mercoledì 31 gennaio 2018

Privaci della privacy

(Gioco di parole del kaz, già, e funziona solo nella versione scritta… ma serve a introdurre il modo in cui sta funzionando il mondo moderno.)

Dunque, prima notiziola: come riportato in questo post del Rockpoeta®, sembra che qualche furbone (vertici di trenimerda in testa) abbia pensato bene di inserire telecamere nascoste negli schermi pubblicitari per studiare le reazioni del pubblico. Cioè, noi rischiamo di finire in tribunale solo per il sospetto di aver spiato un vicino di casa, magari solo perché per coincidenza siamo rientrati a casa in contemporanea (prima che qualcuno mi accusi di spararle grosse: io ho rischiato di fare quella fine!), ma trenimerda e i suoi sponsor del cazzo si possono permettere di spiare la gente? C’è qualcosa che non torna, veramente.

Seconda notiziola, riportata in questo articolo del Disinformatico: qui siamo nella situazione in cui noi stessi mandiamo a fanculo la nostra privacy con assoluta noncuranza. Un’app per il “fitness” (puah! Una cazzo di parola in italiano non siete in grado di trovarla? “Tenersi in forma”, già, troppo complicato per gli italiani affetti da italofobia galoppante…) raccoglie i dati di chi va a fare un po’ di sport, e la ditta che la produce li usa per creare una mappa di tutti i suoi utenti in giro per il mondo! Già, inclusi militari in zone di guerra che fanno quella roba lì nelle loro basi, autotrasformandosi, così, in bersagli. Qui lo sveglioni va proprio agli utenti di quelle app sportive, usate principalmente per sparare sulle socialmerde (anche lì: privacy zero) i loro gran risultati per fare i banfoni con gli amici: sappiate che nulla di quanto viene raccolto è considerato riservato dalle ditte produttrici di quelle app. Pensate davvero che non monetizzino i vostri dati? Illusi! Se andate a fare qualche attività per tenervi in forma, la scelta migliore, in assoluto, è lasciar perdere orologini e cellulari “furbi” e farvi i cazzi vostri in pace.

Insomma, in questo mondo perennemente interconnesso ormai non possiamo più nemmeno andare al cesso senza che lo sappia mezzo mondo, e a volte siamo anche così cretini da essere noi stessi a raccontarlo a mezzo mondo; e poi ci si chiede perché, per quanto mi piaccia la tecnologia, per quanto costituisca il mio lavoro, io sarei favorevole a un ritorno al livello tecnologico degli anni ’70. Mah, chissà come mai!

venerdì 26 gennaio 2018

Mucche volanti?

Succosa notiziola passatami dai miei amici della Valle d’Aosta. No, mi affretto a precisare: non sono state avvistate mucche dotate di ali nel cielo di quella piccola regione – sono solo volate delle bufale, quelle che non producono latte per mozzarelle.

L’ormai più che millenaria Fiera di Sant’Orso, che si tiene nel centro storico di Aosta ogni anno il 30 e il 31 gennaio, dove si espongono pregevoli opere dell’artigianato tipico locale, è stata vittima di una di queste bufale volanti, roba da spaventare tutte le mucche, quelle che non volano… Insomma, sulle solite socialmerde (ma quando cazzo si decidono a chiuderle una buona volta per tutte?) è circolata la notizia che la fiera sarebbe stata annullata causa troppa neve.

Peuh. Intanto, in questo momento (sempre da notizie dei miei amici) ad Aosta non c’è neve; su per le montagne sì, ma in città è andata via tutta. Seconda cosa: quando mai ad Aosta si sono mai preoccupati della neve? Io andai a vedere la Fiera di Sant’Orso anni fa, durante un inverno particolarmente nevoso, e forse uno o due espositori avevano rinunciato per via della neve; gli altri erano tutti lì, a esporre le loro opere dopo aver piazzato tettoie rinforzate per la neve che continuava a cadere; la calca dei visitatori era un’unica massa compatta, come accade sempre durante quella fiera. Quando mai in Valle d’Aosta, regione di montagna, si sono mai preoccupati più di tanto della neve? Può rompere i coglioni, certo, ma non stupisce e non sconvolge nessuno da quelle parti, e la Fiera di Sant’Orso va avanti da ben 1018 inverni senza il minimo problema (e i giorni della merla, in Valle d’Aosta, facilmente sono freddi e nevosi).

Insomma, gente: se siete intenzionati a visitare la famosa fiera, informatevi presso gli enti turistici della regione e lasciate perdere le socialmerde! Quelle ormai sono il regno dei webeti, e se avete un minimo di buon senso i webeti li lasciate cuocere nel loro brodo insipido e raccogliete informazioni da chi davvero le possiede!

mercoledì 24 gennaio 2018

Passo indietro con inculata dichiarata

La famosa questione della fatturazione telefonica a 28 giorni è già stata la prima inculata mostruosa che ci siamo beccati dai gestori. Oh, sì, noi non aumentiamo mica le tariffe, giammai – però riduciamo i periodi, così praticamente arriva una mensilità in più all’anno. Multine da poche centinaia di migliaia di euro, qualche protestucola delle associazioni dei consumatori, bla bla bla, poi, però, a seguito delle immense polemiche da parte della gente, lo stato ha deciso di combinarne una buona (per una volta) imponendo per legge la fatturazione mensile.

