venerdì 30 marzo 2018

Recrudescenza del bullismo

Intendiamoci: i bulli (a scuola e in tutto il resto della società) sono sempre esistiti: c’è sempre qualcuno che pensa di essere chissà chi e infierisce sui più deboli per puro sadismo. Il fenomeno, però, negli ultimi tempi, sta raggiungendo dimensioni davvero preoccupanti – per un semplice motivo: nella società moderna i bulli sanno di poterla fare sempre franca. Il sistema educativo ha fallito, e di brutto. Fior di psicologi (il fallimento totale dell’umanità) dovrebbero cominciare a farsi un bell’esame di coscienza e capire se il sistema educativo che è stato applicato a loro dai loro genitori è davvero così sbagliato!

Cioè: il vecchio sistema col giusto grado di severità è stato bellamente accantonato da questa manica di falliti. Nooooo, ora non si possono più rimproverare i figli o metterli in punizione: bisogna essere gentili e comprensivi, dialogare, far capire loro con dolcezza, eh, mi raccomando, dolcezza che stanno sbagliando; anche coi bambini piccoli bisogna dilungarsi con lo spiegone del perché e del percome certe azioni non vanno compiute. Puah. Il vecchio sistema prevedeva un bel “no” secco di fronte ai capricci e alle pretese più assurde, e alla domanda “Perché?” la risposta “Perché lo dico io.”. Un bambino non ha di sicuro l’esperienza che serve a capire gli spiegoni destinati agli adulti! E coi figli adolescenti – in piena età della ribellione – a volte occorreva andare a muso duro: se la tua condotta e i tuoi voti a scuola rientrano in un intervallo accettabile avrai il motorino/il minchiofono/quell’altra cosa che desideri tanto, altrimenti te li sogni! (Sui minchiofoni agli adolescenti ho già scritto, e magari ribadirò il concetto con altri post.) Fai il bullo a scuola? Se continui così ti spedisco nel più retrogrado e reazionario collegio di preti stile Inquisizione che ci sia in giro! Pigli votacci? To’, che bello, non devo nemmeno preoccuparmi di cosa farai in gita, perché non ci vai! Adesso, agli adolescenti viene concesso di tutto di più, i rimproveri sono blandi e tutti improntati su questo “dialogo” tanto decantato, che i ragazzi sono già abbastanza grandi da capire ma del quale non gliene frega una beata fava, e soprattutto quando qualche insegnante si azzarda ad appioppare loro un votaccio poi sull’intero corpo docenti della scuola piovono tuoni e fulmini, insulti e querele. Così adesso i bulli hanno una certezza matematica: non saranno mai puniti.

E poi succedono episodi come questo.

Cioè: una manica di bulletti legano un’insegnante alla sedia, la bombardano di scherzi bastardi – e poi se la cavano con un mese di sospensione semplicemente chiedendo scusa! E non è dato sapere come hanno reagito i loro genitori, ma sono disposto a scommetterci un cappuccino e una brioche che nessuno di loro abbia anche solo pensato di infliggere punizioni esemplari a quei dieci criminali fatti e rifiniti! E quella prof è stata decisamente troppo buona nei loro confronti; sempre per lo stesso motivo, avrebbe dovuto mostrarsi molto più dura e intransigente. Ma stiamo scherzando? Ai miei tempi, e anche a quelli di questi psicologi che hanno mandato a puttane il vecchio sistema educativo, quel collegio di preti citato sopra sarebbe stato il minimo che sarebbe piombato in testa a un ragazzo se si fosse comportato in maniera così ignobile.

giovedì 29 marzo 2018

Lutti e sciacalli

Siamo alle solite. Un personaggio famoso non fa in tempo a morire che subito arrivano i bufalari a sciacallare sulle sue spoglie, mettendogli in bocca parole che non ha mai pronunciato: tanto è morto, non può certo risorgere dalla tomba per contraddirli!

Sul Tomo delle Facce di Merda (e quando mai non c’è di mezzo il TFM? Chiudetelo!) è apparsa una di quelle belle fotografie con frase appiccicata che per i webeti sono il Verbo Divino, col povero Fabrizio Frizzi a cui è stata attribuita una frase di merda:  “Ho sempre sognato un governo a 5 stelle, spero che un giorno ce la facciano, se lo meritano”. Ma Frizzi non s’è mai nemmeno sognato di pronunciare una frase del genere.

Ah, ma per il webete analfabeta funzionale quello che compare su Internet è per forza vero, proprio perché è comparso su Internet! Così le sciacallate infami sulle spalle di un morto vengono prese per vere anche quando è talmente esplicita la loro natura di trollate che perfino un’ameba anestetizzata se ne renderebbe conto.

