne costruito quel ponte, passavano pochi tir e il loro carico raramente arrivava alle dieci tonnellate; ultimamente ne passavano a decine ogni minuto e al momento un tir di quaranta tonnellate viene giudicato piccolo! Ma le voci di coloro che per anni (tanti anni) hanno denunciato questa situazione di pericolo sono rimaste inascoltate, e temo che lo rimarranno riguardo a tutti gli altri ponti italiani che versano in condizioni simili.

venerdì 27 luglio 2018

giovedì 26 luglio 2018

Fumo negli occhi

Lo era già prima; adesso che il maschio alfa dei baluba verdi si è autonominato Ministro di Tutti i Ministeri Possibili, Immaginabili e Impossibili la questione migranti è una spessa cortina fumogena gettata negli occhi alla gente per impedirle di rendersi conto che questo “governo” non sta mantenendo una sola delle sue belle promesse elettorali.

Legge fornero (minuscola d’obbligo) da abolire? Ma quando mai.

Togliere le accise ai carburanti? Tsè, tanti saluti.

Quella cagata pazzesca del reddito di cittadinanza con cui hanno intortato milioni di imbecilli? Ciccia. (E qui io dico: meno male. Le risorse per quella puttanata non le troveranno mai.)

La tassa ad aliquota unica? Ciao ciao. (E meno male anche lì.)

No: il Ministro dell’Intero Universo non fa altro che fomentare odio verso i migranti, con campagne allucinanti sulle socialmerde che sono il suo unico mezzo di comunicazione. Scatena una guerra tra poveri e questi non si renderanno conto del nulla assoluto su tutti gli altri fronti!

E i due bresidendi, quello della rebubblica e quello del coniglio dei minestri (minuscole e storpiature d’obbligo) esistono ancora? Dovrebbero essere loro a porre un freno alla tracotanza del baluba verde; ma ormai sono dispersi senza speranza.

martedì 24 luglio 2018

Webeti, odio e smalto

Qui siamo ben oltre i limiti della vergogna: siamo in piena campagna d’odio nei confronti – nello specifico – di una profuga, Josefa (o Josepha: sono incerto sulla grafia, che è stata riportata in entrambi i modi). Campagna d’odio, va detto, che il nostro Ministro del Tutto e dell’Ogni Cosa, il maschio alfa dei baluba verdi, continua a fomentare coi suoi atteggiamenti di razzismo estremo che qualcuno dovrebbe pubblicamente censurare – i due bresidendi a cui spetterebbe sono scomparsi senza lasciar traccia, ma questo è un altro paio di ma mutande.

Uuuuuh, Josefa (lo scriverò con la F da qui in avanti) aveva lo smalto sulle unghie. Uuuuuh, la pelle delle mani non aveva l’aspetto spugnoso dovuto a una lunga permanenza in acqua. Uuuuuh! Giù quintalate di commenti grondanti odio come fosse sangue in macelleria su tutte le socialmerde!

Ma, cari webeti affetti dalla vostra solita leonite da tastiera: fate una brevissima ricerca su San Google e scoprirete che al momento del soccorso la povera Josefa non aveva lo smalto alle unghie e le sue mani non erano poi così in buono stato. Dopo un po’ di ore la pelle si riprende, e quanto alle unghie gliele hanno smaltate dopo, sulla nave Open Arms che l’ha salvata, per consolarla.

Già, troppa fatica dare un calcio a quel neurone solitario in coma farmacologico ed effettuare una breve ricerca (quanto ci ho messo io? Dieci secondi? Forse meno.) per raccogliere tutte le informazioni e farsi un quadro completo della situazione. Meglio continuare a diffondere bufale pazzesche e odio come se piovesse; meglio seguitare a dar retta alla propaganda di personaggi come il Ministro della Segregazione Razziale anziché al buon senso.

Approfondimenti in questo articolo di David Puente.

lunedì 23 luglio 2018

Morte di una casa automobilistica

E così siamo rimasti senza. Gli ultimi residui di italianità della Fiat sono svaniti con la presa di potere da parte di un merrrregano – non che ne fossero rimasti molti, va detto; ma Minkionne (citandolo come se non fosse malato in fase terminale) esitava a liberarsi definitivamente delle sue radici. Questo signor mikemanley (minuscole e incollaggio d’obbligo) non avrà più nessuna remora: gli stabilimenti italiani costano troppo e verranno chiusi, definitivamente, senza opzione. E con gli stabilimenti Fiat, chiuderà anche tutto l’indotto.

Continuo a ripeterlo: questo è un paese di merda, ma solo perché ha un popolo di merda. Non siamo in grado di mantenere la nostra produttività sul suolo nazionale. Fintanto che alla Fiat c’era Agnelli almeno si aveva la certezza, per quanto fosse un tiranno fatto e rifinito, che i suoi storici marchi sarebbero rimasti qui; ma suo “nipote” (da che parte? Questa parentela vantata da elkannbastard con Agnelli è quanto mai forzata) non ha le palle che aveva lui, e dopo aver iniziato l’opera di distruzione di uno storico marchio con Minkionne (ribadisco: sempre riferito alle sue condizioni passate) adesso ha dato la mazzata finale piazzando lì questo nuovo amministratore delegato che non saprebbe localizzare l’Italia su un mappamondo.

martedì 17 luglio 2018

Titolisti troppo sensazionalisti e webeti

Titolo di questo articolo di Repubblica: “Se la vittima si è ubriacata volontariamente la violenza sessuale resta ma non c’è aggravante”; sottotitolo: “Per la Cassazione l’aumento di pena è giustificato se ‘a somministrare l’alcol è stato l’autore dell’abuso’”.

Un titolo un po’ tanto sensazionalistico, su cui il webetume da socialmerde si è tuffato a capofitto per criticare quei porci bastardi della cassazione (che ancora non si è riguadagnata la maiuscola, ma per ben altri motivi) che hanno dato uno sconto di pena a dei brutali stupratori, bla bla bla e ancora bla.

Poi, però, leggendo l’articolo si viene a scoprire che le cose non stanno proprio così. Insomma, l’aggravante scatta se gli stupratori forzano la vittima a ubriacarsi; se si era già ubriacata per i cazzi suoi, questa aggravante non scatta. Quindi, ci mancherebbe, la violenza sessuale c’è stata, e la cassazione ha ribaltato la sentenza d’appello stabilendo che gli stupratori devono essere condannati – ma non sono stati loro a far bere la vittima, e quindi vengono condannati solo per lo stupro, che comunque vale loro i loro sacrosanti annetti di galera. Chiaramente se era ubriaca non poteva essere consenziente, no? Ma quei due bastardi fatti e rifiniti hanno semplicemente approfittato, da vigliacchi senza spina dorsale, di uno stato di fatto, non l’hanno causato loro.

Questo per amor di giustizia, e prima che qualcuno mi accusi di difendere gli stupratori; non ne ho la minima intenzione, ma è dallo stupro quotidiano all’intelligenza perpetrato dai webeti che intendo difendere la giustizia ufficiale, quando funziona.

Purtroppo ci hanno ficcato il becco, molto inopinatamente, anche quegli idioti patentati delle iene (minuscola d’obbligo, e mi perdoni la iena ridens) e quindi quella che farà presa sarà la versione dei webeti.

venerdì 13 luglio 2018

Capitano, lo posso torturare?

Una forza “politica” dall’inverosimile nome “fratelli d’Italia” (e con la minuscola di “fratelli” d’obbligo) ha avuto la faccia tosta di presentare una proposta di legge per abolire il reato di tortura, che “impedisce alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro”, secondo l’idea balzana di quella stordita di giorgiameloni.

Oh, sì, diamo modo di ripetere innumerevoli volte quello che è successo a Bolzaneto nel 2001. Lasciamo pure che agenti corrotti e con le pigne al posto del cervello continuino a pestare a sangue e torturare (psicologicamente, non solo fisicamente) gente colpevole soltanto di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lasciamo pure che certe teste bacate che allignano come erbacce nelle forze dell’ordine si sentano autorizzate a prendere gente innocente e ridurla a rottami umani (magari pure morti) senza che nessuno possa opporsi. Già queste teste bacate infliggono pesanti figure di merda a forze dell’ordine che senza quegli stronzi tra i loro ranghi sarebbero tra le migliori al mondo! Legittimare questi comportamenti è davvero da infami.

Si spera che la proposta di questi fratel cugin tizi che non sono assolutamente parenti dell’Italia riceva la considerazione che merita, cioè zero.

giovedì 12 luglio 2018

Morire per un contratto da sei giorni

Questa notizia mi ha lasciato allibito. Cioè, oltre all’annosa questione della sicurezza sul lavoro, mai risolta e che nessuno – nessuno – qui in Italia ha intenzione di risolvere: questo poveraccio era stato assunto con un contratto di lavoro di sei miseri giorni! Praticamente per riuscire a mantenere una famiglia – aveva una moglie e un bambino piccolo – viveva di espedienti!

Già, ma precarietà a stecca e mancanza di sicurezza sul lavoro non sono mica tra le priorità di questo “governo”, oh, no. Non erano nei loro “programmi” elettorali, non ci sono neanche in quel famigerato “contratto”. L’unica priorità assoluta e inderogabile di questo “governo” è: dagli al migrante brutto porco bastardo assassino che ci frega il lavoro e violenta le nostre donne! Se un poveraccio che viveva praticamente alla giornata muore travolto da qualche tonnellata di marmo (parlando del caso specifico) chi se ne strabatte!

