mercoledì 16 ottobre 2019

Guardare i due bambini deficienti litigare in televisione? Ma anche no

Non ci ho nemmeno pensato. Tutti e tre, conduttore incluso, mi stanno abbondantemente sulle palle, e poi ho avuto ben di meglio da fare. Mi chiedo perché siamo obbligati obtorto collo a cacciar soldi alla sbrodovisione di stato quando la “qualità” dei suoi programmi è scesa così in basso da meritarsi le virgolette.

mercoledì 9 ottobre 2019

Quando non si hanno mafiosi a casa propria

… arrivano le sentenze castranti nei confronti dell’Italia, che invece ne è fortemente afflitta.

La legge sull’ergastolo duro ai mafiosi è stata bocciata da quei pazzi irresponsabili dell’ugnione europppea (che si stramerita le minuscole e le storpiature). I casi sono due: o la mafia li ha comprati, tutti quanti, dal primo all’ultimo, o sono totalmente rincoglioniti – o, come mi suggerisce la vocina maligna, sono stati così rincoglioniti da farsi comprare.

Roba da chiodi. Poi hanno il coraggio di lamentarsi dell’antieuropeismo rampante che ormai sta dilagando in molti stati.

Se davvero avessero a casa loro la recrudescenza di mafiosi che infestano l’Italia, forse certe sentenze non se le sarebbero neppure sognate di notte.

martedì 8 ottobre 2019

Brusca frenata

(Non ho potuto resistere alla tentazione di fare questa battuta idiota!)

La cassazione (la maiuscola ancora non se l’è riguadagnata, ma per altri motivi) ha negato i domiciliari al signor giovanni “Sciolgo i figli altrui nell’acido” brusca (minuscole d’obbligo, eh), avanzando seri dubbi sul suo “ravvedimento”, come già avvenuto altre volte in passato.

Ma questa sarebbe una non notizia: i giudici sarebbero veramente scemi se prendessero per buone le dichiarazioni di “ravvedimento” di un mostro del genere, che di umano non ha più niente.

La notizia sta nel fatto che ieri i soRcial si sono scatenati al grido di “VERGONNIA VERGONNIA” per una concessione che non c’è stata! C’è stata una semplice richiesta da parte dei legali di quel mafioso (con che coraggio, poi, lo difendono – ma questo è il solito altro paio di mu ma mutande) in tal senso; ma i magistrati l’hanno rigettata al mittente senza esitazione. Solo che per il webetume rampante “richiesta” e “concessione” sono evidentemente sinonimi anche quando è chiaro che non lo sono.

No, nisba, niente domiciliari a quel verme, senza offesa per i vermi.

Va detto, però, che la legge (ingiusta, ma purtroppo è la legge) gli ha concesso un’ottantina di permessi premio; qui i magistrati non potevano in alcun modo opporsi, perché va cambiata la legge in modo da non permettere a un essere del genere di godere di benefici che non gli spettano.

venerdì 4 ottobre 2019

Asteroidi e stUmpa nostrana (aridajje)

Mica lo perdono, il vizio.

È previsto il passaggio di un asteroide qui dalle nostre parti, ma più o meno alla stessa distanza della Luna. I titoloni dei nostri organi di stUmpa: “Questa notte un asteroide si avvicinerà pericolosamente alla Terra”. E anche l’articolo è un coacervo di puttanate: velocità riportate in miglia orarie, da un organo di stUmpa italiano? La distanza brutalmente decurtata di quei tre zeri finali, così, tanto cosa vuoi che siano tre zeri in meno? Un altro titolone: “Questa notte un asteroide sfiorerà la Terra”. Cioè, quasi quattrocentomila chilometri vuol dire sfiorare? Quindi se io agito le mani qui prendo a schiaffoni un abitante della Nuova Zelanda?

O sono completamente coglioni, o mentono sapendo di mentire in nome di quel sensazionalismo che con l’informazione non ha più nulla a che vedere.

Ne parla anche il Disinformatico, in questo articolo.

giovedì 3 ottobre 2019

A un commentatore idiota

Era destino che anche il mio blog cominciasse a venir bombardato da certi rincoglioniti che non sanno che cazzo fare delle loro misere vite e allora le sprecano sfrantando i maroni agli altri.
Dunque, caro pirla, tu:
  • che ti permetti di dare lezioni a me sul mio uso della lingua italiana con commenti che stanno tra il conte Mascetti e il bimbominkiesco da socialmerde;
  • che vuoi anche darmi lezioni su quali cibi esistono o non esistono, dimostrando invece che forse in questo mondo non vivi;
  • che usi termini ed espressioni come "sinistrante", "solo i cretini possono essere anti" e altro su questa falsariga, dimostrando chiaramente da che parte stai (e no, non sono di sinistra: sono talmente a destra da guardare tutto il panorama politico ridotto a un puntino infinitesimale laggiù sulla sinistra; però, a differenza dei baluba come te conosco e rispetto parecchi valori umani che giustappunto ai baluba come te, che di umano non hanno niente, sfuggono);
  • che qualifichi me come rozzo e ignorante quando probabilmente sei riuscito a farti espellere da scuola il primo anno di asilo e non ci sei più tornato;
ecco: risparmiati la fatica. Qui su questo blog esiste la moderazione dei commenti per un motivo ben preciso, e i tuoi vomiti qui non verranno MAI pubblicati.
In una parola,
FOTTITI.

Tortellini al veleno

È quello che stanno servendo sulle socialmerde. Tutto ’sto polemicone assurdo sul fatto che qualcuno produce tortellini ripieni di pollo cos’altro è, se non veleno allo stato puro? I tortellini al pollo altro non sono che una delle infinite varianti sul tema che ci sono in giro!

E i tortellini ricotta e spinaci, allora?

E i tortellini al salmone, allora?

E i tortellini all’arrosto di manzo, allora?

E […]?

Ho mangiato millemila milionardi di varianti di tortellini e altra pasta ripiena, nella mia vita, trovandone, chiaramente, di tutte le qualità tra lo schifido e la delizia assoluta – ma quelle sono le tipiche variazioni individuali di qualunque cibo. Cos’hanno quelli al pollo che non va?

Ribadisco: tutta questa gentaglia che pubblica merdate a non finire sui socialvomiti ha il diritto di voto, e grazie a esso hanno combinato grossi danni dei quali manco si rendono conto!

mercoledì 2 ottobre 2019

Diritto di voto ai sedicenni? Ma anche no

Anzi, andrebbe tolto il diritto di voto a tanti, troppi adulti – tutti quelli che sparano minchiate a nastro sulle socialmerde, tanto per dirne una. Non sanno l’italiano, non sanno nemmeno di cosa stanno parlando, e tuttavia votano! Grazie a loro ci siamo beccati il baluba, eh.

Che senso ha pensare di far votare gente che non è nemmeno maggiorenne, che è facilmente influenzabile dal primo venditore di fuffa che se l’intorta ben bene, e che soprattutto non viene preparata adeguatamente ad affrontare il mondo (e a riconoscere i venditori di fuffa) da un sistema scolastico ridotto a un rottame? I disastri che combinerebbero sarebbero forse maggiori di quelli che si verificherebbero se venisse concesso loro il diritto di pilotare aerei di linea.

Ma tanto sono proprio i venditori di fuffa a cercare di ramazzare voti anche da quelli che non sono abbastanza maturi da capire cosa stanno votando. Spero proprio che questa porcomaialata non passi.

martedì 1 ottobre 2019

Il baluba e il reddito di minchionanza

Il baluba, con la sua solita coerenza (sì, da utilizzatore assiduo di LSD: chissà, forse lo è sul serio!), si è scagliato contro il reddito di sbrodolanza concesso a una terrorista. Più che giusto, ci mancherebbe: quella terrorista dovrebbe marcire in galera, non godere di certi diritti e prenderci pure dei soldi.

Però la coerenza di cui sopra gli è stata fatta notare dai suoi stessi fan (o ex fan? Che qualcuno di loro non stia cominciando a prendere a calci il neurone solitario e a rendersi conto di che personaggio è?) sulla sua paginetta sul Tomo delle Facce di Merda. Commenti su questo tenore: “Ma tu dormivi quando avete approvato quella legge?”, “Ma se gliel’hai dato tu il reddito.” – ovviamente un po’ più sgrammaticati e balubeschi, ma la sostanza è quella.

Insomma, non passa giorno che il baluba non si scavi ancora un po’ di più la fossa con le sue mani. Speriamo che il governo attuale regga abbastanza da fare in modo che il baluba riesca finalmente nella sua opera di autoseppellimento totale.

lunedì 30 settembre 2019

Due parole riguardo all’ambiente

Con la doverosa premessa, già espressa in altri post, che secondo il mio lato cinico e pessimista è già troppo tardi – possiamo soltanto procrastinare la fine – e che non saremo noi a distruggere l’ambiente, di suo sopravvissuto a catastrofi ben peggiori, ma sarà l’ambiente a distruggere noi – e già lo sta facendo: tempeste ormai fuori scala, ghiacciai che crollano, e via così.

Diamo però retta al mio lato più ottimista e speranzoso (chi vive sperando, disperato muore…) e partiamo dal presupposto che si possa invertire la tendenza. Prendo spunto da tutto quello che leggo sul mondo del web  (troppe fonti per citarle; mi perdonino gli autori) per stabilire una serie di principi.

  • La carne è diventata la pietra dello scandalo; alé oò, diventiamo tutti vegani e salviamo il mondo, perché la colpa dell’aumento dell’anidride carbonica è solo ed esclusivamente degli allevamenti di animali! Quando è facile fare un paio di calcoli e stabilire che in realtà gli allevamenti incidono in maniera molto marginale sulla questione; il colpevole principale è l’industrializzazione spinta con tutti i suoi annessi e connessi. Bisogna cominciare ad applicare modelli produttivi più rispettosi dell’ambiente, che non depauperino tutte le sue risorse, che ricavino energia da fonti rinnovabili, che non producano tutto l’inquinamento attuale – e in più bisogna ficcare certe cose in testa ai fanatici come i vegamerda: se non rinunci in primis a girare col tuo SUV demmerda che beve e inquina come una superpetroliera, a comprarti ogni sei mesi il minchiofono che costa uno se non due stipendi e viene prodotto in fabbriche cinesi alimentate da centrali elettriche a carbone, ad adottare tutta questa serie di comportamenti aberranti, poi: a) non devi smenarla sul fatto che la carne è IL DEMOGNO!!!!!uno, undici e centoundicimilacentoundici!; b) non devi tritare i cabbasisi agli altri su quello che fanno o non fanno per l’ambiente.
  • Cominciamo nel nostro piccolo a modificare il nostro stile di vita in modo da contribuire alla salvaguardia dell’ambiente:
    a) Bisogna proprio prendere l’aereo per viaggiare? Anche su tragitti brevi? Posso capire su tragitti da mille o più chilometri, ma c’è gente che prende l’aereo per farsi duecento chilometri o giù di lì! E aumentano i voli; se adesso si lancia qualche app come FlightRadar, ci si mette le mani nei capelli per quanti puntini luminosi si vedono sul display. Treni, navi? Prendeteli più spesso!
    b) Se ne avete la possibilità, usate caldaie a metano di produzione recente, e oltre tutto non bombatevi 40° fissi tutti gli inverni, che a 20° si vive bene, anzi meglio, e il risparmio è evidente.
    c) Ormai la raccolta differenziata è una realtà in tutti i comuni d’Italia (che funzioni bene o male, questo è un altro discorso); fatela ’sta benedetta differenziata!
    d) Cominciate a comprare quello che vi serve, non quello che fa figo avere per tentare invano di sbalordire gli amici.
    e) Il punto d) vale anche per le apparecchiature tecnologiche: comprate quello che vi serve, e cercate di puntare sul minor consumo possibile, tipo frigoriferi o lavatrici classe A+++; usate luci a LED, lasciando perdere quelle alogene che ciucciano pressappoco quanto le vecchie lampade a incandescenza; cercate anche di non lasciare acceso quello che non ne ha bisogno.
    f) I tempi non sono ancora così maturi per pensare di passare all’elettrico nei trasporti; si può cominciare a pensarci, ma anche tutta l’infrastruttura va adeguata; ciò detto, avete il SUV demmerda che (repetita juvant? Mi sa di no) beve e inquina come una superpetroliera? Rottamatelo! Compratevi un’utilitaria o una berlinetta media a basso consumo. Forse riceverete anche meno insulti per la strada, e dovrete comprare meno farmaci per il brucior di stomaco! E se potete usate i mezzi pubblici o fatevi quattro passi a piedi, che fanno sempre bene; cioè, per fare un esempio, se il vostro posto di lavoro è a duecento metri da casa vostra, che cazzo pigliate l’auto a fare? E se i vostri figli a scuola ci possono andare a piedi o coi mezzi pubblici, che senso ha portarli col SUV demmerda di cui sopra che poi viene perennemente parcheggiato in quarta fila?
    g) Non so quanto questo sia applicabile in tanti comuni, ma in tanti altri è facile: rinunciate alle bottiglie di plastica usa e getta. L’acqua del sindaco è buona in quasi tutta Italia; in tanti posti ci sono le casette dell’acqua che ve la danno pure gasata e a poco prezzo, oppure vi potete comprare il gasatore casalingo e farvela per conto vostro; riempite le vostre belle bottiglie di vetro e bevete da quelle.
    h) Se non c’è bisogno di sprecare carta, toner o inchiostro, energia elettrica per stampare quella cazzo di mail che avete ricevuto o millemila milionardi di bozze di un documento, o altre puttanate del genere, lasciate perdere. Già la burocrazia ci mette del suo a far produrre tonnellate di scartoffie inutili; vedete di non peggiorare il problema.
    i) (ma questo è rivolto a chi produce la nostra roba) Ha senso una confezione grossa venti volte il prodotto che contiene? Hanno senso imballaggi spropositati per roba piccola? Dateci un taglio con tutta questa superproduzione di cartoni e plastica e cominciate a produrre confezioni adeguate al loro contenuto.
    j) Cominciate a educare i vostri figli a un maggior rispetto per l’ambiente di cui anche noi homo poco sapiens facciamo parte; soprattutto, fate entrare loro nella capoccia che rispettare l’ambiente significa anche rispettare sé stessi, e che tutto questo consumismo fine a sé stesso va una buona volta accantonato. Le generazioni attuali sono cresciute a pane e consumismo, e toglierglielo da quelle pietre in cui s’è trasformato il loro cervello richiederebbe ben più di un martello pneumatico; ma i giovani, ancora flessibili e aperti al cambiamento, possono imparare la lezione.