Cari webeti, rendetevene conto: muore un VIP e non l’hanno neppure ancora messo nella bara che compare una sua frasetta a supporto di questo o quell’altro partito “politico”? Non ci va una laurea a capire che qualche burlone vi sta trollando ben bene, prendendovi per i dementi totali che siete!

(Ah, sto di nuovo lavando la testa all’asino? E che cazzo…)

Sbufalata in questo articolo di bufale.net.

mercoledì 28 marzo 2018

Forse non sono senza speranze

Chi? I merrrregani. Qualcuno di loro, forse, magari, probabilmente, può darsi, comincia a svegliarsi. Qualche giorno fa c’è stata una manifestazione contro le armi a Washington, una manifestazione veramente molto sentita e partecipata, a quanto pare.

Stanno tutti quanti cominciando ad aver paura a mandare i loro figli a scuola? Stanno cominciando a considerare quel loro “diritto inalienabile” a possedere armi non più così inalienabile, soprattutto quando quelle armi finiscono in mano a terroristi e a maniaci omicidi ogni tre per due? Stanno cominciando a pentirsi di aver piazzato sul loro trono il maggior rappresentante (forse mondiale) della lobby delle armi? Possiamo sperarlo, per il loro bene e anche perché magari stanno cominciando a emergere merrrregani che non desidereranno più essere “esportatori di democrazia” e poliziotti del mondo, ma che vorranno vivere la loro vita in pace senza scassare il cazzo al resto del mondo, oltre che a loro stessi, con le loro fottutissime armi.

martedì 27 marzo 2018

È sempre lo stesso film

Prima, seconda, terza, ventordicesima repubblica... bah, non è cambiato niente se non i nomi. Un “remake” dello stesso film con attori diversi, ma senza variazioni di copione. Giochi di poltrone (oh, sì, i grUllini hanno potuto piazzare uno dei loro alla presidenza della camera però hanno dovuto concedere al caimano la scelta per la presidenza del senato, dove ci è finita una delle sue più ferventi sostenitrici, tra l’altro una che vorrebbe reintrodurre la schiavitù), tutte le promesse elettorali dimenticate esattamente il 5 marzo – scontato, ma non per questo meno ipocrita – e altre ripetizioni del solito collaudato sistema. Torno a ribadire per chi continua a ritenere che ah, sì, coi grUllini cambia tutto: è sempre la stessa minestra riscaldata. A questo punto, che questa legislatura duri il tempo minimo indispensabile per riscrivere una legge elettorale, o con un ballottaggio o con un maggioritario puro e intransigente – chi vince, anche per un solo voto, avrà due terzi dei seggi – e si levi dalle palle! Così, almeno, chi andrà su la prossima volta non avrà bisogno di scendere a compromessi ignobili con gli avversari per poter piazzare chiunque desiderino alle presidenze delle camere.

venerdì 23 marzo 2018

Il Tomo delle Facce di Merda e la privacy

(Aridajje!!!)

Il caso Cambridge Analytica sta suscitando, giustamente, un bel polverone. Per quanto riguarda il TFM, questa non è altro che l’ennesima conferma che a Zuckamarciaberg della privacy dei suoi utenti (in realtà utOnti, nonché webeti all’ennesima potenza, ma questa è l’altra faccia della medaglia) nun je ne pò ffregà dde meno1. Adesso, io sono – ancora e per sempre – per la soluzione più drastica di tutte: tutte queste socialmerde, come il TFM, il Cinguettatore Folle, il Grammo Istantaneo (!!! e ancora !) e svariati altri, devono essere chiuse, bruscamente, dall’oggi al domani, senza preavviso, su ordine definitivo, perentorio e irrevocabile di qualche organo giudiziario internazionale, con sentenza inappellabile. Sì, bisogna tornare indietro all’epoca del cosiddetto “Web 1.0”, dove, quando volevi pubblicare qualcosa su web, dovevi inviare il tuo materiale ai gestori del sito e vederlo apparire online, in caso di approvazione da parte loro, non prima del giorno successivo. In tal modo non ci sarebbe più nessuna possibilità per società di bastardi approfittatori come la citata Cambridge Analytica di condizionare (forse: è ancora tutto sottoposto a inchiesta) un risultato elettorale agendo sull’idiozia totale e irreversibile dei webeti.