Qualcuno spieghi al ducetto della domenica pomeriggio (sul tardi) che magari forse probabilmente, può darsi, in via del tutto ipotetica, eh già, sicurezza, stabilità e benessere della popolazione passano sopra tutte quelle considerazioni farlocche su quei disgraziati fuggiti da una situazione di merda e che costituiscono (repetita juvant? Ormai ho perso la speranza.) un misero 6% della gente presente sul suolo italiano, non il 99,999% come crede lui. Disgraziati, tra l’altro, che si troverebbero di fronte alla stessa probabilità di morire per un lavoro iper-precario degli italiani, o forse più alta visto che generalmente finiscono vittime del caporalato.

lunedì 9 luglio 2018

Qualche buona notizia in questo afoso lunedì

a) Si direbbe che qualcuno nel parlamento europeo (sì, anche quello con le minuscole d’obbligo) si sia messo una mano sulla coscienza – o su qualunque cosa abbiano al posto della coscienza. Hanno rigettato la legge sul copiràit (italianizzazione voluta), in particolare per quanto riguarda i deprecabili articoli 11 e 13. Cioè: rimandati al mittente la tassa per pubblicare link di articoli altrui e lo sceriffaggio della rete da parte dei provider. Insomma, per quanto la legge sul copiràit vada un po’ rivista, questo era in assoluto il modo sbagliato, e la maggioranza del parlamento europeo se n’è resa conto. (Quanto al fatto che io personalmente ritenga il copiràit, i brevetti, i marchi registrati e tutto questo ambaradan la morte della creatività umana, è solo una mia opinione personale.)

b) Tra tante puttanate il governo attuale una buona (forse) è riuscito a combinarla: la cosiddetta “legge dignità”. È un primo passo per ridurre precariato, delocalizzazioni e gioco d’azzardo. Intendiamoci: è un primo passo, non il ritorno – e qui ci va – al modo in cui le cose funzionavano in passato; ma va nella direzione giusta. Non ha reintrodotto il famoso articolo 18, però ha reso più difficili i licenziamenti senza giusta causa; ha tolto un po’ di benefici statali alle ditte che fan fare tutto agli schiavi cinesi (quelli che lavorano 18 ore al giorno festivi inclusi per una ciotola di riso bollito e una stuoia pidocchiosa su cui dormire quelle misere 6 ore che restano) e inserito il ricupero di benefici di cui i delocalizzatori a stecca hanno usufruito, magari accompagnato da qualche bella sanzioncina; ha istituito un divieto di pubblicità di giochi e scommesse in denaro. Briciole: ma briciole buone.

giovedì 28 giugno 2018

Numeri trollesi

Sono quelli che conoscono i webeti.

Sull’ormai ben noto Tomo delle Facce di Merda un gruppo di buontemponi ha trollato alla grande tutto il webetume che ancora perde le bave su quella fogna totale della società – e tutta questa massa di webeti alla googolesima potenza ci è cascata con tutte le scarpe, facendosi l’ennesima figura di merda (e già, se no non sarebbero webeti).

Questi trolloni hanno parlato di “introdurre i numeri arabi nelle scuole italiane”. E il webetume si è scatenato a manetta, senza minimamente rendersi conto che questa era una trollata fatta e rifinita!

Cioè: io dalla prima elementare (ripeto: prima elementare – riripeto: PRIMA ELEMENTARE – straripeto: PRIMA ELEMENTARE) sento definire “arabi” i numeri che utilizziamo. Definizione tecnicamente non corretta, perché non furono gli arabi a esportarli da noi, ma sono chiamati numeri arabi da secoli.

E con questa puttanata i webeti si sono definitivamente scavati la fossa ancora peggio che con la trollata uscita un po’ di anni fa sul famigerato monossido di diidrogeno, che almeno richiedeva qualche conoscenza di chimica di base per poter essere smontata.

martedì 26 giugno 2018

Torniamo agli anni ’70

Drastico da parte di uno che sulla tecnologia vive, ma sono sempre più convinto che un regresso tecnologico al momento attuale sia la soluzione migliore. Torniamo al livello tecnologico degli anni ’70! L’attuale abuso di tecnologia ci sta distruggendo un pezzo alla volta.

Ex partner che molestano la persona con cui vivevano (generalmente uomini che molestano donne, ma ho assistito personalmente a casi relativi a tutte le altre combinazioni) tramite la cosiddetta Internet delle Cose (Brutte, aggiungo io)? Ma va’ là, mica possibile! Tsè, come no: in questo articolo del Disinformatico si possono leggere numerosi esempi di come invece sia possibilissimo. Ma in vendita non trovi più un singolo elettrodomestico che non abbia la sua bella connessione a Internet e la sua bella possibilità di essere gestito da remoto con l’app demmerda sul minkiofono. Per quel che mi riguarda io mi rifiuto di attivare la connessione al web sulle apparecchiature che compro (tranne quelle che devono connettersi, cioè PC, tablet e minkiofoni), ma tanta gente si lascia intortare dalla propaganda di produttori e venditori senza scrupoli che vogliono la gente iperconnessa e ipercontrollata. Poi, falle di sicurezza a gogò (che i produttori si rifiutano di tappare), l’ex partner possessivo che ti tampina metro per metro, i tuoi dati che finiscono in mano a mezzo mondo? Quando il danno è fatto, è poi inutile lamentarsi! Ma fino a che punto tireranno la corda produttori e venditori con l’etica di uno squalo, senza offesa per gli squali? Quand’è che ci ritroveremo con apparati solo controllabili da remoto, con le già citate falle di sicurezza che nessun produttore accetterà di correggere? Quand’è che ci toccherà tornare a vivere in case senza nemmeno la corrente elettrica e farci tutto a mano solo per avere un minimo, ma davvero minimo, di sicurezza? Non pensiate che siano questioni puramente accademiche: è quello che sta succedendo.

Tutto ciò unito a vari altri aspetti di questo abuso di tecnologia di cui ho già parlato in altri post. Mi si accusi finché se ne ha voglia di essere il classico nostalgico dei “bei vecchi tempi” di una volta! In questo caso lo sono, e a ragion veduta: la tecnologia è bella, funzionale, ci aiuta tantissimo, ma quando viene data in mano a truffatori (da un lato) e a imbecilli (dall’altro) diventa la garrota che ci strozzerà a morte.

venerdì 22 giugno 2018

Propaganda, propaganda

Dagli al migrante porco bastardo, chiudete tutti i porti, cacciateli via, sbatteteli a mare.

Dagli al rom (per quanto se le meritino, ribadisco; ma questo è decisamente il modo sbagliato).

Cancellare tutte le cartelle esattoriali sotto i centomila euro, uah uah uah.

Via la scorta a Saviano perché è solo un quaqquaraquà.

Ecco, questo è il programma politico del maschio alfa dei baluba verdi. Propaganda, pura e semplice propaganda, di quella che va bene per intortare i webeti sul Tomo delle Facce di Merda – che poi sarebbero quelli che l’hanno votato, in definitiva.

Ma quell’emerito demente ancora non ha capito che il TFM è una cosa, la politica vera è tutto un altro paio di mu ma mutande. Essere ministro non significa affatto continuare a sparare le stesse puttanate che sparava in campagna elettorale per farsi votare (repetita juvant) da un’accozzaglia di webeti affetti da razzismo galoppante.

Ripeto quello che ho già detto nel post precedente: bisogna buttarlo giù, anche a forza bruta, prima che con la sua smania di atteggiarsi a nuovo duce unita alla sua incompetenza totale e irreversibile riesca a distruggere l’Italia più di quanto siano riusciti a fare il caimano prima e il Bomba dopo.

martedì 19 giugno 2018

Cosa si diceva sulle leggi razziali?

Non mi piace essere facile profeta in casi come questo. Col maschio alfa dei baluba verdi, che a quanto pare si è autonominato duce, si paventava il rischio della reintroduzione delle leggi razziali – e puntualmente, anche se al momento è solo una proposta da parte sua, questo si sta verificando.

Si comincia con la schedatura dei rom. E vabbe’, direte, i rom. Ma dalla schedatura dei rom si passerà molto ma molto facilmente alla schedatura di chiunque non si conformi ai ristretti schemi mentali del baluba verde. Il che vuol dire che chiunque è a rischio di vedersi schedato! Hai un lontanissimo antenato che non era di qui? Schedato. Hai un cognome non proprio italiano? Schedato.

Da qui alla reintroduzione di un pieno regime fascista il passo è breve. Qualcuno fermi, anche a forza bruta, quell’emerito demente!

giovedì 14 giugno 2018

“Inteligggenza” artificiale

Virgolette e storpiatura d’obbligo.

Auto a guida autonoma che non riescono a vedere pedoni (e li stirano), che interpretano la segnaletica orizzontale a modo loro (e si spiattellano sul divisore di uno svincolo autostradale), che non riescono a capire quando un veicolo è fermo o in movimento (e lo travolgono).

Algoritmi di “inteligggenza” che non riescono a distinguere due sciatori da un cane in una fotografia di una chiarezza lampante.

