martedì 27 febbraio 2018

Buriana

È quella che stanno piantando i “giornalisti” (virgolette d’obbligo) con tutta la caciara infernale su quel vento gelido che si ostinano a chiamare “burian”, quando in realtà sarebbe “buran” senza la I.

D’inverno fa freddo? Arriva un po’ di vento gelido che tiene basse le temperature? Arriva un po’ di neve? Peuh. Vorrei far presente che fine febbraio in almeno metà Italia – giustappunto quella colpita da questa “catastrofica” ondata di gelo – è ancora pieno inverno. Il buran si fa vedere tutti gli anni tra gennaio e marzo; dove sta il problema?

Eppure gli organi di stUmpa, ben incancreniti sul loro terrorismo climatico, ci marciano. Comincia l’ANSIA (I d’obbligo: gliel’ha regalata il buran…) a sparare notizie – ancora una volta questa me l’hanno passata i miei amici della Valle d’Aosta – tipo questa: “Stazione meteorologica sulla cima del Monte Bianco registra -36°”. E ’sti gran cazzi! Una stazione meteo a 4700 metri di quota, che nella sua vita – anche in piena estate – non ha mai registrato temperature superiori a -20°, indica -36°? Uau, fantastico. E ovviamente tutte le altre agenzie di stUmpa fanno il copia & incula dall’ANSIA e ne viene fuori la solita buriana.

Insomma, a certa gente d’inverno il buon senso si congela e d’estate va arrosto – poi però la gente boccalona che in questa tattica di terrorismo climatico casca con tutte le scarpe ha paura perfino a uscire di casa!

lunedì 26 febbraio 2018

Fumo negli occhi

To’, guarda un po’: prima viene legato e pestato un esponente di una forza di fascio-estremisti; il giorno dopo viene accoltellato un militante di una forza che pensa di farsi passare per un partito di sinistra. Non sembra tutto costruito su misura per gettare fumo negli occhi della gente? Non sembra una maniera per attirare l’attenzione su un fantomatico scontro tra fascisti e comunisti stile immediato dopoguerra? Non sembra un trappolone per gonzi, per distogliere l’attenzione dai veri problemi del paese e dal fatto che nessuna forza politica in gioco abbia programmi per risolverli?

Mah. I fascio-estremisti e altri rincoglioniti esistono, è chiaro, e i loro movimenti, ai quali è stato perfino permesso proporre candidature per queste elezioni, andrebbero invece chiusi senza la minima discussione; i sistemi violenti comunque vanno stigmatizzati e i loro autori vanno sbattuti in galera senza opzione; tuttavia, a me questi episodi non sembrano altro che uno dei vari aspetti di questa campagna elettorale che fino a venerdì non farà altro che peggiorare sempre di più, e che già adesso ha raggiunto livelli di bassezza inimmaginabili.

venerdì 23 febbraio 2018

S’avvicina il 4 marzo

E s’avvicina la data in cui dal grande guazzabuglio di liste, listine, listinine emergerà… già, cosa emergerà dal guazzabuglio? L’ignavia degli italiani, ecco cosa. Sono sempre più forti e numerose le voci che gridano a gran voce “Io non andrò a votare”, appartenenti a quella fetta di italiani che: a) non vogliono più assumersi responsabilità (parola che brucia), e b) sono troppo ignoranti per rendersi conto che così facendo regaleranno l’Italia al fascismo galoppante che si è scatenato negli ultimi tempi.

Ho perduto le speranze con questa popolazione di pecoroni, ma ancora una volta rivolgo ad essa un appello destinato a finire nel cesso: andate a votare! Scegliete qualunque forza pensate vi possa rappresentare, ma votate! Magari date un po’ di forza contrattuale a qualche lista disallineata dai grossi protagonisti, il cui 1% non andrebbe a vantaggio di questi ultimi, ma andate a mettere una fottutissima croce su un simbolo o sul nome di un candidato! I fascisti vinceranno comunque, ma se poi si troveranno in mezzo ai coglioni forze politiche che riescono a fungere da ago della bilancia e li ostacoleranno ogni tre per due non riusciranno a combinare grossi danni!