Ecco, questa soluzione drastica non l’applicheranno mai, e io me ne devo fare una ragione. Però, posso rivolgere un messaggio a chi usa le socialmerde ma non è un webete (ovvio: destinare questo messaggio ai webeti sarebbe come lavare la testa all’asino: sprechi acqua e shampoo e magari, se l’asino ha la luna di traverso, rischi pure di beccarti un calcio): ripensate (e ripensate bene) al modo in cui le usate. Potete essere drastici e cancellare i vostri profili – che sarebbe quello che vi consiglio io – ma se non volete farlo limitatene l’uso e bloccate, senza se e senza ma, condivisioni a stecca e manetta con app varie o perfino con gli amici, come in questa breve guida di Paolo Attivissimo. La sua raccomandazione finale è anche la mia: se proprio non potete fare a meno di usare le socialmerde, usatele per il loro scopo originario, cioè tenere in contatto amici lontani e condividere con loro barzellette, foto di gatti, ricette di cucina e altre frivolezze; eliminate dai vostri profili tutti i dati sensibili (foto che non siano totalmente innocue, opinioni politiche e sociali, roba di questo genere) e teneteveli per discuterne faccia a faccia coi veri amici, quelli che incontrate quando decidete una buona volta di uscire di casa e di godervi una serata senza nemmeno ficcare il naso sul vostro minchiofono/tavoletta-del-cesso ultimo modello.

1. Mi perdonino i romani se l’ho scritta male; ribadisco, non sono romano.

giovedì 22 marzo 2018

Tecnologia senza umanità

Un post general-generico su quanto la tecnologia stia diventando una palla al piede per noi – ed è un post che viene da uno che vive di tecnologia!

Negli anni ’60  siamo arrivati sulla Luna, a posarci fisicamente i piedi – e nel 2018, quando dovremmo aver posato i piedi su ogni corpo del sistema solare escluso ovviamente il Sole, abbiamo a malapena qualche robottino totalmente automatico su Marte; in compenso ogni webete può passare la giornata a pubblicare selfie orrendi e ogni sorta di puttanata e condividere la peggior fuffa senza nemmeno averla letta, usando il suo minchiofono che alla ricerca spaziale degli anni ’60 deve tutto. Abbiamo una tecnologia che sarebbe perfettamente in grado di eliminare totalmente l’inquinamento che stiamo producendo – e invece viene usata per alimentarlo ulteriormente! Abbiamo una tecnologia che dovrebbe veicolare cultura a livello globale con estrema facilità – e invece webeti e venditori di fuffa sono in crescita esponenziale! Abbiamo una tecnologia che dovrebbe facilitarci la vita, e invece ci sta schiavizzando fino a distruggerci!

Perché tutto questo? Perché abbiamo spersonalizzato la tecnologia, l’abbiamo depauperata del suo lato umano per renderla niente di più che una serva del Dio Denaro (e per l’ennesima volta maledico le anime marce dei sumeri, che ebbero la bella idea di esserne i primi adoratori).  Automatizzate le fabbriche, le automobili, le case, ogni singolo processo decisionale! Così l’uomo che crede erroneamente di essere il padrone in realtà è divenuto schiavo di questa tecnologia – e ma con l’automazione esasperata si risparmia: già, sulla pelle di gente che non trova più lavoro se non contrattini del cazzo pagati a vàucer. E l’ambiente? Chi se ne frega dell’ambiente: basta continuare a produrre tecnologia schiavizzante in nome del Dio Denaro!

Prima o poi, questa tecnologia così invasiva e soffocante collasserà sotto il suo stesso peso. E io mi auguro che ciò avvenga il più presto possibile, finché ci sono ancora in vita la mia generazione o quella precedente che siano in grado di riprendere in mano la situazione – perché se ciò avverrà tra una trentina d’anni o giù di lì il mondo sarà rimasto popolato unicamente dai webeti, le cui possibilità di sopravvivenza senza genitori e nonni abituati a un sistema di vita più... umano sarebbero un bello zero secco.

martedì 20 marzo 2018

Essere umani è un reato

Ovvero, quando le leggi vengono scritte e fatte applicare da burocrati ridotti a macchinette del tutto prive di umanità. Una guida alpina francese ha soccorso una donna all’ottavo mese di gravidanza, che stava cercando (ci si immagini con quanta fatica) di attraversare le montagne con la famiglia. Questa guida non ha visto altro che una persona in notevole difficoltà e, mosso da umana pietà, l’ha aiutata.

Problema: secondo la legge francese, quella persona non è “una donna incinta” ma “una nigeriana”, ergo un’immigrata illegale; così adesso la guida alpina che l’ha soccorsa rischia 5 anni di carcere per traffico di esseri umani.