Algoritmi di “inteligggenza” (qui la mazzata va a Cisco, che li sta adottando su larga scala col suo servizio Umbrella) che non riescono a distinguere un sito porno da uno che non lo è e sul DNS aziendale mi stanno bloccando circa tre quarti dei siti a cui tento di accedere, costringendomi a lanciare una macchina virtuale con DNS diversi per riuscire a vedere addirittura siti istituzionali.

Algoritmi di “inteligggenza” inseriti in quei famosi assistenti vocali (OK-stopardiballe-Google, Alexa-la-fexa, Cortana-la-cortigiana) che prendono una banale conversazione in cui nessuno ha pronunciato la frase chiave come un ordine di attivazione, chiamano cani, porci, gatti e sorci e inviano a mezzo mondo conversazioni teoricamente riservate.

Questa “inteligggenza” artificiale sta toppando su tutta la linea. Vogliamo ancora andare avanti così? O vogliamo fermarci un attimo a riconsiderare tutta la faccenda? Ne abbiamo già a gogò di tecnologia schiavizzante, senza doverci aggiungere macchine che pretenderebbero (senza peraltro riuscirci) di pensare al posto nostro dando origine a situazioni imbarazzanti quando non sono letali.

mercoledì 13 giugno 2018

Come si dice “vaffanculo” in francese?

Vabbe’, possiamo tranquillamente ammettere che il maschio alfa dei baluba verdi l’abbia fatta, e continui a farla, parecchio fuori dal vaso – non solo col caso dell’Aquarius, anche con tante altre faccende.

Ma come cazzo si permette quella merda di bresidende (sì, merita minuscola e storpiatura) francese di venire a dare lezioni a noi? Con che faccia osa accusare l’Italia di aver adottato una linea “vomitevole”?

Cioè, parla quello che manda la polizia francese a invadere la stazione di Bardonecchia (che è in Italia, porca puttana!) per dar la caccia ai migranti che sono in regola; quello che fa respingere a Ventimiglia una donna incinta e malata solo perché ha la pelle scura; quello che ha fatto sigillare tutti i porti per non accogliere migranti (e poi si lamenta che il nostro fascistone verde sigilli i nostri: giusto, ma da che pulpito!). Come ha detto Gramellini nell’articolo linkato, siamo noi a poter definire vomitevole il comportamento di uno dei nostri politicanti da strapazzo. Un pezzo di merda francese che ha combinato ben di peggio veda di stare zitto e di pensare al proprio paese!

martedì 12 giugno 2018

Programma viscerale

Hah, “programma” è una parola grossa. Quella sottospecie di “governo” (anche quello con le virgolette) che abbiamo adesso si crea i “programmi” sulla base del mal di pancia della gente. A parte la cosiddetta “flat tax” che hanno intenzione di varare per fare il solito regalo ai ricchi, perché in definitiva tanti bla bla bla ma coraggio zero nei confronti di certe persone – ma questo è un altro paio di (ormai lo sapete) mutande.

Mal di pancia numero uno di questi periodi: migranti brutti sporchi cattivi tutti criminali, chiudere i porti, mandare via, sciò, fuori dalle balle. Così si compiace la fetta di elettorato – esigua, a ben guardare – che ha votato i baluba verdi. Così si tirano anche consensi elettorali per le amministrative, eh già: mica si possono deludere tutti questi baluba o simpatizzanti col loro mal di pancia che li coglie tutte le volte che vedono una pelle che non sembra passata in candeggina!

Mal di pancia numero due (ma appena appena distaccato): vaccini assassini merda fanno prendere la patente per i pullman venire l’autismo umpa zumpa bli blo bla. Questo vorrà dire a breve revoca dell’obbligo di vaccinazione – unico provvedimento davvero furbo del governo del viceBomba, vista la tipica cazzoneria italiana “se non è obbligatorio non lo faccio” – oltre all’istituzionalizzazione della diffusione incontrastata di tutte le bufale antivacciniste. Eh già, mica si possono deludere tutti quei gombloddari antivax terraencefalogrammapiattisti sciacomicari che hanno votato grUllino. A quando l’istituzionalizzazione nei programmi scolastici della negazione totale che la Terra sia una palla come qualunque altro pianeta abbastanza grosso da esserlo?

Quale sarà il prossimo mal di pancia? La caccia ai rettiliani? Poveretti, in questo caso: i rettiliani sono estinti da mo’, dato che ho divorato l’ultimo circa quattrocento anni fa.

Comunque sia, “governare” improvvisando sul momento basandosi solo sui mal di pancia della gente ci condurrà inevitabilmente alla catastrofe. Quand’è che gli svizzeri si decideranno a invaderci e a trasformare tutte le province italiane più la Valle d’Aosta in altrettanti cantoni elvetici? A questo punto, sarebbe la soluzione meno peggiore!

(Tranquilli: ci lasceranno nella bagna, non lo faranno mai…)

venerdì 8 giugno 2018

Socialmerde e webeti

Proprio come l’accoppiata truffatore-pollo: due facce della stessa medaglia.

Prendo spunto dall’ultimo caso in cui il Tomo delle Facce di Merda l’ha fatta fuori dal vaso per distribuire un po’ di mazzate a tutte e due le parti in causa.

Sembrerebbe che un bacherozzo sul TFM abbia spinto 14 milioni di utOnti a rendere pubblici (cioè visibili a tutti senza sforzo – perché in ogni caso quel che finisce sul TFM è in un modo o nell’altro pubblico, ma questo è un altro paio di manmutande) i loro aggiornamenti teoricamente privati. Bene: giù la mazzata dovuta, obbligata, al TFM, che in tale modo – tra le altre cose – viola i principi stabiliti dalla GDPR facendo esattamente l’opposto di quello che dovrebbe.

Ma tuttavia però (E&CCFCC – humpf, non la tiravo fuori da mo’…): l’altra mazzata dovuta, obbligata, va al webetume arrembante. C’è una cazzo di iconina vicino al pulsante di pubblicazione che serve proprio a verificare se quello che si sta per sparare sul TFM dev’essere visibile a cani, porci, gatti e sorci o a categorie più ristrette. È vero che il bacherozzo del TFM ha impostato di default su “pubblico” tale opzione, ma è anche vero che basterebbe andare a cliccare su quell’iconina di merda e cambiare la modalità di pubblicazione! Basterebbe porsi la domanda “Ma questo post va bene per caniporcigattisorci o è meglio che lo vedano solo determinate persone?”.

Insomma, questo in legalese si chiama “concorso di colpa”. Sono sempre convinto, in ogni caso, che le socialmerde dovrebbero sparire senza se e senza ma; ma, appunto, questo spingerebbe anche molti webeti a mollare un calcione a quel criceto in coma farmacologico che hanno nel cranio e a tornare a pensare a quello che stanno facendo quando interagiscono col web. Soprattutto se si tornasse allo schema del “web 1.0”, dove per vederti pubblicato qualcosa se andava bene aspettavi un’ora, se non un giorno, e solo se passava le verifiche da parte del moderatore di turno.

giovedì 7 giugno 2018

Datemi dell’antisemita, se ne avete il coraggio

Cito José Saramago in una sua dichiarazione che, otto anni dopo la sua morte, è tremendamente attuale:

“Vivere nell’ombra dell’olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni… quello che sta accadendo in Palestina è un crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz.”

Non sono le parole di un pirla qualunque. E non passa giorno che non si ricevano notizie (giammai dai nostri media, eh, mi raccomando: solo dal web) di massacri nella striscia di Gaza. Però vai a toccare un israeliano! Ti volano tutti addosso con accuse di antisemitismo. Ma è evidente che si ricordano della Shoah, dell’olocausto e di tutto quello che hanno subito soltanto quando si tratta di farlo pesare al mondo intero; non se ne ricordano affatto quando si sentono in dovere di andare a macellare i palestinesi. Be’, accusate anche me di antisemitismo, se osate! Poi dovrete girare la stessa accusa anche a Saramago, che, proprio come me, non aveva nulla contro gli ebrei in sé, ma semplicemente contro la loro pretenziosità nell’infliggere agli altri quello che hanno subito loro, dimenticando uno dei precetti della loro stessa religione. Sarebbe comprensibile (non giustificabile, lo ribadirò sempre: solo comprensibile) se avessero dichiarato guerra alla Germania – ma i palestinesi non sono responsabili dell’olocausto, e vorrebbero solo vivere la loro vita in pace! Qui, oltre a non essere giustificabile, l’atteggiamento degli israeliani non è neppure comprensibile!

mercoledì 6 giugno 2018

I fascisti scoprono il loro gioco

Adesso che sono al potere – sì, proprio i fascisti con le camicie verdi: i grUllini sono ridotti al rango di zerbini – stanno mettendo le carte in tavola. Ormai ogni dubbio sulle intenzioni dei baluba verdi, nella persona del loro maschio alfa, è svanito come neve al sole di luglio. Dunque:

  • Un “ministro della famiglia” con valori ottocenteschi sulla “famiglia naturale” (che, ribadisco, non esiste in natura) e conseguente negazione di qualunque diritto, perfino all’esistenza, alle famiglie che esulano dai suoi ristretti schemi mentali – e le uniche condanne che ha ricevuto vengono dal web, che conta come il due di bastoni quando briscola è coppe a livello politico.
  • Sulla questione migranti il maschio alfa dei baluba verdi dovrebbe andare a battere i pugni a Bruxelles affinché questa cazzo di europa si decida a non lasciarci nella bagna ad affrontare il problema da soli; invece, parla di stringere alleanze col ministronzo ungherese, un tipo talmente di larghe vedute che intende dare un giro di vite all’immigrazione in qualunque forma. Questo ha innescato la classica spirale: qui si adottano provvedimenti restrittivi, l’europa ci dice “Ah, sì? Questo è un problema vostro, arrangiatevi.”, così qui si adottano provvedimenti più restrittivi, l’europa si irrigidisce ancora di più, e poi finiremo per schiantarci di brutto.
  • I migranti però vanno bene quando possono venire schiavizzati, a fare lavori di merda con orari impossibili per una paga miseranda che non basta nemmeno per sopravvivere. E poi uno di questi poveracci viene brutalmente ammazzato dagli sceriffi nostrani perché è stato beccato (oooooh!) a “rubare” lamiere in una discarica (ripeto: in una discarica) solo per rinforzare la propria invivibile baracca. Dal governo non è arrivata mezza parola di condanna per questa giustizia sommaria da far west.