(Ma chi vuoi prendere in giro, Dumdumderum? Qui si sta urlando nelle orecchie dei sordi, come sempre.)

mercoledì 21 febbraio 2018

Blocco del blogger

Aaargh!

Niente a cui tirare mazzate… o meglio, niente di nuovo a cui tirare mazzate che non ho già tirato a gogò. Qualcuno mi suggerisce l’orrenda, obbrobriosa, orripilante, odiosa campagna elettorale – ma è sempre la solita zuppa di odio razziale, promesse campate in aria, personalismi e bambinate da asilo che alla fine riconsegneranno l’Italia (anche grazie, ribadisco, agli ignavi astensionisti) al fascismo. Niente di nuovo sotto il sole, eh? Nemmeno i protagonisti (per citare i soliti tre più uno: il caimano più il maschio alfa dei baluba verdi, il Bomba, l’insetto sbroccomane) meritano mazzate nuove, ma solo una ripetizione di quelle vecchie. E all’estero? Anche lì, solita zuppa. Diffamazioni operate dai nostri organi di stUmpa? Pffff: fanno sempre parte della campagna elettorale – perché in Italia non esistono agenzie di informazione veramente indipendenti: tutte vanno a slurpaculo verso questo o quell’altro personaggio potente che detta tutte le linee editoriali.

Quindi, sono bloccato lì, almeno per il momento – insomma, almeno fino a quando non succederà di nuovo qualcosa di clamoroso.

giovedì 15 febbraio 2018

Mamma, c’è un cinese che mi spia!

Cosa si sono inventate le famose agenzie di “intelligence” degli stati appiccicaticci di merrrrega (tra cui la famigerata NSA): i telefonuzzi cinesi (di ditte come Huawei, per dirne una) li spiano. Cioè: quelli che si permettono di spiare mezzo mondo se non tutto adesso hanno la bella faccia di accusare le aziende cinesi di spiare loro. Vorrebbero proibire a Huawei e altre ditte cinesi di vendere i loro apparecchi sul territorio nazionale. Vabbe’, il governo cinese non è nuovo a simili exploit, ma il classico “Da che pulpito” ormai è d’obbligo: i cinesi stanno ripagando i merrrregani con la loro stessa moneta o questa è pura e semplice paranoia da parte dei merrrregani? Si sa che chi commette una malefatta diventa paranoico nei confronti degli altri riguardo allo stesso tipo di malefatte: un truffatore vivrà con la paura che qualcuno lo truffi, un ladro si guarderà le spalle in continuazione da altri ladri, una spia accuserà tutto il mondo di volerla spiare. Così: i cinesi starebbero invadendo il mondo con apparecchi in grado di spiare tutti oppure i merrrregani si stanno semplicemente cagando sotto?

A me sembra molto probabile la seconda ipotesi. Punto primo: che cazzo ci guadagnerebbe Huawei (che è la più grossa, almeno a mia conoscenza) a spiare centinaia di milioni, se non addirittura miliardi, di persone ignare in tutto il mondo? E soprattutto, come cazzarola farebbe a gestire tutti quei dati? Punto secondo: coincidenza alquanto sospetta, Huawei e altre ditte stanno dando contro all’alligatore col gatto in testa – mah, guardate il tempismo di questa reazione dei merrrrregani. Punto terzo: NSA & soci stanno inanellando una luuuuuuunga catena di figure di merda mondiali: la loro parola è ancora da ritenere affidabile? Fate un po’ voi. I telefonuzzi Huawei, per quel che mi riguarda, sono dei mostri di affidabilità e costano relativamente poco, quindi mi tengo il mio e quando giungerà il momento del suo pensionamento molto probabilmente ne prenderò un altro della stessa marca.

