giovedì 12 luglio 2018

Morire per un contratto da sei giorni

Questa notizia mi ha lasciato allibito. Cioè, oltre all’annosa questione della sicurezza sul lavoro, mai risolta e che nessuno – nessuno – qui in Italia ha intenzione di risolvere: questo poveraccio era stato assunto con un contratto di lavoro di sei miseri giorni! Praticamente per riuscire a mantenere una famiglia – aveva una moglie e un bambino piccolo – viveva di espedienti!

Già, ma precarietà a stecca e mancanza di sicurezza sul lavoro non sono mica tra le priorità di questo “governo”, oh, no. Non erano nei loro “programmi” elettorali, non ci sono neanche in quel famigerato “contratto”. L’unica priorità assoluta e inderogabile di questo “governo” è: dagli al migrante brutto porco bastardo assassino che ci frega il lavoro e violenta le nostre donne! Se un poveraccio che viveva praticamente alla giornata muore travolto da qualche tonnellata di marmo (parlando del caso specifico) chi se ne strabatte!

Qualcuno spieghi al ducetto della domenica pomeriggio (sul tardi) che magari forse probabilmente, può darsi, in via del tutto ipotetica, eh già, sicurezza, stabilità e benessere della popolazione passano sopra tutte quelle considerazioni farlocche su quei disgraziati fuggiti da una situazione di merda e che costituiscono (repetita juvant? Ormai ho perso la speranza.) un misero 6% della gente presente sul suolo italiano, non il 99,999% come crede lui. Disgraziati, tra l’altro, che si troverebbero di fronte alla stessa probabilità di morire per un lavoro iper-precario degli italiani, o forse più alta visto che generalmente finiscono vittime del caporalato.

5 commenti:

Cristiana Marzocchi ha detto...

Questi non sanno neanche dove sta di casa un po' di pietà.
La sicurezza sul lavoro non sta nella testa del ducetto.
Cri

Dumdumderum ha detto...

@Cristiana
Infatti.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Io non non ho mai visto un programma politico che mettesse al centro oltre al lavoro, quello serio e dignitoso, la sicurezza sul lavoro. Battaglie da anni ho condotto sul mio blog su questo tema e purtroppo nulla cambia ma continuare come fai anche tu a scriverne con il giusto sdegno è il minimo che si possa fare.

Mia Euridice ha detto...

Prima gli italiani, gridano queste capre lobotomizzate che qualcuno ha votato e eletto.
Prima gli italiani.
Per questo pensano prima a 60 immigrati su una barca che non vogliono far attraccare da nessuna parte.
Prima gli italiani.
E un padre di famiglia deve morire sotto un blocco di marmo con in mano un contratto di lavoro di ben sei giorni.
Prima gli italiani.
E a me viene da vomitare.

Dumdumderum ha detto...

@Daniele
Mi sa tanto che stiamo urlando nelle orecchie di una manica di sordi...

@Mia Euridice
"Prima gli italiani" solo quando fa comodo a loro. Quel poveretto era italiano, chiaro, ma le sue condizioni di lavoro (e non solo sue: quelle di milioni di poveracci condannati al precariato perenne e a svolgere lavoretti che nessuno vuole in condizioni disumane) non interessano minimamente a quei caproni.