Insomma, di bene in meglio, eh? E ripeto, gli elettori da mal di pancia hanno la loro buona parte di colpe – ma ormai questa è la classica lotta contro i mulini a vento: gli elettori non la capiranno mai.

Questa vignetta di Haldeyde (la linko solo: è troppo larga per il mio modello di blog) esprime in pieno la situazione in cui ci siamo cacciati.

venerdì 1 giugno 2018

Difendiamo la rete

Ennesimo attacco da parte di quei genialoidi dell’unione europea (sempre minuscole d’obbligo) alla libertà della rete. Cioè: tasse sui link delle notizie? Obbligo di filtrare contenuti? Vabbe’, quest’ultimo sarebbe quasi comprensibile, visto cosa sbatte sulla rete il webetume arrembante di questi periodi, roba che al confronto il film Idiocracy era addirittura troppo morbido; ma si arriva al punto di quel quasi, perché i fornitori di contenuti filtrerebbero troppo. No? Guardate cosa succede in Cina, per dirne una: la stessa cosa avverrebbe da noi. Quanto alla tassa sui link delle notizie: fine dei motori di ricerca, perché qualunque ricerca finirebbe per linkare delle notizie. Da lì alla censura di stato il passo è breve.

Non so quanto possa essere efficace questa iniziativa, ma un bombardamento di mail e di telefonate potrebbe spingere abbastanza di quei poltronai a cambiare idea su questa infame boiata.

Ne hanno parlato anche Cavaliere Oscuro del Web, qui, e il Rockpoeta®, qui.

giovedì 31 maggio 2018

Bufale svizzere

Chissà se sono tutte viola e fanno direttamente il cioccolato!

Open-mouthed smile

Adesso, seriamente: mi hanno passato questa bella puttanata dal Tomo delle Facce di Merda.

bufala-svizzera-post_cens

(Cliccateci sopra per ingrandirla.)

Smontiamola pezzo per pezzo:

  • La bandiera: in questo articolo di Wikipedia è spiegata l’origine, che, sì, ha a che fare col cristianesimo, ma molto indirettamente.
  • La Svizzera nell’unione europea non c’è mai entrata. Mai. Non poteva uscirne nel 2011 visto che proprio non c’è mai entrata. (Repetita juvant? Mah.)
  • Le banche private in Svizzera esistono, e comunque ben poche banche private sono sotto il controllo della famigerata famiglia Rothschild (e non Rotzchilds come ha scritto questo troll).
  • Derivati del maiale nel cioccolato? Ma quando mai. Anche ci fossero, farebbero semplicemente parte della preparazione di un prodotto per il quale la Svizzera è giustamente famosa: nessun imprenditore è così pirla da tagliarsi una fetta di mercato per motivi ideologici – uno così dichiarerebbe bancarotta dopo un mese.
  • Filo spinato sul confine con la Romania. La Romania? Già, la Romania! Uno dei due stati ha messo le gambette per spostarsi a confinare con l’altro? A me a geografia insegnavano a leggere una cartina geografica, dalla quale si evince che, almeno, la Svizzera (visto che è oggetto del post) confina con Francia, Germania, Austria e Italia, non certo con la Romania.
  • Obbligo di conoscere la lingua svizzera. Gli italiani sono a posto, allora, come i francesi, i tedeschi, gli austriaci e anche i friulani quando parlano in dialetto, visto che parliamo tutti quanti correntemente la lingua svizzera. Ricordo che le lingue svizzere ufficiali sono francese e tedesco, più l’italiano per il Canton Ticino e una lingua molto simile al friulano per il Cantone dei Grigioni.

Ci troviamo di fronte a una trollata costruita ad arte, quindi. Sì, l’italiano (per una volta) corretto, a parte l’errore – forse voluto – sul nome Rothschild indica che è una trollata bella e buona, messa in piedi per attirare quanti più webeti possibile. Tanto il webete condivisore ossessivo-compulsivo non sa nemmeno dov’è la Svizzera – e chiaramente non leggerà mai questo post.

mercoledì 30 maggio 2018

Coerenza portami via

Il Bombapartito ha detto che istituirà presidi in difesa della Costituzione e delle istituzioni per venerdì 1° giugno.

Cioè: lo stesso partito che con quel famoso referendum voleva fare carta straccia della Costituzione e trasformare le istituzioni in un dominio personale adesso le difende.

Come se un assassino si mettesse a difendere il diritto alla vita.

Ci saranno elezioni a breve, in autunno o nel caso migliore all’inizio del 2019? Be’, spero proprio che questo grande sfoggio di coerenza salti all’occhio di tutti gli elettori che ancora si ostinano a dare i voti a certi elementi. (Tsè, ma quando mai.)

martedì 29 maggio 2018

Legislatura nata morta (2)

Siamo al parossismo, qui. Adesso l’Ammazzacongiuntivi vorrebbe chiedere la messa in stato d’accusa (che, visto che non sa nemmeno parlare in italiano, ha chiamato con un termine in ostrol babig quella lingua là) del bresidende della rebubbliga (solito discorso su storpiature e minuscole…).

Ma chi cazzo sei, Ammazzacongiuntivi?

Bene, siamo perfettamente d’accordo che il bresidende l’abbia fatta un po’ fuori dal vaso, stiracchiando le sue prerogative all’estremo limite nel non limitarsi a bocciare un nome, ma mettendosi addirittura a farne lui, di nomi. Solo che l’altra metà del disastro è da imputare ai due rincoglioniti, cioè l’Ammazzacongiuntivi e il suo compagno di merende, il maschio alfa dei baluba verdi. Altri ministri nominati da capi di governo in pectore sono stati rifiutati da altri presidenti (in questo caso resta solo la minuscola); allora, il futuro capo di governo ha scelto qualcun altro e basta, fine della storia. I due cretidioti, invece, si sono arroccati su quel nome, e alla fine il capo di governo designato ha chiaramente fatto capire che a quelle condizioni non poteva continuare. Così il bresidende ha nominato chi voleva lui (ancora una volta stiracchiando le sue prerogative all’estremo limite) e l’Italia tornerà a votare in autunno.

Ma non ci sono i presupposti per mettere in stato d’accusa il bresidende! Come cazzarola possa fare l’Ammazzacongiuntivi a montare una pretesa del genere è un grosso mistero – evidentemente bisogna essere grUllini per comprendere certi (s)ragionamenti.

Comunque, vari attori vanno ringraziati per questa situazione di cui tutti gli avvoltoi in questa europa putrefatta si approfitteranno alla grande (e già lo stanno facendo): il Bomba con la sua legge elettorale sminchiata, gli elettori che hanno votato quei due partiti sulla spinta di un gran mal di pancia e, appunto, i due gran capoccia di quei partiti, che di politica, di leggi e della Costituzione non capiscono un beato cazzo ma pensano di poter fare i gradassi quando e come vogliono.

lunedì 28 maggio 2018

Legislatura nata morta

Avevo pubblicato un post sull’impasse in cui era finito il bresidende della rebubbliga (ripeto: minuscole e storpiature volute); ma era un post nato sabato e malauguratamente non comparso sul blog (grazie Blogger) fino a quando non l’ho tolto e rimesso in pubblicazione stamattina. Era disastrosamente non aggiornato! La situazione di questa legislatura si è evoluta in maniera drammatica da sabato. In pratica il capo di governo designato ha fatto un passo indietro, il bresidende ha nominato chi voleva lui – trasformando l’Italia in una repubblica davvero presidenziale, e riuscendo perfino a rendersi peggiore del suo predecessore – e le alleanze stanno andando allo sfascio. Si tornerà a votare, quindi.