Che mondo di merda.

Spero solo che il magistrato che si occuperà di questa causa si metta una mano sulla coscienza e lasci perdere i burocratismi inutili. Se la legge vorrà processare quei migranti per immigrazione illegale e rispedirli a casa loro, facciano pure – dopo essersi accertati che stiano tutti bene.

L’articolo è qui.

lunedì 19 marzo 2018

Crisi finita? No, siamo appena all’inizio

Come dicono gli organi di stUmpa e i politicanti da strapazzo: “Siamo usciti dalla crisi”, “Creati nuovi posti di lavoro”, (questa è succosissima) “Disoccupazione ai minimi storici”, porcomaialate di questo genere.

Ma quando mai.

Ah, enti come quella minchia di istat (tutte minuscole d’obbligo) fanno in fretta, giocando coi numeri come cazzo pare e piace loro, a dire che siamo tutti ricchi e felici intervistando miratamente quei pochi che lo sono, a parlare di aumento dell’occupazione andando a contare pure i contratti da un’ora pagati con uno schifosissimo lurido vàucer (italianizzazione voluta), a fare calcoli astrusi sul PIL per darsi ragione da soli! Poi si scopre che un lavoratore su otto è a rischio povertà, che le tasse sono alle stelle, che il costo della vita dal 2007 è più che raddoppiato mentre gli stipendi sono rimasti inchiodati lì, e che i genialoidi dei politicanti da strapazzo s’inventano la genialata: aumentare l’IVA. Così aumentano i prezzi, la gente compra meno, nelle casse dello stato entra di meno – e i genialoidi, ormai imprigionati in una spirale mentale, aumentano di nuovo l’IVA, la gente compra meno, entrano meno soldi nelle casse dello stato… siamo vicini al punto centrale, quello dove l’Italia si schianterà di brutto!

Ma a sentire chi ci “governa” e la stUmpa di regime yuppiii, siamo ricchi, tutti lavorano e sono felici!

Adesso voglio proprio vedere se il prossimo governo che verrà nominato dal bresidende della rebubbliga (minuscole e storpiatura, come sempre, volute) avrà la faccia da culo di bronzo da schiaffi di insistere su questa storia che stiamo vivendo in un mondo fantastico. Quanto alla possibilità che la gente, una buona volta, si ribelli, nel paese di “La rivoluzione fattela tu, io tengo famiglia” ho gettato la spugna ormai da tempo.

venerdì 16 marzo 2018

Spamma tua sorella

La moderazione dei commenti mi ha sempre salvato dal fare involontariamente pubblicità a certi infami. Chiaro che ho marcato il commento come spam e i successivi che arriveranno da quell’indirizzo finiranno per direttissima nella cartella antispam di Blogger – ma non è assolutamente infrequente che mi arrivino commenti così:

Ciao,
Ho messo a vostra disposizione un prestito da 3.000 € a 900.000 € a condizioni molto semplici a un tasso di interesse del 2%. Faccio anche investimenti e prestiti tra individui di ogni tipo, offro crediti a breve, medio e lungo termine. Non sappiamo dei tuoi usi e i nostri trasferimenti sono forniti da una banca per la sicurezza della transazione. Per tutte le tue richieste fai proposte in relazione a tariffe e rate di pagamenti e sarò con il tuo aiuto. Infine per maggiore comprensione, contattami
[CENSURATO]@gmail.com
Grazie

(ripetuto altre 2 volte)

Hahaha. Il nome che ho censurato (sempre per non fare involontariamente pubblicità a questa merda) è italiano, ma il testo è in googletraduttorese stretto, quindi probabilmente qualcuno è vittima di un dirottamento di indirizzo – oppure potrebbe essere tranquillamente un nome fasullo. Basterebbe già solo questo a far suonare il campanellino “TRUFFATRUFFATRUFFA”. Poi, le promesse mirabolanti in questo messagg questa puttanata dovrebbero farlo suonare a intensità decuplicata. Sia come sia, comunque lo spam qui in questo blog NON PASSA, capito, caro/a truffatore/trice? Come già scritto nel titolo del post, spamma tua sorella!

giovedì 15 marzo 2018

Inciucevolezza

(Ma non esiste inciucevolezza!)

(Come no: l’ho appena inventato io, certo che esiste!)

Ovvero: non si capisce più una mazza.

Il caimano vorrebbe inciuciare col partito tafazzista, ma il maschio alfa dei baluba verdi s’incazza perché non ci sta – e però vorrebbe tirare dentro i maldipancisti del partito tafazzista.

