venerdì 13 luglio 2018

Capitano, lo posso torturare?

Una forza “politica” dall’inverosimile nome “fratelli d’Italia” (e con la minuscola di “fratelli” d’obbligo) ha avuto la faccia tosta di presentare una proposta di legge per abolire il reato di tortura, che “impedisce alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro”, secondo l’idea balzana di quella stordita di giorgiameloni.

Oh, sì, diamo modo di ripetere innumerevoli volte quello che è successo a Bolzaneto nel 2001. Lasciamo pure che agenti corrotti e con le pigne al posto del cervello continuino a pestare a sangue e torturare (psicologicamente, non solo fisicamente) gente colpevole soltanto di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lasciamo pure che certe teste bacate che allignano come erbacce nelle forze dell’ordine si sentano autorizzate a prendere gente innocente e ridurla a rottami umani (magari pure morti) senza che nessuno possa opporsi. Già queste teste bacate infliggono pesanti figure di merda a forze dell’ordine che senza quegli stronzi tra i loro ranghi sarebbero tra le migliori al mondo! Legittimare questi comportamenti è davvero da infami.

Si spera che la proposta di questi fratel cugin tizi che non sono assolutamente parenti dell’Italia riceva la considerazione che merita, cioè zero.

giovedì 12 luglio 2018

Morire per un contratto da sei giorni

Questa notizia mi ha lasciato allibito. Cioè, oltre all’annosa questione della sicurezza sul lavoro, mai risolta e che nessuno – nessuno – qui in Italia ha intenzione di risolvere: questo poveraccio era stato assunto con un contratto di lavoro di sei miseri giorni! Praticamente per riuscire a mantenere una famiglia – aveva una moglie e un bambino piccolo – viveva di espedienti!

Già, ma precarietà a stecca e mancanza di sicurezza sul lavoro non sono mica tra le priorità di questo “governo”, oh, no. Non erano nei loro “programmi” elettorali, non ci sono neanche in quel famigerato “contratto”. L’unica priorità assoluta e inderogabile di questo “governo” è: dagli al migrante brutto porco bastardo assassino che ci frega il lavoro e violenta le nostre donne! Se un poveraccio che viveva praticamente alla giornata muore travolto da qualche tonnellata di marmo (parlando del caso specifico) chi se ne strabatte!

Qualcuno spieghi al ducetto della domenica pomeriggio (sul tardi) che magari forse probabilmente, può darsi, in via del tutto ipotetica, eh già, sicurezza, stabilità e benessere della popolazione passano sopra tutte quelle considerazioni farlocche su quei disgraziati fuggiti da una situazione di merda e che costituiscono (repetita juvant? Ormai ho perso la speranza.) un misero 6% della gente presente sul suolo italiano, non il 99,999% come crede lui. Disgraziati, tra l’altro, che si troverebbero di fronte alla stessa probabilità di morire per un lavoro iper-precario degli italiani, o forse più alta visto che generalmente finiscono vittime del caporalato.

lunedì 9 luglio 2018

Qualche buona notizia in questo afoso lunedì

a) Si direbbe che qualcuno nel parlamento europeo (sì, anche quello con le minuscole d’obbligo) si sia messo una mano sulla coscienza – o su qualunque cosa abbiano al posto della coscienza. Hanno rigettato la legge sul copiràit (italianizzazione voluta), in particolare per quanto riguarda i deprecabili articoli 11 e 13. Cioè: rimandati al mittente la tassa per pubblicare link di articoli altrui e lo sceriffaggio della rete da parte dei provider. Insomma, per quanto la legge sul copiràit vada un po’ rivista, questo era in assoluto il modo sbagliato, e la maggioranza del parlamento europeo se n’è resa conto. (Quanto al fatto che io personalmente ritenga il copiràit, i brevetti, i marchi registrati e tutto questo ambaradan la morte della creatività umana, è solo una mia opinione personale.)

b) Tra tante puttanate il governo attuale una buona (forse) è riuscito a combinarla: la cosiddetta “legge dignità”. È un primo passo per ridurre precariato, delocalizzazioni e gioco d’azzardo. Intendiamoci: è un primo passo, non il ritorno – e qui ci va – al modo in cui le cose funzionavano in passato; ma va nella direzione giusta. Non ha reintrodotto il famoso articolo 18, però ha reso più difficili i licenziamenti senza giusta causa; ha tolto un po’ di benefici statali alle ditte che fan fare tutto agli schiavi cinesi (quelli che lavorano 18 ore al giorno festivi inclusi per una ciotola di riso bollito e una stuoia pidocchiosa su cui dormire quelle misere 6 ore che restano) e inserito il ricupero di benefici di cui i delocalizzatori a stecca hanno usufruito, magari accompagnato da qualche bella sanzioncina; ha istituito un divieto di pubblicità di giochi e scommesse in denaro. Briciole: ma briciole buone.