(No: la Huawei non mi paga per farle pubblicità gratuita. Mi è servita solo da spunto per tirare l’ennesima mazzata ai “poliziotti del mondo” che sono più criminali di coloro a cui danno la caccia.)

mercoledì 14 febbraio 2018

Rimborsopoli in salsa grUllina

Ovvero, beccati con le mani nel sacco. “Ci siamo tagliati lo stipendio”, tutto questo genere di puttanate – poi, si ritrovano con un buco nel bilancio. Qualche conto errato, che volete che sia? Tsè. ’Sti furbastri facevano il bonifico, prendevano il numero per farlo figurare nei rimborsi e poi lo annullavano! E per coprire la malefatta si inventavano tutte le giustificazioni più assurde alla “Il cane mi ha mangiato l’estratto conto” – questa non l’ho sentita, ma andare ad accusare l’impiegato bancario di aver messo la data sbagliata sulla ricevuta, ecco, questa sì.

Questo è il partito degli honesti, proprio così, con la H. Questo è il partito che, tra le altre cose, sta offrendo su un vassoio d’argento l’Italia alla coalizione caimano+baluba verdi+estremo-fascisti (sempre che gli ignavi astensionisti non decidano, per una volta – ma ne dubito – di andare a votare e diano il loro voto a quelle liste non allineate con nessuno dei partitoni che si sono presentate). Cioè, non è che sia cosè stupefacente nel partito dove uno vale uno purché quell’uno sia l’insetto straparlante – ma il fatto che quel partito sia un danno per l’Italia ora è assolutamente conclamato. Che vincano (improbabile) o che perdano, la loro opera di distruzione, forse voluta(1), andrà in porto in ogni caso.


(1) Ormai viene la tentazione di essere complottisti nei loro confronti e di ritenere che tutte le stronzate che hanno combinato siano parte di un disegno per arrivare alla situazione a cui siamo arrivati in Italia. Per riuscire a piantare così tanti casini dalla loro fondazione in poi, o sono davvero dei geni del male, o hanno calcolato tutto!

martedì 13 febbraio 2018

Fuffa elettorale

Solo così si può definire il polemicone assurdo montato da una candidata alle elezioni per un’iniziativa del Museo Egizio di Torino, cioè offrire sconti per quattro mesi alle persone di lingua araba. Eppure il museo in questione non è nuovo a simili iniziative. L’anno scorso fece la stessa cosa e nessuno ebbe nulla da ridire. Nel 2015 adottò la stessa campagna promozionale nei confronti dei cinesi (poi non ripetuta nel 2016 perché non ebbe poi quel gran successo) e nessuno protestò. Ah, be’, però il 2015 e il 2017 non erano anni di campagna elettorale!

Non vedo l’ora che arrivi il 2 marzo – giorno in cui le campagne elettorali devono fermarsi per legge, due giorni prima delle elezioni. La campagna elettorale a cui stiamo assistendo, da parte di tutte le forze “politiche” (virgolette d’obbligo) in gioco, promette di essere una delle più squallide di sempre.

giovedì 8 febbraio 2018

L’Italia è fascista–ulteriore conferma

Se mai ce ne fosse bisogno.

Il ministronzo di turno, su istigazione del sindacazzo di Macerata, ha pensato bene di vietare una manifestazione antifascista in programma per sabato a seguito della strage(1) di matrice fascista operata da un vero e proprio terrorista. Per non creare disordini, dicono.

Così, invece, i disordini li creano, eccome.

Sta per scoppiare la guerra civile, in Italia. Proprio come successe col fascismo, quando un ministro del re propose di disperdere con alcune cannonate i manifestanti, fermando così sul nascere l’istituzione del regime fascista, e il re negò, comportando così le dimissioni del ministro, la marcia su Roma e l’avvio del famigerato ventennio che poi fu una delle (tante) cause della Seconda Guerra Mondiale. A Macerata, ma anche a Roma, gli animi sono tremendamente scaldati. Prepariamoci a un altro ventennio che sfocerà nella Terza Guerra Mondiale.

E qualcuno mi dia del catastrofista: la storia insegna, ma non c’è un cane che abbia voglia di mettersi a studiare!