Il baluba verde vorrebbe inciuciare coi grUllini, e s’incazza il caimano – non sia mai, i grUllini sono il demonio, le cavallette, peggio dei kumunissssti.

I grUllini, da parte loro, cambiano il loro possibile partner di inciucio a seconda di come si svegliano al mattino: dai baluba verdi passano al partito tafazzista, poi lisciano il pelo a qualcun altro, poi stabiliscono che non inciuceranno mai con nessuno e che a questo punto si può pure tornare al voto.

In tutti questi giochi, giochini, giochetti, giochettini e giochinetti (!!! E questa fa rima con gabinetti) chi rimane cornuto e mazziato? Il popolo italiano, ovviamente.

lunedì 12 marzo 2018

Reddito di scemenza

Ero convinto che questa muggisse – e invece tanti CAF hanno confermato di essere stati subissati di domande per il reddito di cittadinanza.

Roba da chiodi.

Cioè, banda di rincogliombecitrulliti che non siete altro: vi rendete conto che i grUllini hanno ottenuto più voti promettendo l’irrealizzabile? Vi rendete conto che vi hanno presi per i cretidioti che siete mentendo sapendo di mentire? Vi rendete conto che questa vostra smania di vivere senza lavorare: a) non ha e non avrà mai la necessaria copertura; b) spingerà tante aziende (più di quelle che già lo fanno) a delocalizzare perché non troveranno più uno disposto a lavorare qui in Italia; c) è anche eticamente e moralmente una gran stronzata?

Insomma, cosa dicevo dell’andare a votare con la pancia invece che farsi due conti e votare col cervello? Non è che avessimo grandi alternative, però qualche lista disallineata da tutti i pesci grossi e che non si è lanciata in promesse mirabolanti quanto impossibili da mantenere c’era. Ormai però il danno è fatto, e posso solo sperare nella soluzione a probabilità quasi zero – cioè, governo di scopo, rifare la legge elettorale e tornare a votare in autunno. (Più facile farsi colpire in testa da un meteorite dopo aver vinto otto volte di seguito al superenalotto…)

venerdì 9 marzo 2018

Orologi tutti indietro? Muuuu, muuuu

Gli organi di stUmpa si sono sbizzarriti con titoloni scioccanti – no, sciocchi – tipo “I vostri orologi sono indietro di sei minuti (e la ragione è politica)”.

Davvero, questa muggisce di brutto. I miei orologi sono tutti quanti a posto; solo alcuni (molto pochi) orologi che si basano sulla frequenza della rete elettrica (i classici 50 Hz) hanno subito un temporaneo ritardo dovuto a disguidi sulla rete elettrica causata, sì, da una disputa politica tra Serbia e Kosovo – il che mi spinge a chiedermi che cazzo c’entrino gli altri gestori europei e perché stracazzo non riescano a essere indipendenti: quel blackout che paralizzò mezza Europa (geografica) un po’ di anni fa a seguito del guasto in una singola centrale non ha insegnato niente a nessuno, a quanto pare – ma tutti gli orologi indipendenti, basati su un quarzo per esempio, non hanno avuto il benché minimo problema.

Già, ma tanto agli organi di stUmpa di fare vera informazione non frega più un cazzo: l’importante è sparare titoloni a effetto per aumentare vendite/ascolti/clic (a seconda del mezzo utilizzato). Tanto ormai sono tutti webeti e non sanno leggere più di tre parole di seguito. Così la gente casca con tutte le scarpe in “notizie” del genere, che non sono altro che bufale muggenti.

giovedì 8 marzo 2018

Manifesto contro il razzismo

L’esito delle elezioni, con un becero razzista estremo che ha dato una zampata mica da ridere, mi offre lo spunto per pubblicare questo manifesto firmato da scienziati e intellettuali (VERI, non venditori di fuffa) che riduce in briciole qualunque teoria razzista. Meditate, italiani che avete votato il partito dei baluba verdi: sappiate che fate tutti parte dell’unica razza che l’umanità possiede, cioè l’umanità stessa.

(Il manifesto è stato copiato e incollato da questo post di Web sul blog)


Manifesto degli scienziati antirazzisti 2008 contro ogni razzismo

I. Le razze umane non esistono. L’esistenza delle razze umane è un’astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze “psicologiche” e interpretate sulla base di pregiudizi secolari. Queste astratte suddivisioni, basate sull'idea che gli umani formino gruppi biologicamente ed ereditariamente ben distinti, sono pure invenzioni da sempre utilizzate per classificare arbitrariamente uomini e donne in “migliori” e “peggiori” e quindi discriminare questi ultimi (sempre i più deboli), dopo averli additati come la chiave di tutti i mali nei momenti di crisi.

