lunedì 9 luglio 2018

Qualche buona notizia in questo afoso lunedì

a) Si direbbe che qualcuno nel parlamento europeo (sì, anche quello con le minuscole d’obbligo) si sia messo una mano sulla coscienza – o su qualunque cosa abbiano al posto della coscienza. Hanno rigettato la legge sul copiràit (italianizzazione voluta), in particolare per quanto riguarda i deprecabili articoli 11 e 13. Cioè: rimandati al mittente la tassa per pubblicare link di articoli altrui e lo sceriffaggio della rete da parte dei provider. Insomma, per quanto la legge sul copiràit vada un po’ rivista, questo era in assoluto il modo sbagliato, e la maggioranza del parlamento europeo se n’è resa conto. (Quanto al fatto che io personalmente ritenga il copiràit, i brevetti, i marchi registrati e tutto questo ambaradan la morte della creatività umana, è solo una mia opinione personale.)

b) Tra tante puttanate il governo attuale una buona (forse) è riuscito a combinarla: la cosiddetta “legge dignità”. È un primo passo per ridurre precariato, delocalizzazioni e gioco d’azzardo. Intendiamoci: è un primo passo, non il ritorno – e qui ci va – al modo in cui le cose funzionavano in passato; ma va nella direzione giusta. Non ha reintrodotto il famoso articolo 18, però ha reso più difficili i licenziamenti senza giusta causa; ha tolto un po’ di benefici statali alle ditte che fan fare tutto agli schiavi cinesi (quelli che lavorano 18 ore al giorno festivi inclusi per una ciotola di riso bollito e una stuoia pidocchiosa su cui dormire quelle misere 6 ore che restano) e inserito il ricupero di benefici di cui i delocalizzatori a stecca hanno usufruito, magari accompagnato da qualche bella sanzioncina; ha istituito un divieto di pubblicità di giochi e scommesse in denaro. Briciole: ma briciole buone.

4 commenti:

Alberto ha detto...

Dopo oltre un mese dalla sua nascita il governo Conte non ha ancora convertito in legge nessun decreto, zero anche le proposte parlamentari.

Dumdumderum ha detto...

@Alberto
Da quel che ne so, ci vogliono 60 giorni per convertire un decreto in una legge.

Alberto ha detto...

Non è così. I decreti-legge perdono efficacia se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. Stiamo a vedere cosa succederà.

Dumdumderum ha detto...

@Alberto
Con questa "politica" è sempre una grossa incognita...