venerdì 27 luglio 2018

giovedì 26 luglio 2018

Fumo negli occhi

Lo era già prima; adesso che il maschio alfa dei baluba verdi si è autonominato Ministro di Tutti i Ministeri Possibili, Immaginabili e Impossibili la questione migranti è una spessa cortina fumogena gettata negli occhi alla gente per impedirle di rendersi conto che questo “governo” non sta mantenendo una sola delle sue belle promesse elettorali.

Legge fornero (minuscola d’obbligo) da abolire? Ma quando mai.

Togliere le accise ai carburanti? Tsè, tanti saluti.

Quella cagata pazzesca del reddito di cittadinanza con cui hanno intortato milioni di imbecilli? Ciccia. (E qui io dico: meno male. Le risorse per quella puttanata non le troveranno mai.)

La tassa ad aliquota unica? Ciao ciao. (E meno male anche lì.)

No: il Ministro dell’Intero Universo non fa altro che fomentare odio verso i migranti, con campagne allucinanti sulle socialmerde che sono il suo unico mezzo di comunicazione. Scatena una guerra tra poveri e questi non si renderanno conto del nulla assoluto su tutti gli altri fronti!

E i due bresidendi, quello della rebubblica e quello del coniglio dei minestri (minuscole e storpiature d’obbligo) esistono ancora? Dovrebbero essere loro a porre un freno alla tracotanza del baluba verde; ma ormai sono dispersi senza speranza.

martedì 24 luglio 2018

Webeti, odio e smalto

Qui siamo ben oltre i limiti della vergogna: siamo in piena campagna d’odio nei confronti – nello specifico – di una profuga, Josefa (o Josepha: sono incerto sulla grafia, che è stata riportata in entrambi i modi). Campagna d’odio, va detto, che il nostro Ministro del Tutto e dell’Ogni Cosa, il maschio alfa dei baluba verdi, continua a fomentare coi suoi atteggiamenti di razzismo estremo che qualcuno dovrebbe pubblicamente censurare – i due bresidendi a cui spetterebbe sono scomparsi senza lasciar traccia, ma questo è un altro paio di ma mutande.

Uuuuuh, Josefa (lo scriverò con la F da qui in avanti) aveva lo smalto sulle unghie. Uuuuuh, la pelle delle mani non aveva l’aspetto spugnoso dovuto a una lunga permanenza in acqua. Uuuuuh! Giù quintalate di commenti grondanti odio come fosse sangue in macelleria su tutte le socialmerde!

Ma, cari webeti affetti dalla vostra solita leonite da tastiera: fate una brevissima ricerca su San Google e scoprirete che al momento del soccorso la povera Josefa non aveva lo smalto alle unghie e le sue mani non erano poi così in buono stato. Dopo un po’ di ore la pelle si riprende, e quanto alle unghie gliele hanno smaltate dopo, sulla nave Open Arms che l’ha salvata, per consolarla.

Già, troppa fatica dare un calcio a quel neurone solitario in coma farmacologico ed effettuare una breve ricerca (quanto ci ho messo io? Dieci secondi? Forse meno.) per raccogliere tutte le informazioni e farsi un quadro completo della situazione. Meglio continuare a diffondere bufale pazzesche e odio come se piovesse; meglio seguitare a dar retta alla propaganda di personaggi come il Ministro della Segregazione Razziale anziché al buon senso.

Approfondimenti in questo articolo di David Puente.

lunedì 23 luglio 2018

Morte di una casa automobilistica

E così siamo rimasti senza. Gli ultimi residui di italianità della Fiat sono svaniti con la presa di potere da parte di un merrrregano – non che ne fossero rimasti molti, va detto; ma Minkionne (citandolo come se non fosse malato in fase terminale) esitava a liberarsi definitivamente delle sue radici. Questo signor mikemanley (minuscole e incollaggio d’obbligo) non avrà più nessuna remora: gli stabilimenti italiani costano troppo e verranno chiusi, definitivamente, senza opzione. E con gli stabilimenti Fiat, chiuderà anche tutto l’indotto.