II. L’umanità, non è fatta di grandi e piccole razze. È invece, prima di tutto, una rete di persone collegate. È vero che gli esseri umani si aggregano in gruppi d’individui, comunità locali, etnie, nazioni, civiltà; ma questo non avviene in quanto hanno gli stessi geni ma perché condividono storie di vita, ideali e religioni, costumi e comportamenti, arti e stili di vita, ovvero culture. Le aggregazioni non sono mai rese stabili da DNA identici; al contrario, sono soggette a profondi mutamenti storici: si formano, si trasformano, si mescolano, si frammentano e dissolvono con una rapidità incompatibile con i tempi richiesti da processi di selezione genetica.

III. Nella specie umana il concetto di razza non ha significato biologico. L’analisi dei DNA umani ha dimostrato che la variabilità genetica nelle nostra specie, oltre che minore di quella dei nostri “cugini” scimpanzé, gorilla e orangutan, è rappresentata soprattutto da differenze fra persone della stessa popolazione, mentre le differenze fra popolazioni e fra continenti diversi sono piccole. I geni di due individui della stessa popolazione sono in media solo leggermente più simili fra loro di quelli di persone che vivono in continenti diversi. Proprio a causa di queste differenze ridotte fra popolazioni, neanche gli scienziati razzisti sono mai riusciti a definire di quante razze sia costituita la nostra specie, e hanno prodotto stime oscillanti fra le due e le duecento razze.

IV. È ormai più che assodato il carattere falso, costruito e pernicioso del mito nazista della identificazione con la “razza ariana”, coincidente con l’immagine di un popolo bellicoso, vincitore, “puro” e “nobile”, con buona parte dell’Europa, dell’India e dell’Asia centrale come patria, e una lingua in teoria alla base delle lingue indo-europee. Sotto il profilo storico risulta estremamente difficile identificare gli Arii o Ariani come un popolo, e la nozione di famiglia linguistica indo-europea deriva da una classificazione convenzionale. I dati archeologici moderni indicano, al contrario, che l’Europa è stata popolata nel Paleolitico da una popolazione di origine africana da cui tutti discendiamo, a cui nel Neolitico si sono sovrapposti altri immigranti provenienti dal Vicino Oriente. L’origine degli Italiani attuali risale agli stessi immigrati africani e mediorientali che costituiscono tuttora il tessuto perennemente vivo dell’Europa. Nonostante la drammatica originalità del razzismo fascista, si deve all’alleato nazista l’identificazione anche degli italiani con gli “ariani”.

V. È una leggenda che i sessanta milioni di italiani di oggi discendano da famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio. Gli stessi Romani hanno costruito il loro impero inglobando persone di diverse provenienze e dando loro lo status di cives romani. I fenomeni di meticciamento culturale e sociale, che hanno caratterizzato l’intera storia della penisola, e a cui hanno partecipato non solo le popolazioni locali, ma anche greci, fenici, ebrei, africani, ispanici, oltre ai cosiddetti ”barbari”, hanno prodotto l’ibrido che chiamiamo cultura italiana. Per secoli gli italiani, anche se dispersi nel mondo e divisi in Italia in piccoli Stati, hanno continuato a identificarsi e ad essere identificati con questa cultura complessa e variegata, umanistica e scientifica.

VI. Non esiste una razza italiana ma esiste un popolo italiano. L’Italia come Nazione si è unificata solo nel 1860 e ancora adesso diversi milioni di italiani, in passato emigrati e spesso concentrati in città e quartieri stranieri, si dicono e sono tali. Una delle nostre maggiori ricchezze, è quella di avere mescolato tanti popoli e avere scambiato con loro culture proprio “incrociandoci” fisicamente e culturalmente. Attribuire ad una inesistente “purezza del sangue” la “nobiltà” della “Nazione” significa ridurre alla omogeneità di una supposta componente biologica e agli abitanti dell’attuale territorio italiano, un patrimonio millenario ed esteso di culture.