A questo punto, alle prossime elezioni, al bresidende e a quest’europa marcia fino al midollo che continua a volerci imporre i suoi odiosi diktat affinché la Crucchia continui ad arricchirsi a nostre spese starebbe davvero bene se andasse su qualche forza politica davvero antieuropeista che dichiari un’uscita immediata dal sistema euro. A noi toccherebbe stringere la cinghia per un tempo indeterminato, ma l’europa senza l’Italia andrebbe a gambe all’aria dall’oggi al domani e i crucchi si ritroverebbero in braghe di tela!

venerdì 25 maggio 2018

GDPR ed effetto “al lupo al lupo”

Oggi entra in vigore quella tanto decantata GDPR. Buono l’intento di base, che è quello di definire meglio cosa sia la pràivasi (italianizzazione, come sempre voluta) e dare maggiori strumenti agli utenti del web per poterla preservare. Al momento, però, la questione sembra presentare due problemi:

  1. Ancora una volta, quella che dovrebbe essere una regola semplice da capire, di buon senso, pratica ed efficace si ritrova afflitta da un pesante formalismo burocratico, da interpretazioni ad minchiam, da norme nate troppo di fretta e furia che rischiano di renderla incomprensibile dalla gente e non pienamente applicabile.
  2. In questi giorni le mie caselle di posta si stanno inzeppando di mail da tutte le parti, con tutti i siti e servizi con cui interagisco che si stanno premurando di spammarmi ben bene (alcuni a mitraglia, più volte al giorno) sul fatto che entrerà in vigore la GDPR. Un effetto “al lupo al lupo”, un allarmismo esagerato e incomprensibile – poi la gente quando si vede arrivare tutto questo spam piglia e cestina tutto, e alla fine della fiera se ne sbatterà altamente dell’intera faccenda. Non sarebbe meglio, cari webmaster che gestite siti e servizi su web, piazzare nella vostra bella home page un’informativa chiara, leggibile, che salti subito all’occhio, ben documentata, che spieghi per filo e per segno all’utente cosa deve fare per preservare il proprio diritto alla pràivasi? Non sarebbe meglio, tanto per cominciare, disabilitare per default tutte (ma proprio tutte) le opzioni che comportano violazione alla pràivasi e chiedere esplicitamente il consenso all’utente “Vuoi attivare questa condivisione dati?”, “Vuoi che usiamo i tuoi dati per questa finalità?”, e via così? Di sicuro meglio che cagarsi in mano e bombardare gli utenti di spam riguardante la GDPR!

In definitiva, la GDPR, nata sotto i migliori propositi, rischia di divenire l’ennesimo pastrocchio creato da burocrati ignoranti come le loro mutande, e il terror panico che ha colto tutti coloro che gestiscono qualunque cosa su web rischia di renderla un atto completamente inutile e inefficace.

martedì 22 maggio 2018

Governo verde acido e ventordicesima repubblica

Abbiamo (forse) il governo con un po’ di giallo dei grUllini e un po’ di verde dei baluba – il risultato del miscuglio tra i due è verde acido, no? Tutto basato su un “contratto” con un “programma” (le virgolette sono d’obbligo per tutt’e due) destinato come al solito a rimanere lettera morta. Ma (ribadisco: forse) la montagna è riuscita dopo tanto sforzo a partorire il topolino. Sia chiaro: sono due forze in cui non ripongo la minima fiducia, e che forse messe insieme riusciranno a far esplodere definitivamente l’Italia, ma vabbe’, questo passa il convento. Possiamo solo sperare che non combinino più danni dei predecessori.

L’unica cosa che fa veramente girare i gingilletti è il fatto che continuino a insistere su questa storia della “terza” repubblica. Terza de che? Mi sono perso l’assemblea costituente, la nuova Costituzione, cerimonie, tutto quanto? Mi è sfuggito il cambio di tipo di repubblica? Mi ero già perso tutto questo ambaradan per la “seconda” repubblica? Non credo proprio. Abbiamo la solita repubblica parlamentare, con la solita Costituzione abusata, violentata e vituperata, la solita politica di sempre, mutatis mutandis (cioè: cambiandosi le mutande…). È ora di piantarla con questa piazzata mediatica della seconda, terza o ventordicesima repubblica e dire le cose come stanno.

Aggiunta: Mi sa che stanno già partendo col piede sbagliato. Hanno designato come bresidende del coniglio un tizio che era un fermo sostenitore del famigerato metodo Stamin(chi)a e che ha falsificato il curriculum. A posto semo!

lunedì 21 maggio 2018

Ancora sul caimano

Quella che affligge il caimano si può definire in vari modi: narcisismo estremo, delirio di onnipotenza, sindrome di Hýbris (o com’è spesso riportato Hubris, che è leggermente errato). Comunque, se ha almeno 3 o 4 sintomi di una lista di 14, un personaggio può dirsi affetto da questa particolare sindrome.

  1. Considerare il mondo un palcoscenico nel quale ci si ritiene sempre al centro della scena – e qui ci siamo.
  2. Ossessione oltre il semplice narcisismo per il proprio aspetto fisico – hai voglia che ci siamo.
  3. Puntare tutto sulla propria immagine pubblica – e qui vinciamo facile, eh.
  4. Autoesaltarsi, ritenersi il Più Grande Eroe Mai Esistito – sì, sì, ci siamo.
  5. “La nazione sono io” – con questa o quell’altra espressione, l’ha detto, urka se l’ha detto.
  6. Parlare di sé stesso in terza persona – sì, sì, si autocita sempre per nome e cognome, in terza persona.
  7. Il proprio giudizio è l’unico che conta, e gli altri sono tutti dei rincoglioniti – vinciamo facile anche qui, no?
  8. Corcare i propri avversari (veri o presunti) d’insulti e di disprezzo – lo fa dall’esatto primo minuto in cui s’è buttato in politica.
  9. Sentirsi investito di un mandato divino, alla facciazza dell’opinione pubblica – sì, il faraonismo è una delle sue caratteristiche, non si scappa.
  10. Sentirsi uno che “fa la storia” e grazie a questo ritenersi immune all’applicazione della giustizia – suona familiare, eh?
  11. Perdita di contatto con la realtà, obnubilata dal delirio di onnipotenza, e successivo isolamento – ci azzecca di brutto.
  12. Prendere decisioni impulsive, non ragionate – ormai ho perso il conto di tutte le volte che lo fa nel giro di una stessa giornata!
  13. Arroganza, desiderio di accentrare tutto sulla propria persona, sbattimento di palle assoluto per i dettagli e la pianificazione – c’è tutto.
  14. Non avere una visione programmatica a lungo termine – infatti.

Altro che 3 o 4 di questi sintomi: il caimano li esibisce tutti. Non è il primo, non sarà neppure l’ultimo, ma è l’esempio lampante che abbiamo sotto il naso. Ha ancora avuto la bella faccia di mandare un messaggio autoesaltatorio al presidende della rebubblica (minuscole e storpiature, come sempre, volute) qualificandosi come il miglior candidato alla bresidenza del coniglio (idem), in terza persona. Non ha la minima possibilità, ma la presunzione con cui ha ancora osato montare pretese è indicativa, non so se mi spiego.

venerdì 18 maggio 2018

Puttanate in tandem

“Contratti” per predisporre un programma di governo? Un “Comitato di conciliazione” per dirimere le liti tra i due “contraenti”? Già, così niente che non sia previsto nel “contratto” potrà essere affrontato dal “governo” che ancora una volta si beccherà le virgolette. Vincolo di mandato? Così uno vota per tutto il partito, eh? E dopo innumerevoli tergiversamenti da parte dei due “contraenti” ancora non è nemmeno venuto fuori il nome di un presidente del coniglio (minuscole e storpiatura tutte volute, ovviamente) che in questo scenario sarebbe ridotto a un mero esecutore dei termini del “contratto”. Tutto contro i dettami della Costituzione, eh, mi raccomando: anche quei due rincoglioniti all’ennesima potenza fanno parte della vasta schiera che la vuole rottamare – non sia mai che l’Italia debba subirsi le pastoie di uno scartafaccio inutile del 1948, eh.

Vabbe’, saranno pure due pivelli alla loro prima esperienza di governo; ma inanellare tutta questa serie di puttanate astronomiche dimostra che non hanno capito un cazzo né della Costituzione che invece (data la carica che ricoprono) dovrebbero conoscere a menadito, né di come può e deve funzionare uno stato.

martedì 15 maggio 2018

Bufale zombi

Dai, questa è proprio in putrefazione. Si sente la puzza lontano un anno luce!

Finalmente il disegno di legge proposto l’anno scorso diventa operativo, il Ministro della difesa Scalà ha dichiarato oggi durante una conferenza stampa straordinaria che il servizio militare di leva sarà nuovamente obbligatorio a partire da novembre 2018.

Abbiamo chiesto al Ministro il motivo di questa scelta che sta facendo ribellare tutti i giovani italiani, la sua risposta è stata:
“Ad oggi non possiamo completamente paragonare in termini educativi i ragazzi italiani che frequentano le nostre scuole, a quelli che invece riuscivamo a formare ai tempi della leva obbligatoria, guardatevi attorno, il massimo della preoccupazione dei giovani di oggi è quello di prendere il maggior numero di Mi Piace sui social network, non pensano più ai veri valori alla quale eravamo legati noi da giovani, la disciplina, la famiglia e l’educazione. Con questo disegno di legge, grazie alla leva obbligatoria, vogliamo ricordare ai nostri giovani cosa significa vivere una vita esemplare, all’insegna dell’educazione e della disciplina:”

Il suo discorso non fa una piega, a partire dal 10/10/ 2018, i giovani di sesso maschile a partire dal 17esimo anno di età dovranno scegliere una destinazione a distanza minima dei 300km dalla residenza, dove dovranno effettuare ben 18 mesi di servizio militare obbligatorio, che sarà comunque retribuito per circa 900 euro mensili, che saranno versati dallo Stato stesso nelle tasche dei giovani al termine dei 18 mesi.