Ecco, ci sarebbe ben altro da aggiungere – ma già con queste piccole raccomandazioni si potrebbe ottenere un significativo miglioramento se le si mettesse in pratica. Che si tratti (secondo il mio lato ottimista) di uscire dal baratro o (secondo quello pessimista) di procrastinare la fine allo scopo di costruire un’astronave interstellare e dare una possibilità all’umanità in qualche altro angolino di cosmo, diamoci da fare!

venerdì 27 settembre 2019

Lutto nel mondo dei blogger

Raramente mi lascio andare a pubblicare dei post-necrologio; però in questo caso è dovuto.

Ho saputo ieri della dipartita di un blogger che non ho mai incontrato di persona, ma con cui ho spesso avuto contatti sul mio blog e su altri: Vincenzo Iacoponi. Un poeta e un’anima sensibile, i cui versi leggevo sul suo blog (insieme ai resoconti delle sue peripezie ospedaliere, l’ultimo dei quali – purtroppo – mi è parso il triste presagio che poi s’è avverato: impressione di cui posso parlare soltanto adesso) e con cui scambiavo opinioni, anche con discussioni accese ma sempre all’insegna della civiltà e della buona educazione che lo contraddistinguevano.

Ci mancheranno i suoi versi, i suoi scambi di opinioni, la sua ironia, la sua verve, la simpatia che riusciva a esprimere anche nei ristretti confini del mondo dei blogger.

mercoledì 25 settembre 2019

’Sta brexit non s’ha da fare

E comunque l’emulo britannico di mister gatto-in-testa (sembrano gemelli separati alla nascita, tra l’altro) in poche settimane passate a occupare la cadrega di primo ministro ha accumulato tante di quelle figure di merda che andarsene via dai coglioni adesso gli permetterebbe almeno di salvare quel poco che resta della sua faccia – ma non lo farà: è un altro come il baluba, che ha dovuto essere cacciato via a calci in culo.

La Corte Suprema britannica, che a differenza di qualunque istituzione nostrana può permettersi di mantenere le maiuscole, ha dichiarato all’unanimità – all’unanimità, ripeto, quindi tutti i suoi componenti, di qualunque partito facciano parte, hanno detto un sonoro NO – che la sospensione del parlamento è illegale, e che quindi il parlamento stesso può – e deve – riunirsi al più presto.

I britannici qui si sono rivelati molto più furbi di quei loro figli degeneri d’oltreoceano: al loro scuoiagatti hanno sbattuto le porte in faccia subito, prima che facesse precipitare la sua stessa nazione in un baratro senza fondo. Avessero trovato una Corte Suprema così determinata anche negli stati incollicchiati di merrrrega! Di occasioni per impicciottare il loro bresidende ne avrebbero trovate a paccate! Ma vabbe’, quello lì durerà ancora solo pochi mesi e poi se ne andrà dai coglioni anche lui.

venerdì 20 settembre 2019

Sparaballe a ufo

O a UFO (sigla), che però da noi sarebbe OVNI e continuerò a usare questa sigla nel post.

Le grosse testate (nei coglioni) di stUmpa italiane ci ricascano: tutti a pubblicare – con un copia & incula dall’ANS(I)A, probabilmente – una notizia secondo cui “la marina merrrrregana ha CONFERMATO l’autenticità di video sugli OVNI”.

’Sto par di balle.

La marina dei merrrregani ha confermato l’esistenza di “fenomeni aerei non identificati”, cioè qualunque cosa (sì, inclusi eventuali OVNI, ma non necessariamente), e negli spazi aerei militari – quindi, stavano parlando di roba che può essere preoccupante dal punto di vista militare (aiuto aiuto ci stanno invadendo le spie cinesi! :D ). Poi, fosse anche stato qualche OVNI, riepiloghiamo la definizione di Oggetto Volante Non Identificato: un sasso lanciato da un ragazzino? Un aereo che non si sa a chi appartiene, dove va e da dove viene? Un palloncino sfuggito alle mani di un bambino? Un uccello padulo? Qualunque cosa stia per un certo periodo sospesa sopra il suolo e non è immediatamente identificabile è un OVNI fino al momento in cui viene identificato, e da lì in poi diventa un OVI, senza la N. Quindi se qualcuno avesse identificato un’astronave aliena, sarebbe un’astronave aliena e non un OVNI; ma la marina merrrregana ha semplicemente parlato di fenomeni aerei su cui stanno indagando al fine di dar loro un nome, non di astronavi aliene.

Ma la stUmpa italiana ormai vive di sensazionalismo, e mente sapendo di mentire, tanto i boccaloni che leggono i giornali o guardano la TV e i webeti che sbavano sulla rete ci cascano con tutte le scarpe, i sandali, gli scarponi, gli stivali e le pantofole! Questo non è giornalismo: è cialtroneria deliberata.

Sbufalate: questo articolo del Disinformatico (e qui la seconda parte), e questo di BUTAC.

giovedì 19 settembre 2019

The-CHI?

E anche ?????, e ancora ?????????

Punti interrogativi da webete d’obbligo, in questo caso.

Cioè, era un nome che avevo sentito svolazzare così, sapevo che esisteva un gruppo denominato “Thegiornalisti”, mi era pure capitato di sentirne un paio di brani, arrivando a giudicarli uno di quei gruppuscoli senz’arte né parte, l’espressione tipica della mediocrità di cui sembra soffrire l’arte in generale non solo qui da noi. Roba che li ascolticchi così, en passant, per poi dimenticarli dieci secondi dopo. Sì, sarà che sono di una vecchia generazione, e che ho ben altro concetto di arte, e di musica in particolare; ma questi Thegiornalisti mi sono sembrati il classico gruppo che si perde nel marasma, roba che mediamente suscita la domanda del titolo.

Adesso che hanno deciso di sciogliersi, bum, notorietà a stecca! Ma una notorietà particolare, quella da socialmerde; però adesso tutti i webeti che di queste sono assidui frequentatori sono lì a smenarla su tutti i perché e i percome questi Thegiornalisti si siano sciolti, costringendo pure chi webete non è, per esempio io, a dar loro un barlume di notorietà (che poi, passata la festa gabbato lu santo; fra una settimana si sarà tutto sgonfiato e ancora una volta la reazione tipica sarà la domanda del titolo).

Cioè, si sono sciolti: e quindi? Saran cazzi loro, dico io? Non sono, ribadisco il concetto, un gruppo super-iper-stra-mega-famoso come i Pooh, che quando si sono sciolti (semplicemente dichiarando che volevano, come dire, andare in pensione) hanno suscitato una certa sensazione: e che cazzo, erano i Pooh, porca troia! Questi qui: chi cazzarola erano? C’è bisogno di piantare una buriana del genere solo perché si sono sciolti? Di sicuro sentirò molto più la mancanza dei Pooh che di questi qui.

martedì 17 settembre 2019

Cominciano già a darsi mazzate da soli

Cioè, il baluba gliel’ha servita su un vassoio d’argento e cosa fanno? La buttano in discarica!

Il Bomba, con la sua solita tracotanza, ha annunciato che molla il suo partito e va a fondarsene uno tutto suo. Portandosi via i suoi pirlamentari.

Come al solito quello dimostra di non essere un partito, ma un’accozzaglia di partitelli monoindividuo! Tafazzismo all’ennesima potenza, proprio! Cioè, avevano una possibilità, una, misera e pellegrina, di mettere all’angolo i fascisti, e se la stanno bruciando.

E il baluba è già lì che gongola.

Non ho più parole: solo parolacce.

lunedì 16 settembre 2019

Non toccate i bambini – a meno che…

Non toccate il figlio del baluba quando va a farsi i giretti turistici sulle moto d’acqua della polizia! I bambini (in questo caso un ragazzo adolescente, ma la sostanza non cambia) vanno lasciati fuori dalla polemica politica! Giammai toccare i bambini!

Però poi il baluba si presenta a Pontida portando sul palco una bambina di Bibbiano. Ah, quei bambini si possono toccare! Possono essere strumentalizzati a fini di becera campagna elettorale permanente! Possono essere esibiti come puri e semplici oggetti, al pari di quel rosario che sventola ogni momento senza minimamente rispettare i valori della religione che esso rappresenta!

Cioè, al di là del fatto che i tristi avvenimenti di Bibbiano siano stati ridotti a un mero slogan elettorale perdendo tutta la loro rilevanza umana, sociale e morale, ancora una volta il baluba non perde occasione di dimostrare al mondo intero di che past melma putrefatta è fatto.

Sarà dura farla capire ai suoi seguaci sfegatati, però: purtroppo c’è quel 16% o giù di lì di italioti che è fatto della stessa past melma. E si sa, in Italia il 16% governa e il restante 84% (di cui una buona fetta di ignavi astensionisti a stecca che preferiscono sbolognare tutte le responsabilità agli altri) sta lì a guardare. Posso solo augurare al governo Conte-bis di reggere per abbastanza mesi da non permettere di nuovo a quel 16% di mettersi a dettar legge a sproposito.

venerdì 13 settembre 2019

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Di nuovo la kqhiesa kqhattolika (minuscole e storpiature, come sempre, volute) torna all’attacco sulla questione dell’eutanasia e del suicidio assistito.

Sempre la solita solfa. Prima di tutto la vita non è affatto un “dono” di chissà chi, ma qualcosa che ognuno di noi subisce obtorto collo senza aver potuto scegliere fin dal principio se accettare o no.

Seconda cosa: è forse vita rimanere distesi in un letto in stato di morte cerebrale per chissà quanto tempo? È forse vita trovarsi ridotti a un mucchio di carne inerte con soltanto più gli occhi che si possono muovere? È forse vita passare settimane in preda a sofferenze talmente atroci che nemmeno più la morfina riesce a sedarle? Cioè, coma vegetativo, malattie degenerative e tumori (tanto per citare le tre casistiche principali) fanno parte di quel “dono”?

Questo kardinale (anche qui, storpiatura voluta) è uno di quelli che devono solo augurarsi di non finirci loro, in queste condizioni, e di non aver nessun familiare che ci finisca. Io non glielo auguro di certo – ma vorrei vedere la loro coerenza messa alla prova in situazioni del genere.

No, cari pretastri: la scelta va lasciata alla persona, se è ancora cosciente, o in caso ai suoi familiari; la religgggione (4 G volute) non ci deve mettere il becco.

mercoledì 11 settembre 2019

Piccole cose senza prezzo

Impagabile numero 1: i fascisti che prima urlano “Duce! Duce!” e poi inneggiano alla democrazia al grido di “Elezioni! Elezioni!”, dimostrando la coerenza di una partoriente sotto anfetamine.

Impagabile numero 2: i fascisti che accusano il Tomo delle Facce di Merda di fascismo perché ha oscurato le sbrodole di alcuni di loro – bue che dà del cornuto all’asino, eh?

martedì 10 settembre 2019

Avrebbero dovuto pensarci prima

Notiziona: il Tomo delle Facce di Merda s’è deciso a chiudere le pagine di un “partito” di estrema destra (ma tanto estrema, roba da far apparire Mussolini di sinistra) e dei suoi appartenenti, per incitamento all’odio.