VII. Il razzismo è contemporaneamente omicida e suicida. Gli Imperi sono diventati tali grazie alla convivenza di popoli e culture diverse, ma sono improvvisamente collassati quando si sono frammentati. Così é avvenuto e avviene nelle Nazioni con le guerre civili e quando, per arginare crisi le minoranze sono state prese come capri espiatori. Il razzismo è suicida perché non colpisce solo gli appartenenti a popoli diversi ma gli stessi che lo praticano. La tendenza all’odio indiscriminato che lo alimenta, si estende per contagio ideale ad ogni alterità esterna o estranea rispetto ad una definizione sempre più ristretta della “normalità”. Colpisce quelli che stanno “fuori dalle righe”, i “folli”, i “poveri di spirito”, i gay e le lesbiche, i poeti, gli artisti, gli scrittori alternativi, tutti coloro che non sono omologabili a tipologie umane standard e che in realtà permettono all’umanità di cambiare continuamente e quindi di vivere. Qualsiasi sistema vivente resta tale, infatti, solo se é capace di cambiarsi e noi esseri umani cambiamo sempre meno con i geni e sempre più con le invenzioni dei nostri “benevolmente disordinati” cervelli.

VIII. Il razzismo discrimina, nega i collegamenti, intravede minacce nei pensieri e nei comportamenti diversi. Per i difensori della razza italiana l’Africa appare come una paurosa minaccia e il Mediterraneo è il mare che nello stesso tempo separa e unisce. Per questo i razzisti sostengono che non esiste una “comune razza mediterranea”. Per spingere più indietro l’Africa gli scienziati razzisti erigono una barriera contro “semiti” e “camiti”, con cui più facilmente si può entrare in contatto. La scienza ha chiarito che non esiste una chiara distinzione genetica fra i Mediterranei d’Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall’altra. Sono state assolutamente dimostrate, dal punto di vista paleontologico e da quello genetico, le teorie che sostengono l’origine africana dei popoli della terra e li comprendono tutti in un’unica razza.

IX. Gli ebrei italiani sono contemporaneamente ebrei ed italiani. Gli ebrei, come tutti i popoli migranti ( nessuno é migrante per libera scelta ma molti lo sono per necessità) sono sparsi per il Mondo ed hanno fatto parte di diverse culture pur mantenendo contemporaneamente una loro identità di popolo e di religione. Così é successo ad esempio con gli armeni, con gli stessi italiani emigranti e così sta succedendo con i migranti di ora: africani, filippini, cinesi, arabi dei diversi Paesi , popoli appartenenti all’Est europeo o al Sud America ecc. Tutti questi popoli hanno avuto la dolorosa necessità di dover migrare ma anche la fortuna, nei casi migliori, di arricchirsi unendo la loro cultura a quella degli ospitanti, arricchendo anche loro, senza annullare, quando é stato possibile, né l’una né l’altra.

X. L’ideologia razzista è basata sul timore della “alterazione” della propria razza eppure essere “bastardi” fa bene. È quindi del tutto cieca rispetto al fatto che molte società riconoscono che sposarsi fuori, perfino con i propri nemici, è bene, perché sanno che le alleanze sono molto più preziose delle barriere. Del resto negli umani i caratteri fisici alterano più per effetto delle condizioni di vita che per selezione e i caratteri psicologici degli individui e dei popoli non stanno scritti nei loro geni. Il “meticciamento” culturale è la base fondante della speranza di progresso che deriva dalla costituzione della Unione Europea. Un’Italia razzista che si frammentasse in “etnie” separate come la ex-Jugoslavia sarebbe devastata e devastante ora e per il futuro. Le conseguenze del razzismo sono infatti epocali: significano perdita di cultura e di plasticità, omicidio e suicidio, frammentazione e implosione non controllabili perché originate dalla ripulsa indiscriminata per chiunque consideriamo “altro da noi”.

Tenuta di San Rossore - Pisa, 10 e 11 Luglio 2008

Primi firmatari:

  • Enrico Alleva, Docente di Etologia, Istituto Superiore di Sanità, Roma
  • Guido Barbujani, Docente di Genetica di popolazioni, Università Ferrara
  • Marcello Buiatti, Docente di Genetica, Università di Firenze
  • Laura dalla Ragione, Psichiatra e psicoterapeuta, Perugia
  • Elena Gagliasso, Docente di Filosofia e Scienze del vivente, Università La Sapienza, Roma
  • Rita Levi Montalcini, Neurobiologa, Premio Nobel per la Medicina
  • Massimo Livi Bacci, Docente di demografia, Università di Firenze
  • Alberto Piazza, Docente di Genetica Umana, Università di Torino
  • Agostino Pirella, Psichiatra, co-fondatore di Psichiatria democratica, Torino
  • Francesco Remotti, Docente di Antropologia culturale, Università di Torino
  • Filippo Tempia, Docente di Fisiologia, Università di Torino

mercoledì 7 marzo 2018

Preferite morire bruciati o squartati?