Continuo a ripeterlo: questo è un paese di merda, ma solo perché ha un popolo di merda. Non siamo in grado di mantenere la nostra produttività sul suolo nazionale. Fintanto che alla Fiat c’era Agnelli almeno si aveva la certezza, per quanto fosse un tiranno fatto e rifinito, che i suoi storici marchi sarebbero rimasti qui; ma suo “nipote” (da che parte? Questa parentela vantata da elkannbastard con Agnelli è quanto mai forzata) non ha le palle che aveva lui, e dopo aver iniziato l’opera di distruzione di uno storico marchio con Minkionne (ribadisco: sempre riferito alle sue condizioni passate) adesso ha dato la mazzata finale piazzando lì questo nuovo amministratore delegato che non saprebbe localizzare l’Italia su un mappamondo.

martedì 17 luglio 2018

Titolisti troppo sensazionalisti e webeti

Titolo di questo articolo di Repubblica: “Se la vittima si è ubriacata volontariamente la violenza sessuale resta ma non c’è aggravante”; sottotitolo: “Per la Cassazione l’aumento di pena è giustificato se ‘a somministrare l’alcol è stato l’autore dell’abuso’”.

Un titolo un po’ tanto sensazionalistico, su cui il webetume da socialmerde si è tuffato a capofitto per criticare quei porci bastardi della cassazione (che ancora non si è riguadagnata la maiuscola, ma per ben altri motivi) che hanno dato uno sconto di pena a dei brutali stupratori, bla bla bla e ancora bla.

Poi, però, leggendo l’articolo si viene a scoprire che le cose non stanno proprio così. Insomma, l’aggravante scatta se gli stupratori forzano la vittima a ubriacarsi; se si era già ubriacata per i cazzi suoi, questa aggravante non scatta. Quindi, ci mancherebbe, la violenza sessuale c’è stata, e la cassazione ha ribaltato la sentenza d’appello stabilendo che gli stupratori devono essere condannati – ma non sono stati loro a far bere la vittima, e quindi vengono condannati solo per lo stupro, che comunque vale loro i loro sacrosanti annetti di galera. Chiaramente se era ubriaca non poteva essere consenziente, no? Ma quei due bastardi fatti e rifiniti hanno semplicemente approfittato, da vigliacchi senza spina dorsale, di uno stato di fatto, non l’hanno causato loro.

Questo per amor di giustizia, e prima che qualcuno mi accusi di difendere gli stupratori; non ne ho la minima intenzione, ma è dallo stupro quotidiano all’intelligenza perpetrato dai webeti che intendo difendere la giustizia ufficiale, quando funziona.

Purtroppo ci hanno ficcato il becco, molto inopinatamente, anche quegli idioti patentati delle iene (minuscola d’obbligo, e mi perdoni la iena ridens) e quindi quella che farà presa sarà la versione dei webeti.

venerdì 13 luglio 2018

Capitano, lo posso torturare?

Una forza “politica” dall’inverosimile nome “fratelli d’Italia” (e con la minuscola di “fratelli” d’obbligo) ha avuto la faccia tosta di presentare una proposta di legge per abolire il reato di tortura, che “impedisce alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro”, secondo l’idea balzana di quella stordita di giorgiameloni.

Oh, sì, diamo modo di ripetere innumerevoli volte quello che è successo a Bolzaneto nel 2001. Lasciamo pure che agenti corrotti e con le pigne al posto del cervello continuino a pestare a sangue e torturare (psicologicamente, non solo fisicamente) gente colpevole soltanto di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lasciamo pure che certe teste bacate che allignano come erbacce nelle forze dell’ordine si sentano autorizzate a prendere gente innocente e ridurla a rottami umani (magari pure morti) senza che nessuno possa opporsi. Già queste teste bacate infliggono pesanti figure di merda a forze dell’ordine che senza quegli stronzi tra i loro ranghi sarebbero tra le migliori al mondo! Legittimare questi comportamenti è davvero da infami.