Dopo che per anni ha lasciato che questi emeriti bastardi ne combinassero di cotte e di crude, adesso il TFM si sveglia! Adesso che il danno è ormai irrimediabile!

Cioè: pubblichi qualcosa di innocente che dà fastidio a qualcuno e ti bannano a vita; sei di estrema destra, razzista, inciti all’odio e alla violenza e la tua pagina rimane su per anni nonostante tutte le segnalazioni!

Se non altro abbiamo ben capito di che ideologia è Zuckaputridaberg, il quale molto codardamente adesso dopo aver tirato non uno, ma tanti sassi nasconde la mano.

domenica 8 settembre 2019

Sono una bzzzz bianca

Davvero. Certe volte mi sento veramente come se soltanto mi mancasse un’astronave per tornare su Marte. Anche parlando con gente della mia generazione, scopro di essere una voce fuori dal coro – ma tanto fuori.

Sono l’unico, tanto per dire, a cui non frega un cazzo di servizi di streaming video come Netflix, Infinity, Dassòn o come cazzarola si scrive, e tutto il resto della compagnia.

Sono l’unico che, messo di fronte a tutti ’sti sistemi smart (o smOrt, che è meglio!) che fanno tutto da soli, sempre iperconnessi, comandabili da remoto, dotati di “intelligenza” artificiale che di intelligente non ha un cazzo, pieni di buchi dove entrano balenottere intere, che trasformano l’uomo in schiavo della teNNologia, dice “Mai in casa mia”.

Sono l’unico che non trova niente di divertente nei videogiochi multigiocatore online e preferisce giocare da solo, e che s’incazza come un intero branco di iene quando i produttori di un videogioco a giocatore singolo ti vanno a inziccarci una modalità multigiocatore a volte anche indispensabile per riuscire ad andare avanti con la storia a giocatore singolo.

Sono l’unico che ha notato un brutale decadimento nell’arte e nella cultura (mica solo in Italia, eh: tutto il mondo è paes bidonville) negli ultimi decenni, che non apprezza più la musica dai primi 2000 in poi (salvo poche perle), che non ride alle battute degli pseudocomici stile zelig, colorado o altri brokrammi del genere, che trova i film moderni troppo gonfi di effetti speciali a gogò quanto vuoti di contenuti (a parte poche perle), che entra in libreria con la certezza che il 90% di quel che vede sugli scaffali è da destinare a stretto giro di posta al macero, che non capisce come un telo con uno strappo in mezzo o una tavoletta del cesso inchiodata a un muro rientrino nel concetto di arte.

Sono l’unico che non passa le giornate a fulminarsi il neurone solitario facendo il leone da tastiera, da buon webete, sulle socialmerde, condividendo bufale astronomiche perché tanto “condividere non costa niente” (e può rovinare vite), vomitando odio contro i negri bastardi, i froci, gli handicccappati (3 c volute: il webete medio ce ne mette solo 2!), e altre categorie di diversi che fanno tanta paura, che mangiano i bambini, che portano tante epidemie, bla bla bla, pubblicando selfie di merda a mitraglia dalla mattina alla sera e magari pure di notte, documentando con dovizia di particolari ogni singolo istante della propria vita senza pensare che agli altri potrebbe non fregare un cazzo di tutto ciò e oltre tutto lamentandosi per le violazioni della pràivasi (italianizzazione voluta) da parte delle socialmerde stesse.

Sono l’unico che non ama ostentare ricchezza fasulla, girando con un SUV demmerda da centomila euro preso con finanziamento che finiranno di pagare i propri trisnipoti, mangiando pane e cipolle (anzi, anche senza pane) (anzi, anche senza cipolle) per poter sventolare lo smOrtofono che costa due stipendi di fronte agli amici, andando a comprare quei vestiti “firmati” che costano un putiferio e che portati una volta poi sono distrutti, e tutto il resto di queste meraviglie a costo ∞.

Sono l’unico che, oltre a non essersi mai fatto un cannone o aver fatto uso di altre droghe, non ha mai nemmeno fumato una sigaretta o altri derivati del tabacco, e che le uniche due volte nella vita che si è sbronzato in situazioni obbligate ha poi rimpianto amaramente di averlo fatto – e oltre tutto sono l’unico a non ritenere affatto forte chi entra in quei giri per poi uscirne per miracolo, ma chi proprio non ci entra mai, resistendo fin dal principio a tutte le tentazioni di falsa felicità che l’uso di stupefacenti ti sventola davanti al muso.

Sono l’unico davvero in un mucchio spropositato di cose! Me lo devo fare, l’esame del DNA? Chissà, magari finirò per scoprire di non essere umano, magari neppure originario della Terra.

venerdì 6 settembre 2019

Un po’ di pesci in faccia

A chi?

Al baluba, e a tutta la sua narrazione “politica” basata sulla paura dell’Uomo Nero.

Uno dei primi atti del nuovo governo (spero che continui a non meritarsi le virgolette): impugnare una legge del Friuli Venezia Giulia, ritenuta discriminatoria. Il Friuli, lo ricordo, è guidato dagli Omini Verdi Xenofobi.

La giustizia fa il suo corso qui, con la revoca dell’esilio dell’ex sindaco di Riace dal suo stesso paese. Un esilio voluto dal baluba, ricordiamolo.

Inoltre, una ormai illustre vittima di una balubata fa in modo di difendersi in tribunale, denunciando il baluba per diffamazione.

Aggiungiamo a questa raccolta di pesci sul muso anche il fatto che il baluba sta perdendo addirittura il sostegno dei suoi più ferventi slurpaculo sui soRcial, che ormai si qualificano come “ex elettori” e lo accusano di “aver regalato l’Italia alla sinistra”.

Per quanto il mio pessimismo cronico mi porti a esprimere seri dubbi su questo governo arancio grUllini+Bombapartito, non posso fare altro che augurargli di reggere almeno finché il baluba non si sarà autoseppellito in una tale montagna di merda da non riuscire più a venirne fuori.

giovedì 5 settembre 2019

Homo homini bastardus

(Mi si perdoni per il mio latino… imbastardito!)

Insomma, non c’è peggior bastardo nei confronti dell’umanità che l’umanità stessa.

Leggere notizie come questa è sempre l’ennesima conferma a questo vecchio proverbio che ho solo un po’ modificato (il lupo ha ben altra dignità, eh). Per i pigri: un ragazzo è stato travolto da un treno, riportando ferite che poi l’hanno portato alla morte durante la notte. Un testimone, che era accorso per soccorrere quel poveraccio, ha notato altri tre più o meno suoi coetanei che lo deridevano dicendo “Che cretino”.

Cioè: ennesima conferma che “bestie” nei confronti dell’homo (poco) sapiens è brutalmente offensivo nei confronti delle bestie, che possono pure essere crudeli e spietate, ci mancherebbe, ma non sono affette da questa Schadenfreude che sembra affliggere solo noi primati spelacchiati e piantacasino.

mercoledì 4 settembre 2019

Continua pure a segnare nella tua rete!

A inanellare figure di merda una dietro l’altra il baluba sembra diventato un campione. Dopo quella grossa della crisi di governo, con la quale sperava di diventare il duce e invece non ha fatto altro che regalarla ai suoi più acerrimi nemici (altri distruttori dell’Italia, ma questo è il consueto altro paio), non s’è mica fermato: ne ha infilate altre. Una, recentissima, sempre sull’unico argomento su cui il baluba ha costruito tutta la sua narrazione: gli immigrati. Ha pubblicato sul Cinguettatore Folle un video dove mostra migranti che festeggiano il loro sbarco (dopo chissà quanti giorni a patire fame e sete in condizioni disumane anch’io festeggerei lo sbarco) e aggiungendoci una piangina: “Ma che bello il “clima” del governo a guida PD: sbarcati gli immigrati della nave dei centri sociali per “emergenza sanitaria”… Ma pensano che gli italiani siano scemi???” Uno dei suoi follouèr (italianizzazione voluta) non ha esitato a castagnarlo per bene, ricordandogli che è ancora lui il ministro(nzo) dell’interno.

Roba che i pesci in faccia del villaggio di Asterix sono carezze, in confronto.

Per aggiungere merda alla figura di cui sopra, oltre tutto l’autore del video si è pure fatto sentire, invitando il baluba a rispettare le normative riguardanti la proprietà intellettuale.

Chiaramente il baluba ha evitato di rispondere a entrambi (almeno per quanto mi riferiscono le mie quinte colonne sui soRcial): è come uno squalo, che se si piglia un pugno sul naso gira di 180° gradi e fila via come un missile.

Continua pure con la serie degli autogol, caro baluba. Volevi seppellire i tuoi avversari? A loro non serve altro che aspettare che tu ti seppellisca da solo!

L’unico problema è che l’ha regalata al Bomba – e siamo punto e a capo: non cambia una cippa, solo i nomi al vertice.

martedì 3 settembre 2019

Non passa giorno

... che non si ricevano notizie come questa. Stragi nelle scuole, in famiglia, in giro per la strada, in qualunque posto frequentato da molte persone.

Dove? Negli stati sputazzati di merrrrrega, dove se no? A questo punto, i fatti ben chiari riguardo a quella “nazione” di europei falliti (tanto falliti) sono due:
a) sono un intero popolo di psicopatici (e il loro bresidende ne è un chiaro sintomo: non è un marziano, è un merrrrregano come tutti gli altri, e da loro è stato piazzato lì);
b) fintanto che continueranno a vendere le armi pure dal tabacchino continueranno a morire sotto i colpi delle loro stesse armi; e a un certo punto verrebbe da dire “arrangiatevi”, se non fosse che i merrrrregani le loro fottutissime armi le usano anche contro tutto il resto del mondo.

lunedì 2 settembre 2019

Ma ci sono o ci fanno?

O si fanno?

Le sorti dell’Italia sono in mano a una banda di sderenati che, non essendo in grado di pensare con la propria testa, mettono ai voti il possibile accordo di governo sulla loro bella piattaforma online (piena di bachi fino all’inverosimile, ma questo è il solito altro paio di ma mutande). E se la base di questo mo’ vi mento decidesse (o venisse fatta decidere da qualche hackeraggio ben fatto) per il no? Che merda. Bravi, veramente bravi: state per riconsegnare il paese nelle mani dei fascisti!

E poi abbiamo dei pirlamentari di questo stesso mo’ vi mento che hanno deciso di cambiare casacca, andando proprio a leccare il culo ai fascisti!

Insomma, è proprio insito nella loro natura (o è merito delle droghe che con spiccata evidenza assumono): devono combinare danni! Devono essere contrari perfino a sé stessi! Non bastava loro aver combinato disastri a Parma, a Roma e a Torino: devono mandare l’Italia completamente a scatafascio!

Poi andrò a pigliarli a schiaffoni sul muso quando si lamenteranno che le squadracce dei fascisti in divisa verde li hanno pestati a sangue violentando le loro donne – perché a questo si arriverà, vedrete.

Ma vivere in uno stato normale no, eh?

venerdì 30 agosto 2019

Leoni da tastiera, conigli nella vita

Coniglia numero uno: la tipa bionda, sì, quella là, quella che ha idee talmente fasciste da far sembrare Marine Le Pen una comunista. Ha detto sui soRcial che radunerà le truppe cammellate sotto Montecitorio il giorno della fiducia al nuovo “governo” (che dovrà dimostrare di perdere il diritto alle virgolette – ma questo è un altro paio di ma mu ma mu ma mutande) gridando al colpo di stato, al “governo non eletto dai cittadini” (il che continua a essere una bufala: dal 1948 nessun governo è mai stato eletto dai cittadini – ancora un altro paio, eh), cimpa della rava e fava della limpa.

Coniglio numero uno-bis: (già, sono ex aequo) il baluba, che anche lui via soRcial radunerà le sue truppe cammellate il 19 ottobre, gridando al “governo voluto da Bruxelles” (muuuu, muuuu). Dopo una sbronza di mojito al Papeete, ovvio. È quello che ha pensato bene, dopo quattordici mesi di tentativo di instaurare una dittatura fascista con lui nella veste del nuovo duce, di mandare tutto a smignottix, ritenendo forse che avrebbero indetto elezioni immediate intorno a ferragosto e che sarebbe andato su con una maggioranza bulgara – per poi ritrovarsi da solo con una maggior panza, mentre i suoi ex alleati sono andati a stringere un accordo coi suoi acerrimi nemici (che tra l’altro alle elezioni l’avevano pure battuto, e il partito-puttana avrebbe dovuto allearcisi fin da subito – terzo altro paio…). E, poveretto, forse prima o poi comincerà a rendersi conto che perfino sui soRcial lo stanno massacrando, sì, anche tanti suoi ex sostenitori; ma per ora fa il leone da tastiera.