Ovviamente la mia è solo un’allegoria. Comunque, al momento ci si presentano due alternative ad elevata probabilità: un governo grUllino con i necessari appoggi esterni, o il governo di una coalizione guidata dal maschio alfa dei baluba verdi.

Dunque: preferite l’ammazzacongiuntivi, che pruomuoverà l’antiscientismo più virulento, l’antivaccinismo totale, il ritorno alle censure del medioevo, il terrapiattismo e quant’altro? Oppure volete il baluba verde numero uno, che distruggerà quel poco di progressi sociali degli ultimi tempi, eliminerà le unioni civili, tornerà a istituire le leggi razziali e manderà al rogo tutti quelli che non corrispondono agli standard della cosiddetta (e farlocca) Famiglia Naturale?

Cioè, siamo messi bene. A questo punto sarebbe opportuna la terza alternativa, quella a probabilità assai vicina allo zero: governo di scopo, nuova legge elettorale e tornare alle urne prima della fine dell’anno.

martedì 6 marzo 2018

Dimissioni? Ma quando mai

Il Bomba non si dimetterà mai da solo. Nemmeno dopo aver annunciato di volerlo fare: è un degno erede del suo padre spirituale (che, tra l’altro, l’ha strabattuto alle elezioni, pur non prendendo chissà che voti). Annuncia le dimissioni, poi, tac, bisogna congelarle, perché bisogna scegliere i presidenti delle due camere, bisogna insediare il governo, cimpalimparavafava. Quindi, le dimissioni arriveranno quando Saturno visto dalla Terra eclisserà Giove!

Insomma, non solo ha condotto il suo partito alla rovina totale: pretende ancora di rimanere lì a dettar legge. A questo punto, se in quel partito c’è ancora qualcuno dotato di palle, dovranno decidersi a ficcargli un calcio in culo e mandarlo ad aprirsi una coltivazione intensiva di patate (per uso familiare, perché altrimenti condannerebbe eventuali acquirenti alla fame).

lunedì 5 marzo 2018

Cronaca di un disastro annunciato

In parole povere: tutti hanno perso. Il primo partito singolo sono i grUllini, la prima coalizione è quella caimaniani+baluba verdi, e nessuno ha il famoso 50%+1. Cioè, chi formerà un governo non riuscirà a far passare una cippa perché avrà costantemente le opposizioni contro; oppure verrà fuori la coalizione peggiore possibile, cioè grUllini+baluba verdi. Cioè, è meglio il caos o essere governati dagli antiscienza più beceri che esistano, antivaccinisti, lunacomplottari, sciacomicari e quant’altro?

Bella scelta, davvero. Il voto col mal di pancia procurerà all’Italia, appunto, solo dei gran mal di pancia.

giovedì 1 marzo 2018

Il Partito Ideale non esiste

Messaggio rivolto a tutti gli astensionisti, soprattutto a quelli che rivendicano il loro “diritto” al non-voto a gran voce perché “non c’è nessuno che mi rappresenta”, “sono tutti uguali”, “nessuno merita il mio voto” bla bla bla.

Voi state cercando il Partito Ideale. Voi siete alla disperata ricerca del partito super-perfetto, quello che risolve tutti i problemi con un tocco di bacchetta magica. Non c’è. I partiti sono composti di esseri umani, e hanno tutte le magagne umane, soprattutto di gruppi di umani ognuno dei quali ha la sua personale visione di come possono funzionare le cose. Quindi, il ritenere il vostro voto troppo prezioso per “sprecarlo” per questi partiti che “non lo meritano” è, oltre che il modo per regalarla al più forte di quei partiti che magari disapprovate fin dal profondo, anche un’espressione di arroganza senza pari. Allora, per il prossimo giro di elezioni (per questo ormai i giochi sono fatti) invece di strepitare che nessuno vi rappresenta mettete su una lista e candidatevi! Magari prenderete abbastanza voti da poter essere decisivi! Per questo giro di elezioni, comunque, il vostro non-voto pretenzioso non contribuirà a ottenere un’Italia migliore, quindi, visto che (ribadisco) il Partito Ideale non esiste, andate a votare. Votate a turanaso anche se non mi piace dirlo, votate il meno lontano dai vostri principi iperidealizzati, votate a casaccio perché “uno vale l’altro”, votate – come intendo fare io – una o l’altra di quelle liste disallineate da tutto e non estremiste per sottrarre, di fatto, un voto ai soliti noti; ma votate! Il PI (che non è il Partito Ideale ma il Partito degli Ignavi) non ha alcuna rappresentanza in parlamento, e ogni non-voto è un voto regalato ai soliti noti di cui parlavo.