giovedì 28 giugno 2018

Numeri trollesi

Sono quelli che conoscono i webeti.

Sull’ormai ben noto Tomo delle Facce di Merda un gruppo di buontemponi ha trollato alla grande tutto il webetume che ancora perde le bave su quella fogna totale della società – e tutta questa massa di webeti alla googolesima potenza ci è cascata con tutte le scarpe, facendosi l’ennesima figura di merda (e già, se no non sarebbero webeti).

Questi trolloni hanno parlato di “introdurre i numeri arabi nelle scuole italiane”. E il webetume si è scatenato a manetta, senza minimamente rendersi conto che questa era una trollata fatta e rifinita!

Cioè: io dalla prima elementare (ripeto: prima elementare – riripeto: PRIMA ELEMENTARE – straripeto: PRIMA ELEMENTARE) sento definire “arabi” i numeri che utilizziamo. Definizione tecnicamente non corretta, perché non furono gli arabi a esportarli da noi, ma sono chiamati numeri arabi da secoli.

E con questa puttanata i webeti si sono definitivamente scavati la fossa ancora peggio che con la trollata uscita un po’ di anni fa sul famigerato monossido di diidrogeno, che almeno richiedeva qualche conoscenza di chimica di base per poter essere smontata.

martedì 26 giugno 2018

Torniamo agli anni ’70

Drastico da parte di uno che sulla tecnologia vive, ma sono sempre più convinto che un regresso tecnologico al momento attuale sia la soluzione migliore. Torniamo al livello tecnologico degli anni ’70! L’attuale abuso di tecnologia ci sta distruggendo un pezzo alla volta.

Ex partner che molestano la persona con cui vivevano (generalmente uomini che molestano donne, ma ho assistito personalmente a casi relativi a tutte le altre combinazioni) tramite la cosiddetta Internet delle Cose (Brutte, aggiungo io)? Ma va’ là, mica possibile! Tsè, come no: in questo articolo del Disinformatico si possono leggere numerosi esempi di come invece sia possibilissimo. Ma in vendita non trovi più un singolo elettrodomestico che non abbia la sua bella connessione a Internet e la sua bella possibilità di essere gestito da remoto con l’app demmerda sul minkiofono. Per quel che mi riguarda io mi rifiuto di attivare la connessione al web sulle apparecchiature che compro (tranne quelle che devono connettersi, cioè PC, tablet e minkiofoni), ma tanta gente si lascia intortare dalla propaganda di produttori e venditori senza scrupoli che vogliono la gente iperconnessa e ipercontrollata. Poi, falle di sicurezza a gogò (che i produttori si rifiutano di tappare), l’ex partner possessivo che ti tampina metro per metro, i tuoi dati che finiscono in mano a mezzo mondo? Quando il danno è fatto, è poi inutile lamentarsi! Ma fino a che punto tireranno la corda produttori e venditori con l’etica di uno squalo, senza offesa per gli squali? Quand’è che ci ritroveremo con apparati solo controllabili da remoto, con le già citate falle di sicurezza che nessun produttore accetterà di correggere? Quand’è che ci toccherà tornare a vivere in case senza nemmeno la corrente elettrica e farci tutto a mano solo per avere un minimo, ma davvero minimo, di sicurezza? Non pensiate che siano questioni puramente accademiche: è quello che sta succedendo.

Tutto ciò unito a vari altri aspetti di questo abuso di tecnologia di cui ho già parlato in altri post. Mi si accusi finché se ne ha voglia di essere il classico nostalgico dei “bei vecchi tempi” di una volta! In questo caso lo sono, e a ragion veduta: la tecnologia è bella, funzionale, ci aiuta tantissimo, ma quando viene data in mano a truffatori (da un lato) e a imbecilli (dall’altro) diventa la garrota che ci strozzerà a morte.

venerdì 22 giugno 2018

Propaganda, propaganda

Dagli al migrante porco bastardo, chiudete tutti i porti, cacciateli via, sbatteteli a mare.

Dagli al rom (per quanto se le meritino, ribadisco; ma questo è decisamente il modo sbagliato).

Cancellare tutte le cartelle esattoriali sotto i centomila euro, uah uah uah.

Via la scorta a Saviano perché è solo un quaqquaraquà.

Ecco, questo è il programma politico del maschio alfa dei baluba verdi. Propaganda, pura e semplice propaganda, di quella che va bene per intortare i webeti sul Tomo delle Facce di Merda – che poi sarebbero quelli che l’hanno votato, in definitiva.

Ma quell’emerito demente ancora non ha capito che il TFM è una cosa, la politica vera è tutto un altro paio di mu ma mutande. Essere ministro non significa affatto continuare a sparare le stesse puttanate che sparava in campagna elettorale per farsi votare (repetita juvant) da un’accozzaglia di webeti affetti da razzismo galoppante.