Buoni a fare i gradassi da dietro l’illusoria sicurezza di un monitor, eh? Un po’ meno buoni a tirar fuori le palle che affermano di avere (ma che mancano a entrambi) faccia a faccia coi loro avversari, in un confronto serio, nel rispetto delle istituzioni, visto che all’incontro col presidente del consiglio incaricato (minuscole per ora d’obbligo, anche se, pur un po’ tardivamente, le palle lui le ha tirate fuori mandando il coniglio numero uno-bis a stendere senza tanti giri di parole – quarto altro paio…) non si sono manco presentati.

Alla fine tutti e due sono tornati sotto l’ala protettrice del loro padre spirituale (nonché economico), il caimano, che avrà poco da gongolare: con due alleati così, non avrà nessun bisogno di nemici per quei pochi anni (o mesi, o settimane, o giorni) che gli restano da vivere.

giovedì 29 agosto 2019

Ultimi colpi di coda del dinosauro morente

Si spera che questa sia l’ultima azione ignobile messa in atto da quell’essere abominevole. Si spera che questo sia l’ultimo atto vergognoso per questa nostra Italia ultimamente così disumana e feroce con dei poveri disgraziati. E non ho altre parole a riguardo: solo una lunga filza di parolacce.

martedì 27 agosto 2019

Cos’altro può andare storto nel mondo

1) Cosa sta andando storto qui da noi in Italia: tutto. Abbiamo un partito-puttana che va con tutti, che non ha uno straccio di programma, non un misero obiettivo, che dopo aver “governato” per un anno o più assieme ai fascisti adesso cerca un accordo (che non otterrà) col partito del Bomba – sì, proprio il Bomba sta tornando all’attacco, dopo aver passato gli ultimi anni a demolire l’Italia un pezzo alla volta; se anche il mo’ vi mento 5 catastrofi planetarie riuscisse a formare un “governo” arancione col Bombapartito saremmo comunque nella caccamerda più fetente; ma non ci riuscirà e ci ritroveremo di nuovo coi fascisti, che ridurranno l’Italia a una repubblichetta delle banane.

2) L’Amazzonia brucia, per opera dell’uomo, con la connivenza del bresidende brasiliano, tal bolsonaro (minuscola d’obbligo), che appoggia in pieno le lobby dei disboscatori folli. Ma se l’Amazzonia va in fumo la Terra perderà circa il 20% della sua capacità di fornire ossigeno ai suoi abitanti – e se qualcuno pensa che un quinto sia una bazzecola, provi a togliersi il 20% di ossigeno. Il problema è che in Brasile non c’è una vera opposizione alla compagine di bolsonaro; se fosse un problema soltanto del Brasile, uno potrebbe anche dire “E vabbe’, l’avete votato? Mo’ ve lo tenete.”; ma è una questione planetaria, purtroppo, e ci andremo di mezzo tutti.

3) Chi era il grande assente al G7 sul clima? Proprio lui: il bresidende degli stati incollicchiati di merrrrrega. Un altro bolsonaro (sì, ho trasformato il nome di quel coglione in un vero e proprio attributo ben poco lusinghiero) fatto e rifinito; per lui la questione ambientale è stata montata da gente che complotta contro di lui per impedire alla sua nazzzzione con quattro Z di crescere economicamente e di dominare il mondo.

4) Ancora lui, sempre mister gatto-in-testa: si sta inimicando il mondo. Perfino l’ugnione europpea (minuscole e storpiature d’obbligo) comincia a non slurpargli più tanto il culo. La sua chiusura totale nei confronti dei migranti, il suo ostracismo assoluto nei confronti della Cina, tutto quanto stanno portando la sua nazzzzione sull’orlo di un conflitto – e anche lì, qualcuno dirà: attacca briga? Son cazzi suoi. Eh, no: purtroppo un conflitto di quella portata sarebbero cazzi planetari!

5) L’economia è allo sbando più totale, col maggior disequilibrio che si sia mai verificato nella storia, tra poche migliaia di straricchi e miliardi di sempre più poveri. Il capitalismo sfrenato (che mira alla “crescita infinita” a cui credono soltanto quei pazzi di economisti) sta mostrando di brutto la corda, e andrebbe completamente rivisto. Intanto bisognerebbe stravolgere completamente il concetto di denaro, ancorando un’unità di valuta a un valore ben definito e immutabile anziché a parametri del tutto arbitrari(*) soggetti a troppe fluttuazioni; ma i riccastri citati non hanno il minimo interesse che ciò avvenga. Non si rendono affatto conto, però, che in caso di tracollo i poveracci perderebbero poco, mentre loro si ritroverebbero da un momento all’altro in brache di tela. (Quasi auspico che ciò avvenga. Quasi, eh: perché un tracollo sarebbe una rogna colossale per tutti, vista anche la concomitanza con le crisi politiche e ambientali, più la mancanza di risorse a cui stiamo andando incontro.)

6) Già, appunto: le risorse sempre più esigue. Dieci o dodici miliardi di esseri umani (qualcuno ha detto “sette”? Contando che almeno tre miliardi di esseri umani, se non cinque, non sono mai finiti in alcun censimento la cifra corretta è molto più alta.) sono ben oltre il limite del troppo, considerando che solo creature molto più piccole di noi (insetti, batteri…) si contano sull’ordine di grandezza dei miliardi. La nostra piccola palla blu non ha le risorse per sostentarci tutti! E più le depauperiamo peggio sarà. A questo punto la depopolazione tanto temuta dagli economisti pazzi, dai fanatici religioidi e da politicanti e imprenditorimucche senza scrupoli è in realtà la strada che dovremo seguire (ma ditelo a certe popolazioni, ancora convinte che “più figli = più braccia che lavorano”, quando invece la seconda parte dell’equazione è “più bocche da sfamare senza abbastanza cibo per riuscirci e senza alcuna possibilità che si autosostentino”).

7) La società si sta imbarbarendo fin nelle sue radici. Complici le socialmerde (che, ribadisco, chiuderei immediatamente); complici le sparate degli psicologi, il fallimento totale dell’umanità, che hanno fatto in modo di abbattere i vecchi sistemi educativi, secondo loro troppo duri e severi, in favore del “dialogo a tutti i costi”, cioè gridare nelle orecchie dei sordi, in pratica; complici anche tanti, troppi genitori moderni che invece di ficcare due papuzzoni ben dati a figli un po’ troppo teppisti li difendono a spada tratta (o a “spatatrac”: la storpiatura degli analfabeti funzionali in questo caso è appropriata, visti i risultati). Complici pure le istituzioni, che non trasmettono un adeguato spirito critico e un’istruzione coerente alle persone, trasformandole in una massa di webeti analfabeti funzionali e boccaloni che sulle sparate dei venditori di fuffa ci cascano con tutte le scarpe. E abbiamo anche gente che uccide per il puro e semplice gusto di farlo, per noia, perché non sanno che cazzo fare delle loro misere vite di merda ma distruggono quelle degli altri.


Bene, cos’altro può andare storto nel mondo? Ormai peggio di così può soltanto più esplodere!


(*) Ancora una volta mi trovo a citare un grande scrittore di fantascienza, Jack Vance, col suo “sol” che è il valore basato sulla media statistica di un’ora di lavoro non specializzato. Un valore immutabile, che renderebbe i prezzi di qualunque cosa in sol immutabili e farebbe di inflazione e altre speculazioni veri e propri crimini contro l’umanità.

giovedì 22 agosto 2019

Alla buon’ora!

Ritorno dalle vacanze per tornare a tirare mazzate sulla “politica” nostrana.

Alla fine il “governo” (sappiate, comunque, che tutte le virgolette sono d’obbligo; non lo ripeterò in giro per il post) è crollato.

Alla fine il Ministro dell’Odio e del Razzismo non è più ministro (ma non lo è mai stato: un vero ministro si comporta in ben altra maniera).

Alla fine Conte (to’, ma allora esiste!) si è deciso a scaricare quel deficiente, con un bel discorsetto in cui si leva alcuni sassolin macigni dalle scarpe. Titolo del post! Meglio tardi che mai? Mettiamola così.

Peccato però che ci abbia messo tutto questo tempo a decidersi. Doveva proprio lasciare che il baluba combinasse tutti i casini che ha combinato ai danni di questa misera Italia che non meritava una situazione del genere?

Peccato, pure, che questa crisi di governo finisca per rimettere in sella il mai troppo disprezzato Bomba, che adesso può tornare a fare il galletto in Italia e a sopprimere una volta per tutte i diritti dei lavoratori, cancellando lavoro fisso e pensioni senza ritorno. Dovremo davvero cominciare a farci delle polizze assicurative per avere pensioni e sanità, come fanno in posti come la Cruccolandia, oppure rassegnarci a vivere come dei barboni.

Ma vabbe’, si spera che anche il Bomba finisca per non durare abbastanza da causare danni irrimediabili; il lato positivo è che il baluba s’è preso (più o meno, eh) la batosta che meritava da ben prima di finire indebitamente su uno scranno da ministro. Oltre tutto, i sondaggi valgono quello che valgono (cioè, meno di zero) ma per uno che vive di sondaggi questa (confermata da Bufale.net come notizia vera) è una legnata di quelle pesanti.

venerdì 2 agosto 2019

Chiuso per ferie


Me ne vado a godermi un po' di buone sane vacanze. Difficilmente risponderò ai commenti, almeno da domani in poi (per oggi sono ancora qui a ciondolare). Ciao a tutti!

lunedì 29 luglio 2019

Senza offesa per gli sciacalli

Quando ogni singolo avvenimento diventa occasione per fare dello sciacallaggio e della becera propaganda elettorale permanente.

Non mi dilungherò sui recenti fatti di cronaca, su cui sono già state spese tante parole; ma:
a) Abbiamo visto come s’è comportato il Ministro dello Sciacallaggio Infame dopo i fatti di Bibbiano;
b) Abbiamo visto come si sta comportando con un’altra nave (e porca puttana: stavolta non è la nave privata di qualche ONG, è una nave della marina militare italiana!) a cui non viene concesso di approdare perché ha commesso l’orrendo delitto di soccorrere in mare dei disgraziati;
c) Abbiamo visto come s’è comportato nel caso di quel carabiniere ucciso – oltre tutto dando la colpa a gente che non c’entrava un cazzo bollito, visto che gli assassini sono merrrrregani e bianchi, non africani di pelle nera; poi però ha semplicemente applicato un altro capitolo del Manuale del Perfetto Sciacallo.

Il peggio non è lui, però: se la gente avesse un briciolo di cervello l’avrebbero lasciato a cuocere nel suo brodo avvelenato e tanti saluti. Il peggio è, appunto, certa gente, che raccoglie tutte le sue sciacallate e le amplifica, le eleva alla milionesima potenza in giro per le socialmerde. Uno sciacallo del genere ha gioco facile quando migliaia di webeti lo sostengono a spada tratta qualunque putrefazione vomiti dalla sua bocca troppo larga. Ha anche gioco facile con quei voltagabbana che dovrebbero piantarlo lì come un chiodo e invece adesso gli slurpano allegramente il culo: sì, sto parlando del partito degli honesti con la H, quelli che “mai questo, mai quello e mai quell’altro” e adesso assecondano il baluba a ogni piè sospinto. E il peggio è anche il popolo italiano, quello del “La rivoluzione fattela tu, io tengo famiglia” – perché l’81% della popolazione dovrebbe riuscire a far polpette del restante 19%, gran parte del quale, tra l’altro, cambierebbe bandiera in fretta per semplice opportunismo.

Il baluba, sulla questione immigrazione, farebbe bene a pretendere dall’europa (minuscola d’obbligo) che ci si suddivida gli immigrati tra tutti, ma il grosso problema è che alle riunioni dei ministri dell’interno europei non sanno neanche che faccia abbia. Già, perché se partecipasse tutta la sua politica basata sullo sciacallaggio finirebbe di botto in un nulla assoluto.

venerdì 26 luglio 2019

E poi non sarebbe fascista

Cioè: per lui il bresidende del coniglio è del tutto irrilevante – insomma, non gliene sbatte proprio un cazzo di quel che può dire il suo diretto superiore gerarchico. E vabbe’, quel bresidende (che continua a beccarsi minuscole e storpiature) è di suo uno zero assoluto, una nullità totale, un essere del tutto insignificante – ma sentire il Ministro dell’Odio e della Discriminazione che lo dichiara così espressamente è preoccupante.

Insomma, questa è una dichiarazione chiara ed esplicita che, punto primo, un baluba qualunque si sta permettendo di instaurare un regime fascista con tutti i crismi (e non ha le palle del suo omologo di cent’anni fa, quindi, paradossalmente, provocherà molti più danni); punto secondo, il partito degli honesti con la H ha dimostrato in pieno di non valere nemmeno uno sputo in un occhio, perché loro dovrebbero fermarlo senza se e senza ma, ma in realtà non fanno che assecondarlo a ogni sua sparata.