Yuppiii, vittoria! No, un momento, non ci sarà mica la fregatura?

E puntuale, la seconda inculata è arrivata: sì, è vero che i gestori sono tornati alla fatturazione mensile; peccato, però, che abbiano aumentato le tariffe (quelle che giammai avrebbero toccato) di quell’8,6% che guadagnavano in più con la prima inculata. E non si sono nemmeno nascosti dietro cortine fumogene: hanno proprio dichiarato, esplicitamente, sbattendocelo in faccia: “Ah, sì? Ci togliete la possibilità di far pagare quella tredicesima mensilità in più agli utenti? E allora gliela facciamo pagare comunque, aumentando le tariffe.”

Cioè, la gente per il mondo economico e finanziario non conta più una beata cippa, e questa porcomaialata dei gestori telefonici ne è in assoluto la prova più lampante.

Gran minestrone elettorale

Più di 100 liste si sono presentate per le elezioni politiche del 4 marzo. Alcune (non tantissime) sono state bocciate senza rimedio, altre (sempre non tantissime) sono state rimandate affinché possano integrare la documentazione, ma più o meno 75 sono passate.

Hah, gran bel minestrone! Chissà che lenzuolo sarà la scheda elettorale!

Nomi e simboli fantasiosi (“Movimento Poeti d’Azione”, “Pensionati e invalidi giovani insieme”, “Sdebitalia”, perfino un “Sacro Romano Impero Liberale Cattolico”, roba da chiodi); grosso rischio di un disorientamento totale da parte dei pochi che ancora andranno a votare. Tante sembrano proprio liste costruite ad arte per ramazzare il famoso 1% o giù di lì e regalarlo ai tre partitoni – in ogni caso, come cazzarola si fa a capire se lì in mezzo c’è qualcuno che possa meritare un voto per portarlo via ai soliti noti? Non parlo di me, che magari mi sbatto a cercare informazioni finché non trovo qualcuno che soddisfi quel criterio; parlo della gente comune, che magari di fronte a quel bischeraio lascerà magari la scheda bianca e la regalerà – ribadisco – ai soliti noti!

Del resto si sa: il Ministero Complicazione Affari Semplici in Italia è sempre quello più attivo.

lunedì 22 gennaio 2018

Ci sono o ci fanno?

Le promesse elettorali del movimento 5 epidemie incurabili: ci saranno i vaccini solo in caso di epidemia.

Ma che cazzo state a di’?

Cioè, mettete la cintura di sicurezza a qualcuno solo quando s’è già schiantato contro un muro e l’hanno raccolto col cucchiaino!

Date da mangiare a qualcuno solo quando è già morto di fame!

Aprite l’ombrello solo dopo esservi ben ben infradiciati di pioggia!

Fate riparare i tubi di casa soltanto quando l’allagamento vi ha già portato via la casa medesima!

Insomma, chiudete pure la stalla dopo che tutto il bestiame è scappato ormai da mo’, eh? La parola “prevenzione” non comunica niente a nessuno? I vaccini servono giustappunto a prevenire le epidemie; quando l’epidemia è scoppiata, il vaccino non serve più a una beata minchia!

E poi il movimento 5 malattie infettive mortali si lamenta che ha tutto il mondo contro? Ma che cazzo. A me, se mai, suona molto strano che ci sia ancora gente disposta a dare il suo voto a teste di minchia del genere. Come consolazione (sai che roba) a far le spese di una stronzata del genere – se mai dovesse prendere piede – ci sarebbero i grUllini al pari di tutti gli altri.

giovedì 18 gennaio 2018

Effetto Dunning-Kruger e “parlamentarie”

E vabbe’, in pirlamento entra di tutto di più ultimamente, ma qui alla fine si è tirata talmente la corda che non c’è da stupirsi che si sia strappata. Intanto, il movimento 5 tumori cerebrali maligni con metastasi ha pensato bene di indire le “parlamentarie” per scegliere su rete (sulla loro assolutamente mer(d)avigliosa piattaforma Rousseau…) i candidati al pirlamento. Già questa la definirei una mossa suicida. Si sono presentati in diecimila a partecipare a quella puttanata! E si tratta di diecimila emeriti rincoglioniti che si credono chissà chi (ecco dove entra l’effetto Dunning-Kruger) ma perfino per gli standard di infimo livello del movimento 5 vomiti putridi sono stati giudicati inadeguati. E questi diecimila minus habens hanno pure avuto la faccia tosta da culo di bronzo da schiaffi (e pure di tolla) di incazzarsi! Ma se perfino per un partito di complottari antivaccinisti sciachimisti terrapiattisti affetti da veganismo galoppante come quello fate schifo, dove cazzo volete andare nelle vostre vite?