Ripeto quello che ho già detto nel post precedente: bisogna buttarlo giù, anche a forza bruta, prima che con la sua smania di atteggiarsi a nuovo duce unita alla sua incompetenza totale e irreversibile riesca a distruggere l’Italia più di quanto siano riusciti a fare il caimano prima e il Bomba dopo.

martedì 19 giugno 2018

Cosa si diceva sulle leggi razziali?

Non mi piace essere facile profeta in casi come questo. Col maschio alfa dei baluba verdi, che a quanto pare si è autonominato duce, si paventava il rischio della reintroduzione delle leggi razziali – e puntualmente, anche se al momento è solo una proposta da parte sua, questo si sta verificando.

Si comincia con la schedatura dei rom. E vabbe’, direte, i rom. Ma dalla schedatura dei rom si passerà molto ma molto facilmente alla schedatura di chiunque non si conformi ai ristretti schemi mentali del baluba verde. Il che vuol dire che chiunque è a rischio di vedersi schedato! Hai un lontanissimo antenato che non era di qui? Schedato. Hai un cognome non proprio italiano? Schedato.

Da qui alla reintroduzione di un pieno regime fascista il passo è breve. Qualcuno fermi, anche a forza bruta, quell’emerito demente!

giovedì 14 giugno 2018

“Inteligggenza” artificiale

Virgolette e storpiatura d’obbligo.

Auto a guida autonoma che non riescono a vedere pedoni (e li stirano), che interpretano la segnaletica orizzontale a modo loro (e si spiattellano sul divisore di uno svincolo autostradale), che non riescono a capire quando un veicolo è fermo o in movimento (e lo travolgono).

Algoritmi di “inteligggenza” che non riescono a distinguere due sciatori da un cane in una fotografia di una chiarezza lampante.

Algoritmi di “inteligggenza” (qui la mazzata va a Cisco, che li sta adottando su larga scala col suo servizio Umbrella) che non riescono a distinguere un sito porno da uno che non lo è e sul DNS aziendale mi stanno bloccando circa tre quarti dei siti a cui tento di accedere, costringendomi a lanciare una macchina virtuale con DNS diversi per riuscire a vedere addirittura siti istituzionali.

Algoritmi di “inteligggenza” inseriti in quei famosi assistenti vocali (OK-stopardiballe-Google, Alexa-la-fexa, Cortana-la-cortigiana) che prendono una banale conversazione in cui nessuno ha pronunciato la frase chiave come un ordine di attivazione, chiamano cani, porci, gatti e sorci e inviano a mezzo mondo conversazioni teoricamente riservate.

Questa “inteligggenza” artificiale sta toppando su tutta la linea. Vogliamo ancora andare avanti così? O vogliamo fermarci un attimo a riconsiderare tutta la faccenda? Ne abbiamo già a gogò di tecnologia schiavizzante, senza doverci aggiungere macchine che pretenderebbero (senza peraltro riuscirci) di pensare al posto nostro dando origine a situazioni imbarazzanti quando non sono letali.

mercoledì 13 giugno 2018

Come si dice “vaffanculo” in francese?

Vabbe’, possiamo tranquillamente ammettere che il maschio alfa dei baluba verdi l’abbia fatta, e continui a farla, parecchio fuori dal vaso – non solo col caso dell’Aquarius, anche con tante altre faccende.

Ma come cazzo si permette quella merda di bresidende (sì, merita minuscola e storpiatura) francese di venire a dare lezioni a noi? Con che faccia osa accusare l’Italia di aver adottato una linea “vomitevole”?

Cioè, parla quello che manda la polizia francese a invadere la stazione di Bardonecchia (che è in Italia, porca puttana!) per dar la caccia ai migranti che sono in regola; quello che fa respingere a Ventimiglia una donna incinta e malata solo perché ha la pelle scura; quello che ha fatto sigillare tutti i porti per non accogliere migranti (e poi si lamenta che il nostro fascistone verde sigilli i nostri: giusto, ma da che pulpito!). Come ha detto Gramellini nell’articolo linkato, siamo noi a poter definire vomitevole il comportamento di uno dei nostri politicanti da strapazzo. Un pezzo di merda francese che ha combinato ben di peggio veda di stare zitto e di pensare al proprio paese!

martedì 12 giugno 2018

Programma viscerale

Hah, “programma” è una parola grossa. Quella sottospecie di “governo” (anche quello con le virgolette) che abbiamo adesso si crea i “programmi” sulla base del mal di pancia della gente. A parte la cosiddetta “flat tax” che hanno intenzione di varare per fare il solito regalo ai ricchi, perché in definitiva tanti bla bla bla ma coraggio zero nei confronti di certe persone – ma questo è un altro paio di (ormai lo sapete) mutande.

