lunedì 30 settembre 2019

Due parole riguardo all’ambiente

Con la doverosa premessa, già espressa in altri post, che secondo il mio lato cinico e pessimista è già troppo tardi – possiamo soltanto procrastinare la fine – e che non saremo noi a distruggere l’ambiente, di suo sopravvissuto a catastrofi ben peggiori, ma sarà l’ambiente a distruggere noi – e già lo sta facendo: tempeste ormai fuori scala, ghiacciai che crollano, e via così.

Diamo però retta al mio lato più ottimista e speranzoso (chi vive sperando, disperato muore…) e partiamo dal presupposto che si possa invertire la tendenza. Prendo spunto da tutto quello che leggo sul mondo del web  (troppe fonti per citarle; mi perdonino gli autori) per stabilire una serie di principi.

  • La carne è diventata la pietra dello scandalo; alé oò, diventiamo tutti vegani e salviamo il mondo, perché la colpa dell’aumento dell’anidride carbonica è solo ed esclusivamente degli allevamenti di animali! Quando è facile fare un paio di calcoli e stabilire che in realtà gli allevamenti incidono in maniera molto marginale sulla questione; il colpevole principale è l’industrializzazione spinta con tutti i suoi annessi e connessi. Bisogna cominciare ad applicare modelli produttivi più rispettosi dell’ambiente, che non depauperino tutte le sue risorse, che ricavino energia da fonti rinnovabili, che non producano tutto l’inquinamento attuale – e in più bisogna ficcare certe cose in testa ai fanatici come i vegamerda: se non rinunci in primis a girare col tuo SUV demmerda che beve e inquina come una superpetroliera, a comprarti ogni sei mesi il minchiofono che costa uno se non due stipendi e viene prodotto in fabbriche cinesi alimentate da centrali elettriche a carbone, ad adottare tutta questa serie di comportamenti aberranti, poi: a) non devi smenarla sul fatto che la carne è IL DEMOGNO!!!!!uno, undici e centoundicimilacentoundici!; b) non devi tritare i cabbasisi agli altri su quello che fanno o non fanno per l’ambiente.
  • Cominciamo nel nostro piccolo a modificare il nostro stile di vita in modo da contribuire alla salvaguardia dell’ambiente:
    a) Bisogna proprio prendere l’aereo per viaggiare? Anche su tragitti brevi? Posso capire su tragitti da mille o più chilometri, ma c’è gente che prende l’aereo per farsi duecento chilometri o giù di lì! E aumentano i voli; se adesso si lancia qualche app come FlightRadar, ci si mette le mani nei capelli per quanti puntini luminosi si vedono sul display. Treni, navi? Prendeteli più spesso!
    b) Se ne avete la possibilità, usate caldaie a metano di produzione recente, e oltre tutto non bombatevi 40° fissi tutti gli inverni, che a 20° si vive bene, anzi meglio, e il risparmio è evidente.
    c) Ormai la raccolta differenziata è una realtà in tutti i comuni d’Italia (che funzioni bene o male, questo è un altro discorso); fatela ’sta benedetta differenziata!
    d) Cominciate a comprare quello che vi serve, non quello che fa figo avere per tentare invano di sbalordire gli amici.
    e) Il punto d) vale anche per le apparecchiature tecnologiche: comprate quello che vi serve, e cercate di puntare sul minor consumo possibile, tipo frigoriferi o lavatrici classe A+++; usate luci a LED, lasciando perdere quelle alogene che ciucciano pressappoco quanto le vecchie lampade a incandescenza; cercate anche di non lasciare acceso quello che non ne ha bisogno.
    f) I tempi non sono ancora così maturi per pensare di passare all’elettrico nei trasporti; si può cominciare a pensarci, ma anche tutta l’infrastruttura va adeguata; ciò detto, avete il SUV demmerda che (repetita juvant? Mi sa di no) beve e inquina come una superpetroliera? Rottamatelo! Compratevi un’utilitaria o una berlinetta media a basso consumo. Forse riceverete anche meno insulti per la strada, e dovrete comprare meno farmaci per il brucior di stomaco! E se potete usate i mezzi pubblici o fatevi quattro passi a piedi, che fanno sempre bene; cioè, per fare un esempio, se il vostro posto di lavoro è a duecento metri da casa vostra, che cazzo pigliate l’auto a fare? E se i vostri figli a scuola ci possono andare a piedi o coi mezzi pubblici, che senso ha portarli col SUV demmerda di cui sopra che poi viene perennemente parcheggiato in quarta fila?
    g) Non so quanto questo sia applicabile in tanti comuni, ma in tanti altri è facile: rinunciate alle bottiglie di plastica usa e getta. L’acqua del sindaco è buona in quasi tutta Italia; in tanti posti ci sono le casette dell’acqua che ve la danno pure gasata e a poco prezzo, oppure vi potete comprare il gasatore casalingo e farvela per conto vostro; riempite le vostre belle bottiglie di vetro e bevete da quelle.
    h) Se non c’è bisogno di sprecare carta, toner o inchiostro, energia elettrica per stampare quella cazzo di mail che avete ricevuto o millemila milionardi di bozze di un documento, o altre puttanate del genere, lasciate perdere. Già la burocrazia ci mette del suo a far produrre tonnellate di scartoffie inutili; vedete di non peggiorare il problema.
    i) (ma questo è rivolto a chi produce la nostra roba) Ha senso una confezione grossa venti volte il prodotto che contiene? Hanno senso imballaggi spropositati per roba piccola? Dateci un taglio con tutta questa superproduzione di cartoni e plastica e cominciate a produrre confezioni adeguate al loro contenuto.
    j) Cominciate a educare i vostri figli a un maggior rispetto per l’ambiente di cui anche noi homo poco sapiens facciamo parte; soprattutto, fate entrare loro nella capoccia che rispettare l’ambiente significa anche rispettare sé stessi, e che tutto questo consumismo fine a sé stesso va una buona volta accantonato. Le generazioni attuali sono cresciute a pane e consumismo, e toglierglielo da quelle pietre in cui s’è trasformato il loro cervello richiederebbe ben più di un martello pneumatico; ma i giovani, ancora flessibili e aperti al cambiamento, possono imparare la lezione.

Ecco, ci sarebbe ben altro da aggiungere – ma già con queste piccole raccomandazioni si potrebbe ottenere un significativo miglioramento se le si mettesse in pratica. Che si tratti (secondo il mio lato ottimista) di uscire dal baratro o (secondo quello pessimista) di procrastinare la fine allo scopo di costruire un’astronave interstellare e dare una possibilità all’umanità in qualche altro angolino di cosmo, diamoci da fare!

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