venerdì 31 agosto 2018

Come si dice “vaffanculo” in francese? (2)

Quella brutta faccia di merda di un bresidende francese (sì, storpiatura e minuscola sempre d’obbligo), lo stronzo che fa tanto l’ipocrita predicando solidarietà e chiudendo le frontiere, se n’è inventata un’altra per far incazzare l’intera Italia. In risposta a una delle poche osservazioni serie del maschio alfa dei baluba verdi (secondo la legge dei grandi numeri, anche lui ogni tanto ne spara una giusta) che giustappunto rigirava il coltello nella piaga dell’ipocrisia del bresidende francese, questo emerito coglione – eufemisticamente parlando – ha sprezzantemente affermato: “Per i populisti e i demagoghi crolla un ponte ed è colpa dell’UE”.

Ma porca troia.

Abbiamo forse gongolato, noi italiani, per gli attentati di quell’organizzazione terrorista di cui non faccio il nome(1) a Parigi o a Nizza? No, abbiamo espresso solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime.

Come si permette quel verme della putrefazione di mettersi lui a fare demagogia sulla pelle di 43 vittime e sul dolore dei loro familiari?

Adesso tutti quanti i nostri “politici” dimostrino una buona volta di aver diritto a perdere queste virgolette pretendendo le scuse ufficiali da parte di quella merda fermentata!


(1) Solo perché non voglio regalarle ulteriore pubblicità: devono finire nell’anonimato più totale, nemmeno in una nota a fondo pagina nei libri di storia.

giovedì 30 agosto 2018

Santificare un guerrafondaio

Lo chiamerò per nome e cognome, senza censure: John McCain. Uno dei più gran guerrafondai partorito da quel popolo di cafoni violenti e incapaci che sono i merrrrregani: il fautore numero uno delle guerre e dei massacri in ex-Jugoslavia, in Iraq, in Afghanistan, in Ucraina, in Siria, in Libia, in […]. Eppure, sentite il nostro mucchio di “politici” come lo elogiano:

“Onore a JMC che ha sempre messo al primo posto i valori [della merrrrega – modifica mia] e della libertà.”

“Solo preghiere, rispetto e commozione.”

“Avercene in Italia di JMC. Schiena dritta, senso dell’onore, amore per le istituzioni prima che per propria parte.”

“Addio al leone [della merrrrega – sempre modifica mia] delle libertà.”

Il populismo, espressione comoda per indicare una politica che a questo disagio si rivolge, è, per tutto questo, una definizione sbagliata. È destra, la peggiore destra. Quella contro la quale un galantuomo come JMC ha combattuto fino all’ultimo.”

Non ho voluto sputtanare per nome e cognome gli autori degli slurpaggi di culo (a un MORTO!) di cui sopra, ma basta una breve ricerca su Google per localizzarli.

Eh già: uno dei più luridi bastardi che siano mai esistiti per questa cricca è un santo. Del resto fanno parte della stessa gentaglia che ha santificato uno come minkionne (minuscola e storpiatura volute, e non me ne frega un cazzo se “non si deve parlar male dei morti”) che ha distrutto la più grossa azienda italiana e l’ha svenduta per una balla di fumo ai merrregani. La nostra intera classe “politica” è per propria stessa dichiarazione serva dei grandi badroni merrrregani, è inutile girarci intorno – e finché rimarrà così non ne verremo fuori.

mercoledì 29 agosto 2018

Tutto il mondo è paese

Mal comune mezzo gaudio? In questo caso, ’sto par di balle. La deriva che sta prendendo anche il resto di quest’europa (minuscola d’obbligo) marcia e corrotta è un po’ troppo preoccupante perché possiamo permetterci di gongolare. Non solo noi abbiamo i baluba verdi che dettano legge (a che titolo non l’ho ancora capito) da noi e mandano al massacro povera gente che non ha altre colpe se non avere la pelle scura, trasformandoli in una miniera d’oro per la criminalità: in Cruccolandia si ritrovano con le bande di neonazisti che vanno a dare la caccia agli stranieri – e non bande così, estemporanee, ma supportate da due grossi partiti crucchi di derivazione ultranazionalista. Aggiungiamo al mucchio il dittatore sanguinario turco e il suo degno collega ungherese e si arriva a comprendere che le cose stanno davvero prendendo una brutta, ma davvero brutta, piega. E le socialmerde coi loro cumuli di webeti affetti da leonite da tastiera non migliorano di sicuro la situazione!

Cioè, o la gente comune si decide una buona volta a metterci un po’ di buon senso e a non dar retta alle socialmerde né ai venditori di fuffa che soffiano sulle braci del razzismo rampante, o non ci resta che aspettare quel singolo evento che verrà preso come pretesto per la dichiarazione ufficiale della Terza Guerra Mondiale – che per l’umanità sarà anche l’ultima.

lunedì 27 agosto 2018

Etica a seconda dell’umore

Interessante articolo (già, secondo la legge dei grandi numeri a volte anche questo genere di testate una volta ogni tanto c’imbrocca). Non che anche gli altri personaggi citati non siano esperti di “doppia morale”, insomma, però questo idiota ha passato l’intera campagna elettorale – tra le altre cose – ad accusare “gli altri” di doppia morale e adesso applica lo stesso identico sistema? Questa non è più solo doppia morale: è ipocrisia all’ennesima potenza.

