martedì 30 aprile 2019

Fascismo rampante

La sborrovisione di stato che trasmette celebrazioni da Predappio con saluti romani e tutto quanto, vera e propria apologia di fascismo trasmessa a diffusione nazionale.

Il ministro delle Grigliate con Selfie sempre pronto a smenarla in lungo e in largo quando è un “porco negro bastardo” a commettere un reato, anche da poco, ma sorvola tranquillamente quando reati gravissimi vengono commessi dai suoi simili – tipo lo stupro perpetrato da due esponenti di cazzapound.

Fascisti che ora lo dichiarano tranquillamente in pubblico, scambiandosi pure saluti romani per la strada, mentre fino a poco tempo fa se lo tenevano per sé.

Revisionismo storico a stecca, tipo il far passare la festa del 25 aprile come un “derby tra fascisti e comunisti”.

Partiti neofascisti che nascono uno dietro l’altro senza che nessuno punti l’indice contro l’assoluta illegalità di quelle formazioni, contrarie alla stessa Costituzione – che, lo ricordo, è La Legge, quella su cui tutto in Italia si deve basare.

Non possiamo continuare a far finta di niente di fronte a questi fenomeni: dobbiamo correre ai ripari in tempo zero. L’Italia non può permettersi un altro ventennio – tra l’altro con questi cialtroni, che con la loro incompetenza congenita riuscirebbero a causare perfino più disastri di quelli che provocò il fascismo.

lunedì 29 aprile 2019

A volte ritornano

Sembra che un politico più o meno dell’era dei dinosauri abbia deciso di proporre la sua candidatura come sindaco.

Insomma, ha 91 anni, ha un piede e tre quarti dell’altro nella fossa – e vuole farsi riconfermare?

Mah.

Il  problema (che è l’emblema di come funzionano le cose in Italia) è che ci sarà un mucchio di gente che lo rivota, nonostante sia un vecchio rudere che ormai di politica non capisce più una motosega a vapore – non che ci capisse molto anche prima, eh, a parte l’applicazione del classico sistema magna-magna. Ma che si goda quel poco da vivere che gli resta! Questo è proprio il nuov decrepito che avanza – urka se è un avanzo.

martedì 23 aprile 2019

Il Tomo delle Facce di Merda e i mitra

E la disparità di trattamento.

Se un tizio qualunque postasse una foto di sé stesso intento ad accarezzare un mitra (e i commenti dei suoi slurpaculo che dicono “Siamo armati”) scatterebbe immediatamente la cancellazione del post e dei commenti e la sospensione dell’account.

Se il baluba si permette di postare una foto del genere, nessuno interviene.

C’è qualcosa che non torna, a parte i continui gravissimi reati di cui si macchia il baluba (e che gli vengono lasciati passare a causa di quella fottuta immunità parlamentare – ma anche quella non lo proteggerà a lungo). Se il TFM ha delle regole, valgono per tutti, no? Non che un pinco pallo qualunque venga bloccato al minimo sentore che abbia postato qualcosa di non “politicamente corretto” e il baluba possa fare il bello e il brutto tempo come vuole solo perché è ministronzo di un paese che tra l’altro non c’entra una minchia fritta con la sede del TFM. Altrimenti, tutta la serie di pinchi palli qualunque che si vedono cacciati a scarpate perché magari hanno pubblicato anche solo una barzelletta non troppo pulita potrebbero citare in giudizio il TFM come complice nei delitti commessi impunemente dal baluba!

venerdì 19 aprile 2019

’Sti cattivoni che negano le cittadinanze

Ecco una notizia da quel cesso dell’informazzzzione con quattro Z che è rebubbliga (minuscola e storpiatura d’obbligo).

Vero: a questa tizia è stata negata la cittadinanza. Ma a quel “giornalista”, prima di pubblicare il suo bell’articoletto tanto per muovere una velata critica a quel porco bastardo razzista (notare il sarcasmo che cola da questo post) di un sindaco che osa negare la cittadinanza a una povera rifugiata e bla bla bla, ha pensato di informarsi su quali sono i prerequisiti per poter ottenere questa benedetta cittadinanza? Nell’apposita legge sono tutti riportati, in particolare all’articolo 9.1: “La concessione della cittadinanza italiana ai sensi degli articoli 5 e 9 e’ subordinata al possesso, da parte dell’interessato, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER).”

Cioè, piantar buriana perché un sindaco ha semplicemente rispettato una legge (più vecchia, va fatto notare, dell’attuale “governo” di razzisti, perché è del 1992) è puramente meschino e mirato alla polemica fine a sé stessa. Ai cari “giornalisti” andrebbe imposto come prerequisito di avere almeno una laurea in legge prima di mettersi a scrivere articoli come quello.