(Se ne vedranno davvero delle belle, con queste elezioni…)

mercoledì 17 gennaio 2018

Detersivo come caramelle

Cioè: la prossima candidata al prestigioso premio Darwin è l’umanità stessa!

Avete presente quelle belle capsule di detersivo per lavastoviglie, colorate, che sembrano davvero delle gelatine dolci? (Mazzata numero 1 per i produttori di detersivi: devono produrle con un aspetto schifoso, non farle sembrare tanto belle da farle pure passare per cibo!) Comunque, ci sono avvertimenti da tutte le parti sulle confezioni relativamente al fatto che quelle capsule non sono commestibili, e in più la stessa definizione di “detersivo” dovrebbe essere un deterrente per chiunque abbia almeno 3 anni di età. Si può capire un bambino molto piccolo che mette in bocca tutto quello che vede, con conseguenti corse frenetiche dei genitori a togliergli l’oggetto incriminato o – nei casi peggiori – al pronto soccorso per farlo curare quando il danno è già fatto. Ma (come appare evidente in questo articolo di snopes.com, che non ho né tempo né pazienza per tradurre: prendetelo così com’è) si direbbe che sia in crescita il fenomeno dei ragazzini fulminati di 10 o 12 anni che si riprendono mentre si fanno esplodere in bocca quelle capsule di detersivo! Chiaramente finiscono all’ospedale con questo sistema, ma l’importante è farsi vedere su TuTubo da altri ragazzini fulminati! E coi genitori che lasciano fare, tra l’altro. Solo per mettersi in mostra ai 3 o 4 iscritti al loro lercio canale TuTubo. Ripeto: non marmocchi di un anno che ficcano in bocca tutto quello che vedono, ma ragazzi verso l’adolescenza, che vanno a scuola e che dovrebbero essere informati sul fatto che un detersivo va bene a lavare ma se ingoiato è un veleno.

Cioè, ma dove cazzo sta andando il mondo? E soprattutto perché su TuTubo non c’è qualcuno che si occupi di cassare senza speranza video fatti da deficienti per farsi imitare da altri deficienti?

martedì 16 gennaio 2018

“Razza bianca” a rischio?

Ma quando mai. Un certo attilio fontana (minuscole d’obbligo) ha avuto la bella faccia di dire in pubblico una frase riassumibile così: “Razza bianca a rischio, basta immigrati”. Chiaramente poi, dopo aver lanciato il sasso, ha tentato di nascondere la mano dando la colpa a un lapsus.

Tsè, ma quale lapsus.

Che poi, in Italia, parlare di “razza bianca” è un ossimoro – perché proprio l’Italia è il più grosso calderone di “razze” (tra virgolette, perché se il termine va bene per un cane, per gli umani è più opportuno parlare di “etnie”) diverse che esista al mondo, essendo un crocevia in mezzo al Mediterraneo: abbiamo più gruppi etnici noi che l’intera Africa!

Ma, insomma, a quale razza (senza virgolette, nel suo caso) appartiene questo fontana? Anzi, più che razza, oserei parlare di specie, perché con l’homo sapiens questi elementi non hanno nulla a che vedere. Qui si vince facile, con questa domanda: è un baluba verde. L’immigrazione causerà l’estinzione dei baluba verdi? Benissimo. Noi umani trarremo un sospiro di sollievo quando ciò avverrà.

lunedì 15 gennaio 2018

Ventiquattro anni dopo

L’Italia è di nuovo preda della propaganda elettorale dello stesso venditore di fumo, il caimano, con lo stesso tenore di promesse altisonanti con le quali ci aveva già inculato nel ’94. Il distruttore dell’Italia è di nuovo “sceso in campo”… certo che se va di nuovo su lui vuol proprio dire che i pesciolini rossi in confronto alla popolazione italiana sono Giovanni Pico della Mirandola! Pensione per tutti a 1000 euro, alé oò! Via le tasse, yuppiduuu! Lotta all’evasione fiscale, questa poi – il più grosso evasore fiscale non solo d’Italia, ma dell’intero mondo, quello che da straccione è diventato multimiliardario proprio non pagando un centesimo bucato di tasse in tutta la sua vita, che parla di lotta all’evasione fiscale! E poi bisogna votare lui perché se no vanno su i comunisti, già, quelli che mangiano i bambini. Anche se i nuovi comunisti mangiabambini adesso sono (ridete, ridete: l’ha detto sul serio) i grUllini, che, vabbe’, da parte loro non sono certo né meglio né peggio del caimano. Film già visto e stravisto – ma c’è ancora chi è disposto a dare il suo voto al fossile! Considerando anche l’astensionismo (meno della metà degli elettori andranno a votare, e tutti gli altri, lo ripeto, non faranno che regalare l’Italia sempre ai soliti personaggi con la loro ignavia) forse avremo di nuovo il vecchio rottame al governo coi voti, sì e no, dell’1% degli aventi diritto!

Unica fonte di speranza: come ho detto, è un fossile, ormai vecchio come il cucco, e i suoi favoleggiati 125 anni non li raggiungerà mai; probabilmente sarà la natura a togliercelo definitivamente dai coglioni.