Mal di pancia numero uno di questi periodi: migranti brutti sporchi cattivi tutti criminali, chiudere i porti, mandare via, sciò, fuori dalle balle. Così si compiace la fetta di elettorato – esigua, a ben guardare – che ha votato i baluba verdi. Così si tirano anche consensi elettorali per le amministrative, eh già: mica si possono deludere tutti questi baluba o simpatizzanti col loro mal di pancia che li coglie tutte le volte che vedono una pelle che non sembra passata in candeggina!

Mal di pancia numero due (ma appena appena distaccato): vaccini assassini merda fanno prendere la patente per i pullman venire l’autismo umpa zumpa bli blo bla. Questo vorrà dire a breve revoca dell’obbligo di vaccinazione – unico provvedimento davvero furbo del governo del viceBomba, vista la tipica cazzoneria italiana “se non è obbligatorio non lo faccio” – oltre all’istituzionalizzazione della diffusione incontrastata di tutte le bufale antivacciniste. Eh già, mica si possono deludere tutti quei gombloddari antivax terraencefalogrammapiattisti sciacomicari che hanno votato grUllino. A quando l’istituzionalizzazione nei programmi scolastici della negazione totale che la Terra sia una palla come qualunque altro pianeta abbastanza grosso da esserlo?

Quale sarà il prossimo mal di pancia? La caccia ai rettiliani? Poveretti, in questo caso: i rettiliani sono estinti da mo’, dato che ho divorato l’ultimo circa quattrocento anni fa.

Comunque sia, “governare” improvvisando sul momento basandosi solo sui mal di pancia della gente ci condurrà inevitabilmente alla catastrofe. Quand’è che gli svizzeri si decideranno a invaderci e a trasformare tutte le province italiane più la Valle d’Aosta in altrettanti cantoni elvetici? A questo punto, sarebbe la soluzione meno peggiore!

(Tranquilli: ci lasceranno nella bagna, non lo faranno mai…)

venerdì 8 giugno 2018

Socialmerde e webeti

Proprio come l’accoppiata truffatore-pollo: due facce della stessa medaglia.

Prendo spunto dall’ultimo caso in cui il Tomo delle Facce di Merda l’ha fatta fuori dal vaso per distribuire un po’ di mazzate a tutte e due le parti in causa.

Sembrerebbe che un bacherozzo sul TFM abbia spinto 14 milioni di utOnti a rendere pubblici (cioè visibili a tutti senza sforzo – perché in ogni caso quel che finisce sul TFM è in un modo o nell’altro pubblico, ma questo è un altro paio di manmutande) i loro aggiornamenti teoricamente privati. Bene: giù la mazzata dovuta, obbligata, al TFM, che in tale modo – tra le altre cose – viola i principi stabiliti dalla GDPR facendo esattamente l’opposto di quello che dovrebbe.

Ma tuttavia però (E&CCFCC – humpf, non la tiravo fuori da mo’…): l’altra mazzata dovuta, obbligata, va al webetume arrembante. C’è una cazzo di iconina vicino al pulsante di pubblicazione che serve proprio a verificare se quello che si sta per sparare sul TFM dev’essere visibile a cani, porci, gatti e sorci o a categorie più ristrette. È vero che il bacherozzo del TFM ha impostato di default su “pubblico” tale opzione, ma è anche vero che basterebbe andare a cliccare su quell’iconina di merda e cambiare la modalità di pubblicazione! Basterebbe porsi la domanda “Ma questo post va bene per caniporcigattisorci o è meglio che lo vedano solo determinate persone?”.

Insomma, questo in legalese si chiama “concorso di colpa”. Sono sempre convinto, in ogni caso, che le socialmerde dovrebbero sparire senza se e senza ma; ma, appunto, questo spingerebbe anche molti webeti a mollare un calcione a quel criceto in coma farmacologico che hanno nel cranio e a tornare a pensare a quello che stanno facendo quando interagiscono col web. Soprattutto se si tornasse allo schema del “web 1.0”, dove per vederti pubblicato qualcosa se andava bene aspettavi un’ora, se non un giorno, e solo se passava le verifiche da parte del moderatore di turno.

giovedì 7 giugno 2018

Datemi dell’antisemita, se ne avete il coraggio

Cito José Saramago in una sua dichiarazione che, otto anni dopo la sua morte, è tremendamente attuale:

“Vivere nell’ombra dell’olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni… quello che sta accadendo in Palestina è un crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz.”