N. B.: ci sono tanti nati e vissuti in Italia, figli di genitori italiani da innumerevoli generazioni, che al livello B1 di conoscenza della lingua italiana non arrivano nemmeno: in primis il Ministro delle Grigliate con Selfie. Forse bisognerebbe pensare di negare la cittadinanza a loro prima di tutto.

giovedì 18 aprile 2019

E questa è casa mia, e qui comando io

Come disse il baluba: “La competenza è mia finché sono ministro io in Italia”.

Direttive su navi e porti come se piovesse, prevaricando perfino il presidente della repubblica riguardo alle forze armate; direttive ai prefetti di prendere provvedimenti contro “il degrado” prevaricando i sindaci, che a livello di comuni sono l’autorità massima.

Bene, questo è tutto scontato, col baluba; ma mi sarei aspettato molta più indignazione da parte di tutti riguardo a questi balubamenti. E invece c’è un silenzio assordante, da parte del presidente della repubblica (ma esiste ancora?), del presidente del coniglio (che non è mai esistito in questa legislatura), ma soprattutto da parte della gente, dei sindaci, delle forze armate, di chiunque sia coinvolto in tutte queste sparate.

E intanto il partito del baluba guadagna terreno proprio dove dovrebbero sputargli in un occhio, cioè al sud che quel demente ha passato la vita a vituperare – e ancora una volta mi pongo seri dubbi sulla sanità mentale della gente da quelle parti.

C’è ancora un minimo di dignità in Italia? C’è ancora qualcuno che pensi? C’è ancora qualcuno oltre a noi quattro blogger spelacchiati che riesca a vedere in quale abisso stiamo precipitando e a invertire la tendenza? Dobbiamo aspettare che la magistratura riesca a trovare un cavillo legale per rendere impossibile il salvataggio del baluba da tutte le imputazioni che ha a carico? O non sarebbe meglio che qualcuno come i due presidenti citati riemergesse dal limbo per revocargli quella carica? Perché se continuiamo così finiremo in mezzo a una bella guerra nella quale saremmo i perdenti per definizione!

lunedì 15 aprile 2019

Roba che neanche la fine del mondo

Ieri c’è stato un problemino ad accedere al Tomo delle Facce di Merda e ad altre socialmerde.

E allora?, mi chiederete voi.

Io manco me ne sono accorto; ho letto la notizia oggi – e francamente non me ne poteva fregare meno. Guasti tecnici qua e là in giro per il mondo avvengono ogni momento; basta (per chi ha un account su certi sistemi) portare pazienza, e i teNNici sistemano tutto nel giro di qualche ora.

Tsè.

Da quel che ho capito, la marea montante di webeti ha infestato per ore l’unica socialmerda che funzionava, il Cinguettatore Folle, con messaggi deliranti, come se uno sciame di asteroidi si stesse precipitando a distruggere la Terra!

Ma roba da matti!

E quando (non se: quando) arriverà fatalmente il collasso tecnologico, riprecipitandoci a forza bruta al livello che avevamo all’incirca nel XIX secolo? Perché questo collasso tecnologico avverrà: è già alle porte, i segni premonitori – mancanza di risorse in primis – ci sono tutti.

Be’, se tutto il webetume si suiciderà in massa avremo risolto di botto l’annoso problema della sovrappopolazione!

venerdì 12 aprile 2019

Siamo al parossismo

(Questa perla mi è stata passata dai miei amici della Valle d’Aosta.)

Cioè, siamo alla fru al des al caf al dig alla visita al cesso del giorno successivo. Praticamente un tizio è stato condannato per non aver pagato le tasse (e fin qui…) su proventi illeciti.

Roba da chiodi. Praticamente si sta sdoganando il fatto che le attività illegali in realtà non lo siano affatto, purché qualcuno ci paghi le tasse sopra. Fotte un cazzo bollito, tagliato a fettine sottili e condito con salsa verde la provenienza dei soldi: basta essere a posto col fisco.

Almeno a leggere l’articolo, eh; poi magari (ma non l’ho trovato riportato con sufficiente chiarezza) quel tipo era già stato inquisito per i proventi illeciti di cui sopra – il che vorrebbe dire la beffa oltre al danno, ma vabbe’: comunque il principio non cambia di molto. Se già certi proventi sono illeciti, che cazzo di senso ha chiedere pure che ci vengano pagate le tasse sopra? Mi sembra lo stesso principio bacato secondo cui lo stato italiano vorrebbe conteggiare le attività illegali nel PIL, per scremarne un profitto anziché combatterle come dovrebbe fare ogni stato degno di questo nome.

lunedì 8 aprile 2019

Quando non si hanno armi

Cioè: quando mancano gli argomenti seri per attaccare qualcuno, si passa a tentare di screditarlo su dettagli formali.