Si spera che la proposta di questi fratel cugin tizi che non sono assolutamente parenti dell’Italia riceva la considerazione che merita, cioè zero.

giovedì 12 luglio 2018

Morire per un contratto da sei giorni

Questa notizia mi ha lasciato allibito. Cioè, oltre all’annosa questione della sicurezza sul lavoro, mai risolta e che nessuno – nessuno – qui in Italia ha intenzione di risolvere: questo poveraccio era stato assunto con un contratto di lavoro di sei miseri giorni! Praticamente per riuscire a mantenere una famiglia – aveva una moglie e un bambino piccolo – viveva di espedienti!

Già, ma precarietà a stecca e mancanza di sicurezza sul lavoro non sono mica tra le priorità di questo “governo”, oh, no. Non erano nei loro “programmi” elettorali, non ci sono neanche in quel famigerato “contratto”. L’unica priorità assoluta e inderogabile di questo “governo” è: dagli al migrante brutto porco bastardo assassino che ci frega il lavoro e violenta le nostre donne! Se un poveraccio che viveva praticamente alla giornata muore travolto da qualche tonnellata di marmo (parlando del caso specifico) chi se ne strabatte!

Qualcuno spieghi al ducetto della domenica pomeriggio (sul tardi) che magari forse probabilmente, può darsi, in via del tutto ipotetica, eh già, sicurezza, stabilità e benessere della popolazione passano sopra tutte quelle considerazioni farlocche su quei disgraziati fuggiti da una situazione di merda e che costituiscono (repetita juvant? Ormai ho perso la speranza.) un misero 6% della gente presente sul suolo italiano, non il 99,999% come crede lui. Disgraziati, tra l’altro, che si troverebbero di fronte alla stessa probabilità di morire per un lavoro iper-precario degli italiani, o forse più alta visto che generalmente finiscono vittime del caporalato.

lunedì 9 luglio 2018

Qualche buona notizia in questo afoso lunedì

a) Si direbbe che qualcuno nel parlamento europeo (sì, anche quello con le minuscole d’obbligo) si sia messo una mano sulla coscienza – o su qualunque cosa abbiano al posto della coscienza. Hanno rigettato la legge sul copiràit (italianizzazione voluta), in particolare per quanto riguarda i deprecabili articoli 11 e 13. Cioè: rimandati al mittente la tassa per pubblicare link di articoli altrui e lo sceriffaggio della rete da parte dei provider. Insomma, per quanto la legge sul copiràit vada un po’ rivista, questo era in assoluto il modo sbagliato, e la maggioranza del parlamento europeo se n’è resa conto. (Quanto al fatto che io personalmente ritenga il copiràit, i brevetti, i marchi registrati e tutto questo ambaradan la morte della creatività umana, è solo una mia opinione personale.)

b) Tra tante puttanate il governo attuale una buona (forse) è riuscito a combinarla: la cosiddetta “legge dignità”. È un primo passo per ridurre precariato, delocalizzazioni e gioco d’azzardo. Intendiamoci: è un primo passo, non il ritorno – e qui ci va – al modo in cui le cose funzionavano in passato; ma va nella direzione giusta. Non ha reintrodotto il famoso articolo 18, però ha reso più difficili i licenziamenti senza giusta causa; ha tolto un po’ di benefici statali alle ditte che fan fare tutto agli schiavi cinesi (quelli che lavorano 18 ore al giorno festivi inclusi per una ciotola di riso bollito e una stuoia pidocchiosa su cui dormire quelle misere 6 ore che restano) e inserito il ricupero di benefici di cui i delocalizzatori a stecca hanno usufruito, magari accompagnato da qualche bella sanzioncina; ha istituito un divieto di pubblicità di giochi e scommesse in denaro. Briciole: ma briciole buone.