Poi fra qualche anno ci lamenteremo che l’Italia è stata invasa da qualcuno che ci tratta come stracci per i pavimenti! Ma ce la stiamo cercando, gente!

mercoledì 24 luglio 2019

Non avrei saputo dirlo meglio

Questa mi è stata passata dalle mie “quinte colonne” sul Tomo delle Facce di Merda, che a volte ospita contenuti diversi dalla solita putrefazione per webeti. Chapeau al suo autore; e io come da titolo.

Ha ragione Giorgia Meloni. La Sea Watch viola le regole. Bisogna arrestare tutti, essere inflessibili con questa gentaglia qui che si è messa in testa di salvare vite violando le sacre leggi italiane. Le leggi di noi italiani, popolo che del rispetto delle regole ha fatto la sua caratteristica più nota nel mondo.
Il Paese con la più alta evasione fiscale d’Europa. Il Paese con la corruzione più diffusa in Europa. Il Paese di Cosa Nostra, della Ndrangheta, della Scu, della Camorra. Il Paese dei falsi invalidi, dei furbetti del cartellino, del quartierino, del rimborsino.
Il Paese che vota in massa un partito che l’ha derubato di 49 milioni, dopo aver votato per 20 anni un padrone poi condannato per evasione fiscale, idolatrato e difeso se per salvarsi dai processi si eleggeva avvocati e si faceva le leggi.
Il Paese di Tangentopoli, di Bancopoli, di Rimborsopoli. Il Paese con talmente tanti processi che nella sola città di Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia. Il Paese del tengo famiglia, del lavoro nero, del “con o senza fattura?”, dell’amnistia, dell’abuso, del condono fiscale, del condono edilizio, degli indultini, delle olgettine, degli Schettini.
Questo paese qui, oggi, si sveglia tutto d’un tratto legalitario. Inflessibile. Rigoroso. Intransigente. Inamovibile. In piedi sulla cattedra a dare lezioni di diritto e di rispetto delle regole.
Ci è venuto il torcicollo a furia di girarci dall’altra parte per non vedere tutto quello che ci succede attorno. Siamo diventati ciechi a furia di chiudere occhi davanti ai potenti, ai ricchi, ai padroni.
Però adesso co sti quattro disgraziati colpevoli di essere scampati alla morte ci mettiamo a invocare il rispetto della legge. Eh, Giorgia Meloni? La nostra legge, quella che ci conviene. Non quella del mare che stabilisce che le persone salvate in acqua vanno portate a terra. O quella dell’umanità, che stabilisce che non possono essere portate in un Paese in guerra dove è aperta “la caccia al nero” (la chiamano così, “caccia al nero”), per torturarli e farsi dare dalle famiglie i soldi del riscatto.
Sono italiano. E sono orgoglioso di esserlo. Il mondo ci diceva che eravamo furbi, ma anche che avevamo un cuore grande così. Gli italiani: il popolo dell’accoglienza e del sorriso. Del posto a tavola in più, perché dove si sta in quattro si sta anche in cinque.
Adesso cosa siamo invece? Cosa vediamo? Solo odio contro gli ultimi, vomitato da penultimi indottrinati da ricchi e potenti politici di professione che stanno devastando la nostra umanità nel nome del voto e del potere. Distraendoci con 4 disgraziati, per non vedere chi ci deruba veramente il futuro.
E adesso pure l’anima.
[Emilio Mola]

martedì 23 luglio 2019

Qualcuno pensa che la crisi sia finita?

Tsè.

Allora qualcuno mi spieghi perché tante banche europee, tra cui una grossa (ma davvero grossa) italiana stanno effettuando “ristrutturazioni” piuttosto pesanti, riducendo i costi ovviamente a spese del personale. Si parla di diecimila esuberi qui, da noi, presso questa grossa banca italiana.

Le banche non si mettono a fare “ristrutturazioni” se tutto va bene: lo fanno per non tracollare in vista di tempi bui – e chiaramente prevedono che questa crisi, lungi dall’avvicinarsi anche solo a un anno luce dalla conclusione, sta ancora per peggiorare.

Ripresa di qua, fine della crisi di là? Per crederci bisogna essere pazzi, o economisti, che è la stessa identica cosa.

La questione è: o si riforma fin nelle fondamenta il sistema basato sul denaro, rendendolo più umano e meno capitalistico, o da questa crisi non se ne esce.

lunedì 22 luglio 2019

Me la sono persa di nuovo

Arrrgh, ma dove stavo con la testa? Davano la fine del mondo per sabato, e io vengo a scoprirlo il lunedì dopo!

Stando alla profezia di un certo chico xavier (e chi cazzo è? So solo che non si merita le maiuscole) il 20 luglio 2019 c’è stata la fine del mondo.

Ma porca di quella mignotta! Ma perché me le perdo sempre? E va bene; mi sa che mi toccherà aspettare la prossima.

(Ma ’sto film lo danno o non lo danno? Va bene che è pure gratis, ma insomma!)

mercoledì 10 luglio 2019

Domandone per i seguaci del baluba

Dunque, considerato che:

  • ha dichiarato una guerra fuori da ogni limite di decenza contro dei poveracci che scappano da situazioni di guerra e miseria, e continua ad alimentare un clima d’odio spropositato nei loro confronti sbraitando sui soRcial come ha sempre fatto anche per farsi eleggere proprio da voi;
  • quei poveracci sono comunque una microscopica quantità, non le “ondate di invasori” su cui il baluba sbraita su tutti i toni;
  • ha dichiarato una guerra persa in partenza contro le ONG, che lo stanno seppellendo di merda mandandocelo sempre più a fondo;
  • si è autonominato ministro di ogni singolo ministero italiano e fa il bello e il brutto tempo come vuole lui accantonando con disprezzo gli altri ministri;
  • tutto ciò in nome del “Prima gli italiani”;

adesso ditemi, cari seguaci del baluba: per questi italiani che devono venire per primi è cambiato qualcosa? Abbiamo forse più lavoro? Potremo andare in pensione a un’età decente, non quando saremo già morti e putrefatti da anni? La sanità s’è rimessa a funzionare? L’istruzione è tornata finalmente alla portata di tutti e soprattutto è tornata ai suoi antichi valori di obiettività e onestà intellettuale? I trasporti stanno andando meglio? Il benessere sociale (continuo a rifiutare quel uèlfer con cui si sciacquano la bocca ogni momento per inculare la popolazione) è stato finalmente messo in atto? Il debito pubblico è calato? Il costo della vita è calato, o almeno gli stipendi sono stati aumentati per compensarlo? La pressione fiscale è diminuita per tutti, non solo per gli straricchi unici beneficiari della tassa ad aliquota fissa che vuole mettere in atto? I fondi per la ricerca scientifica sono aumentati? I diritti umani vengono finalmente fatti rispettare?

Rispondete a tutte queste belle domandone, cari seguaci del baluba. Ma rispondete obiettivamente, senza farvi intortare dalla solita propaganda sulle socialmerde. Riuscireste a rispondere “sì” anche a una sola di quelle domande? Mi viene difficile immaginarlo, visto che la risposta a tutte è un grosso NO.

Ve ne torna qualcosa in tasca, cari seguaci del baluba, dal fatto che il vostro kappatano voglia a tutti i costi cacciar via una misera, esigua quantità di desperados colpevoli soltanto di non avere la sua pelle color mozzarella andata a male? Non fate parte anche voi di quei sessanta milioni di italiani che pur “venendo per primi” non hanno ottenuto alcun vantaggio concreto dall’attuazione di certe misure meschine e disumane? Pensateci bene.

(Quanto a voi, nello specifico seguaci del baluba che vivete più a sud di Milano: continuo a credere che vi siate bevuti tutti quanti, collettivamente, il cervello, a sostenere un elemento che fino all’altro ieri vi definiva “terroni” e vi trattava esattamente come tratta quegli Uomini Neri con cui i suoi scellerati genitori devono averlo terrorizzato da bambino.)

venerdì 5 luglio 2019

Chi d’insulto ferisce di querela perisce

Ancora un capitolo sulla vicenda Sea Watch 3 e sulle balubate del Ministro dell’Odio.

L’associazione Sea Watch ha annunciato una querela nei confronti di quel coso; vedremo come andrà a finire – ma una cosa è veramente chiara: qui si sono passati tutti i limiti della decenza. Non si può, davvero, continuare a spargere odio in quell’abominevole maniera che il ministronzo in questione insiste ad utilizzare. La nostra umanità sta andando per bordelli a causa delle azioni irresponsabili di un singolo stronzo! Sì, e vabbe’, anche della sua cricca di lucidatori anali a lingua, ma quelli sono soltanto degli scagnozzi, incapaci di pensiero indipendente. A questo punto, se è la magistratura a governare in Italia, che vada fino in fondo e trovi una maniera furba di eludere la questione dell’immunità parlamentare al fine di inquisire quel coso una volta per tutte!

mercoledì 3 luglio 2019

Un messaggio chiaro e tondo

La magistratura ha stabilito che non ci sono i presupposti per arrestare Carola Rackete. Con ciò, ha anche stabilito un principio fondamentale: per quanto possa strepitare, il Ministro delle Grigliate con Selfie non ha alcun potere decisionale su quello che riguarda l’apparato giudiziario.

Adesso, il baluba strepita che caccerà via Carola Rackete dall’Italia: pffff. È cittadina dell’unione europea (che ancora non s’è riguadagnata le maiuscole, ma questo è un altro paio di decidete voi cosa), e non le si può impedire l’ingresso in qualunque stato che ne faccia parte – al di là del fatto che lei sia rimasta profondamente disgustata dall’accoglienza che ha avuto qui da noi, tra il baluba e tutti i suoi slurpaculo webeti analfabeti funzionali, e non abbia proprio intenzione di rimanere qui.

Ma sarebbe il baluba quello da cacciar via a scarpate in culo. Lui e tutta quella banda di italioti (ribadisco: meno di un quinto, non il 40% come si vantano) che lo sostengono a spada tratta – o a spatatrac, che è dove sta andando l’Italia con questa gentaglia. Fascisti della domenica pomeriggio (sul tardi) totalmente incapaci di governare questo paese; e vabbe’, direte voi, sono in buona compagnia, tra i loro compagni di merende del mo’ vi mento 5 cancri al pancreas, che un giorno strepitano contro di loro e il giorno dopo lucidano i loro ani con la lingua, e tutta l’altra banda di sconclusionati del panorama politico italiano – roba da prendere gli uni per tirar mazzate sugli altri. Così, però, l’Italia non può più continuare.

giovedì 27 giugno 2019

Gigante contro moscerino

Chi è gigante: Carola Rackete, comandante della Sea Watch 3. Ha trentun anni, una laurea in scienze naturali, parla cinque lingue.

Chi è il moscerino: il baluba con tutti i suoi insulti sessisti (“Sbruffoncella”, “Mi sono rotto le palle”) debitamente raccolti dai suoi lucidatori anali a lingua.

Ma la sproporzione è ancora più evidente di così, perché Carola Rackete è un gigante di dimensioni planetarie e il baluba è meno di un moscerino, ma perfino meno di un batterio. Uno il cui unico titolo è “campione di gare di rutto” non è nemmeno minimamente paragonabile a lei.

Grosso problema per l’Italia, però: con questa faccenda il baluba ci sta attirando addosso un’altra procedura per infrazione – ma stavolta sarà molto più grave del solito: sono in gioco i diritti umani, qui.

lunedì 24 giugno 2019

Dobbiamo farcelo dire dagli altri, forse?

Sinceramente a bordo della nave Sea Watch 3 si sono rotti i coglioni, e hanno inviato una richiesta di “misure provvisorie” alla Corte di Strasburgo, la quale potrà imporre all’Italia di adottare misure urgenti.

Ma dobbiamo davvero tutte le volte farci tirare mazzate addosso dagli altri riguardo al semplice, banale, misero rispetto dei diritti umani?

Non so, ma io fossi al posto di uno dei due bresidendi (minuscola e storpiatura d’obbligo) comincerei a pormi qualche domanda, e mi deciderei una buona volta a prendere certe questioni in mano. Alla fin fine, anche quelle due figure al momento inesistenti da noi dovrebbero uscire dal limbo e rimettere al suo posto un ministro razzista e incapace che pensa di essere l’imperatore dell’Universo e adotta misure che nemmeno certi dittatori sanguinari riescono a mettere in pratica.

mercoledì 19 giugno 2019

Danni dell’antivaccinismo

Qualcuno dirà: non si vaccinano? Cazzi loro: che muoiano.

Il problema è che tutti questi antivaccinisti le vaccinazioni le hanno avute, loro. Ma non vaccinano i loro figli.

Così, tanto per fare un esempio, una bambina di 10 anni è ricoverata in rianimazione per un’infezione da tetano. Una bambina che non ne ha colpa se i suoi genitori (a cui andrebbe tolta la patria potestà in tempo zero) sono delle teste di minchia.