Parliamo di Simone, ragazzo di quindici anni che a Torre Maura ha avuto il coraggio di prendere virtualmente a sberloni sul muso i neofascisti di cazzapound. Già, e anche se come ogni fascista che si rispetti quei minchioni viaggiavano in gruppo gli sberloni sul muso – metaforici, ma non meno dolorosi – se li sono presi, li hanno incartati e se li sono portati a casa. Simone ha pienamente dato la dimostrazione che non tutti i giovani sono perennemente incollati al loro vomitofono a sparare puttanate sul TFM, su TuTubo, su Instacazz e altre socialmerde, ma che ce n’è qualcuno con la testa sulle spalle.

Ma adesso arriviamo all’attacco meschino, ridicolo, puerile che Simone ha subito: tale elena stancanelli – non so chi sia, ma le minuscole se le è guadagnate a pieno merito – che si autodefinisce “scrittrice” (ancora una volta: ma chi cazzo è? Mai sentita nominare!) lo accusa di parlare male l’italiano.

Tsè.

Intanto, a detta del professore di italiano di Simone, il ragazzo parla un italiano corretto e ha buoni voti nella materia. Seconda cosa: per parlare coi fascisti bisogna scendere al loro livello, ma Simone non c’è riuscito: ha comunque parlato un italiano migliore di quanto lo parlino loro. Questa critica da parte di una sedicente scrittrice (magari una Gennarina Coccolina Scrittrice, chissà…) a un ragazzo che a scuola sta ancora andando non sta né in cielo né in terra.

Ma, appunto, quando non si può attaccare qualcuno sui suoi argomenti, di loro inattaccabili, lo si attacca su minchiate a cui gente di buon senso manco va a pensare. Questa “signora” stancanelli (notate le virgolette intorno a “signora”) mi sembra come quei personaggi senz’arte né parte che vanno a criticare Greta Thunberg perché è bruttina – proprio perché anche in questo caso non possono attaccarla sugli argomenti che espone.

giovedì 4 aprile 2019

Ennesima dimostrazione di coglioneria

Le mie solite “quinte colonne” si sono preoccupate di farmi avere ’sta roba dal Cinguettatore Folle:



Cioè, il movimento 5 malattie infettive mortali ancora una volta si rivela per quello che è: la qualifica di “somari” usata da Burioni è un monumentale eufemismo. È mai possibile avere al governo (porca mignotta, al governo!) una tale banda di reazionari disposti a tornare al medio evo? Antivaccinisti, sciocchimisti, terrapiattisti, signoraggisti bancari, fanatici di nibiru, tutta gente del genere – e hanno incarichi di governo! È proprio vero che al peggio non c’è limite.
A questo signor Sbarellato – sì, è questo il suo vero nome – vorrei ricordare che se non è ancora morto di vaiolo, difterite, poliomielite o tetano è perché i suoi genitori si sono preoccupati di fargli tutte le vaccinazioni necessarie.

lunedì 1 aprile 2019

Esiste il razzismo verso i browser?

A quanto pare sì. O è tutta una strategia di Google per pompare il suo browser, il buon Chrome, facendo una spietata concorrenza sleale a tutti gli altri (cioè, all’unico rimasto che non usi il motore Chromium: Firefox).

Mi spiego: dove c’è da mettere quell’odiosa spunta su “io non sono un fottutissimo merdosissimo robot del cazzo” (e già lì mi girano i coglioni a mille), a tutti i browser basati su Chromium basta quello: si prende la spunta, e tu puoi pubblicare il commento o quello che è. Su Firefox come tento di mettere quella spunta comincia a martellarmi con le classiche immagini da selezionare – ma non la versione semplice, per esempio “Scegli tutte le immagini con auto”, tre selezioni e via: la versione impossibile, con la foto intera divisa in riquadri, dove puoi selezionare tutto quello che vuoi ma non sarà mai corretto. Riprova, salta, vai avanti finché non ti propone apparentemente la versione semplice, ma tu continui a cliccare sulle immagini per vederle sparire sostituite da qualcos’altro, e anche lì non ne vieni a capo. Così, alla fine della fiera, se uno vuole davvero pubblicare qualcosa è obbligato a cambiare browser!

Intendiamoci, non ho nulla contro Chrome e i suoi fratelli: funzionano bene come Firefox e qualunque altro browser (meno quelli di Micro$$$$$$$oft, che sono delle ciofeche mostruose) – ma se io facessi parte degli alti vertici di Mozilla comincerei a chiedere spiegazioni agli omologhi di Google! Perché questa è davvero concorrenza sleale!