Potrebbe essere non solo un’occasione per migliorarsi, ma anche un’opportunità per i giovani di guadagnare qualcosa.
Ogni militare avrà inoltre 87 giorni di permesso da utilizzare a piacimento per tornare dalle proprie famiglie. Eventuali problematiche o esenzioni fanno segnalate nei primi mesi del 2019, entro fine Gennaio.

Praticamente ogni pochi mesi questa viene tirata fuori, spolverata, vengono modificate le date e viene di nuovo condivisa da migliaia di webeti analfabeti funzionali nonché Indinniati. Ma basterebbe già solo il nome del ministro citato, l’inesistente Scalà (che per i webeti in realtà si chiama Inculà), a far suonare un campanellino d’allarme! Questo cazzo di ministro non è mai esistito. Poi, un servizio militare così schiavistico che nemmeno sotto il regime fascista era mai stato applicato non costituirebbe un secondo campanellino?

Macché: i webeti continuano a cascarci con tutte le scarpe – e poi sempre gli stessi che di anno in anno condividono questa bufala zombi facendo montare l’Indinniazione a manetta, e che con la loro memoria da pesciolino rosso non si ricordano delle innumerevoli volte che hanno già condiviso questa puttanata con lo stesso esatto testo, date a parte.

Davvero, a tutto ’sto webetume arrembante un periodo di 18 mesi di schiavitù, con accluso divieto di utilizzare qualunque apparecchio più tecnologico di un orologio da polso a lancette, farebbe bene; ma perfino loro se la scampano.

Approfondimento su Bufale.net.

lunedì 14 maggio 2018

Popcorn?

Stiamo per assistere allo splat totale della politica italiana. Ancora una volta pensavamo di aver raggiunto il fondo con quello precedente, il Bomba-bis con scagnozzo prestanome – ma ancora una volta c’è sempre qualcuno che ci dà un badile e ci ordina “Scavate”.

Un governo grUllini + baluba verdi? Col caimano molto inopportunamente riabilitato che potrebbe addirittura avere una posizione importante? Un distruttore dell’Italia è in grado di combinar danni fino a un certo punto; tre distruttori insieme ci manderanno a picco nel giro di pochi mesi.

Questo è lo scenario a cui ci hanno portato l’astensionismo e il voto col mal di pancia di chi a votare è andato. Questo è quanto ci aspetta per i prossimi mesi prima dello splat finale: la caccia alle streghe nei confronti di chiunque abbia la pelle scura, la fine della ricerca scientifica seria in favore di tutti i ciarlatani che ci sono in circolazione (antivaccinisti in testa), la fine di quel poco che rimane di sanità e istruzione, la fine di ogni garanzia per i lavoratori (ci penserà il caimano, a questo), il ritorno di un fascismo camuffato e inefficiente, ma pur sempre fascismo. E poi fatalmente l’Italia prima della fine del 2018 farà un tonfo pauroso, e gli avvoltoi dell’unione europea (minuscole d’obbligo) le voleranno addosso per spartirsi le spoglie.

Mettersi in poltrona sgranocchiando popcorn per godersi lo spettacolo? Ma anche no: è proprio da pazzi irresponsabili, chiunque abbia proferito questa boiata (per quanto mi piacerebbe attribuirla al Bomba, in questo caso è apocrifa). È davvero ora che chiunque abbia un minimo di potere faccia qualcosa, prima di superare il punto di non ritorno!

(Stai di nuovo lavando la testa all’asino, Dumdumderum?)

giovedì 10 maggio 2018

La spirale

La sanità che funziona sempre peggio, con mancanza di personale, attrezzature e strutture, tempi d’attesa che non hanno nemmeno nei paesi del terzo mondo? L’istruzione che sta andando a scatafascio, con mancanza di personale, attrezzature e strutture (sì, anche loro), scuole pubbliche ridotte al lumicino? Benessere sociale (pensioni incluse) quasi totalmente annullato? Aziende che piuttosto di assumere chiudono o si trasferiscono all’estero, e quindi lavoro che non esiste più? Trasporti che stanno pure loro andando a scatafascio, con infrastrutture obsolete, lavori di manutenzione non più svolti, rischi in aumento? Lavoratori dipendenti (ribadisco: dipendenti) con stipendi da fame bloccati da tempo immemorabile, e senza speranza di ottenere i dovuti aumenti, e ritenute alle stelle, obbligati ad andare a mangiare alle mense dei poveri pur avendo ancora un lavoro?

Tutto ciò è figlio di tanti padri, ma su uno di essi mi appresto a rigirare il coltello nella piaga, perché basterebbe eliminare questo specifico problema per riuscire a rimediare almeno all’ultimo punto che ho citato, e dare una buona boccata d’ossigeno agli altri. Perché a pagare le tasse in Italia sono i lavoratori dipendenti, esclusivamente i lavoratori dipendenti!

Si torna al mio vecchio discorso: l’avvocato che ti chiede parcelle astronomiche per ogni minima cosa, gira con automobili che quando costano poco costano 200.000 euro (ma questa è l’utilitaria per andare a lavorare!), ha il villone astronomico più almeno un altro al mare, lo yacht da 25 metri parcheggiato a Montecarlo, e al fisco dichiara meno della più sfigata delle sue segretarie. Il commercialista che ti pippa paccate da mille per gestire la contabilità e le tasse del tuo misero esercizio commerciale, e pure lui gira col macchinone, ha ville da tutte le parti, la barca, bla bla bla, e al fisco dichiara cifre perfino sotto il limite di povertà. Il dentista che per cavarti un dente ti cava anche l’intera bocca dal conto in banca, e pure lui ha villoni, macchinoni, barche, cimp limp rav fav, e per il fisco risulta più nullatenente del più sfigato dei suoi assistenti di poltrona. Perfino l’idraulico che ti salassa per cambiarti una semplice guarnizione, che ha vilmacbarceccetera e che magari al fisco ha pure dichiarato di essere andato in negativo. Ecco, i lavoratori dipendenti pagano le tasse anche per questi soggetti. E qui stiamo cadendo nella spirale citata nel titolo; ormai siamo vicini al centro. I liberi professionisti trovano sempre più modi per evadere il fisco; i lavoratori dipendenti si trovano a pagare anche le tasse dovute dai liberi professionisti – ma allo stato queste entrate non bastano, quindi aumenta le tasse sempre solo ai lavoratori dipendenti.  Così, costoro (parlo in terza persona, ma ci sono anch’io nel mucchio) dopo aver pagato affitti o mutui, tasse, bollette, assicurazioni e tutto il resto, rimangono con a malapena il minimo indispensabile per la sussistenza, nei casi migliori. I liberi professionisti incassano effettivamente meno, perché sono rimasti in pochi a poterseli permettere – ma questo li spinge a trovare maniere ancora più efficaci per frodare il fisco; e il governo, che perde ancora più introiti dovuti dai liberi professionisti, aggiunge tartassamenti ai lavoratori dipendenti.

Badate bene che ci restano pochi mesi – mesi, ripeto – prima di spiaccicarci miseramente nel centro della spirale! Peccato che nessuna forza politica di quelle che si sono presentate alle elezioni, e nessuna di quelle che si ripresenteranno in caso anche gli ultimi colloqui al Quirinale vadano a mignotte, abbia mai inserito nei punti dei propri (inesistenti) programmi la voce “Far pagare una buona volta le tasse a chi non le ha mai pagate in vita sua”. Avevano tutti quanti paura di perdere il voto proprio di quei liberi professionisti ai quali la parola “tasse” provoca uno shock anafilattico. Ma ci restano pochi mesi; cerchiamo di goderceli come meglio riusciamo.

mercoledì 9 maggio 2018

Doppie cariche

Ma non sarebbero vietate per legge? Un tizio che è presidente di regione e viene eletto senatore non dovrebbe magari forse scegliere quale delle due cariche occupare e – in caso optasse per andare a Roma – dimettersi dalla presidenza della regione?

A quanto pare no.

Tale Luciano D’Alfonso (e mi sa che se lo citerò ancora perderà il diritto alle maiuscole), presidente dell’Abruzzo, è stato eletto senatore. Il consiglio regionale abruzzese ha stabilito che non esistono cause di incompatibilità e che questo tizio può posare il culo su due poltrone contemporaneamente!

Cioè, fatemi capire: cosa succederà in caso di sedute della giunta o del consiglio regionale contemporanee a sedute del senato? Dov’è che questo tizio risulterà assenteista a manetta?