Possiamo augurare a questa bambina che ne venga fuori, sperando che l’abbiano presa in tempo.

Quanto agli antivaccinisti, buoni a farlo col culo degli altri, eh? Tanto non morite mica voi: muoiono solo i vostri figli! Peuh, figlio più figlio meno, cosa volete che sia? Vite innocenti messe a rischio per la vostra idiozia congenita, ecco di cosa si tratta.

martedì 18 giugno 2019

Camilleri e i webeti

La notizia che Andrea Camilleri, famoso scrittore noto per i suoi romanzi del commissario Montalbano (e per aver contribuito a scrivere le sceneggiature dei film), è stato ricoverato per un arresto cardiaco mi ha rattristato, anche se non mi ha del tutto sorpreso vista l’età, 94 anni. È un uomo che ho sempre apprezzato, sia come scrittore sia perché ha sempre detto quello che pensa senza troppi giri di parole.

Così non la pensa il webetume rampante, nella fattispecie tutto quel webetume che sostiene a spada tratta il baluba. Glien’hanno dette di tutti i colori, facendogli piovere addosso tutto il loro livore – proprio perché Camilleri ha osato, udite udite, dar contro al baluba come ogni persona ragionevole in Italia (cioè, almeno l’81% della popolazione) fa. E in tal modo non fanno che confermare il giudizio estremamente negativo nei loro confronti, da parte di Camilleri come di quell’81% di popolazione che non sostiene il baluba!

A costoro non auguro i mali che loro hanno augurato allo scrittore; ma tutti i nodi verranno al pettine, prima o poi, e sinceramente se fossi un familiare di Camilleri avrei già depositato in procura una denuncia per diffamazione nei confronti di tutti i webeti incurabili che diffondono questo genere di odio, uno per uno, includendo anche il Tomo delle Facce di Merda che si ostina a censurare le minchiate più inverosimili ma lascia tranquillamente passare i vomiti cerebrali (“cerebrali”, parola grossa!) del baluba e di tutto il suo fascistume.

Approfondimenti in questo articolo di NextQuotidiano.

lunedì 17 giugno 2019

Schiavismo e proteste degli schiavisti

Come girano le cose in questo paese sempre più di merda putrida e fetente.

Barista che si lamenta perché non trova nessuno a lavorare dodici ore al giorno sette giorni su sette per il lauto stipendio di 600 euro al mese. Eh, ma ci sono anche le mance, eh. Già, così se va bene arrivi a 800 euro, mica pizza e fichi, eh. E intanto quel bar (uuuuh, un bar in centro!) ti fa il caffè a 4 euro (al bancone, già, perché ai tavoli lo paghi 8 euro), ti vende a 3 euro un bicchiere di “acqua del sindaco” microfiltrata, e se prendi un misero panino da 50 grammi di quasi solo pane e forse 1 grammo di farcitura te lo fa pagare 15 euro. In bassa stagione, già, perché in alta stagione forse i prezzi aumentano ancora.

Ma questo barista insiste a smenarla che ha svolto una decina di colloqui e tutti gli hanno detto dritto in faccia “Non ne vale la pena”. Ma nemmeno più i desperados vanno ad accettare un lavoro precario, per pochi mesi, con orari così infernali, mai un giorno libero e nemmeno abbastanza soldi per vivere.

E poi dà la colpa al reddito di minchionanza inventatosi dal “governo” verde acido! Sia chiaro, lungi da me difendere quest’ennesima puttanata buona solo a mandarci i conti in Profondo Rosso, ma questo barista non ha mica capito come funziona: se uno che ha questo sussidio con tutti i vincoli che si tira appresso rifiuta un lavoro, poi non becca manco più il sussidio, anzi, lo deve restituire! Almeno sulla carta, eh; poi magari nessuno va a fare controlli, ma questo è un altro paio di ma mutande.

Cioè, gli schiavisti protestano perché la gente non è più disposta a farsi schiavizzare? La piantino lì di lamentarsi e comincino a offrire condizioni di lavoro un po’ più umane: meno ore, meno giorni, uno stipendio di almeno 1000 euro mensili; forse comincerebbero a trovare qualcuno che si accontenta di questo poco.

giovedì 13 giugno 2019

Fine del Tomo delle Facce di Merda?

Forse no; ma ormai si sta tanto scavando la fossa con le sue stesse mani che è sempre più probabile.

Oltre al fatto ben noto che Zuckamarciaberg fosse fin da subito al corrente dell’effetto di inwebetimento che la sua creatura avrebbe causato nella gente e, anzi, l’avesse addirittura incoraggiato – ma a quanto pare per questo motivo non sembra penalmente perseguibile – è sempre stato perfettamente conscio dei problemi di privacy e ha sempre ritenuto non prioritario risolverli; e questo è penalmente perseguibile. È bastata la notiziola per far perdere al TFM ben il 2% di botto a Wall Street.

È sempre più vicino il momento in cui i webeti si troveranno chiuse in faccia le porte della fogna in cui vomitano le loro minchiate e torneranno a farsi prendere a doverosi pesci in faccia al bar? Oppure il TFM, che controlla anche Instacazz, si salverà in extremis con promesse reboanti che non ha la minima intenzione di mantenere e tutto rimarrà esattamente come adesso? Risposta pessi realistica, lo so: buona la seconda.

Alla fine, però, a forza di sommare grane su grane si arriverà fatalmente all’ultima goccia – e lì gongolerò con aperti sorrisi dritto sul muso a tutto il webetume rampante che da un momento all’altro si ritroverà senza il “ferro del mestiere”.

Approfondimenti su questo articolo dell’ANSA.

lunedì 10 giugno 2019

Prima gli italiani

Pure a perdere il lavoro.

Con quella balubata della chiusura dei centri d’accoglienza già cinquemila persone che vi lavoravano a vario titolo sono finite in mezzo a una strada. Fornitori di servizi, ma anche insegnanti di italiano, mediatori culturali, tutto il personale di supporto, adesso sono a carico dello stato – perché, in attesa di trovare (trovare? Ma quando mai) un nuovo lavoro, cioè posti precari con orari assurdi e paghette da fame generalmente in nero, dovranno sfruttare gli ammortizzatori sociali che l’Italia mette loro a disposizione.

Il baluba gongola perché chiudendo i centri d’accoglienza risparmia. Ma risparmia cosa, visto che questi cinquemila, più altri futuri diecimila, finiranno a carico dei contribuenti? Davvero: quelli mi sa tanto che sono italiani di serie B!

venerdì 7 giugno 2019

Sessanta milioni di cosa?

“Ho sessanta milioni di figli”, disse il baluba.

Cos’è, sono tutti gli stronzi che ha cagato nel cesso nella sua vita di merda?

L’Italia ha appunto sessanta milioni di abitanti – ma ho i miei dubbi che perfino i compagni di merende del baluba, cioè gli altri membri del partito degli Omini Verdi Xenofobi, siano così intenzionati a riconoscersi come suoi figli – anche perché in giro ci sono ancora i fondatori degli OVX, che sono anche anagraficamente più vecchi di lui.

Sessanta milioni di cosa, quindi?

Io se avessi un padre del genere sarei già da mo’ in galera, condannato all’ergastolo per parricidio. Senza contare il fatto che io sono anagraficamente più vecchio del baluba, e che mio padre – sì, è ancora in vita – non si sarebbe mai sognato né di comportarsi come il baluba, né di andare in giro a fare dichiarazioni così reboanti come affermare di avere sessanta milioni di figli.

Patetico, davvero.

giovedì 6 giugno 2019

Dalla parte di chi?

Indossa (abusivamente, eh, senza titolo per farlo) divise della polizia o di altre forze dell’ordine. Dichiara che aumenterà il personale, che migliorerà le condizioni, che metterà maggiori tutele, questo, quello e quell’altro. Si dichiara dalla parte delle forze dell’ordine.

Però alle forze dell’ordine vengono tagliate le spese. Nelle forze dell’ordine nessuno viene sostituito quando va in pensione (e beati loro che ancora possono…). Il contratto alle forze dell’ordine è da quasi sei mesi in attesa (vana) di rinnovo. Le forze dell’ordine vengono mortificate ogni singolo giorno da un ministronzo (quello delle Grigliate con Selfie, se ancora non s’era capito) che afferma di essere dalla loro parte.

Già, forse a lui vanno meglio le squadracce improvvisate di fascistoni come lui che vanno in giro – rigorosamente in gruppi numerosi – a randellare quei porci negri bastardi che ci rubano il lavoro/che vengono qui in vacanza a spese nostre (sì, esiste proprio questa contraddizione nell’atteggiamento di questa gente), che ci stuprano le donne, che ci portano malattie. Le forze dell’ordine ufficiali? Bla bla bla, ma poi nei fatti valgono meno di niente.

E i veicoli delle forze dell’ordine rimangono fermi perché non possono nemmeno più permettersi il carburante.

Se esiste una procedura di, hah, impicciottamento per il ministro dell’interno che non è un ministro ed è da internare subito, che venga applicata una buona volta per tutte! Che si scavalchi quella fottuta immunità parlamentare nata per proteggere i criminali e lo si mandi a piantar cipol (ma anche no: ci condannerebbe a rinunciare a un ottimo ingrediente) fanculo, definitivamente, senza opzione!

Approfondimenti in questo articolo.

giovedì 30 maggio 2019

Inculata per polli snob

Sto parlando di come una famosa ditta che produce minchiofoni e PC portatili (più tablet-del-cess e qualche PC fisso di altissima gamma) incula il suo clientume rampante – quelli che come viene annunciata l’uscita di un nuovo prodotto di quella ditta si piazzano già lì davanti ai negozi una settimana prima, in tenda, per poter essere i primi ad accaparrarselo, e che arrivano pure a pigliarsi a legnate per entrare nei “primi 50”. Famosa ditta di cui non cito nemmeno il marchio, se non per specificare che ha una vistosa morsicatura su un lato – chi ha orecchie per intendere intenda; gli altri incamper. Famosa ditta che non è più, ma manco p’u cazz (mi scusino i napoletani per la storpiatura), quella fondata e diretta da Stefano Lavori (nome intenzionalmente tradotto in italiano) fino alla sua morte; il suo successore, Timo Cuoco (nome intenzionalmente tradotto in italiano, vezzeggiativo incluso) ha pensato bene di blindare tutto quanto e di ficcare numerose inculate al suo clientume rampante, che tanto compra lo stesso, eh già.

Nota dolente n. 1: i prezzi.
Già: caro pollo che vuoi andare in giro a fare il figo con lo smerdofono della famosa ditta snobbando quelli che ci hanno l’Android; già, caro bimbominkia con la puzza sotto il naso che snobbi mezzo mondo col tuo tablet-del-cess o il tuo portatilonzo della famosa ditta, pure vantandoti del fatto che sono in arretrato di 4 anni con la teNNologia: contenti di aver dovuto aprire un mutuo per comprare il vostro bell’oggettino da bimbominkia egocentrico? Contenti di mangiare pane e cipolle, anzi anche senza pane, anzi anche senza cipolle da un anno all’altro? “Da un anno all’altro? Ma dai.” replicherà qualcuno. Eh, già, mica finita qui, eh. Qui si arriva alla

Nota dolente n. 2: obsolescenza programmata.
Aggiornamenti software (software, porca troia di quella vacca!) che dopo sei mesi t’inguacchiano senza speranza il cagofono o il tablet-del-cess rendendolo orrendamente lento e pure esoso sulla batteria? Componentistica dei PC studiata apposta per smettere di funzionare l’esatto giorno successivo alla scadenza della garanzia? E che cazzo! Qualcuno dirà: “E vabbuo’, blocco lì gli aggiornamenti e vado avanti anni.” Tsè. To’, guarda, non mi funziona più Uozzàpp. To’, guarda, non riesco più a vedere i video su TuTubo. To’, guarda, l’app del Tomo delle Facce di Merda non parte più. To’, guarda, l’ultimo giochino strafigo [ennesimo clone di kendi krass] non gira più. Cazzo, mi tocca cambiare il pirlofono o il tablet-del-cess perché se lo aggiorno poi s’inguacchia. E qualcun altro dirà: “Ah, be’, se il PC si fotte a garanzia scaduta, lo apro e me lo riparo.” Tsè: qui si arriva alla

Nota dolente n. 3: impossibilità di effettuare riparazioni.
Già, lo devi portare in un centro di riparazioni autorizzato, e scopri che ti costa meno comprartelo nuovo. Tastiere rivettate allo chassis? Batterie e SSD saldati alla piastra madre? Viti di zinco che costano un botto e appena provi a svitarle fanno un bel tinnn e si rompono? Peuh. Ancora peggio con i vomitofoni e i tablet-del-cess! Provaci, a farti una riparazione per conto tuo o andare dal cinese sotto casa che te la fa per pochi soldi. Inoltre, oltre a portarlo in un centro autorizzato, ci va solo componentistica originale (fatta in Cina, eh, schiavizzando gli operai di ditte come Foxconn che lavorano 18 ore al giorno, festivi inclusi, per una ciotola di riso bollito); il che ci porta alla