Pffff. Giuro: non avrei mai pensato che questo “governo” mi avrebbe fatto rimpiangere i precedenti! Ma devo sempre tenere a mente il proverbio “Al peggio non c’è limite”. Ogni volta che si pensa che più in basso di così sia impossibile cadere, poi arrivano quelli dopo che invece ci riescono senza il minimo sforzo.

giovedì 23 agosto 2018

Ancora un motivo per levarceli dai coglioni

Una nave della marina italiana è bloccata in un porto, tenuta in ostaggio dal Ministro della Segregazione Razziale, da almeno una settimana. Non solo non possono sbarcare i naufraghi che la nave Diciotti ha raccolto – naufraghi che già erano stremati dal viaggio su uno di quei barconi prima e dalla permanenza in mare dopo – ma nemmeno il personale della nave può muoversi: gente che magari ha una famiglia e vorrebbe rivederla non può mettere piede a terra!

Questo secondo la legge italiana si chiama “sequestro di persona”, plurimo e aggravato, oserei aggiungere. Il Ministro dell’Estrema Violenza non può permettersi di agire al di fuori delle stesse leggi di cui invece dovrebbe essere il garante assoluto. Dovrebbe essere arrestato, e con lui tutto il webetume arrembante che inneggia alla sua politica sul Tomo delle Facce di Merda e sul Cinguettatore Folle (ma ancora non li hanno chiusi?). Ma questo ci porta a una serie di domande:

a) Quando qualche magistrato con le palle (magari ad alto regime di rotazione, chissà) ordinerà senza se e senza ma al Ministro del Neofascismo Iperesaltato di lasciare che la gente a bordo della nave Diciotti sbarchi?

b) Quanto reggerà il comandante della nave Diciotti prima di dichiarare ammutinamento assieme a tutto il suo equipaggio, rimettere in moto la nave e andarsene a cercare asilo in qualche paese civile? Perché, va bene che gli italiani sono abituati a sopportare le peggiori nefandezze senza battere ciglio, ma qui si stanno oltrepassando i limiti del troppo. Io, al posto di quel comandante, avrei già salpato per lidi ignoti (disabilitando tutti i sistemi di tracciamento della nave) – ma, appunto, non sono al suo posto…

c) Quando il presiInesistente della rebubbliga si deciderà a prendere il brutale ma necessario provvedimento di sciogliere le camere e dichiarare il commissariamento dell’Italia? Perché, ormai, oltre alla questione infrastrutture, c’è da risolvere la questione dei sequestri di persona istituzionalizzati contro cui nessuno degli altri ministronzi sembra voler agire (eppure basterebbe poco, da parte loro, per mettere in minoranza il Ministro della Distruzione Sociale).

martedì 21 agosto 2018

Togliere la “politica” e mettere la politica

La tragedia del ponte di Genova non è che l’ennesimo caso, in Italia come anche altrove, che esemplifica come davvero dobbiamo liberarci della “politica” con le virgolette e cominciare ad applicare la politica, quella reale, senza virgolette.

Basta proclami, slogan, atteggiamenti da cordoglioni, campagna elettorale permanente; basta con questa lotta tra bambini dell’asilo “è stato lui”, “no, è stato lui”, “no, è tutta colpa di quegli altri”, e via così. Questa “politica” deve tacere una volta per tutte.

Adesso è davvero ora di lasciare spazio alla politica vera. La politica che deve prendere decisioni sulle infrastrutture, provvedimenti affinché questo genere di tragedie non avvenga più per errori e negligenze umani e in caso di catastrofi naturali faccia meno danni possibili. La politica che non lascia le vittime di eventuali disastri abbandonate a loro stesse. La politica che sa prendere decisioni.

Quindi, detta molto cinicamente, Mimì e Cocò che “governano” nascondendosi dietro un presiNiente del coniglio inesistente devono andarsene via dalle balle, e il presiAncoraMenoDiNiente della rebubbliga deve una buona volta nominare un commissario straordinario che metta mano – almeno – alle varie evidenti falle nelle infrastrutture al fine di garantire alla cittadinanza un certo grado di sicurezza. A rieleggere qualcuno penseremo quando tutti questi problemi saranno risolti una volta per tutte.

venerdì 17 agosto 2018

Creare dei martiri

E la storia insegna(1) quanto la gente abbia bisogno di tutto meno che di martiri. Piazzare bombe davanti a una sede del partito dei baluba verdi vuol dire, prima di tutto, scendere non al loro livello, ma ancora più in basso; seconda cosa, così adesso i baluba possono montare su una bella sceneggiata di vittimismo e farsi passare per i santi di cui non sono nemmeno gli stinchi.

No, cari anarcoidi col cervello di un’ameba, se non ancora meno: questo non è il modo giusto per combattere i baluba. Il fuoco non si combatte con un fuoco più grosso, ma con acqua. Per buttare giù i baluba occorrerebbe un po’ di intelligenza e di buon senso, che non avete, e col vostro atto inconsulto l’avete reso totalmente impossibile. Guardate quali danni sta facendo ancora adesso l’inopportuna martirizzazione di un certo personaggio avvenuta circa duemila anni fa addirittura in Medio Oriente, e traetene una lezione (che non trarrete mai).

(1) Ma la gente non studia…

giovedì 16 agosto 2018

Un pedaggio assai salato

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Una quarantina di vittime. Questo il pedaggio riscosso a causa del crollo del ponte Morandi a Genova, un ponte ormai da troppo tempo giudicato inadeguato all’aumento del traffico, e soprattutto allo spropositato aumento dei carichi trasportati dai mezzi pesanti. Quando venne costruito quel ponte, passavano pochi tir e il loro carico raramente arrivava alle dieci tonnellate; ultimamente ne passavano a decine ogni minuto e al momento un tir di quaranta tonnellate viene giudicato piccolo! Ma le voci di coloro che per anni (tanti anni) hanno denunciato questa situazione di pericolo sono rimaste inascoltate, e temo che lo rimarranno riguardo a tutti gli altri ponti italiani che versano in condizioni simili.