(1) Ero convinto che l’ordinamento giuridico riportasse la “tentata” strage, ma no: morti o meno, è sempre strage.

mercoledì 7 febbraio 2018

L’Italia è fascista

Ormai è conclamato. Stanno arrivando tutte le conferme al post precedente: praticamente la colpa è delle vittime, non del terrorista che le ha mitragliate. Non mezza parola da parte degli organi di disinformazione sui nomi delle vittime, scoperti con gran fatica da quattro gatti spelacchiati come Mantellini, ma totalmente ignorati da tutti gli altri. Non un’alta carica istituzionale che abbia sentito la necessità di andare a far visita alle vittime in ospedale o esprimere un accenno di solidarietà: né il presidente della rebubblica (minuscole e svarione d’obbligo), né il presidente del coniglio (anche questo è voluto), né un ministronzo qualunque; nada, nisba, zilch. In compenso, il maschio alfa dei baluba verdi trova tutte le giustificazioni possibili e immaginabili a quel coglione d’un terrorista – e migliaia di mentecatti come lui gli danno seguito sugli organi di stUmpa, sulle socialmerde e con striscioni appesi qua e là.

Ma tanto sono solo dei negri di merda, fottuti immigrati tutti criminali dal primo all’ultimo, secondo l’attuale opinione pubblica in Italia. Ma tanto è colpa loro, non di un emerito rincoglionito che s’è messo a sparare in una folla in perfetto stile “suprematista bianco merrrregano”. Se un italiano si rompe un’unghia all’estero a cento chilometri da dove è avvenuto un attentato sono tutti lì a sbrodolare la loro solidarietà e a dar contro a quei merdosi terroristi – ma sei poveracci vengono mitragliati da un terrorista italiano e le parti si invertono: il terrorista è un santo, le vittime sono i peggiori diavoli usciti dall’inferno. Oh già, mica si può solidarizzare proprio con queste vittime, non in piena campagna elettorale.

Da marzo in poi vedremo le camicie nere (o anche verdi) girare per le strade e gambizzare tutti quelli che si riveleranno contrari al regime, oltre a massacrare tutti quelli che non sono di pura razza ariana; ma ce la siamo cercata, gente. Non lamentatevi di questo ritorno al passato: tenetevelo e basta.

lunedì 5 febbraio 2018

Seminare odio

Alla bella faccia del fatto che “tutti gli immigrati sono criminali” (secondo certe correnti “politiche”, con le virgolette d’obbligo). L’autore della tentata strage a Macerata (per ora, al momento in cui sto scrivendo questo post, soltanto con feriti) è un terrorista italiano, neofascista fino al midollo, che dopo aver colpito tutte queste persone – loro sono immigrati: le vittime, non i carnefici – è bellamente andato a fare il saluto fascista di fronte al monumento ai caduti. E non è vittima di un raptus: aveva già annunciato di voler andare “a sparare ai neri”, testualmente. Ha agito lucidamente, è un assassino, non un pazzo.

Il problema, però, non è l’atto in sé – ci mancherebbe, è gravissimo e il suo autore merita di marcire in galera per tentata strage di matrice neofascista – ma come l’hanno giudicato i politicanti da strapazzo che abbiamo. Cioè, tutti unanimi a urlare la loro condanna nei confronti di quel coglione, ma tuttavia però (E&CCFCC…) la colpa in fin dei conti è degli immigrati, perché c’è un’immigrazione senza controllo, un’invasione finanziata dai poteri forti, bla bla bla. Come quando tentano (sempre gli stessi personaggi) di far ricadere la colpa di uno stupro su chi l’ha subito, perché magari indossava una minigonna, o addirittura giustificare l’antisemitismo affermando che ci sono troppi ebrei.