Nota dolente n. 4: solo componentistica originale.
Costa un botto cambiare il display al putridofono o al tablet-del-cess? E che problema c’è? Metto ’na roba cinese che mi costa meno. To’, ma guarda, ho aggiornato il sistema e mi si è mattonizzato! Metto ’na roba originale (ribadisco, sempre cinese, eh, ma “ufficiale”) comprata dai cinesi a un decimo così l’inculo? To’, ma guarda, successivo aggiornamento, sistema mattonizzato ’n’artra vorta! Hai cambiato qualche condensatore mettendoli sovradimensionati così ti dura di più? Aggiornamento, e puf, necessità di approvazione della riparazione via software, possibile solo nei centri autorizzati, e quindi sistema mattonizzato! Ma che due coglioni. E sempre sulla roba originale, ecco la

Nota dolente n. 5: accessori originali o nisba.
Cioè, santa merda: i bellissimi PC di quella famosa ditta non ci hanno più un fottuto connettore standard che sia uno! Solo quel loro “lightning”, che non è nemmeno un USB-C, ed è incompatibile col mondo. Vuoi inserire un jack audio? Vuoi avere delle merdosissime schifosissime lercissime USB? Vuoi connettere un monitor esterno? Uno dirà: e che problema c’è? Ci sono gli adattatori. Li prendo dal cinese, mi costano pochissimo, e tac, tutto funziona! Tsè. Tutto goduto attacchi il tuo bell’adattatore, inserisci l’aggeggio che ne ha bisogno e…
… rullo di tamburi…
… niente. Nisba, nada, zilch. Non funziona un cazzo bollito.
No, ci vogliono i dongle (orrendo termine purtroppo intraducibbboli). Ma non sono sempre degli adattatori? Tsè, ’sto par di cojones. Un dongolo (se lo italianizzo va bene lo stesso?) è un coso che sì, fa anche da adattatore; ma contiene qualche simpatico chip che dev’essere rilevato dal sistema, altrimenti come se non l’avessi inziccato in quel benedetto connettore làitnin. Ti serve un jack audio? Caccia dieci euro per l’apposito dongolo. Ti servono le USB? Caccia sessanta euro per un altro dongolo. Insomma, caccia centinaia di euro per avere un set ragionevolmente completo e comprati un’altra borsa per portarti dietro tutto quell’ambaradan. Ma vaffanculo, va’.

Ma ci sono altre note dolenti?
Già, urka se ci sono. Ecco qui la
Nota dolente n. 6: professionalità (eeeeeh?) dei centri di riparazione.
Esperienza personale. Mi sono trovato a mettere le zampe su un PC di questa famosa ditta, fuori garanzia da mesi ma ancora funzionante, appartenente a un amico. A seguito forse di una bottarella, il coso ha manifestato dei malfunzionamenti. Consiglio all’amico di portarlo in un centro di riparazione – e gli chiedono un cifrone assurdo (roba che se ne comprava due nuovi) per aggiustarlo. Sconsolato, l’amico si mette a cercarsi un portatile nuovo (e gli ho sconsigliato, ma fermamente, di tornare a prendere roba di quella famosa ditta); intanto, però, doveva anche ricuperarsi i dati dal vecchio. Cosa fare, cosa non fare? Mi son messo lì con santa pazienza a smontarlo, fortunatamente senza ridurlo in briciole, con l’intenzione di dissaldargli l’SSD e connetterlo a qualcosa di esterno, e ho notato uno di quei minchionissimi connettorini delle piattine leggermente fuori sede. Rimesso al suo posto, rimontato il coso, avviato e – TA-DAAAA! – quello è partito proprio come doveva. E gli chiedevano di aprire un mutuo per riparare ’na schtrunzata del genere? E quelli vengono classificati come dei fottutissimi geni!

In conclusione, un’azienda che una volta era davvero all’avanguardia adesso si è sputtanata alla grande, tutto da sola, e ha il coraggio di lamentarsi se perde punti in borsa. Sei un pollo snob col cervello di un’ameba sotto morfina e disposto a farti spennare ben bene solo per andare in giro a fare il fighetto? Prego. Io mi rivolgo a ditte un po’ più serie e meno costose per quanto riguarda i miei aggeggi tecnologici.

mercoledì 29 maggio 2019

Nemo profeta in familia

Tanto per parafrasare un proverbio dei nostri antenati.

Il figlio di un duro e puro degli Omini Verdi Xenofobi che si candida contro la lista di papino nel suo paese? E pure vince? E che si dichiara di sinistra e a favore dei porti aperti? Tutta da ridere! “Tali padri tali figli”, tsè, ’sto par di balle. A questo punto, il D&P di cui sopra magari penserà pure di essere cornuto – fintanto che non gli faranno notare la somiglianza fisica col suo figliolo così diverso, politicamente parlando, da lui.

Ecco qui l’intervista al giovanotto in questione, a cui faccio tutti i miei auguri di continuare così senza poi lasciarsi traviare dalle “ideologie” (bacate, quindi virgolettate) del partito di papino.

martedì 28 maggio 2019

Sull’elettorato del sud

E su quanto io continui a ritenere che si sono bevuti il cervello alla grande nel votare un partito che fino all’altro ie ancora oggi li vitupera e li considera forse ancora meno che bestie – e, be’, a quanto pare loro stessi confermano questo giudizio!

Sul muro accanto all’ingresso principale della sede centrale degli OVX campeggia un bel graffito “Prima il nord”. Magari è un graffito vecchio – ma il baluba e i suoi slurpaculo non si sono affatto curati di dare una mano di vernice a quella scritta. Cioè, proprio, fotte un cazzo: il baluba e altri sono stati ripresi molto di recente a passare tranquillamente in quella porta con la scritta in piena evidenza!

Cioè, gente del sud: ci siete o vi fate? Nonostante le idee degli OVX siano sempre quelle, li votate? Ieri ho fatto i miei complimenti (sarcasmo che cola dallo schermo…) all’elettorato in generale; a voi li faccio doppi. Evidentemente ve lo meritate proprio, un personaggio del genere! (E noi no, non ce lo meritiamo, ma ci tocca subirlo.)

Prima che qualcuno accusi me di fare propaganda anti-baluba – falsamente: è solo il mio attuale parafulmine per mazzate, e non sarà né il primo né l’ultimo – sappiate che la notizia è stata verificata dai ragazzi di Bufale.net.

Correzione: Si direbbe che quella addirittura sia l’insegna della sede, non un semplice graffito!

lunedì 27 maggio 2019

Scatafascio europeo

Poche parole: ha vinto il partito degli Omini Verdi Xenofobi. Hanno vinto sovranismo, ultranazionalismo e razzismo estremi. E la gente ha perso l’occasione di combinarne una buona per l’ultima volta, perché gli OVX, il fronte ultranazionalista francese e altri di quella risma a fare la voce grossa nel porcamento europeo significano FINE DI OGNI DEMOCRAZIA.

Avete votato col culo, e avete condannato tutti quanti a mangiar merda.

Complimenti, “elettori” idioti: davvero grossi complimenti.

venerdì 24 maggio 2019

Sparaballe a ufo

(L’ho scritto minuscolo perché è l’espressione “a ufo”, ma qui si parla di UFO – anche se la sigla corretta in italiano sarebbe OVNI.)

Un articolo apparso sul New York Times, mal letto e ancora peggio interpretato dal solito webetume rampante e dagli organi di stUmpa di mezzo mondo, sembrerebbe attribuire al pentagono (istituzione merrrregana che già solo in quanto tale si merita la minuscola) indagini su UFO – ma chiamiamoli OVNI una buona volta, va’. E tutti gli organi di stUmpa, anche nostrani, ad annunciare con toni trionfalistici “Finalmente il pentagono ammette di investigare sugli OVNI”.

Tsè.

Qualcuno s’è preso la briga di leggere bene quell’articolo e ha notato che si parla non di “spaceships” (astronavi) ma di “aircrafts” (aerei).

Cioè, il coso con cinque lati sta investigando su aerei non identificati, quindi velivoli non attribuibili a qualunque compagnia o stato, senza un piano di volo, bli, blo, bla. Che è poi quello che fanno gli enti preposti di ogni singolo stato: ognuno sorveglia i propri spazi aerei e stabilisce se un aereo aveva il diritto di percorrerli oppure no.

E vabbe’, un aereo non identificato è pure un OVNI: non sai a chi appartiene, da dove è partito, dove va, e un aereo è un oggetto volante per definizione; però gli organi di stUmpa non hanno espresso questo concetto filosofico, ma hanno esplicitamente parlato di “astronavi aliene” – e se fossero tali smetterebbero di essere OVNI, perché verrebbero appunto identificate come astronavi aliene.

E poi ci si lamenta che la gente non crede più agli organi di stUmpa ufficiali! (E vabbe’, credono ai venditori di fuffa, ma questo è un altro disco dell’orso…) Sarebbe questo il modo di fare giornalismo? Leggere tre parole di un articolo, interpretarle a cazzo di cane e utilizzare quell’interpretazione per fare sensazionalismo? E basta!

Maggiori approfondimenti in questo articolo del Disinformatico.

venerdì 17 maggio 2019

Le auto che si guidano da sole non esistono

Ennesima dimostrazione da parte di Tesla (è scritto in ost bab quella lingua là, ma mi scappa la pazienza per tradurlo). Ora, io non ho nulla contro l’azienda in sé: le sue auto sono valide (per quanto costino come una piccola casa), hanno già una discreta autonomia unita a eccellenti prestazioni e in genere sono molto affidabili. La critica è mossa a un singolo accessorio su cui Musk & soci sfrantano i maroni al mondo – il loro famigerato Autopilot. Secondo il loro martellamento pubblicitario ossessivo-compulsivo, permetterebbe a un guidatore di mettersi lì tranquillamente a messaggiare sul cazzofono o a dormire mentre l’auto si guida da sola.

’Sto par di cojones.

Le auto che si guidano da sole esistono solo nella fantascienza (vi ricordate il KITT di Supercar?). E oltre tutto sarebbero dotate di vera intelligenza senziente, con due cose che mancano – e mancheranno sempre, fuori dalla fantascienza – alla cosiddetta “intelligenza” artificiale prodotta dall’uomo: emozioni e istinti. Azioni che a un guidatore umano vengono per puro istinto, decisioni che vengono prese immediatamente sulla base di una spinta emotiva, sono completamente fuori dalla portata di questo Autopilot di Tesla e di tutti i sistemi equivalenti messi in campo dalla concorrenza.

Ciò detto, non è che l’uomo sia perfetto, eh. Ci schiantiamo pure noi in auto, e di incidenti stradali la cronaca è piena. Ma pensare che un sistema molto, ma molto più imperfetto di noi possa tenere in strada qualche tonnellata di metallo lanciata come un proiettile è non fantascienza, ma fantascemenza!

Quindi: a) Tesla e gli altri impegnati in questo settore la devono piantare lì una buona volta di sfruttare i loro clienti come cavie per i loro esperimenti su quello che a tutti gli effetti non è altro che un “cruise control” malfatto e affetto da elefantiasi; b) la gente la deve piantare di farsi intortare dalla leggenda metropolitana (abilmente pompata dai produttori, come già detto) delle auto che si guidano da sole: non esistono e non esisteranno mai.

mercoledì 15 maggio 2019

Duro colpo per una certa narrazione politica

È quello che ha inferto il cardinale Konrad Krajewski a tutto il blablablà del partito degli Omini Verdi Xenofobi e dell’informazzzzione con quattro Z che supporta i partiti fascisti.

D’accordo, quella del cardinale Krajewski è stata un’azione di disobbedienza civile (cioè, ha infranto una legge che andava infranta). D’accordo anche sul fatto che la sua è stata un’azione del tutto individuale; nel clero una persona caritatevole del genere è una mosca bianca luminescente con luci stroboscopiche di tutti i colori. Però il dove è andato a compiere un’opera buona è importante.

Già, perché allo Spin Time di Roma i poveri che si sono trovati improvvisamente senza corrente elettrica non appartenevano a un solo gruppo etnico. Non erano solo i “porci negri bastardi” su cui il baluba ha costruito tutta la sua narrazione politica, e d’altro canto non erano solo poveri italiani. Erano tutti insieme, a cooperare per rendere la vita più semplice a loro stessi e ad altri bisognosi, senza stare a badare a dettagli insignificanti come il colore della pelle o (quello più insignificante se non assurdo di tutti) la religione.