Non sono le parole di un pirla qualunque. E non passa giorno che non si ricevano notizie (giammai dai nostri media, eh, mi raccomando: solo dal web) di massacri nella striscia di Gaza. Però vai a toccare un israeliano! Ti volano tutti addosso con accuse di antisemitismo. Ma è evidente che si ricordano della Shoah, dell’olocausto e di tutto quello che hanno subito soltanto quando si tratta di farlo pesare al mondo intero; non se ne ricordano affatto quando si sentono in dovere di andare a macellare i palestinesi. Be’, accusate anche me di antisemitismo, se osate! Poi dovrete girare la stessa accusa anche a Saramago, che, proprio come me, non aveva nulla contro gli ebrei in sé, ma semplicemente contro la loro pretenziosità nell’infliggere agli altri quello che hanno subito loro, dimenticando uno dei precetti della loro stessa religione. Sarebbe comprensibile (non giustificabile, lo ribadirò sempre: solo comprensibile) se avessero dichiarato guerra alla Germania – ma i palestinesi non sono responsabili dell’olocausto, e vorrebbero solo vivere la loro vita in pace! Qui, oltre a non essere giustificabile, l’atteggiamento degli israeliani non è neppure comprensibile!

mercoledì 6 giugno 2018

I fascisti scoprono il loro gioco

Adesso che sono al potere – sì, proprio i fascisti con le camicie verdi: i grUllini sono ridotti al rango di zerbini – stanno mettendo le carte in tavola. Ormai ogni dubbio sulle intenzioni dei baluba verdi, nella persona del loro maschio alfa, è svanito come neve al sole di luglio. Dunque:

  • Un “ministro della famiglia” con valori ottocenteschi sulla “famiglia naturale” (che, ribadisco, non esiste in natura) e conseguente negazione di qualunque diritto, perfino all’esistenza, alle famiglie che esulano dai suoi ristretti schemi mentali – e le uniche condanne che ha ricevuto vengono dal web, che conta come il due di bastoni quando briscola è coppe a livello politico.
  • Sulla questione migranti il maschio alfa dei baluba verdi dovrebbe andare a battere i pugni a Bruxelles affinché questa cazzo di europa si decida a non lasciarci nella bagna ad affrontare il problema da soli; invece, parla di stringere alleanze col ministronzo ungherese, un tipo talmente di larghe vedute che intende dare un giro di vite all’immigrazione in qualunque forma. Questo ha innescato la classica spirale: qui si adottano provvedimenti restrittivi, l’europa ci dice “Ah, sì? Questo è un problema vostro, arrangiatevi.”, così qui si adottano provvedimenti più restrittivi, l’europa si irrigidisce ancora di più, e poi finiremo per schiantarci di brutto.
  • I migranti però vanno bene quando possono venire schiavizzati, a fare lavori di merda con orari impossibili per una paga miseranda che non basta nemmeno per sopravvivere. E poi uno di questi poveracci viene brutalmente ammazzato dagli sceriffi nostrani perché è stato beccato (oooooh!) a “rubare” lamiere in una discarica (ripeto: in una discarica) solo per rinforzare la propria invivibile baracca. Dal governo non è arrivata mezza parola di condanna per questa giustizia sommaria da far west.

Insomma, di bene in meglio, eh? E ripeto, gli elettori da mal di pancia hanno la loro buona parte di colpe – ma ormai questa è la classica lotta contro i mulini a vento: gli elettori non la capiranno mai.

Questa vignetta di Haldeyde (la linko solo: è troppo larga per il mio modello di blog) esprime in pieno la situazione in cui ci siamo cacciati.

venerdì 1 giugno 2018

Difendiamo la rete

Ennesimo attacco da parte di quei genialoidi dell’unione europea (sempre minuscole d’obbligo) alla libertà della rete. Cioè: tasse sui link delle notizie? Obbligo di filtrare contenuti? Vabbe’, quest’ultimo sarebbe quasi comprensibile, visto cosa sbatte sulla rete il webetume arrembante di questi periodi, roba che al confronto il film Idiocracy era addirittura troppo morbido; ma si arriva al punto di quel quasi, perché i fornitori di contenuti filtrerebbero troppo. No? Guardate cosa succede in Cina, per dirne una: la stessa cosa avverrebbe da noi. Quanto alla tassa sui link delle notizie: fine dei motori di ricerca, perché qualunque ricerca finirebbe per linkare delle notizie. Da lì alla censura di stato il passo è breve.

Non so quanto possa essere efficace questa iniziativa, ma un bombardamento di mail e di telefonate potrebbe spingere abbastanza di quei poltronai a cambiare idea su questa infame boiata.

Ne hanno parlato anche Cavaliere Oscuro del Web, qui, e il Rockpoeta®, qui.