domenica 8 settembre 2019

Sono una bzzzz bianca

Davvero. Certe volte mi sento veramente come se soltanto mi mancasse un’astronave per tornare su Marte. Anche parlando con gente della mia generazione, scopro di essere una voce fuori dal coro – ma tanto fuori.

Sono l’unico, tanto per dire, a cui non frega un cazzo di servizi di streaming video come Netflix, Infinity, Dassòn o come cazzarola si scrive, e tutto il resto della compagnia.

Sono l’unico che, messo di fronte a tutti ’sti sistemi smart (o smOrt, che è meglio!) che fanno tutto da soli, sempre iperconnessi, comandabili da remoto, dotati di “intelligenza” artificiale che di intelligente non ha un cazzo, pieni di buchi dove entrano balenottere intere, che trasformano l’uomo in schiavo della teNNologia, dice “Mai in casa mia”.

Sono l’unico che non trova niente di divertente nei videogiochi multigiocatore online e preferisce giocare da solo, e che s’incazza come un intero branco di iene quando i produttori di un videogioco a giocatore singolo ti vanno a inziccarci una modalità multigiocatore a volte anche indispensabile per riuscire ad andare avanti con la storia a giocatore singolo.

Sono l’unico che ha notato un brutale decadimento nell’arte e nella cultura (mica solo in Italia, eh: tutto il mondo è paes bidonville) negli ultimi decenni, che non apprezza più la musica dai primi 2000 in poi (salvo poche perle), che non ride alle battute degli pseudocomici stile zelig, colorado o altri brokrammi del genere, che trova i film moderni troppo gonfi di effetti speciali a gogò quanto vuoti di contenuti (a parte poche perle), che entra in libreria con la certezza che il 90% di quel che vede sugli scaffali è da destinare a stretto giro di posta al macero, che non capisce come un telo con uno strappo in mezzo o una tavoletta del cesso inchiodata a un muro rientrino nel concetto di arte.

Sono l’unico che non passa le giornate a fulminarsi il neurone solitario facendo il leone da tastiera, da buon webete, sulle socialmerde, condividendo bufale astronomiche perché tanto “condividere non costa niente” (e può rovinare vite), vomitando odio contro i negri bastardi, i froci, gli handicccappati (3 c volute: il webete medio ce ne mette solo 2!), e altre categorie di diversi che fanno tanta paura, che mangiano i bambini, che portano tante epidemie, bla bla bla, pubblicando selfie di merda a mitraglia dalla mattina alla sera e magari pure di notte, documentando con dovizia di particolari ogni singolo istante della propria vita senza pensare che agli altri potrebbe non fregare un cazzo di tutto ciò e oltre tutto lamentandosi per le violazioni della pràivasi (italianizzazione voluta) da parte delle socialmerde stesse.

Sono l’unico che non ama ostentare ricchezza fasulla, girando con un SUV demmerda da centomila euro preso con finanziamento che finiranno di pagare i propri trisnipoti, mangiando pane e cipolle (anzi, anche senza pane) (anzi, anche senza cipolle) per poter sventolare lo smOrtofono che costa due stipendi di fronte agli amici, andando a comprare quei vestiti “firmati” che costano un putiferio e che portati una volta poi sono distrutti, e tutto il resto di queste meraviglie a costo ∞.

Sono l’unico che, oltre a non essersi mai fatto un cannone o aver fatto uso di altre droghe, non ha mai nemmeno fumato una sigaretta o altri derivati del tabacco, e che le uniche due volte nella vita che si è sbronzato in situazioni obbligate ha poi rimpianto amaramente di averlo fatto – e oltre tutto sono l’unico a non ritenere affatto forte chi entra in quei giri per poi uscirne per miracolo, ma chi proprio non ci entra mai, resistendo fin dal principio a tutte le tentazioni di falsa felicità che l’uso di stupefacenti ti sventola davanti al muso.

Sono l’unico davvero in un mucchio spropositato di cose! Me lo devo fare, l’esame del DNA? Chissà, magari finirò per scoprire di non essere umano, magari neppure originario della Terra.

8 commenti:

Mia Euridice ha detto...

Beh, in effetti di terreste, o di terreste italico medio, hai poco o nulla.

Dumdumderum ha detto...

@Mia Euridice
Lo sospettavo.

Zio Scriba ha detto...

eheh... siamo almeno in due (anche se io qualche sigaretta l'ho fumata, per gustare il sapore, e senza mai diventarne schiavo...)
Ma io di essere alieno sono sempre stato sicuro. Con una gran voglia di tornare sul mio pianeta, Shindar 9. :)

Dumdumderum ha detto...

@Zio Scriba
'Azz! Devo sempre prenotare quella vacanza su Shindar 9! :D
Quanto a me, non ho "gustato il sapore" della prima sigaretta che mi ritrovai tra le mani a tredici anni (nel classico passaggio tra tredicenni, "Dai, fatti un tiro anche tu" e bla bla bla): mi lasciò talmente disgustato che lasciai perdere subito.

La B ha detto...

Concordo sui sistemi smart, ormai anche per tirare lo sciacquone bisogna utilizzare lo smartphone. I videogiochi collegati in rete sono la rovina degli adolescenti. Concordo sul decadimento dell'arte e la cultura, purtroppo è la prima cosa che ne paga le conseguenze di questo nuovo mondo. Concordo sulla musica, sono anni che non ho più un cantante preferito che ascolterei notte e giorno ininterrottamente. Concordo sull'ostentare ricchezze fasulle, queste persone non le capirò mai! MAI!

Dumdumderum ha detto...

@La B
Alla fine della fiera, però, è tutto legato a un singolo aspetto: quel consumismo che ci sta (davvero!) consumando. L'arte (musica inclusa) ne fa le spese, perché ormai se non sei un fenomeno commerciale la tua arte viene costantemente ignorata - e cosa può diventare un fenomeno commerciale? Qualcosa che accontenti le masse; e le masse, nel loro complesso, hanno meno cervello di un'ameba. Questo è il consumismo che ti spinge a ostentare ricchezze fasulle, perché se no ti becchi dello sfigato da parte delle masse; questo è il consumismo che ti spinge a renderti schiavo di roba pure comprata (magari con finanziamenti eterni) solo perché fa figo. È sempre il consumismo che spinge milionate di dodicenni fulminati a vendersi pure l'anima su giochini tipo Fortnite, col loro bel sistema di microtransazioni su cui smenano tanti soldi facendo gongolare i produttori.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Non sei l'unico sei come me facente parte di una ristretta minoranza silenziosa, così silenziosa che forse se si palesasse magari scoprirebbe di non essere poi così "minoranza"...

Dumdumderum ha detto...

@Daniele
Già, ma finché a esprimerci saremo noi quattro blogger spelacchiati saremo sempre davvero solo una minoranza.