La guerra tra “poveri di serie A” e “poveri di serie B” che il baluba sta tentando di fomentare allo Spin Time non si è verificata – anzi, gli hanno sbattuto dritto in faccia che non ci sono poveri di “serie A” e di “serie B”. Ci sono poveri e basta. E sono poveri che si sono dati da fare a riqualificare un edificio inutilizzato per fornire una casa a loro e ad altri poveri.

È per questo che il baluba e la stUmpa fascistoide che lo supporta hanno mandato le loro ghiandole salivari in superproduzione di bava alla bocca su questa faccenda. E tutto ciò non fa che andare ad alimentare la montagna di ridicolo di cui il baluba e tutto il partito degli OVX si stanno ricoprendo, di cui parlavo nel post precedente. Altro che grigliate e “selfie”, qui!

martedì 14 maggio 2019

Un “selfie” lo seppellirà

Assieme a tutto il ridicolo di cui si copre.

Chi? Ma il baluba, no?

Fa rimuovere striscioni contro di lui dai vigili del fuoco (che hanno dovuto obbedire obtorto collo) e si attira addosso il famigerato effetto Streisand.

Si fa i “selfie” (che poi, “selfie”: glieli scatta qualcun altro, non sono autoritratti fotografici) con ragazzi sorridenti che esattamente dopo il clic lo perculano senza pietà in pubblico – una ragazza di Salerno che gli chiede “Non siamo più terroni di merda?”, un altro ragazzo che gli chiede di rendere conto dei famosi 49 milioni, due ragazze che prima fingono di leccargli il culo per farsi ’sto “selfie” assieme a loro e poi si baciano lasciandolo lì a guardarle come un piccione quando un passero gli ha appena fregato il boccone.

E in pubblico finiscono anche le frigne e i vittimismi del baluba, che chiama gli sbirri quando qualcuno lo percula come merita. In pubblico finisce anche la sua definizione scopiazzata pari pari dal caimano: quelli che non sono con lui sono tutti “comunisti”. In pubblico finiscono le sue accuse false come una banconota da 80 euro di aver ricevuto minacce e pallottole in busta.

E poi va a visitare il santuario di San Pio di Pietrelcina a “pregare per Noemi” – come se le sue ipocrisie bastassero a permettere a quella povera bambina di superare il trauma che ha subito!

Oltre tutto vorrebbe sprangare i negozi che vendono cannabis legale (questione, tra l’altro, che non spetta a lui, perché è di competenza comunale, non ministeriale) tornando a incrementare il traffico di quella illegale – così fa direttamente la figura di quello colluso con la criminalità che adotta provvedimenti (inadottabili da parte sua, lo ribadisco) per favorirla.

Questa sua campagna elettorale permanente finirà per ritorcerglisi contro – e già lo sta facendo. Non c’è bisogno che qualcuno lo ridicolizzi: ci sta già pensando da solo. Lo aspetteremo al varco con l’ultimo “selfie”, quello dove lo si vedrà finire di scavarsi la fossa con le sue mani.

venerdì 10 maggio 2019

Italia e legge Scelba

Hanno finalmente cominciato ad applicarla – ma solo a un pesce piccolo, per ora. Hanno impedito a una casa editrice fascista di partecipare al Salone del Libro di Torino, e l’hanno inquisita per apologia di fascismo.

Ecco, tutto giusto, corretto, a norma di legge.

Ma ci sono due partiti – cazzapound e forca nuova (minuscole e storpiature d’obbligo) – che invece non sono stati inquisiti, proprio per niente. Uno dei due partiti, tra l’altro, è proprietario di quella casa editrice, non so se mi spiego. Eppure, possono permettersi di mettere in piedi manifestazioni rievocative a Predappio, con tanto di saluti romani e altre menate del genere. I loro membri possono permettersi di combinarne di cotte e di crude (tipo stuprare donne innocenti) o andare in giro con striscioni inneggianti al nostro dittatore sanguinario del secolo passato (al quale mi sono rotto i coglioni di far pubblicità, negativa che sia); addirittura viene permesso a quei due partiti di partecipare alle elezioni e di piazzare i loro eletti nei consigli comunali, provinciali o regionali in cui hanno passato (appena appena, eh) la soglia di sbarramento. Quindi al momento c’è un certo numero di amministrazioni locali che vivono nella totale illegalità, avendo al loro interno membri di partiti che stando alla legge Scelba sono illegali!

E qui arriviamo alle note dolenti. Perché? Perché c’è un altro partito che ormai è conclamatamente fascista, e che dichiaratamente supporta quei due partiti – ed è un partito che è stato piazzato al governo. L’intera Italia è in condizione di illegalità. Cioè, col Ministro delle Grigliate con Selfie che si è autodichiarato duce senza mezzi termini, con la sua bella sceneggiata sul famoso balcone, che giustifica le squadracce di esaltati al grido “Prima gli italiani”, che fa il bello e il brutto tempo come gli pare e piace in un governo di cui non è nemmeno il presidente, che finirà per riportare in auge le famigerate leggi razziali, e tutto il resto del blablablà, stiamo vivendo in una situazione completamente contraria alla legge Scelba. Se qualche testa di serie in questa europa che ancora si tiene la sua bella minuscola andasse a vedersi un po’ di leggi italiane, a questo punto farebbero in modo di far decadere questo “governo” e commissariarci.

Il che magari sarebbe pure un bene; ma pensiamoci: perché i panni sporchi non ce li laviamo in famiglia? Dovremmo essere noi a far decadere questi fascisti puri e a cambiare la situazione. E tra l’altro non c’è immunità parlamentare che tenga, visto che lo stesso parlamento vive in una situazione di illegalità: la magistratura deve compiere i passi necessari, e la gente deve concludere l’opera.

(Tsè: utopia. Secondo il sistema all’italiana, saranno sempre solo i pesci piccoli a farne le spese.)

martedì 7 maggio 2019

Due parole sull’ambiente

Premessa numero 1: queste sono le parole di un pessimista cronico – quello che non potrà essere deluso, al massimo piacevolmente sorpreso.

Premessa numero 2: di ambiente ne abbiamo solo uno, di cui facciamo parte, quindi, qualunque ferita infliggiamo all’ambiente la stiamo in realtà infliggendo a noi stessi.

Dunque: gli scienziati stanno lanciando allarmi ormai pressanti sui cambiamenti climatici e sui danni che la civiltà (parola grossa, eh) umana (e per tanti anche questa è una parola grossa) sta causando al pianeta. Allarmi veri? Eccesso di allarmismo che rischia l’effetto “al lupo al lupo”? Non spetta a me stabilirlo; so solo che, se non facciamo qualcosa, del milione o più di specie che si estingueranno l’umanità farà degnamente parte, perché, ripeto, distruggere casa propria vuol dire distruggere sé stessi.

Adesso lascio la parola al mio pessimismo galoppante.

È troppo tardi.

Ormai siamo ben oltre il punto di non ritorno; l’umanità è condannata comunque, non c’è più modo di invertire la tendenza; il punto di non ritorno è stato nel 1800, quando c’è stata la rivoluzione industriale – alé oò, benessere per tutti, ricchezza spropositata, grandi profitti per i soliti padroni, e creazione di immense fabbriche che andavano a carbone; ma nel 1800 non esisteva alcuna coscienza ambientalista, e la picconata decisiva venne data allora; quindi siamo due secoli troppo tardi per riuscire a salvarci dall’estinzione inevitabile.

Ancora più pessimisticamente, il vero punto di non ritorno venne superato circa seimila anni fa, quando i sumeri decisero di inventare il denaro. Nelle loro intenzioni, doveva essere uno strumento comodo e utile, ma perfino loro lo utilizzavano nel peggiore dei modi – per scavare un abisso tra ricchi approfittatori e poveracci, affinché qualcuno guadagnasse sempre di più a spese di tanti altri; da allora, tutte le guerre umane sono state combattute in nome non di alti ideali, e nemmeno di conquista o difesa di territori e risorse, ma per il vile denaro (qualcuno ha citato le guerre religiose? Pensateci: qualsiasi religione è basata sull’accumulo di ricchezze a spese della popolazione che deve rimanere povera per arricchire il clero). E per il vile denaro si ha avuto nel 1800 una rivoluzione industriale non graduale e misurata come avrebbe dovuto essere, ma esplosiva e mirata al profitto a qualunque costo.

E qualcuno si chiederà: se ormai siamo condannati comunque, che senso hanno le battaglie per l’ambiente che si stanno combattendo negli ultimi tempi? Semplice: possiamo sempre procrastinare l’inevitabile, spostando la nostra estinzione dai prossimi decenni a fra qualche secolo. Possiamo portare avanti la tecnologia di quel tanto che basta a permetterci di costruire un’astronave intestellare dove imbarcare qualche milionata di coloni in stasi criogenica e lanciarla verso le stelle, con la speranza che dovunque atterreranno questi coloni abbiano imparato la lezione vissuta sulla propria pelle qui, sulla Terra dove siamo condannati senza speranza. Fantascienza? È già quasi possibile togliere il “fanta” dalla parola. Ma dobbiamo averla, questa possibilità: dobbiamo piantarla lì di infliggere pugnalate al nostro pianeta e approfittare del periodo di stasi successivo.

Oppure si verificherà l’improbabilità massima: il progresso invece ci permetterà di rimediare in maniera spettacolare ai disastri ambientali che abbiamo causato finora. Ma temo proprio che, qualunque delle eventualità si verifichi (ignavia totale ed estinzione rapida inclusa) io non sarò più abbastanza vivo da provare piacevoli sorprese o darmi del facile profeta.

venerdì 3 maggio 2019

Causa del bullismo giovanile

Il caso di Manduria (qui uno degli articoli che lo riguardano) è emblematico. Ragazzini (solo due maggiorenni, appena appena, eh) privi di freni inibitori che tormentano un anziano fino a fargli perdere il senno e spingerlo a lasciarsi morire. E non è che uno dei millemila episodi di bullismo giovanile che avvengono quotidianamente in Italia.

Ma chi è che va preso a calci nelle palle (o in altro posto altrettanto doloroso, se si tratta di donne) da mattina a sera per poi darsi il cambio e proseguire durante la notte? I genitori di questi disgraziati, questo sì. Non basta sbattere questi giovinastri in galera e buttare via la chiave – atto doveroso – ma è necessario porre seri dubbi sulla capacità dei genitori moderni di educare i figli.

Genitori che pur di non sentire i propri “angioletti” lamentarsi o piangere esaudiscono ogni loro desiderio.

Genitori che per non aver la rottura di coglioni di sorvegliare ed educare i figli li piazzano davanti a qualche tecnoschiavizzatore – una volta era il televisore, poi ci sono state le console da videogioco, e infine sminchiofoni e tablet-del-cess. Lungi da me demonizzare questi strumenti, ma è il modo in cui vengono utilizzati che ha valso loro il mio disprezzo e certi nomignoli.

Genitori che, lungi dal mettere i figli di fronte alle loro responsabilità, li proteggono a prescindere, arrivando a denunciare il corpo docenti delle loro scuole quando i loro “angioletti” prendono un brutto voto o un provvedimento disciplinare.

Genitori che non sono minimamente in grado di impartire ai figli un’educazione degna di questo nome, di porre loro i doverosi paletti, di insegnare loro a distinguere il bene dal male e ad utilizzare freni inibitori al fine di non cascare nella facile trappola del secondo.

Quei giovinastri di Manduria si firmavano “gli orfanelli”, ma non è vero: hanno anche loro dei genitori. E tuttavia è allo stesso tempo vero: tutti questi bulletti sparsi in giro per il mondo hanno dei genitori che hanno mancato gravemente ai loro obblighi genitoriali, quindi davvero vengono su come orfani abbandonati in mezzo a una strada.

Bisogna ricordare a tutti questi non-genitori com’erano stati educati loro dai loro genitori. Adesso sembra che tutti i bambini si chiamino Amore; alla mia epoca (sì, più o meno il Pleistocene) “amore” ’sto par di balle: ne combinavi una storta? Ti pigliavi insulti e anche qualche ceffone dai tuoi genitori. Pigliavi un brutto voto o una nota sul diario? Arrivavi a casa e ti sentivi dire “Bene, così ti salta quella gita scolastica a cui tenevi tanto / il motorino / qualunque altra cosa”. Bullizzavi qualcuno? Bene, dal prossimo anno vai in collegio (ed erano collegi che parevano dei campi di concentramento: di solito la minaccia era più che sufficiente). Eppure la mia generazione è cresciuta con un’idea ben chiara dei valori della società, di cosa fare e soprattutto cosa non fare, e anche quelli che da giovani erano delle teste calde in età adulta si sono per la maggior parte inquadrati. Perché stracazzo non siamo in grado noi di impartirli alle generazioni successive?

Ripeto: quelle teste di cazzo di Manduria (e milioni di altri) vanno schiaffati in galera ora e per sempre, ma i loro non-genitori non devono passarla liscia, perché sono la causa primaria di questa aberrazione.