Inutile stare a chiedersi perché agli appartenenti a un certo “partito” tutto è permesso. Inutile anche sperare che la gente ci metta un po’ di buon senso e non dia più il voto a certi “partiti”. In ogni caso, visto che andremo presumibilmente a elezioni in autunno, magari il problema si risolverà da sé: magari questo tizio tornerà a fare il presidente di regione a tempo pieno, chissà; si goda pure il doppio stipendio principesco finché ne ha l’occasione, ma non conti di durare più di pochi mesi con la doppia poltrona.

martedì 8 maggio 2018

Per la gioia degli italiani

Tutte le consultazioni per formare un nuovo governo sono andate a mignotte. Tutti gli pseudo-quasi-forse-accordi sono saltati; l’unica cosa su cui l’Ammazzacongiuntivi e il maschio alfa dei baluba verdi sono d’accordo è il fatto che occorre tornare a votare (qualcuno dice a luglio, ma non ci sono i tempi tecnici, quindi probabilmente sarà in autunno).

Ringraziamo ancora una volta il Bomba con la sua legge elettorale del cazzo che è la causa primaria di questo sfacelo. Ma al di là di quello: avevo tirato un sospiro di sollievo dopo il 2 marzo (data di termine ultimo irrevocabile di tutte le campagne elettorali); ma sono stato troppo frettoloso. Di nuovo toccherà all’Italia sorbirsi due mesi di martellamento “no euro”(1), “reddito di fannulloneria”, “dagli ai migranti che rappresentano tutti i mali del mondo”, di promesse altisonanti quanto vuote, di bufale muggenti a mille decibel, di antivaccinismo galoppante, di animalismo opportunista, di balle alla googolesima potenza, di cento e più liste per la maggior parte invotabili, di tutto questo ambaradan di cui speravamo di esserci liberati per i prossimi 5 anni.

E ancora una volta all’Italia toccherà subire l’astensionismo, che purtroppo, visto quello che sta succedendo, crescerà ulteriormente, e che ancora una volta consegnerà l’Italia nelle mani di questi personaggi di dubbia mora assoluta immoralità che non sono nemmeno capaci di mettersi d’accordo per spartirsi la torta. Ma anche questo mio sfogo contro gli ignavi comincia davvero a sembrare la battaglia di Don Chisciotte contro i mulini a vento.

A questo punto, torno ad auspicare un’invasione da parte di qualche altro stato del quale l’Italia finisca per diventare una semplice provincia. Non i merrrregani, e nemmeno i crucchi; i francesi – mah, prima devono liberarsi del Bomba di casa loro, però. Svizzeri? Sloveni? Quelli possono andare.

(1) Al momento, uscire dall’euro per noi sarebbe una catastrofe. Dovremmo avere un governo con le palle, in grado di sbattere i pugni sul tavolo a Bruxelles e rinegoziare un bel po’ di questioni, come l’abolizione di quel famigerato “fiscal compact” con cui i crucchi ci hanno messo una garrota al collo: l’Italia avrebbe tutto il potere contrattuale per farlo. Ma visto che nessuno è in grado di stringere un misero accordo con gli altri, qui da noi, su quel versante non c’è alcuna speranza.

giovedì 3 maggio 2018

Un nome che è tutto un programma

La famigerata Cambridge Analytica ha chiuso, yuppiyé yuppiyé.

Tsè.

In realtà si è riciclata in un’altra società, così, tanto per gettare fumo negli occhi alla gente e continuare a farsi i suoi porci comodi – ma vabbe’: è una pratica consueta nell’ambiente commerciale, deprecabile che sia; in ogni caso a lottare contro queste pratiche si rischia la fine di Don Chisciotte contro i mulini a vento. Ma non è questo l’oggetto del post, quanto il fatto che in Italia e in altri paesi di lingua romanza il nome che si sono scelti risulterebbe un fiasco mostruoso, e che se speravano di trovare clienti qui da noi se lo possono tranquillamente scordare.

Ditemi voi: affidereste analisi di dati, anche solo su quante cacche di cane trovate sui marciapiedi, a una ditta che si qualifica col nome “Emerdata”?

(Statistica sulle cacche di cane, magari anche sì…)

mercoledì 2 maggio 2018

Il referendum è il demonio!!!

Questo a sentire il Bomba (tra l’altro: non s’era dimesso? Perché è ancora lì a scassare i coglioni? Perché nel suo partito di tafazzisti non c’è qualcuno che abbia un briciolo di amor proprio sufficiente a cacciare il Bomba a scarpate in cu nella faccia inferiore?): secondo lui il gran casotto che è successo con queste elezioni è tutta colpa del No al suo fantastico referendum costituzionale.

Ma quella porcata di legge costituzionale che il Bomba tentava di far passare non riguardava in nessun caso la legge elettorale. Proprio per niente. In nessun modo, forma, odore, colore.

Cioè, va detto fuori dai denti: il gran casotto dell’attuale legislatura è dovuto proprio a una legge elettorale zoppa e monca prodotta dagli scagnozzi del Bomba. Il referendum non c’entra una cippa, proprio come non c’entrava una cippa la modifica costituzionale che lo richiedeva. Ma siccome il Bomba ce l’ha ancora amara per il fatto che il popolo gli abbia sbattuto la porta in faccia, nel suo ennesimo tentativo di fare il gradasso adesso accusa il popolo stesso col suo No di tutti i mali del mondo, e non ammetterà mai di essere lui la causa di tutto ’sto ambaradan, perché lui non sbaglia mai. (Peuh.)

Probabilmente l’unico modo per togliersi il Bomba dai coglioni, a questo punto, sarebbe mandargli un sicario.

venerdì 27 aprile 2018

Una speranza per il mondo

Ovverossia: quando perfino il dittatore da opera buffa del nord korea (stato che ancora non ha meritato le maiuscole e il nome scritto correttamente secondo la nomenclatura italiana) si rivela più intelligente dell’alligatore col gatto in testa.

Lui e il presidente della Corea del Sud si sono incontrati per stabilire un accordo sul nucleare e siglare un trattato di pace.

Se qualcuno come quel dittatore alla fine della fiera cerca la pace, perché qualcun altro insiste a tutti i costi a voler cercare la guerra? Davvero, certi comportamenti umani proprio non hanno senso – se non il senso dei bulli, chiaro. Prima o poi, però, quel qualcun altro a fare il bullo col mondo finirà per prendersi una scarica di botte.

martedì 24 aprile 2018

La gatta frettolosa fece i gattini ciechi

E se la gente non la pianta di smenarla con questa frettafrettafretta di avere a tutti i costi un governo nuovo, avremo un governo ciofeca (be’, va detto, ai governi ciofeca ci siamo abituati, ma, insomma...). Già le premesse sono tutto meno che buone, con gli individui del tutto inqualificabili che sono andati su; ma ragionandoci sopra si potrebbe ottenere un qualche genere di governo che, almeno, non peggiori la situazione. Meglio valutare bene tutte le opzioni e cercare di ottenere il meno peggio da una situazione tutto meno che rosea. Intanto, il vecchio governo è ancora in carica e (essendo in regime di prorogatio) non può nemmeno tirar fuori puttanate: deve occuparsi dell’ordinaria amministazione, e lo deve fare bene. Poi, in Germania hanno avuto un governo sei mesi dopo le elezioni, e in Belgio addirittura un anno e mezzo dopo: quei due stati sono forse andati a gambe all’aria? (Magari, qualcuno potrebbe dire riguardo all’impero crucco…) No. Tutto è andato avanti come sempre. Anche in Italia tutto andrà avanti come sempre.

Quindi: al presidente della rebubblica (che deve ancora riguadagnarsi le maiuscole e il nome corretto) l’invito a ragionarci sopra e fare le cose per bene; alla gente l’ordine definitivo e irrevocabile – a cui nessuno obbedirà mai, ovviamente – di piantarla di scassare i coglioni.

venerdì 20 aprile 2018

Gombloddo magnetico

Circolano dei video relativi alla pioggia dei giorni scorsi in alcune città, che ha lasciato dei residui che sembrano polvere o sabbia magnetica – e lo è, ma sono già tutti lì a gridare al GOMBLODDO, alle “cose che ci nascondono”, a tutte ’ste megastronzate tipiche del mondo dei gombloddari.

Ma ci siete o ci fate (o VI fate)?

È vero che quella roba che la pioggia ha abbattuto contiene anche particelle di ferro, metallo magnetico per definizione. Ma non c’è nessun gombloddo in atto; la questione è preoccupante, ma molto più generica: la pioggia ha semplicemente tirato giù l’inquinamento che noi stessi produciamo, polveri sottili e tutto il resto.

Allora, cari gombloddari che magari girate per le città col vostro SUV demmerda da ottantamila euro, che consuma e inquina come una superpetroliera: dimenticate tutte le vostre belle teorie, i vostri “Non ce lo dicono”, le vostre fantasie da bambini deficienti e magari date dentro il SUV demmerda e compratevi macchine che inquinano meno – anche elettriche, volendo, in città che sapete essere alimentate da fonti rinnovabili come l’idroelettrico. Se tanti di voi (e anche tanti altri che non sono gombloddari, ma semplicemente se ne sbattono le palle dell’ambiente) cominceranno a pensare di riversare meno porcherie nell’atmosfera, vedrete che la “sabbia magnetica” comincerà di pari passo a calare fino (magari, in un futuro alquanto utopico) a sparire del tutto.

