venerdì 25 maggio 2018

GDPR ed effetto “al lupo al lupo”

Oggi entra in vigore quella tanto decantata GDPR. Buono l’intento di base, che è quello di definire meglio cosa sia la pràivasi (italianizzazione, come sempre voluta) e dare maggiori strumenti agli utenti del web per poterla preservare. Al momento, però, la questione sembra presentare due problemi:

  1. Ancora una volta, quella che dovrebbe essere una regola semplice da capire, di buon senso, pratica ed efficace si ritrova afflitta da un pesante formalismo burocratico, da interpretazioni ad minchiam, da norme nate troppo di fretta e furia che rischiano di renderla incomprensibile dalla gente e non pienamente applicabile.
  2. In questi giorni le mie caselle di posta si stanno inzeppando di mail da tutte le parti, con tutti i siti e servizi con cui interagisco che si stanno premurando di spammarmi ben bene (alcuni a mitraglia, più volte al giorno) sul fatto che entrerà in vigore la GDPR. Un effetto “al lupo al lupo”, un allarmismo esagerato e incomprensibile – poi la gente quando si vede arrivare tutto questo spam piglia e cestina tutto, e alla fine della fiera se ne sbatterà altamente dell’intera faccenda. Non sarebbe meglio, cari webmaster che gestite siti e servizi su web, piazzare nella vostra bella home page un’informativa chiara, leggibile, che salti subito all’occhio, ben documentata, che spieghi per filo e per segno all’utente cosa deve fare per preservare il proprio diritto alla pràivasi? Non sarebbe meglio, tanto per cominciare, disabilitare per default tutte (ma proprio tutte) le opzioni che comportano violazione alla pràivasi e chiedere esplicitamente il consenso all’utente “Vuoi attivare questa condivisione dati?”, “Vuoi che usiamo i tuoi dati per questa finalità?”, e via così? Di sicuro meglio che cagarsi in mano e bombardare gli utenti di spam riguardante la GDPR!

In definitiva, la GDPR, nata sotto i migliori propositi, rischia di divenire l’ennesimo pastrocchio creato da burocrati ignoranti come le loro mutande, e il terror panico che ha colto tutti coloro che gestiscono qualunque cosa su web rischia di renderla un atto completamente inutile e inefficace.

5 commenti:

MikiMoz ha detto...

E infatti io questa volta me ne sono sbattuto.
Coi cookies si andò in paranoia, mo'... 'sticazzi, invece.
Se mi multano, ce se li venissero a prendere i sette milioni di euro: glieli darò uno a uno :D

Moz-

Dumdumderum ha detto...

@MikiMoz
Tutto l'ambaradan relativo alla GDPR sul mio blog è in mano a Blogger; se ne occupino loro! Il giorno che avrò un sito mio mi attrezzerò per rispettare la GDPR (ho già deciso che aprirò un sito il 31 febbraio solo se Marte eclisserà la Luna).

Mia Euridice ha detto...

Anche la mia casella e-mail si sta riempiendo di messaggi che avvisano del cambiamento delle regole. Le aziende sono costrette a farlo ma nel farlo diventano invadenti. E addio alla privacy.

Alberto ha detto...

Da dove arrivano tutti 'sti miliardi a facebook e google? Dalla pubblicità che ci forniscono secondo i nostri gusti che ci hanno carpito e quello che abbiamo cercato. Altroché privacy.

Dumdumderum ha detto...

@Alberto
Purtroppo viviamo in un mondo che è in balia della pubblicità - e la gente ci casca ancora! Basterebbe non dare più retta alla pubblicità; ma mi sa che da quel punto di vista io sono ancora una mosca bianca.