Il corollario al problema di cui sopra sta nel fatto che se fosse stato uno di questi sporchi immigrati tutti assassini dal primo all’ultimo (spero si noti il sarcasmo) a sparare sarebbe stato bollato come un terrorista e chiusa lì; invece è stato un biancuzzo a sparare, e quindi bisogna trovargli una giustificazione. Ma un coglione con un’arma da fuoco non è più o meno coglione a seconda del colore della pelle; non si misura la coglioneria con la melanina! Perché a coglioneria i politicanti da strapazzo, a partire dal maschio alfa dei baluba verdi, sono messi forse peggio di quel mancato stragista – che, guarda caso, era candidato ad elezioni comunali nel 2017 proprio con la lista dei baluba verdi; non prese nemmeno un voto: forse perché, pur essendo un terrorista fino in fondo all’anima, non raggiungeva il livello di coglioneria dei suoi compagni di partito?

venerdì 2 febbraio 2018

Merrrregani e armi (aridajje)

Ennesima notizia che fa cascare le palle. Una ragazzina di dodici anni si è presentata a scuola con un’arma da fuoco e ha ferito un ragazzo (gravemente: è in fin di vita) e una ragazza, questa solo di striscio. Adesso, al di là delle motivazioni che questa pistolera in erba può aver avuto, torno a rigirare il coltello nella piaga della libera vendita di armi negli stati appiccicaticci di merrrrega, sancita a quanto pare dalla loro stessa Costituzione (la più bella del mondo, dicono loro – e contiene puttanate del genere…). Sono i primi a lamentarsi quando qualcuno troppo giovane per essere perseguibile per legge piglia la pistola o il fucile di papino e si precipita a scuola a fare una strage – però difendono con gli artigli e le zanne il loro DIRITTO scritto con tutte maiuscole di poter ottenere facilmente tali armi!

Vabbe’, molto cinicamente: chi è causa del suo mal… Se i merrrrregani si limitassero a farsi fuori l’uno con l’altro farebbero un favore al mondo; il problema è che loro col mondo continuano a voler fare i bulli, come vere scimmie col fucile (senza offesa per le scimmie).

giovedì 1 febbraio 2018

Criptovalute? Ma anche no

Bisogna mettersi il cuore in pace: quando qualcosa cresce troppo in fretta, è come un palloncino attaccato al tubo di un compressore – prima o poi esplode.

Così è accaduto, puntualmente, con le criptovalute (la criptovaluta per eccellenza, il bitcoin, in testa). Parliamo proprio del bitcoin, quello in cui l’effetto bolla che scoppia è massimo. Quando ha cominciato a salire di botto, guadagnando centinaia se non migliaia di dollari al giorno, tanta gente ci ha buttato dentro tutti i propri risparmi, anzi, hanno pure aperto dei mutui per investire in bitcoin. Qualcuno è stato furbo: ha investito una certa cifra e dopo un paio di giorni ha rivenduto. Ma sono stati pochi. Adesso, quasi tutti quelli che avevano comprato bitcoin a undicimila dollari l’uno, o anche di più, col miraggio dell’arricchimento facile (yuppiii, compro ora e fra un anno sono più ricco dell’Aga Khan) e se lo ritrovano a seimila e in continua discesa si stanno rodendo ben bene il fegato.

Cioè, una valuta basata sul nulla assoluto, totalmente instabile, totalmente inaffidabile, non è un valido investimento. Le criptovalute non saranno il denaro del futuro, né danno alcuna garanzia di diventare straricchi, anzi, sembra molto più probabile trovarsi a dormire sotto i ponti. Come qualunque investimento ad alto rischio, solo che in confronto a bitcoin & c. i tradizionali investimenti ad alto rischio sembrano un buono fruttifero postale! Parecchi forti investitori di mia conoscenza – quel tipo di persone che riescono a tirare fuori soldi dall’aria o grazie a qualche magia, mentre io resto il solito poveraccio di sempre – mi hanno fortemente sconsigliato di investire in bitcoin, e loro stessi non l’hanno fatto: ci sarà un motivo, no? Del resto, se un personaggio come Paul Krugman, premio Nobel per l’economia, ha definito il bitcoin “una frode che finirà molto male”, io alle criptovalute fornisco la risposta nel titolo del post.