Sbufalato qui da BUTAC, qui da bufale.net e qui da David Puente.

martedì 17 aprile 2018

Ci deve sempre scappare il morto

... affinché la gente capisca che dar retta a quei pazzi assassini degli antivaccinisti – che mentono sapendo di mentire e giocano con assoluta mancanza di scrupoli sulla pelle della gente – è deleterio. Quattro morti per morbillo e poi si scatena la corsa a vaccinarsi! Ma tu guarda un po’. Non che l’abbiano fatto perché si sono informati, sia chiaro: l’hanno fatto perché si sono cagati sotto. Però la gente comincia a capire che se non ci si vaccina (per le malattie per cui esiste il vaccino, ovvio) si rischia di lasciarci la pelle; quindi magari forse probabilmente, può darsi, ipoteticamente, qualcuno in più comincerà a raccogliere queste benemerite informazioni e a dare meno retta ai fuffari-sulla-pelle-altrui.

(Tsè. Ma chi vuoi prendere in giro, Dumdumderum? Finita la buriana del momento, torneranno tutti a farsi intortare da questi assassini.)

lunedì 16 aprile 2018

Organi di stUmpa e toppe peggiori del buco

Nel misero tentativo di mettere una toppa alla tampa mostruosa che s’è fatto con quell’articolo su quelle due emerite rincoglionite di cui ho parlato nel post precedente, il corriere della sera (sempre con le sue belle minuscole d’obbligo) ha pubblicato questo articolo, con l’intervista a un nutrizionista (uno vero, non un fuffaro) dove si sottolinea la pericolosità di certi comportamenti aberranti.

Bravi. Chiudete pure la porta della stalla quando tutto il bestiame è già scappato da mo’.

La stUmpa italiana è ormai alla fru al des al caf al dige alla visita al cesso il giorno successivo.

venerdì 13 aprile 2018

Organi di stUmpa e incitamento all’anoressia

È quello che ha fatto (udite udite: mica pispole, eh) il corriere della sera, con le sue minuscole d’obbligo, pubblicando e poi dopo poche ore cancellando un simpatico articolo – ma il web non dimentica, e l’articolo è consultabile qui su archive.is.

Cioè, in pratica, due svalvolate complete si sono messe ad esaltare le virtù di quella “alimentazione pranica” che va di moda adesso, vantandosi di vivere di “energia positiva” e basta, tutto il mumble mumble bla bla bla degli adepti del cosiddetto “respirianesimo”, che è come dire mangiare pane e fuffa, ma senza il pane.

E vabbuo’, direte voi: di questi pirla in giro ce n’è qualcuno, e se vogliono morire di fame facciano pure, così faranno un favore al mondo liberandolo dalla loro ingombrante presenza (e senza nemmeno candidarsi per il prestigioso premio Darwin: non sono abbastanza creativi nell’autosopprimersi).

Già: ma la “giornalista” che le ha intervistate non si è nemmeno posta il minimo dubbio su quelle due rincoglionite! Non una battuta sarcastica, non un’osservazione scettica, non un sorrisetto di compatimento, nulla di nulla: se l’è bevuta tutta, parola per parola, e ha pubblicato un articolo che è un vero e proprio incitamento all’anoressia! Cioè, hai voglia a mettere in piedi campagne di sensibilizzazione, conferenze, pubblicità-progresso e tutto il minkiafrittix contro la diffusione di bufale dannose per la salute, quando poi qualche “giornalista” con la capacità critica di un sasso scagliato da un cavalcavia ti pubblica un artiCULO del genere dove certi comportamenti vengono addirittura esaltati! Quanti l’hanno letto prima che il corriere della sera, in base al classico principio “tira il sasso e nascondi la mano”, decidesse di cancellarlo (così, come al solito senza una parola di scusa, senza una rettifica, puf, svanito, non c’è più)?

Siamo in un bel mare di merda con l’informazzzzione (quella con quattro Z, sì): se perfino le testate (nei coglioni) ufficiali si permettono di pubblicare fuffa di questo genere, la distinzione tra esse e i fuffari viene completamente a cadere – e quindi i fuffari hanno vinto su tutta la linea!

giovedì 12 aprile 2018

Il Tomo delle Facce di Merda e le sue promesse da marinaio

Cinquanta milioni di account i cui dati sono stati venduti a soggetti privi di scrupoli? No, sono ottantacinque milioni. Che volete che siano, ottantacinque milioni. No, sono tutti i miliardi di utenti del TFM che sono a rischio – perché, imposta le opzioni di privacy più restrittive che vuoi, se hai qualcuno nella lista degli amici e il suo account è stato compromesso, il tuo lo è automaticamente per via del fatto che dal suo si possono estrapolare i tuoi dati. E promesse, ripromesse e strapromesse da parte del TFM di rendere più restrittiva la questione sicurezza – ma a questo punto quanto ci si può ancora fidare delle promesse del TFM?

E dopo il TFM toccherà magari al Cinguettatore Folle farsi pinzare a vendere dati a cani, porci, gatti e sorci; e dopo il CF, sarà il turno del Grammo Istantaneo (pfffff!), e poi toccherà a CollegatoDentro (traducetelo in quella lingua là per sapere a cosa mi riferisco), e poi ancora a tutti gli altri socialpettegoli. Anche loro finiranno in mezzo a qualche scandalo di proporzioni planetarie, anche loro si sperticheranno in promesse da marinai, anche loro chiuderanno la stalla dopo la fuga di tutto il bestiame – e noi saremo sempre una volta di più cornuti e mazziati.

Del resto, però, è inutile lamentarsi quando ai socialcosi si racconta ogni singolo istante della propria vita con tutti i dettagli più scabrosi. Regali la tua vita a un socialcoso, pur sapendo che la venderà a caniporcigattisorci? Sono poi tutti cazzi tuoi.

martedì 10 aprile 2018

Una buona notizia

BUTAC è tornato online.

Forse sono riusciti a far capire a quel pirla di un magistrato (l’essere magistrato non lo rende meno pirla!) che sequestrare un intero sito per via di un articolo, e sequestrarlo prima che ci sia stata una qualsivoglia condanna giudiziaria, così, preventivamente, è una stronzata abissale.

Forse; chi lo sa. Fatto sta che il sito è di nuovo accessibile. Non so quantificare il danno subito da Michelangelo Coltelli, che immagino sia ingente, però forse ’sta buriana è giunta a conclusione.

Speriamo in bene.

lunedì 9 aprile 2018

Censura di stato

Il sito di BUTAC, uno degli smascheratori di bufale a cui spesso faccio riferimento, è sotto sequestro da venerdì. Su ordine del tribunale di Brindisi. Per un articolo del 2015.

Sarebbe bastata una semplice richiesta di oscurare l’articolo in questione, e invece no: sito totalmente sottoposto a censura di stato. E senza nemmeno attendere il giudizio; ma del resto siamo in Italia, paese dove basta un’accusa a essere definiti colpevoli a prescindere dalle prove contrarie.

È chiaro che BUTAC è un sito scomodo; è chiaro che dà fastidio a qualcuno che è divenuto importante solo negli ultimi tempi (almeno, secondo le mie impressioni; questo è uno dei casi in cui spero di non essere facile profeta); comunque sia, è chiaro che bisognava trovare la maniera per farlo tacere.

In ogni caso, tutta la mia solidarietà a Michelangelo Coltelli, amministratore del sito.

Ne parla anche Paolo Attivissimo in questo post.

giovedì 5 aprile 2018

Riviralizzare una vaccata vecchia

Com’era già successo col caso della “Balena azzurra” (ne avevo parlato qui) adesso accade con un’altra astronomica puttanata inventata da dementi per attirare altri dementi. Roba da pazzi totali: sniffare un preservativo, aspirandolo dal naso, per poi sputarlo dalla bocca. Cioè, roba da rischiare il soffocamento e la morte!

Ecco, se si va ad analizzare l’origine di questa gran vaccata (riferimento questo articolo di BUTAC) si viene a sapere che era uscita nel 2013, con la speranza da parte del bastardo che se l’era inventata che divenisse rapidamente una cosa virale imitata da mezzo mondo – ma a questo emerito faccione di merda era andata storta, perché la faccenda s’era rapidamente sgonfiata e non si sono mai registrate ondate di emuli potenzialmente suicidi.

S’era sgonfiata, capito?

Ma gli organi di stUmpa hanno pensato bene di ritirarla fuori dal cilindro, proprio come accaduto con la questione “Balena azzurra”. Hanno pensato bene di riviralizzarla definendola un fenomeno virale, una nuova moda che si allarga a macchia d’olio, bla bla bla. Tutto sempre solo per aumentare vendite/ascolti/clic approfittando bastardamente (perché mentono sapendo di mentire) dell’analfabetismo funzionale che affligge, purtroppo, ormai la stragrande maggioranza della gente.

Dateci un taglio, va’. Tutte queste buriane (su questa e su altre vaccate da dementi) potrebbero tranquillamente valervi una denuncia per circonvenzione di incapace e incitamento al suicidio. Se non sapete di che cazzo parlare e siete alla disperata ricerca di articolesse per tappare i buchi, ricorrete al limite al vecchio ma sempre verde spettegulesss sui VIP – almeno è un cumulo di puttanate inutili, sì, ma non rischia di istigare migliaia di rintronati a sfide destinate a finire male! (E io che ho sempre detto peste e corna dello spettegulesss ufficializzato sugli organi di stUmpa… ma a questo punto è davvero il male minore.)